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Il mucchio selvaggio dal 16 al 22 novembre 1999

n. 373

 

Bluvertigo - da Morgan con amore

Bluvertigo - da Morgan con amore

Bluvertigo - da Morgan con amore

Bluvertigo - da Morgan con amore

Bluvertigo - da Morgan con amore

Tratto dal sito di "Tutto", parziale trascrizione dell'intervista


Morgan : “...abbiamo cominciato a passare tutti i nostri inverni in maniera “bucolica”, riflettendo, conoscendo le persone...”
Andy : “...con un’unica gratificazione della propria coscienza che era quella di suonare nei locali, in maniera pianobaristica...”
Morgan : “... cioè contemporaneamente io ed Andy coltivavamo quella che è stata la lunga stagione del pianobar...”
Morgan : “...ci forniva un grosso bagaglio culturale, tale per cui, normalmente vai nei pianobar dove la musica non è l’oggetto ma il sottofondo e lì diventava l’oggetto: quindi era un bel modo di fare pianobar quando abbiamo cominciato a suonare Sakamoto, a suonare Sylvian, a suonare...
Andy : “... i Depeche, Bowie...”
Morgan : “... a suonare i Queen anche, le vecchie di Elton John, Crocodile Rock, oppure Rocket Man: comunque anche lì era la questione del songwriting che ci tornerà utile oggi...”
Andy : “...perché è trasformazione, quindi subentra proprio la capacità del pianobarista...”
Morgan : “... questo ci ha fatto acquisire la capacità, il fatto di improvvisare, che comunque è una componente evidente nei Bluvertigo, l’idea che quasi per sbaglio ci si trovi con degli strumenti in mano, e si cominci a fare una grande jam session di gente che è attenta e ricettiva ma in realtà anche il fatto di non provare più di tanto fa parte del progetto Bluvertigo, credo di non essere perfettamente professionali mi sembra una buona linea perché in questo modo si riesce ad instaurare dei legami anarchici tra di noi, delle schegge impazzite, dei momenti in cui l’errore è ancora più piacevole del “leccato”, penso che nel pianobar l’abbiamo proprio sviluppata a mille..."

Filosofia

Morgan : Buongiorno.
Alex Braga : Buongiorno. Qui appollaiato c’è il Papa! (Morgan è seduto in cima ad una pila di sedie!)
M. : È interessante il fatto che noi non stiamo usufruendo delle poltroncine di questa discoteca…
A.B. : Secondo me no, però lui ha detto che dava una spiegazione logica…
M. : Ciò implica consapevolezza, cioè laddove c’è un rifiuto, laddove c’è un no, c’è una volontà, non so sempre laddove c’è un sì.
Scaramuccie verbali  per decidere chi deve fare le domande… comincia Morgan!
M. : Supponiamo che io sia il cantante di un gruppo, di quale gruppo sarei il cantante, stanti le premesse?
A.B. : Io direi che una persona vestita come me (Sono effettivamente vestiti quasi uguali, giacca, camicia e pantaloni neri), e che si muove come me e che beve le stesse cose che bevo io non può che essere il cantante dei Bluvertigo.

Sesso
A.B.
: …come Morgan fa sesso.

M. : Ma scherzavo (Morgan imbarazzatissimo!), non puoi prendere tutto quello che…, stiamo scherzando, cioè io ho un cattivissimo rapporto con l’argomento, a tal punto che non lo menziono, cioè io non ne parlo neanche nelle mie canzoni, difficilmente tu mi sentirai parlare dell’argomento di cui hai parlato tu prima.
Riferimenti al sesso, doppi sensi al sesso, cioè proprio, sembra  che uno quando fa televisione ci deve essere una tettona qua di fianco.
Mai avuto un giornaletto porno in vita mia, cioè quando i miei mi dicevano i “giornali porno”, e per loro era qualche cosa di veramente… tipo, andiamo a vedere il porno, oppure facciamo… io non avevo interesse assolutamente in questo, tanto è vero che a un certo punto della mia vita ho sentito una forte vocazione…
A.B. : A fare il  porno divo?
M. : No, volevo diventare Papa…

Glam
M.
: Io non mi sono accorto dei cambiamenti…

A.B. : Le tue unghie forse si… (laccate nere!)
M. : Le miei unghie ogni due giorni si accorgono di un cambiamento cioè di una riduzione,però questo non credo determini questa modificazione che tu individui nel tempo, cioè i Bluvertigo sono nati in un modo e oggi sono un'altra cosa.
Noi non ci siamo accorti di questo cambiamento, perché è un cambiamento che avviene di giorno in giorno… quindi esattamente come nella musica, chi ascolta questo nuovo disco, come “Metallo non metallo”, quando uscì dissero “È molto diverso dal primo”: io risposi “È l’unica cosa che riesco a fare”.
La cover di Bowie è un po’ per dichiarare questa nostra affezione. Il Bowie di Berlino, cioè dei tre dischi più importanti, della famosa trilogia chimica, che ha fatto insieme a Brian Eno e a Robert Fripp, diciamo che sono i dischi che ritengo forse più entusiasmanti del rock ‘n’ roll. Ed è come vedere questo brano di Bowie letto alla luce dei primissimi brani di Bowie come “Space Oddity” e “Life from Mars”.E l’album si chiama “Zero”, ricordiamo che è proprio un discorso sulla circolarità, sul “loop” sull’eterno ritorno, sullo zero come vero tre, cioè come soluzione alla dualità: e “Always…”, il titolo del pezzo è “Always crashin’ in the same car”, per cui sbattere sempre con la stessa auto, è veramente un manifesto del ripetersi.

Trilogia chimica

M. : “Metallo non metallo” del ’97, “Acidi e basi” del ’95, prima parlavamo di stringhe, mi piacerebbe evidenziare come una delle stringhe possibili, e irrazionali, è il nostro alfabeto, che inizia con la A e prosegue con la B, “Acidi e basi”, nel centro dell’alfabeto troviamo, e quindi mi sembra all’undicesima posizione, sono ventuno le lettere, quindi l’undicesima è il centro esatto, 10-1-10, la M, e “Metallo non metallo” è infatti speculare, metallo-non-metallo. “Non” ha uno zero al centro, arriviamo all’ultima tappa che è la zeta di Zero, però lo zero comprende tutto, è il simbolo dell’infinito: ecco come si può interpretare la trilogia, questo dal punto di vista alfabetico.La vera essenza della trilogia è quella chimica, così si chiama “Trilogia chimica, proprio perché, non sto a spiegare perché “Acidi e basi” è qualcosa di chimico o “Metallo non metallo” è qualcosa di chimico o non chimico, “Zero” è qualche cosa di chimico solo se l’acqua, a zero gradi, diventa neve, in quel caso.
A.B. : (Parlando dei Bluvertigo) …possiamo definirlo simpatico gruppo?
M. : Io amerei essere definito simpatico anche se, il momento in cui dico questa cosa, smetto di esserlo.
A.B. : Sì, nel senso che io ti avrei preso a legnate, mi immagino la gente che ci sta guardando…

Musica colta
A.B.
: Anche una composizione di Bela Bartok fu utilizzata per una colonna sonora di un film, come peraltro quella di Battiato, che era “ The Shining”…

M. : Infatti Kubrick è veramente bravo, ultimamente ha messo dei brani in “Eyes wide shut”, stupendi, c’è un valzer di Shostakovich, e c’è anche una …tratta da una "Musica Ricercata" di Ligeti…
La musica colta è la sedicente musica colta, cioè lei crede di essere colta, però bisogna stabilirlo ogni volta.
Quindi mi sembra che utilizzare definizioni che abbiano in sé un giudizio di valore sia sbagliato; per cui bisogna trovarle qui, allora diciamo musica seria: anche questa rasenta il giudizio di valore.
A.B. : Però possiamo dire musica seriale…

Altro da sé

M. : Il nostro è una specie di ritorno alla musica con una faccia, con una personalità, con degli occhi, con un vestito, comunque con un essere umano dietro alla musica, tutto qui: come sempre io trovo che Bowie sia stato uno dei primi a ragionare su questo, per cui non solo a farlo ma anche a pensarci sopra, a diventare autoreferenziale, e a parlare di sé stesso, ecco perché ogni tanto si cade nel proprio autoriferirsi. Forse qualcuno trova che sia un po’ troppo egocentrico questo, però è veramente inevitabile, cioè, se vuoi andare a fondo devi costruire il tuo alter ego, e cominciare a parlare con quell’altro te stesso, che poi finiamo dove eravamo partiti.

Monza

A.B. : Tu vivi a Monza tuttora, o non si può dire?
M. : Certo che vivo a Monza!
A.B. : E com’è la realtà, comunque Monza è una cittadina, una piccola cittadina di provincia…
M. : Anche Seattle era, è una piccola cittadina borghese di provincia, cioè provincia, comunque in confronto alle grandi metropoli americane era inferiore, anche all’epoca di tutta la scena grunge…Diciamo che ho “non scelto” di andare altrove…
Mi sento un po’ come Norman Bates di “Psycho”, cioè vivo con mia madre, mia madre però non si vede, è invisibile,  non si sa neanche se esiste o no…
A.B. : Tu vivi con tua madre…
M. : Certo… Appunto mia madre impagliata, imbalsamata…
A.B. : Qui si sta ritornando, stiamo per chiudere lo zero, non so se ve ne siete accorti…

Poesia
M.
: (Parlando di “Dissoluzione”)… uscirà ai primi di Novembre, non so adesso in che giorno siamo televisivamente…

A.B. : Non lo so neanch’io, ma noi siamo dispersi, questa conversazione è senza tempo, siamo dispersi nell’etere…
M. : Non ci importa… uscirà un libro di poesie, perché solo così alcuni capiranno di cosa si tratta, però ci tengo a precisare non sono veramente delle poesie, io non mi ritengo un poeta perché, se fosse stato per me, non avrei mai pensato di pubblicare queste cose: è stata una amica, che è Elisabetta Sgarbi, l’editor della Bompiani, quindi colei che decide le sorti degli scrittori per la Bompiani, si è casualmente imbattuta nei miei scritti, che erano però potenziali canzoni, erano future canzoni, e gli ha considerati degni di pubblicazione.
Uscirà questo libro che si chiama ”Dissoluzione”, è un po’ come la fotografia di due anni di vita, miei, perché è una raccolta di quello che io ho scritto in quel periodo: alcuni di questi pezzi sono diventati le canzoni del disco, che però sono sedici; tutte le altre, più di un centinaio, sono nel libro.

Battiato

M. : Io mi pongo nei suoi confronti come qualcuno che deve a lui molto…
Devo dire che mi serviva vedere come faceva i dischi, cioè per me era un apprendimento, era un apprendistato, era qualche cosa, cioè il rapporto allievo-maestro, quindi non sento di avergli dato più di quello che forse la mia piccolezza, il mio ruolo richiedeva.Io praticamente ho assistito alla produzione di tutto il disco, ho lavorato come bassista, ho fatto anche un paio di chitarre per dei pezzi, ho cantato come corista, cioè la mia presenza c’è, non è enorme

Umiltà
M.
: In realtà poi dal vivo sono molto più simpatico di come sto in televisione. E viceversa.

A.B. : Non ho capito il viceversa…
A.B.
: ...probabilmente avrei delle difficoltà, o comunque la cosa mi spaventa…

M. : Ne stai avendo?
A.B. : No, devo dire che in realtà il problema è l’approccio, una volta superato, poi in realtà il personaggio vero è anche più umile di quanto non venga fuori dalla presenza scenica e dai dischi, forse… non ti è mai capitato?
M. : Forse è capitato a qualcuno, ma non è un mio problema…lo è per altri non per me…
A.B. : Ok, in realtà lui non è così, sta solo cercando di rendermi la vita difficile, ma in realtà è un bravo ragazzo.

Fonte: digilander.libero.it/sitorez/Interviste/File.htm

Ti consideri un buon lettore?

Sì, direi di sì.

Qual è stato il tuo primo libro?

Il mio primo libro ricorre nelle mie ossessioni, ed è stato un libro di Eric Malpass Alle sette del mattino il mondo è ancora in ordine [edizione Bompiani ora fuori catalogo, ndr]. Una lettura che ho fatto a scuola, alle medie, e che mi era piaciuta molto. Non ho più visto quel libro in giro, né in libreria né casualmente su una scrivania. E, non avendolo più trovato, rimane solo un ricordo. Magari non esiste...

Quello più divertente?

Un libro di Douglas Hofstadter, Godel, Escher, Bach, edito da Adelphi, che in realtà non sembrerebbe così divertente come io voglio venderlo; tuttavia è talmente creativo e bizzarro nella sua costruzione e anche nelle tesi che affronta e negli intendimenti, che ci si può molto divertire con questo spirito di grande libertà letterario-matematica, filosofica: una specie di grande zibaldone della nostra epoca.

Preferisci un genere particolare?

Dopo che ho affrontato la lettura di Hofstadter il mio genere è diventato questo, ma purtroppo non è facile trovare titoli analoghi. Sono saggi a metà tra la speculazione scientifica e quella filosofica. Diciamo che il punto di incontro può essere considerato la scienza cognitiva. Quindi Hofstadter, ma anche Einstein... mi piace la riflessione dello scienziato.

Hai qualche testo che ti sia servito per ispirazioni di tipo musicale?

Per ispirazioni musicali no, perché generalmente non sono mai partito, come invece si fa per il poema sinfonico, dal tema letterario per trasformarlo poi in musica, tendo a fare il contrario: è più una musica che mi fa venire in mente una storia. Ma questo perché io sono più portato a vedere e sentire con l'attitudine del musicista: per me tutto è musica. Il verbo per me non è la parola, è la nota.

L'ultimo libro che hai letto?

Sto leggendo I racconti di Heinrich Boll.

E un consiglio particolare?

Uno degli ultimi libri che ho letto integralmente. Si tratta di un'autobiografia, Vita di Carmelo Bene: un testo molto interessante.

A cura di Giulia Mozzato
da "www.internetbookshop.it"

Fonte: http://web.tiscali.it/vertigoblu/

I Bluvertigo, da brave creature multimediali e riflessive, si nutrono anche di cinema...

 

La Nouvelle Vague musicale italiana apprezza la Nouvelle Vague cinematografica francese di Truffaut, Godard & co. e con loro condividono l'amore per il genio della suspense inglese, Sir Alfred Hitchcok, per il neorealismo italiano, Luchino Visconti e il provocatorio Pasolini.

Tra i cineasti piu' recenti non disdegnano i trip visivi e gastrointestinali di Cronenberg, le allucinazioni di Polansky, gli incubi onirici di Lynch, le lucide ossessioni di Kubrick e l'universo di coincidenze di Kiesslovsky; ma non mancano le sorprese: "Bianca" di Moretti, la serie 007, il Dario Argento di "Profondo Rosso", perfino i film con Dean Martin... e naturalmente Ridley Scott...

"Dopo la musica per me c'e' il Cinema. E' la forma visiva piu' evoluta"

"Ridley Scott ha avuto grandi intuizioni..."

"Chi si identifica con Alex ha gia' dei problemi. E' un grande fumettone surreache affronta un tema sottile e delicatissimo. Questo film ti aiuta a capire che i metodi repressivi sono spesso paragonabili a una lobotomia."
(Morgan su "Arancia Meccanica")

 

Quindi e' consigliata la visione di:

 

Roman Polanski

Il coltello nell'acqua (1962)
Repulsion (1965)
Per favore non mordermi sul collo (1967)
Rosemary's Baby (1968)
Che? (1972)
L'inquilino del terzo piano (1976)

 

Pier Paolo Pasolini

Il vangelo secondo Matteo (1964)
Uccellacci uccellini (1966)
Edipo re (1967)
Teorema (1968)
Medea (1969)
Il Decameron (1971)
I racconti di Canterbury (1972)
Il fiore delle mille e una notte (1974)
Salo' o le 120 giornate di Sodoma (1975)

 

Alfred Hitchcock

The lodger (1926)
Io ti salverò (1945)
Notorius (1946)
Nodo alla gola (1948)
Io confesso (1953)
La finestra sul cortile (1954)
Il delitto perfetto (1954)
La congiura degli innocenti (1956)
La donna che visse due volte (1958)
Psycho (1960)
Gli uccelli (1963)
Marnie (1964)

 

David Lynch

The alphabet (c.m.) (1968)
The grandmother (c.m.) (1970)
Eraserhead (1978)
Elephant man (1980)
Velluto blu (1986)
Cuore selvaggio (1990)
Strade perdute (1998)

 

Kieslowski

La doppia vita di Veronica (1991)
Film Bianco (1993)
Film Blu (1993)
Film Rosso (1994)

 

Moretti

Io sono un autarico (1997)
Ecce Bombo (1978)
Bianca (1983)

 

Stanley Kubrick

Rapina a mano armata (1955)
Lolita (1961)
Il Dr. Stranamore (1963)
2001 Odissea nello spazio (1968)
Arancia meccanica (1971)
Shining (1980)
Eyes wide shut (1999)

 

Godard

Fino all'ultimo respiro (1959)
Questa e' la vita (1962)
Le piu' belle truffe del mondo (1963)

 

I film di Dean Martin

My friend Irma (1949)
Attenti ai marinai (1951)
Il nipote picchiatello (1955)
Mezzo giorno di fifa (1956)
Hollywood o morte (1956)

 

Francois Truffaut

I 400 colpi (1959)
Jules & Lim (1961)
Tirate sul pianista (1962)
Fahrenheit 451 (1966)
La sposa in nero (1968)
Il ragazzo selvaggio (1969)
La mia droga si chiama Julie (1969)
Non drammmatiziamo... e' solo questione di corna (1970)
Effetto notte (1973)
Adele H., una storia d'amore (1975)
L'uomo che amava le donne (1977)
L'ultimo metro' (1980)
La signora della porta accanto (1981)

 

Fonte: http://web.tiscalinet.it/vertigoblu

Fonte: www.rockol.it/news-9378/Bluvertigo--Morgan-intervistato-da-Alain-Elkann

 

14 feb 1999 - Su "La Stampa" Alain Elkann intervista Morgan dei Bluvertigo nel suo salotto domenicale. Dal momento che la lettura risulta molto divertente (molto spesso per umorismo involontario), ve ne proponiamo un’ampia sintesi.
«Lei come ha capito di essere una rockstar? "Non l'ho mai capito. Però al liceo classico quando studiavo i poeti maledetti ho avuto dei sospetti. Ho individuato atteggiamenti da rockstar nei personaggi più carismatici della storia da Cristo a D'Annunzio".
Ma lei voleva fare il poeta?
"Forse il filosofo. Ma non sono stato capace, allora ho scelto una maniera più semplice di raggiungere la comunicazione".
Cos'è il "canone inverso"?
"Per Bach è il brano musicale che si può leggere anche al contrario. Nel mio caso è una canzone recente e inedita dei Bluvertigo che uscirà forse con un libro".
Battiato è il suo maestro?
"Sì, per quanto riguarda l'Italia e i testi italiano direi di sì, mentre per quanto riguarda l'estero il mio maestro è David Bowie".
Lei perché si tinge i capelli di un colore, poi li ritinge di un altro?
"E' una sorta di mascheramento protettivo, divertente e necessario".
Perché necessario?
"Perché ne sento l'urgenza, l'uopo. E' come se fosse conforme alle regole dell'ambito che frequento".
E che ambito frequenta?
"Quello della comunicazione, un'arte considerata spesso bassa e cioè la canzone. Per riuscire a cambiarne le regole bisogna comprenderle, frequentarle e modificarle".
Com'è nella vita privata?
"Sono divertente, non mi stanco di intrattenere amici e sono molto gioviale".
Come mai vive a Monza?
"Vivo con mia madre, una vita serena e non ho esigenze di andare altrove. Milano è vicina e Monza è molto meno caotica".
Che rapporto ha lei con il pubblico e con i concerti?
"Con il pubblico ho un rapporto conflittuale. Spesso mi accorgo che non hanno capito nulla".
Però lei ha successo?
"Per il momento. Le stelle sono a me favorevoli, ma devono cambiare e ci sarà una curva e lì finalmente alcuni misteri si sveleranno. Ho scritto una canzone nel 1993 che si chiamava ''Decadenze'' dove intendo dire che tutto comincia quando sta per finire".
Andrà a Sanremo?
"No, assolutamente no, perché non mi piace. Non mi stimola, non dà stimoli alla musica, alla cultura e si perde tempo. Spesso sono uscite cose ottime da Sanremo che non hanno fatto altro che confermare la mediocrità di quel palco. Ma trovo inutile parlarne male, basta non guardarlo".
Lei però è una grande minoranza in Italia...
"Non è vero. Fino a prova contraria nei nostri 170 concerti fatti quest'anno, se si calcola una media di 5000 persone a serata, si può fare un calcolo di quanti ragazzi antiSanremo esistono in Italia. Sono persone stanche della comunicazione del Grande Fratello: la tv, le riviste, la politica".
Ma lei legge?
"Sì, abbastanza. Testi di matematica, logica e filosofia. Voglio che quello che leggo sia importante. Leggo solo grandi romanzieri come Kafka, Hemingway o Schnitzler".
E quando gioca a tennis?
"Non più purtroppo. Al massimo due volte all'anno. A 14 anni stavo per diventare un classificato e vincevo tornei".
Allora perché non ha fatto il tennista?
"Perché forse il pianoforte rappresentava una sfida, essendoci gente molto più brava di me".
E le donne?
"Sono stupende".
Lei ne ha molte o ne ha una sola?
(Silenzio). Dopo una pausa: "Sarebbe come chiedere a un filosofo se è per l'uno o per il molteplice, questo è un quesito che rimane sempre aperto".
Quindi lei ha deciso di vivere con la mamma.
(Ride). "La vedo pochissimo".
Quante volte va dal parrucchiere?
"Faccio tutto io. Mi manipolo da solo. E' una specie di gioco. Ogni tanto è vero vado dal parrucchiere, per rilassarmi".
Perché si veste sempre di nero, non le sembra un po' banale, già visto?
"C'è chi sostiene che il male è banale".
Banalità per banalità, in vacanza lei va al mare o in montagna?
"Non vado in vacanza perché non so scegliere".
E cosa sa scegliere?
"So scegliere la velocità di un pezzo. Però per tornare alle vacanze forse la penso un po' come Adriano Celentano che sostiene che la vacanza non esiste per chi ama il suo lavoro. Si va in vacanza da qualcosa per scapparne".
E lei non scappa?
"Io sono costantemente in fuga da me stesso".
Perché non si piace?
"Diciamo che ho delle questioni, dei turbinii, dei seri dubbi e a volte non mi comprendo".
E allora canta?
"Allora suono, perché cantare viene dopo"».




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