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Da "TRIBE GENERATION" n° 4 - Gennaio 1999

 

 

PAROLE IN BLU

La colonna sonora per la collana di poesia “In versi”: abbiamo fatto un lavoro di contaminazione, grazie ad Aldo Nove ed Elisabetta Sgarbi, curatori della nuova collana di poesia edita dalla Bompiani che pubblica giovani poeti, tra cui Ottonieri, Lo Russo, Lachlan Young. Un ‘idea valida, perché ha dato voce a giovani, e, coinvolgendoci come rock band, ha dato modo di attualizzare la poesia, portarla dove sembrava che fosse morta. Ho organizzato questa colonna sonora per le letture: ogni poeta leggeva la sua poesia e noi eseguivamo un brano di commento. Abbiamo scritto un brano ex novo, utilizzando versi scelti da tutte le poesie e da tutti i testi delle prefazioni, cercando di prendere frasi o versi in cui si parlasse di musica e poesia. L’ ho chiamato “Canone InVerso” come una nota opera di Bach, ma facendo... il verso al nome della collana Bompiani, “In versi”.

MUSICA E POESIA: sono due ambiti diversi. É importante per un musicista rock, genere che viene sempre considerato “di basso livello artistico”, che i suoni vengano contaminati dalla poesia. Cosa difficile. Perché sono ambiti distinti: nella poesia la parola è musica, nella musica la parola è il 50% di quest’uno. Spesso, se canti la parola poetica, le dai unicità di lettura, le provochi una perdita di senso, tenti di farla diventare ciò che lei non vuole. Un tempo la poesia era la musica, le due cose non erano distinte, e Aldo Nove vorrebbe tornare a questo. Il filosofo Sgalambro vede invece la fine oggi della poesia lirica, la vede come un vede, preferisce le parole come pietre. Ma, per la musica, sia pop che rock, non puoi pensare di basarti solo sulla poesia. La musica prende vitalità da altre cose, dalla strada, altre che dai libri.

IL NUOVO DISCO: voglio andare oltre la lingua. Mi piace molto l’idea di unire italiano e inglese. Ho scritto un’enormità di testi, almeno centocinquanta, sarà difficile scegliere. La parte inglese deve rappresentare il lato ironico della situazione. Battiato l’ha fatto in “La voce del padrone”. Io vorrei delle frasi che parlino di luoghi comuni, ma in inglese. Per sottolineare che generalmente il testo inglese è fatto di banalità. Vorrei una strofa che abbia una certa profondità in italiano, con un ritornello in inglese che invece sia lo svuotamento del significato.

IL LIBRO: le canzoni che non saranno nell’album... vorrei farne un libro. Come “L’antologia di Spoon River”, di Edgar Lee Master. Parla di una città della rivoluzione, a rivoluzione avvenuta¸e per ciascuna delle persone diverse che hanno fatto sì che questa avvenisse, scriverò una poesia. Ognuno, dal gradino più basso all’intellettuale, scrive una poesia sulla rivoluzione. É la fenomenologia della rivoluzione avvenuta. Ho già pensato a quella del musicista, si chiama “La musica in uno stato anarchico”. Che significa seguire le corde del proprio impulso. Anche se la musica è molto algebrica, ha le leggi dell’armonia o, se vuoi, quelle della gradevolezza radiofonica... Ma la musica allo stato anarchico è la musica degli individui.

Da “TRIBE GENERATION” n° 4 - Gennaio 1999

 


Morgan commenta alcuni dei passaggi più noti della letteratura italiana.

CHIARE, FRESCHE E DOLCI ACQUE – Francesco Petrarca
"Chiare e fresche e dolci acque ove le belle membra..."

Il poeta vagheggia la donna amata, Laura, attraverso le acque in cui si è bagnata. Poesie così oggi non potrebbero più essere composte, visto l'inquinamento dei corsi d'acqua.

"Chiare, fresche dolci... Sprite... Chiara fresca Sprite, accompagnata dal jingle della Sprite. Di questa poesia, mi piace che gli aggettivi iniziali siano tre. É un numero che ha grande valore, è il numero dell’asimmetria. Circa il resto... direi che è meno importante... poi è lunghissimo, avrei preferito che fosse più corto."


QUANT’É BELLA GIOVINEZZA – Lorenzo il Magnifico
"Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, del doman non c’è certezza..."

Riflessione agrodolce sulla brevità delle cose belle. Decisamente pragmatica. D'altronde, è stata composta da un uomo politico...

"Molto... leggiadra. Di Lorenzo il Magnifico, di Firenze... So soltanto i primi versi. Amo molto che in questo periodo le poesie non abbiano titolo, che questo sia rappresentato dai primi versi... A dire la verità più che le poesie di Lorenzo il Magnifico, amavo molto quelle del dolce stil novo, per il loro ideale di donna... che poi credo sia alla base del romanticismo, la mia grande illuminazione, il mio innamoramento letterario. Come colonna sonora... mmmhh direi "L’eretico", un pezzo dei Bluvertigo.


DIVINA COMMEDIA – Dante Alighieri
"Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura..."

Opera formato kolossal della nostra letteratura. Dentro c’è tutto: l’orrore, l’amore sublime, la politica, il delitto, la scienza, la filosofia. Se si potesse sceneggiare, il regista ideale sarebbe David Lynch.

"La divina Commedia? Sta alla letteratura come "Heroes" di Bowie sta all musica pop."


L’ORLANDO FURIOSO – Ludovico Ariosto
"Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le audaci imprese io canto..."

Incantevole delirio lisergico: avventure, viaggi fantastici, battaglie, amori sensuali, magie... Potrebbe ispirare un rave party.

"La colonna sonora è la sigla di "Beautiful"; perché l’Orlando Furioso è la soap opera della letteratura, soprattutto per la maniera in cui si passa da una scena all’altra..."


LA MORTE DI ERMENGARDA – Alessandro Manzoni
"Sparsa le trecce morbide sull’affannoso petto..."

Il poeta del buon senso. Pacato, misurato, condito da un profumo quieto che sa di sacrestia...

"Verso drammatico ma un pò troppo bigotto: ha poco di selvaggio. Manzoni non mi ha mai attratto. C’è anche una canzone in cui ho parlato male di Manzoni, "Vertigo Blu", dove dico che ci fanno sempre studiare queste vicende di sposi in riva al lago. Probabilmente la rivoluzione che ha attuato nella lingua è stata importante, ma resta troppo cattolico. Anche Bach era cattolico, ma con risultati artistici così diversi... Dunque Manzoni era troppo cattolico, ma non troppo per essere un mistico. Come colonna sonora il secondo tempo della "Patetica" di Beethoven.


MAESTRALE – Eugenio Montale
"S’è rifatta la calma nell’aria..."

Il poeta del dolore congelato. Perfetto e levigato come una statua di ghiaccio.

"Lo conosco poco. Le sue cose potrebbero essere quelle che il filosofo (e autore per Battiato) Sgalambro intende come "birignao". Non riuscirei a figurarmi le poesie di Montale cantate, se non considerando tutto ciò che non amo in una canzone. É L’anticanzone. Mi sento di bocciarlo, nonostante sia un grande maestro. Ma quando si scrive con quest’intenzione per la musica pop, si fa il vuoto. Usi parole come "anima", "uomo", parole profondissime ma che, se cantate in una canzone, danno il senso di una certa musica non messa a fuoco. Quando non sai bene qual’è il tuo contenuto, parli con larghezza di cose che potrebbero avere senso come non averlo. L’uomo... cosa vuoi dire: l’essere umano? Il maschio? Tutto è possibile... Preferisco le cose più nette, inequivocabili. Montale come poeta funziona, come autore pop no."

 

01-04-1998 . ? - Milano
Live report di Davide Baroncelli, 01/04/1998

Fonte: www.rockit.it/articolo/16184/bluvertigo-milano

 

 

Mi ero ripromesso di non andare più ad un loro concerto, dopo il pacco del Binariozero, ma sapevo che alle Scimmie non c'è la consumazione obbligatoria, quindi... Comunque, le Scimmie sono di certo l'ultimo posto, dove mi aspettavo di vedere i Bluvertigo. Morgan si rende conto di essere in uno dei templi del jazz milanese e, con il suo solito stile, decide di non farsi intimorire e di prenderla sul ridere dicendo che sarà una serata "jazz". Non si capisce bene se prenda per il culo il mondo del jazz o se stesso (giudicate voi qual'è l'ipotesi più probabile...); ad ogni modo è chiaro fin dall'inizio che non sarà così.

Il concerto comincia con solo mezz'ora di ritardo, ma è Mauro Pagani con il suo gruppo a suonare. Tutti pensano che sia un pesce d'Aprile, ma la presenza dei quattro bei tenebrosi in sala lascia pensare che presto metteranno fine all'esibizione del glorioso polistrumentista il quale propone per una mezz'oretta una sfilza di banalità rock senza infamia e senza lode (soprattutto senza lode), e si riscatta sul finale suonando "Creuza de ma". Morgan, a richiesta, mi dice che suoneranno qualcosa di "diverso" dal solito: in particolare, dice, faranno "improvvisazione psichedelica".

Infine salgono sul palco e si capisce che ilconcerto sarà all'insegna del disimpegno. Morgan e Livio suonano da seduti, ed i suoni sono un po' dimessi (il tutto sa un po' di "unplugged"), ma tutto sommato è un bene, perché almeno si distingue ciò che suonano e non saltano i timpani come al binariozero. Solo le tastiere sparano un po', ma nel complesso va tutto benissimo (considerato che alle scimmie NON c'è posto per il mixerista). Comincia il concerto, i BV suonano "vertigoblu", poi "le arti dei miscugli", seguita da "Cieli neri" e da un pezzo in inglese che, ahimé, non conosco (forse è qualcosa di Bowie).

Io, nel frattempo, mi domando dove sia l'improvvisazione psichedelica, mentre parte "l'odio". A metà canzone comincia il colloquio con il pubblico: "quali sono i generi che detestate di più"? Un po' di casino e poi Morgan sintetizza "noi odiamo il walzer ed il liscio in generale", ed attaccano con un esilarante walzer (con andy al sax) in stile "sagra dello gnocco". Il gioco piace, ed allora lasciano andare un po' le briglie: si arriva ad uno sfottò dell'hip-hop ("vi faccio un testo hip-hop, ora... bella lì... ci sto dentro... ce n'è... ah sì, poi si autocitano... Bluvertigo nella casa...") il tutto è un po' pecoreccio ma molto divertente, si susseguono vari accenni di pezzi famosi incastrati al volo (un famoso hit disco anni 70 di cui ora come ora non ricordo il nome, poi Notorius dei Duran Duran), per poi ritornare all'odio. Segue un altro pezzo che non conosco (la butto lì, saraà stato "god's monkey" di Silvian/Fripp?), poi Complicità, Girls & boys dei Blur. Fin qui improvvisazione poca, psichedelia niente. Ma comincia "altre f.d.v", che per quanto sia meno carica di elettronica del solito, è abbastanza coinvolgente (il pubblico è abbastanza caldo, la temperatura delle scimmie molto di più, a causa dell'assenza di sistemi di ventilazione...). Dopo un andamento prevedibile... finalmente la psichedelia, che ovviamente suona un po' come gli esperimenti dei pink floyd dei primi anni '70. Non male, per un patito come me, tutto già sentito, ma il bello dei bluvertigo è il gusto del ripescaggio, chissà se un giorno su un tessuto simile avranno il coraggio di farci una canzone. Il concerto continua, suonano "heroes" di Bowie, poi rimangono sul palco solo Andy e Morgan e si uniscono a loro gli elementi del gruppo di Mauro Pagani (il quale, a proposito, ha lavorato da guastatore fino a questo punto, come al solito facendo finta avanguardia suonando a caso sui pezzi). Suonano un pezzo prog che non conosco, forse di Pagani, ma lo tirano MOLTO in lungo (considerato che son due accordi) e comincia a farsi tardi. L'atmosfera si fa un po' scazzata, molto distesa, ma io non reggo più, sono le due... Resisto fino a sentire "the long and winding road" (in cui, mi dicono, Morgan canta le strofe in un ordine qualunque e sbagliucchiando il testo...) poi me ne vado. Sono graditi contributi per la fine del concerto! Nel complesso il tutto è stato "carino", direi: un concerto simpatico, abbastanza energico, un po' inadatto al luogo (soprattutto quando con Pagani si mettono a suonare "take five" di Brubeck per "fare jazz", veramente pietoso per un amante del genere, soprattutto Andy che si incarta su uno pseudo assolo elettronico al cui confronto i riff di tastiera dei depeche mode erano Rachmaninov...) ma molto efficace, e piacevole. Sette più!

 

Intervista a Morgan

 

Castelfranco di Sotto (PI)
di Alessandro Pollio 28/02/1998

Fonte: www.rockit.it/band/allarticoli.php?x=108

 

Dopo un grande concerto, Morgan, leader e cantante del gruppo, si concede alle domande di Rockit...

Rockit: Domanda di routine: quali sono le tue influenze musicali e cosa consiglieresti ai lettori di Rockit?

Morgan: Consiglierei innanzitutto l'ascolto di alcuna musica classica che trovo da un punto di vista espressivo un mezzo molto potente, raggiungendo talvolta delle vette superiori al rock e al punk. Nella fattispecie Bach, Beethoven, sonate e sinfonie, Wagner, Tristano e Isotta, ...ci sono un sacco di cose di musica classica che gli amanti del rock potrebbero apprezzare. Per quanto riguarda il rock consiglierei l'ascolto di rock contaminato, quindi non dogmatico: territori di confine come Bowie, King Crimson, Talking Heads, Japan. Questi sono quelli che piacciono a me particolarmente, poi ci sono un sacco di altre belle cose come Stereolab, ...alcune cose dei Blur, mi piacciono più degli Oasis, e così via. Le influenze musicali sono state degli anni '80 perché è l'epoca in cui sono cresciuto e sono stato particolarmente attento.

Rockit: La scena musicale italiana pullula di gruppi che vengono spesso definiti in maniera riduttiva "alternativi". Sono cambiati i gusti del pubblico o è una diversa manovra delle case discografiche?

Morgan: Le case discografiche si adeguano a quello che la gente vuole e poi tentano di reinterpretarlo creando dei prodotti un po' fasulli, un po' costruiti. Diciamo che il rock italiano è sempre stato piuttosto imitatore, poco azzardato; un po' per colpa dei musicisti, un po' per colpa della discografia che in Italia non è mai stata specialistica, ma "parastatale". Non dimentichiamoci che la musica italiana è la musica del mandolino e della pizza e questa deve rimanere; voglio dire, in Grecia si fa molta musica rock, ma quella tradizionale è il Sirtaki. Ma ciò non vuol dire nulla, altrimenti gli inglesi dovrebbero suonare la cornamusa e gli americani fare solo country. Visto che così non è, cioè io posso ascoltare la radio, guardare MTV, comprare i dischi degli Spiritualized proprio come uno di Londra, evidentemente sta a me fare della musica di rottura, devo essere originale, creare un terreno di base su cui poggiare.

Rockit: Il rapporto dei Bluvertigo con Internet

Morgan: E' come chiedere quello con la televisione o col telefono: come tutti i rapporti è un conflitto.

Rockit: La critica vi definisce molto spesso eclettici e qualche volta privi di uno stile preciso: qual è il vostro atteggiamento a riguardo?

Morgan: Lo stile è nell'anima delle persone: evidentemente se una persona come me e come gli altri ragazzi ha urgenza di fare musica, la fa attraverso il filtro della propria personalità, che indubbiamente esiste. Quindi se non si riesce a comprenderlo è perché queste persone hanno un universo molto ristretto.

Rockit: Qualche tempo fa voi indiceste un campagna d'odio contro Red Ronnie: come è andata a finire?

Morgan: Noi non l'abbiamo fatto assolutamente per creare uno scoop: abbiamo seguito i nostri rumori, i nostri turbamenti, siamo sempre pronti ad un nuovo confronto. Diciamo che non pratichiamo le cose che ci annoiano!

Rockit: Antonella Ruggiero, Scisma e altre collaborazioni: come la vedi questa fratellanza fra i nuovi gruppi italiani?

Morgan: La vedo molto male: io sono un individualista, non egoista, generoso però individualista: credo nelle forza dell'individuo. Spesso mi dà molta più soddisfazione collaborare con una persona che esce dal mio campo perché mi dà degli stimoli che posso trasformare secondo il mio linguaggio. Fra musicisti è troppo competitivo, ho trovato poca gente che ha voglia di imparare, di scambiare realmente; preferisco frequentare poeti, pittori, registi, comunque sempre artisti perché ho una grande stima delle persone che creano, che cercano un miglioramento producendo, tirando fuori da sé le cose (che penso sia l'atteggiamento di maggior chiarezza nei confronti della vita)

Rockit: Hai preferenze per quanto riguarda queste ultime categorie che hai citato?

Morgan: Il cinema è un'arte che amo profondamente: a me piace molto Nanni Moretti e non a caso è una persona molto criticata, spesso attaccato dai più perché sembra presuntuoso, sembra altezzoso e snob: lo è, ha dei buoni motivi per esserlo; è troppo logico quello che fa, è inconfutabile.

Rockit: Progetti per il futuro?

Morgan: Il terzo capitolo della trilogia chimica, che finalmente mi libererà...

Rockit: perché dici mi libererà?

Morgan: Perché come tutte le cose che nascono come un'intuizione, passano attraverso la pratica per distruggersi. In progetto poi c'è l'uscita di un disco che io sto producendo dei Soerba, musica elettronica di altissima sperimentazione linguistica, sia come testo che nell'utilizzo di strutture molto chiare formalmente al livello di canzone, ed una precisa idea del suono. Quindi un duo elettronico che ha delle idee molto chiare, io non ho mai visto idee più chiare: trovo che derivino da quello che ho fatto io con i miei dischi ed è giusto che io serva a loro nelle misura in cui loro un giorno serviranno a me. Sto lavorando con Battiato per l'uscita del suo nuovo album che è previta per settembre e poi c'è la tournè con i Bluvertigo che continuerà fino a fine Agosto.

Rockit: Un qualche consiglio ai lettori di Rockit, di qualsiasi genere...

Morgan: Conservare bottiglie vuote. (n.d.r. frase di Woody Allen)

 

 

Intervista ai Bluvertigo effettuata il 28/02/98 all'Easy Rider di Castelfranco di sotto, Pisa.

Dopo un grande concerto, Morgan, leader e cantante del gruppo, si concede alle domande di Rockit...

Rockit: Domanda di routine: quali sono le tue influenze musicali e cosa consiglieresti ai lettori di Rockit?
Morgan: Consiglierei innanzitutto l'ascolto di alcuna musica classica che trovo da un punto di vista espressivo un mezzo molto potente, raggiungendo talvolta delle vette superiori al rock e al punk. Nella fattispecie Bach, Beethoven, sonate e sinfonie, Wagner, Tristano e Isotta, ...ci sono un sacco di cose di musica classica che gli amanti del rock potrebbero apprezzare. Per quanto riguarda il rock consiglierei l'ascolto di rock contaminato, quindi non dogmatico: territori di confine come Bowie, King Crimson, Talking Heads, Japan. Questi sono quelli che piacciono a me particolarmente, poi ci sono un sacco di altre belle cose come Stereolab, ...alcune cose dei Blur, mi piacciono più degli Oasis, e così via. Le influenze musicali sono state degli anni '80 perché è l'epoca in cui sono cresciuto e sono stato particolarmente attento.

Rockit: La scena musicale italiana pullula di gruppi che vengono spesso definiti in maniera riduttiva "alternativi". Sono cambiati i gusti del pubblico o è una diversa manovra delle case discografiche?
Morgan: Le case discografiche si adeguano a quello che la gente vuole e poi tentano di reinterpretarlo creando dei prodotti un po' fasulli, un po' costruiti. Diciamo che il rock italiano è sempre stato piuttosto imitatore, poco azzardato; un po' per colpa dei musicisti, un po' per colpa della discografia che in Italia non è mai stata specialistica, ma "parastatale". Non dimentichiamoci che la musica italiana è la musica del mandolino e della pizza e questa deve rimanere; voglio dire, in Grecia si fa molta musica rock, ma quella tradizionale è il Sirtaki. Ma ciò non vuol dire nulla, altrimenti gli inglesi dovrebbero suonare la cornamusa e gli americani fare solo country. Visto che così non è, cioè io posso ascoltare la radio, guardare MTV, comprare i dischi degli Spiritualized proprio come uno di Londra, evidentemente sta a me fare della musica di rottura, devo essere originale, creare un terreno di base su cui poggiare.

Rockit: Il rapporto dei Bluvertigo con Internet
Morgan: E' come chiedere quello con la televisione o col telefono: come tutti i rapporti è un conflitto.

Rockit: La critica vi definisce molto spesso eclettici e qualche volta privi di uno stile preciso: qual è il vostro atteggiamento a riguardo?
Morgan: Lo stile è nell'anima delle persone: evidentemente se una persona come me e come gli altri ragazzi ha urgenza di fare musica, la fa attraverso il filtro della propria personalità, che indubbiamente esiste. Quindi se non si riesce a comprenderlo è perché queste persone hanno un universo molto ristretto.

Rockit: Qualche tempo fa voi indiceste un campagna d'odio contro Red Ronnie: come è andata a finire?
Morgan: Noi non l'abbiamo fatto assolutamente per creare uno scoop: abbiamo seguito i nostri rumori, i nostri turbamenti, siamo sempre pronti ad un nuovo confronto. Diciamo che non pratichiamo le cose che ci annoiano!

Rockit: Antonella Ruggiero, Scisma e altre collaborazioni: come la vedi questa fratellanza fra i nuovi gruppi italiani?
Morgan: La vedo molto male: io sono un individualista, non egoista, generoso però individualista: credo nelle forza dell'individuo. Spesso mi dà molta più soddisfazione collaborare con una persona che esce dal mio campo perché mi dà degli stimoli che posso trasformare secondo il mio linguaggio. Fra musicisti è troppo competitivo, ho trovato poca gente che ha voglia di imparare, di scambiare realmente; preferisco frequentare poeti, pittori, registi, comunque sempre artisti perché ho una grande stima delle persone che creano, che cercano un miglioramento producendo, tirando fuori da sé le cose (che penso sia l'atteggiamento di maggior chiarezza nei confronti della vita).

Rockit: Hai preferenze per quanto riguarda queste ultime categorie che hai citato?
Morgan: Il cinema è un'arte che amo profondamente: a me piace molto Nanni Moretti e non a caso è una persona molto criticata, spesso attaccato dai più perché sembra presuntuoso, sembra altezzoso e snob: lo è, ha dei buoni motivi per esserlo; è troppo logico quello che fa, è inconfutabile.

Rockit: Progetti per il futuro?
Morgan: Il terzo capitolo della trilogia chimica, che finalmente mi libererà...

Rockit: Perché dici mi libererà?
Morgan: Perché come tutte le cose che nascono come un'intuizione, passano attraverso la pratica per distruggersi. In progetto poi c'è l'uscita di un disco che io sto producendo dei Soerba, musica elettronica di altissima sperimentazione linguistica, sia come testo che nell'utilizzo di strutture molto chiare formalmente al livello di canzone, ed una precisa idea del suono. Quindi un duo elettronico che ha delle idee molto chiare, io non ho mai visto idee più chiare: trovo che derivino da quello che ho fatto io con i miei dischi ed è giusto che io serva a loro nelle misura in cui loro un giorno serviranno a me. Sto lavorando con Battiato per l'uscita del suo nuovo album che è previta per settembre e poi c'è la tournè con i Bluvertigo che continuerà fino a fine Agosto.

Rockit: Un qualche consiglio ai lettori di Rockit, di qualsiasi genere...
Morgan: Conservare bottiglie vuote. (n.d.r. frase di Woody Allen)

a cura di Alessandro Pollio

Fonte: http://web.tiscali.it/vertigoblu





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