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Morgan & Megahertz + Marco Santoro Bioelectric tour

Festival delle Serre a Cerisano (Cosenza) - 18 ottobre 2015

 

Morgan & Megahertz + Marco Santoro live

“Siamo un trio che è una barzelletta, iniziamo cosi: ci sono sul palco un Milanese, un Padovano ed un Calabrese”

 

S’arriva a Cerisano per una stradina di montagna stretta e carica di vegetazione. S’arriva a Cerisano e ci si catapulta immediatamente in un’altra epoca, altri colori, altri profumi, altre dimensioni. Ogni piazza un proprio suono, ogni vicolo una storia differente. Per questo in ciascun angolo di quella suggestione scandita in architetture d’altri tempi, il Festival delle Serre ha distribuito uno spettacolo diverso. Nella piazzetta Chiusi, già dalle 20.00 del 18 Ottobre si respira un’aria di attesa molto particolare. Si preannuncia uno spettacolo riservato a pochi. Luci Blu magnetico ad illuminare un palcoscenico già narrativo, se pure ancora vuoto di persone. Ma i musicisti, quelli che “la musica è una scelta di vita”, lasciano sempre pigmenti della propria essenza su ogni strumento che maneggiano.

Ho l’istinto immediato di chiudere gli occhi, non capisco bene perché ma generalmente assecondo il mio istinto. Chiudo gli occhi. Sono già le 22.00 circa, due signori distinti, schedati nei registri dei musicanti come Daniele Dupuis e Marco Santoro raggiungono il palco. Poco dopo, una matassa di persone imbronciate e protettive, come una scena di film surrealista, si fa coperta nascondendo la sorpresa della serata. Arriva lui, lo si può intuire da come il pubblico rumoreggia e trema per l’entusiasmo.

Marco Morgan Castoldi, anche lui schedato ma con un nome più lungo e tuonante. E a giudicare da come si spostano le zolle del terreno su cui cammina, questo nome deve tuonare davvero con violenza. Fingo di non conoscerlo affatto, per assaporarmi le impressioni di una nuova prima volta. Arriva sul palco liberandosi da quella matassa di gente e si scopre quasi germoglio di pianta. Ha un nome ed un personale tuonante ma sul palco, tra i suoi strumenti ed i suoi validissimi accompagnatori è solo, fragile, umano più del concesso. Eppure tuona, per tutta la serata.

Questo è uno di quei misteri dell’umanità che rimarranno irrisolti. Come possa l’espressione di un uomo sembrare quasi dissociarsi dal proprio generatore ed amplificarsi fino a risultare di gran lunga più forte, stabile, decisa e violenta di lui. Si passa da Altrove all’Assenzio, dalla sua carriera da solista a quella di leader dei Bluvertigo fino ad approdare alle sue inevitabili citazioni, gli omaggi ai maestri che l’hanno forgiato, ispirato, dai Pink Floyd a David Bowie. Resta spazio anche per il suo Destino Cattivo dove si manifesta tutta la sua dualità, il bianco ed il nero che convivono, che armonizzano e risuonano, come quel piano e quel forte simultanei, figli di Bartolomeo Cristofori.

Uno spettacolo straordinario, in cui si riescono ad individuare bene tutte le parti che lo compongono, l’elettronica di Daniele Dupuis ed il “grottesco” meraviglioso di Marco Santoro, bene amalgamati con il muoversi continuo ed il riempire la scena di Marco Morgan Castoldi. Il pubblico partecipa a gran voce ed il palco risponde con simpatia. 

Sono già le 23.30 e nessuno di noi riesce ad averne abbastanza ma Morgan saluta con la gentilezza ed il sorriso che lo hanno accompagnato per tutta la serata. Ricompare la matassa imbronciata e lo porta via, malgrado i tentativi del pubblico di boicottare la fuga. Rimane in silenzio piazza Chiusi ma non per questo tace. Credo che, come bene sa fare il mare, quelle mura antiche abbiano incamerato energia da utilizzare con parsimonia fino alla prossima stagione di sole.

 

Elisa Longo

 

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Morgan live al Fillago FestivalPosso parlare?

Se il cuore me lo consente, di seguito non divagherò in criticismi altezzosi, diffidenti o spietatamente ruffiani, quei meccanismi effimeri e populisti sempre esistiti dietro e dentro la macchina di chi parla di show business.

Avere la fortuna di poter assistere alla performance di un artista, qualsiasi disciplina egli professi, e se di artista si tratta, è già la prova della sua stessa grandezza, oltre che un momento di scambio. Io ringrazio vivamente il destino che ha voluto che io sia qui ora, tra migliaia di persone presenti, a testimoniare nero su bianco il concerto di Morgan, l’artista che seguo dal vivo con interesse e passione fin dalla mia età adolescenziale, quando debuttò a Video Music come bassista e cantante dei Bluvertigo (credo fosse il 1995 o ’96); dopo una loro affascinante performance, alcune sue risposte ironiche, in un battibecco televisivo al “Roxybar” (contro un noto Cardinale, spaventato e disarmato da tanta dirompenza giovanile che attaccava il perbenismo) accesero la mia simpatia e stima nei confronti del suo senso anticonvenzionale di esprimersi, della sua coraggiosa ostinazione a cercare la libertà d’espressione, segni indelebili che si sono imposti nello stile della sua musica grazie ad un forte temperamento, capace di averlo reso uno dei più grandi interpreti nella scena musicale contemporanea italiana.


E’ un esteta della musica e della parola, Morgan, un sensibile compositore che, come un grande chef alchimista, prepara all’istante e offre sempre al pubblico, affamato di cultura, un menù ricco di molteplici e divertenti soluzioni musicali: uno chef rock’n’roll !!

Un lusso, quindi, la possibilità di assaporare anche questa sera le sue composizioni personali e molte cover, eseguite tramite l’utilizzo di vari strumenti (pianoforte, basso, tastiere e sintetizzatori, melodica, theremin), accompagnato accuratamente da Marco Santoro (tromba e fagotto) e da Megahertz, tastierista capace di sostenere sempre con sapienza qualsiasi sua improvvisazione sugli arrangiamenti.

L’inizio della serata è affidato a quest’ ultimo, con un intenso tributo modernistico ai tedeschi “Kraftwerk”, pionieri della musica elettronica “robot pop”; dal terzo brano si aggiunge Santoro alla tromba abbellendo con improvvisazioni jazzistiche. Ed eccolo comparire, Morgan, arrivato proprio all’istante, mentre Megahertz intona l’ipnotizzante ritornello di “The robots” con voci inumane anche campionate...con grande naturalezza Morgan si siede al pianoforte e in un gioco equilibrato di ritmiche che si instaura subito tra i due sembra accendere i motori di un palcoscenico che di lì a poco si trasformerà in pista da ballo o di lancio, per qualche navicella spaziale.

Una serata dai ritmi elettronici incanta un migliaio di persone raccolte per l’occasione; si susseguono canzoni dei suoi Bluvertigo, sue composizioni dei dischi più recenti da solista, poi un dolce omaggio a Giorgio Gaber, ma la svolta cruciale tra la prima e la seconda parte dello show si ha con l’esecuzione al pianoforte di Beethoven, rivestito di nuova luce grazie a una base elettronica che da forza alla già trascinante e magistrale sonata.

 

Morgan sembra uno sciamano della musica... da questo momento, con l’utilizzo del basso, ci conduce nel suo mondo, per mano ci porta sempre più nel cuore di una foresta pluviale di suoni affascinanti; anche il suo più grande successo da solista, “Altrove”, appare dal sound modificato, più sintetico, e l’esecuzione di “Cieli neri” è forse il momento più alto del concerto, dove tutte le parti sono in equilibrio fra loro: fagotto, pianoforte, basso e le tre voci si fondono perfettamente.

Un curioso omaggio a Domenico Modugno precede un finale apocalittico, un vorticoso medley della migliore musica new wave, post punk, pop rap e funky dance degli anni 80, in un duello fra classici britannici ed americani.

“Qui si potrebbe andare avanti tutta la notte!” ci dice, mentre si scatena al basso, consapevole che non si può, ma sarebbe bello!
La musica finisce, ci si guarda intorno per ricercare amici e parenti e ci si accorge di non essere su una pista da ballo.. si torna consapevolmente coi piedi per terra.

 

Psicologicamente, il “conto da pagare”, dopo ogni performance di Morgan, è salato, anzi, salatissimo, ma va bene così, ci si interroga su tante cose... : che vita faccia un musicista così colto, inafferrabile e generoso.. quali siano le sue ambizioni future come musicista e uomo critico diventato, con suo stupore, personaggio televisivo senza aver mai fatto il “personaggio”.. da dove abbia ereditato questa padronanza nel miscelare tra loro, in un unico percorso artistico, influenze musicali e generi così apparentemente diversi.. e se il tempo in cui vive, gli organi di stampa, la società, comprendano il valore aggiunto che una personalità così sensibile potrebbe dare all’ informazione che conta...
Ogni volta che il Maestro abbandona il palcoscenico e si chiude lo spettacolo senti nell’aria un cambiamento, una specie di urgenza.. impercettibile, ma inebriante.. quella strana sensazione che ti fa sentire che il tempo stia fuggendo, e che le emozioni siano alla base del senso di ogni cosa, di ogni gesto, che non importa se ti insegnano a tendere alla perfezione, perchè è molto più importante la veridicità delle proprie azioni, il buon gusto, la comunione degli sguardi, la bellezza dei sorrisi, della tensione e dei tuffi al cuore che una canzone ricercata può regalarti, se interpretata con la raffinatezza di un animo così eclettico e romantico. A tratti nobile.

 

Laura Frigeni (Rubina)

 


 

 

SCALETTA:

Intro di Megahertz – tributo ai Kraftwerk

Altre forme di vita (Bluvertigo)

Crash (Morgan)

Non arrossire (Giorgio Gaber)

Il tipo ideale (Soerba)

Sonata quasi una fantasia” n°13 Op. 27 n°1 (L.V. Beethoven)

The chauffeur (Duran Duran)

Altrove (Morgan)

Me (Morgan)

Cieli neri (Bluvertigo)

Sole malato (Domenico Modugno)

Fashion (David Bowie)

 

Medley:

Psycho killer (Talking Heads) + Girls on film (Duran Duran) + Wham rap! (Enjoy what you do) (Wham) + Another one bites the dust (Queen) + Billie Jean (Michael Jackson) + Last night a Dj saved my life (Indeep)

 

Domenica primo giugno la discoteca La Suerte ha offerto una serata psichedelica con annessi fuochi artificiali,
ad accenderla è stato Marco Castoldi in Arte Morgan.

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Morgan puntualissimo si è presentato per il sound check e verso le 00:30 ha avuto inizio lo spettacolo. Una performance a metà strada fra un dj set e un concerto live, il giudice vincitore di X Factor che rivestirà il ruolo anche quest'anno si è proposto con due dei suoi fedeli compagni di viaggio iPad e pianoforte. L'Artista Castoldi non manca mai di sorprendere, camaleontico, eclettico, innovativo, cattura l'attenzione e accosta l'inaccostabile. L’ascolto dell’impensabile in una discoteca con Morgan è possibile, eccolo eseguire "Non arrossire" di Giorgio Gaber e non contento "Lontano lontano" di Luigi Tenco. La discoteca ormai trasformata in balera, parole del Castoldi, è stata avvolta da un lento per eccellenza "Alba Chiara" di Vasco Rossi, un lento che ha fatto abbracciare e ballare a corpo a corpo con un salto a tempi ormai molto molto lontani.

 
Le basi campionate e i suoi brani “La Crisi”, “L’Assenzio” e “Altrove” hanno confezionato uno spettacolo innovativo e di qualità; il tutto sigillato con l’irriverente e provocatoria “Walk on the Wild Side”, capolavoro assoluto di Lou Read.

Morgan giudice di X Factor ma soprattutto raffinato cantautore, fine pianista, geniale polistrumentista, sa Fare Musica. Sa regalare Buona Musica in ogni occasione, un vero Artigiano del suono.

di Monica Torriani

www.corpomenteanima.it

9 febbraio 2014

Potrei non risultare imparziale in questa piccola recensione del concerto di Morgan al The Cage Theatre Sabato 8 Febbraio, ma giuro che ci proverò.

Proverò anche a non essere particolarmente critica nei confronti di alcune cose che ho visto, ma anche questo risulterà difficile perché quando vai ad un concerto ti immergi completamente nel mondo del cantante che hai di fronte.

Ti catalizzi e non fai altro che sentirti guidato dall’atmosfera che ti circonda; e pertanto l’aria che si sentiva mi ha parecchio condizionato – ma per fortuna, mi sono svegliata comunque col sorriso stampato sul viso.

Ma cominciamo. Prima di tutto, e mi duole dirlo, pensavo di ritrovarmi in un locale sicuramente con molta più gente.

Non indago sulle motivazioni, ma ero convinta che Morgan suscitasse molto più interesse come artista.

Però meglio… si stava sicuramente più larghi, e potevi anche berti la birra decentemente!

Sì perché vedere Morgan in concerto non è come vedere un concerto qualsiasi (purtroppo non ho tutta questa miriade di concerti alle spalle, però un po’ ne ho visti e questo è stato molto singolare nel suo genere); lui entra, con il ciuffo suo solito, la sigaretta in bocca, la Red Bull alla mano, e si siede al pianoforte – che coccolerà per tutta la serata. Per due lunghissime ore.

Questo pianoforte che ha destato perplessità tra le genti – ma perché, dico io?

Lui si siede e ti suona Ravel, Schubert (mica gentaglia insomma), ti inonda della sua poesia, del suo sapere, della sua cultura musicale. Tu stai lì e rimani incantato.

Andare a vedere Morgan significa anche stare ad ascoltare che cosa ha da dire, le sue esperienze, i suoi flussi di coscienza talvolta troppo eclettici per poter essere compresi pienamente: comincia con il dire ‘Sono distrutto!’ per arrivare a raccontare della sua esperienza (potremmo dire stroncata sul nascere) a Sanremo nel 2010, omaggiandoci con ‘La sera’ e perdendosi nelle sue aspre critiche alla televisione: ‘nell’orchestra sinfonica a Sanremo ci sono diplomati al conservatorio; non facciamoli suonare m****’.

Prosegue con ‘Altrove’, e la digressione su Piero Ciampi e il brano che ha composto ispirandosi a ‘Il denaro’ – peraltro brano presentato già nel 2012 in occasione del ‘Premio Ciampi’ al Teatro Goldoni.

Da lì solo musica, parole, e ancora musica. E’ come avercelo in casa e sentirlo parlare di ciò che scrive; Morgan ha la capacità di renderti noto il suo pensiero, di farti entrare nella sua testa, di essere trasparente, e mai troppo indifferente. E’ una capacità che in pochi riescono, e non è mai troppo finto per essere così. Lui stesso si definisce ‘vero’ , ha solo da insegnare a chi riesce ad apprezzare il suo modo di fare forse un po’ esagerato, ma sempre rispettoso della musica.

E chi ha rispetto della musica, non può non essersene andato senza un bel ricordo di quello che ci ha regalato.

Chiama Lorenzo Iuracà (concorrente livornese dell’ultima edizione di X Factor che aveva come suo mentore appunto Morgan) e formano un duetto incredibile. Mi basta citarvi ‘Emozioni’ di Lucio Battisti – e ancora non capisco come faccia la gente abbia potuto dire ‘Che canzone è questa?’.

Lo so che è impossibile che tutti abbiano lo stesso pensiero, ma un po’ di amarezza m’è venuta vedendo la gente che poco più dall’inizio del concerto se ne usciva.

Che valore diamo ancora alla musica? Che tipo di concerti vuole la gente?

Come si fa a quantificare la spesa di un biglietto allo standard di una performance?

Ho sentito persone lamentarsi di aver buttato via 20 Euro per sentire ‘uno’ parlare.

Ma la musica non è solo mettersi al microfono, eseguire una scaletta alla perfezione, alzare le mani per far cantare la folla, e poi uscire per fare in modo che la gente ti chieda il bis; la musica è anche imparare qualcosa di nuovo, è sentire pure 10 minuti di solo pianoforte, è avere avuto la fortuna di qualcuno che con pazienza ha raccontato la sua storia, senza rimanere troppo equidistante.

Questa è la mia esperienza. E spero che magari il mio punto di vista abbia migliorato la vostra visione del concerto.

Complimenti a Marco Castoldi,comunque.

 

di Ilaria De Marinis

 

Fonte

m1Trenta Agosto. Estate quasi agli sgoccioli. Nonostante l'inizio di settimana non avesse promesso bene, questo venerdi è stato generoso di sole ancora caldo ed energia positiva.
Si arriva allo Zoom Torino con la solita enfasi che precede un concerto di Morgan, con buone aspettative e voglia di divertirsi. Un luogo particolare quello del Bioparco a Cumiana, dove si respira un'aria a metà tra la libertà selvaggia dei luoghi immacolati, dove l'uomo non arriva, e la luminosità, l'eleganza minimal discreta di uno spazio fiabesco, dove l'uomo arriva ma non ha il diritto di invadere prepotentemente, ha anzi il dovere di sentirsi inarmonia con ciò che lo circonda. Alle 17.00, ai primi accenni di tramonto, i tecnici sistemano il palcoscenico non trascurando alcun particolare, dal suono alle luci. E l'immaginazione corre, come al solito, alla serata, a come sarà riempito quel palcoscenico, a come sarà animato. Quasi a volersi emancipare da ogni limite temporale, come di solito appunto accade agli impazienti.
Il concerto di Morgan e le Sagome si apre, per la gioia di tutti (soprattutto per quella degli impazienti!), intorno alle 22.00, regalando laprimissima emozione con l'inedito "La tua Milano" . E poi ancora, in una manifestazione apprezzatissima di generosità, continua con un altro inedito, "Sonno Sonno" . E' un Morgan allegro e in gran forma quello che si presenta al suo pubblico torinese sin dalle prime esecuzioni. Ed il pubblico, sin da subito, percepisce e gradisce. Il live continua poi con altri brani,da "Heaven in my cocktail", "Back home someday", "Crash", "Amore Assurdo", "Una storia d'amore e vanità", "Contro me stesso", "Iodio" ," L'Assenzio", e tra un intervallo e un altro non mancano momenti di naturale comicità e di irriverente critica, alternando, come solo Morgan sa fare, il riso, la riflessione seria,il chiacchiericcio, il dubbio, la commozione. Il concerto procede e si passapoi a Bowie con "Fame" e "Heroes", per poi proseguire con la magica "Stand by me", "Altrove" e l'adattissima "Animali Familiari".
Il tempo è tiranno,
passa in fretta proprio quando vorremmo che si fermasse. Ed arriva così il momento del congedo. Ci saluta con un "Arrivederci" in musica che non può che convincerci. Un concerto stupendo, un connubio perfetto tra Morgan e la band,tra anime da palcoscenico ed anime da gradinate, tra armonie indotte ed armonie naturali. Soddisfatti insomma, con le mani doloranti per gli applausi ed i piedi pesanti che non vogliono andarsene. Un grazie di cuore a Marco ed ai ragazzi della band per averci regalato una serata splendida.

 

di Rossa Stefania




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