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Esce il progetto Italian Songbook vol.1

 

 

Una ricerca meticolosa che arriva fino in America, un tributo doveroso alla canzone italiana ed ecco come nasce "Italian Songbook vol.1" di Morgan. "Ci sono brani italiani degli anni 60 che sono stati tradotti e interpretati da grandi artisti in America, come ad esempio Elvis, diventando così dei veri classici". Quindi nella tracklist sono presenti cinque tracce storiche della nostra musica con le relative versioni in inglese.

 

Morgan (2009)"Questo è il primo album di una trilogia che io chiamo 'dello straniamento' - ha spiegato Morgan-. Raccoglierò in totale una ventina delle più belle canzoni dell'epoca che a quel tempo venivano ascoltate in tutto il mondo e facevano rientrare a pieno titolo la musica italiana nel dibattito internazionale". Un lato poco conosciuto del sound made in Italy che include canzoni scritte da grandi artisti quali Sergio Endrigo, Domenico Modugno, Gino Paoli, Umberto Bindi, Piero Ciampi e ribadisce una passione che Morgan aveva già manifestato nel corso di X Factor: "In passato mi dedicavo molto al pop inglese anni 80, ma quello è un genere di cui ormai so tutto e quindi non mi interessa più", ha detto il musicista 37enne.

I brani del nuovo minidisco, fra cui 'Il cielo in una stanza' e 'Lontano dagli occhi' sono interpretati e arrangiati da Morgan (all'anagrafe Marco Castoldi) nella doppia versione italiano-inglese. A completare l'album si aggiungono due invenzioni per orchestra d'archi realizzate dal musicista monzese insieme al compositore Stefano Barzan ed eseguite dalla Royal Philharmonic Orchestra.

Un'operazione di riscoperta e valorizzazione della musica italiana che esce per Sony in una doppia versione nazionale e da esportazione ed è già stata anticipata nelle radio dal singolo "Il mio mondo". "Si tratta del disco di un cantante - ha  precisato Morgan - qui non ci sono io come autore, presto solo  la mia vocalità per qualcosa di più vasto".

Non manca una frecciatina alla divisione Sony International. "Trovo assurdo che io firmi un contratto e sono di proprietà di tutte le Sony del mondo, anche se poi non mi fanno pubblcare un disco fuori Italia. Anzi no, non posso neanche far causa potenzialmente perché loro dicono che un disco l'hanno esportato e quindi sono inattaccabili. Dunque se io volessi far esperienza in Francia con un'etichetta indipendente non posso farlo perché sono di proprietà della Sony Francia. Ma in questo credo - ha detto divertito il cantautore - che il mio direttore artistico, Rudy Zerbi, non abbia colpe. Non c'è interesse da parte dei dirigenti internazionali, a far sì che lui abbia più rilievo nelle scelte di mercato a livello globale".

Prima di concludere la sua presentazione alla stampa Morgan ha anticipato che nel secondo capitolo del suo progetto ci sarà la versione inglese di "La collina" di De André, canzone del suo "Non Al Denaro Non All'amore Nè Al Cielo" che lo stesso Morgan aveva ripreso e pubblicato nel 2005.

 

TRACKLIST
01.  Back Home Someday
02.  Il Mio Mondo
03.  Resta Con Me  
04.  Lontano Dagli Occhi 
05.  Il Cielo In Una Stanza 
06.  Invenzione Per Orchestra D'Archi  
07.  Qualcuno Tornerà  
08.  You Are My World (Il Mio Mondo) 
09.  Stay Here With Me (Resta Con Me) 
10.  If Ever You Are Lonely (Lontano Dagli Occhi)  
11.  This World We Love In (Il Cielo In Una Stanza )
12.  Invenzione Per Orchestra D'Archi
13.  That Someone (Qualcuno Tornerà)

 

(Le foto sono di Paolo De Francesco)

 

Fonte: tgcom24.mediaset.it

Il 2 aprile prenderà parte a una conferenza a Milano

31/03/2004

 

 

morgan incontro 2004Alle ore 18 alla Palazzina Liberty, Largo Marinai d’Italia, Milano, Morgan incontra il pubblico, a ingresso libero, sul tema “È che c’è fame di arte”.
L’incontro – durante il quale Morgan darà voce alla sua esperienza di artista nel panorama italiano – rientra nel progetto “Per/correre la città” realizzato da Elsinore teatro stabile d’innovazione, Campus, Opera d’arte, La skenè, con il contributo del Comune di Milano assessorato Sport e Giovani e il patrocinio di Università Statale, Bocconi, Iulm, Bicocca, Politecnico.
Insomma, trattasi di un’occasione unica per interagire face to face con uno degli artisti nostrani più eclettici e poliedrici.
Intanto, parte domani, dalla provincia di Perugia, il tour italiano dell’ex-leader dei Bluvertigo. Queste le date, già annunciate in precedenza:

01/04 Bastia Umbra (Pg) – Teatro Esperia
03/04 Marcon (Ve) – Magic Bus
08/04 Asti – Teatro Alfieri
09/04 Fidenza – Teatro Magnani
16/04 Bari – Zenzero
24/04 Este (Pd)- Sottosopra
27/04 Eboli (Sa) – Palasele
06/05 Venaria (To) – Teatro
08/05 Badia S. Salvatore (Si) – Teatro Amiata
14/05 Sassari – Teatro Verdi

 

Fonte: www.mtv.it/news/news-detail.asp?idnews=11402

 

 

"Musica dall’Alto"
martedì 23 marzo 2004 ore 11,00
MORGAN (Bluvertigo)
Auditorium del LiceoScientifico Majorana
Via Ada Negri 14 Moncalieri

 

L'unione di due parole dai molti significati: "blu" come blue, come blues, come colore; vertigo come vertigini, come vortice, come il film di Hitchcock... Unendole si moltiplicano tra loro i significati, dando forma a qualcosa di tridimiensionale e psichedelico: i quattro componenti dei Bluvertigo (Morgan: voce, basso, sintetizzatori, produzione artistica; Andy: sax, sintetizzatori, cori; Sergio Carnevale: batteria; Livio Magnini: chitarra) hanno storie molto diverse, ma li accomuna un certo gusto per ciò che Bowie avrebbe definito "la musica di rottura fra arte alta ed arte bassa" e nella quale si sarebbe senza dubbio incluso (insieme ad altri artisti come Roxy Music, Lou Reed, Japan...). Questi sono alcuni dei riferimenti che possono aiutare a comprendere, anche se solo in parte, da dove arriva il suono dei Bluvertigo. Ma non è tutto, un 'altra componente fondamentale, soprattutto per quanto riguarda l'ultimo album "MetaIlo non MetaIlo", è forse da ricercarsi in alcuni gruppi di rock progressivo o psichedelico quali King Crimson di Fripp-Belew oppure i Pink Floyd di Roger Waters. Il nuovo disco segna l'uscita dal gruppo di Pancaldi (chitarrista): nulla di definitivo però visto che ha comunque suonato alcune parti in studio.

Morgan: «La giacca? Per l'uomo è come un make up»

di Valentina Caiani

morgan style 2004Minimal nel video Un giorno a Milano senza mangiare, primo singolo del suo album da solista, Canzoni dell'appartamento. Quindi più colorato, quasi in versione Elton John d'annata, nel video The baby. Infine, griffatissimo (uno smocking lurex Fendi) all'ultimo Gran Galà della Pubblicità e per il prossimo video, diretto da Asia Argento e ambientato a Los Angeles. Lo stile di Morgan è in costante evoluzione, con alcuni punti fermi. Come un'antica passione per la giacca...


Qual è il massimo del casual e il massimo dell'eleganza per Morgan?
«Il massimo del casual è una giacca con sotto una felpa. Il massimo dell'eleganza è una giacca con sotto una camicia. L'importante è che ci sia una giacca che, secondo me, è un indumento addirittura di sportwear. Si può usare anche per giocare a tennis... io lo faccio spesso. Non posso fare a meno della giacca: mi sento non vestito, nudo, anche non protetto. Perché la giacca copre e rimodella il nostro corpo, è veramente un modo per mascherare.. è un vero make-up, risolve dei problemi, anche ossei».


Il tuo primo abito di scena: una giacca?
«Avevo uno "spencerino" che somigliava molto a quelli dei domatori. Stiamo parlando dell'84, io dodicenne ma concerto vero, non saggio del liceo musicale, quelli li facevo da quando avevo nove anni (però, lì dovevo andare in giacca e cravatta, perché si trattava di musica classica). Il primo concerto fu all'oratorio, a Monza, e suonavo delle mie canzoni. Misi indosso questo "spencerino". Mi ricordo le frange sulle spalle imbottite, non molto ampie. Colore: nero. Mio padre faceva l'artigiano, di divani, e negli anni '80 andavano molto le stoffe colorate con motivi floreali, con quei tessuti spessi e grossi io mi facevo fare dal sarto questi spencerini con le stoffe sottratte a mio padre. Era l''poca new romantic».

Fonte: style.it

Guarda il Video

Sam Fisher contro Morgan

Un doppiatore inatteso entra nel cast di Splinter Cell: Pandora Tomorrow.

 

 

La versione italiana di Splinter Cell: Pandora Tomorrow vedrà l'apporto straordinario di Morgan, leader dei Blu Vertigo, che darà voce a Suhadi Sadono, terrorista indonesiano (e nemico pubblico numero uno nel gioco Ubisoft). Dal primo capitolo tornerà la voce di Luca Ward per Sam Fisher, all'interno di una traduzione completa che interessa manuale, testi e audio. Insieme a questo aggiornamento sul secondo episodio, il produttore ha reso note le cifre totalizzate dalla prima uscita, che dal lancio (fine 2002) ha raccolto ben 5 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Splinter Cell: Pandora Tomorrow è in arrivo il 25 marzo 2004 su PC, Xbox e GameBoy Advance, mentre le versioni per gli altri formati verranno pubblicate successivamente.

 

Guarda il video: www.inartemorgan.it/index.php?option=com_content&view=article&id=172:doppiaggio-di-morgan-in-qsplinter-cell-pandora-tomorrowq-videogioco&catid=147:partecipazioni-tv-cinema-2004&Itemid=311

 

 

 

 

Fonte: www.videogame.it/splinter-cell-pandora-tomorrow-1-xbox/33676/sam-fisher-contro-morgan.html

Live report

di Enrico Rigolin, 12/12/2003

Ed è ciò che ho avuto, scoprendolo splendido intrattenitore, bassista sopraffine e capace d’infondere quell’aria gustosamente leggera-glam-autoironica che gli permette di rileggere brani della tradizione italiana, vedasi ad esempio la splendida versione di Umberto Bindi offerta alla fine del primo bis.

Scarna ma ‘casalinga’ la scenografia, a riprendere i motivi delle stanze d’un appartamento, candelabri, viste su quartieri popolari da Italia-del-boom-economico, e fiori in quantità. Gruppo affiatato, ma Morgan soffre un po’ l’avvio di concerto, tanto che all’inizio del secondo pezzo temo fortemente per la riuscita della serata, e mi preparo ad una cocentissima delusione. Errore: la musica sa riservare sempre ottime sorprese, vuoi per la birra prontamente offertami dagli amici, vuoi –soprattutto - per la sistemazione dei suoni ad opera di Marco LaNonna Posocco (assolutamente da non sottovalutare il suo apporto!) che andranno via via sistemandosi già dopo i primi tre pezzi.

Suona quasi sempre pianoforte, fender rhodes e tastiere, Morgan, per spostarsi a centro palco solo in qualche brano: dietro di lui, l’unico superstite della band ‘madre’ siede dietro ad una batteria con una grancassa dal diametro spaventoso e senza tom, un percussionista con baffetti ed un pellicciotto da far invidia a Fred dei Flinstones, e gli altri a scambiarsi basso e chitarra, a curare cori. E - ci mancherebbe! - moog, theremin e tastierine varie affidate alle dita di quel Daniele Dupuis, sorta di alter-ego dello stesso Morgan solo più alto di un buon venti centimetri, che già avevamo visto all’opera nei Versus e coi suoi Farina Tipo 00.

Sono le atmosfere, ad averci colpito: come in quegli spettacoli di varietà in bianco e nero che a volte si riesce a rivedere su RaiSat, come se il Nostro giocasse a fare il Duca de noantri alle prese con la tradizione melodica italiana e, spiritosamente teatrale, sapesse anche donarci una strepitosa, chilometrica versione di “Sunday morning”, a suggello di quasi due ore di concerto.

Divertente e divertito, ben lungi dal musolungo dei tempi dei Bluvertigo, Marco Castoldi pare davvero aver trovato una strada propria che parte dalla riscoperta del patrimonio musicale del passato; ma se prima era la wave e gli anni ’80 ad essere amorevolmente saccheggiati, ora lo sguardo del nostro volge ancora più indietro, alla musica italiana degli anni ’50 e ’60. Riproponendone così gusto melodico e calore, donandoceli con un afflato poetico ed una simpatia insperata, e, soprattutto, rileggendone comunque gli stilemi in chiave moderna - chè non di mero recupero pare trattarsi.

Una conferma, quindi, per chi l’aveva già veduto in questa veste (penso alle date del ‘Tora! Tora!’, ad esempio), una sorpresa per chi - come il sottoscritto - vi si è accostato di recente, ma anche un ‘addio’ da parte di chi - rimasto al solito pub ed incontrato sulla via del ritorno - si è candidamente proclamato incapace di seguire l’artista monzese in questa sua avventura. In questa sua nuova, splendida avventura.

Gran bel concerto.

E’ uno ‘Zoo Animal Sound’ certo non gremito come nelle aspettative di chi vi scrive, quello che accoglie la data ferrarese del tpur “Alive & detuned” di Morgan.

Entro nel locale - ottima struttura che sta portando una ventata di buona musica live in zone in cui si era ormai abituati a rivolgersi a Bologna o, verso nord, ai centri sociali ed ai locali del Nordest - forte di ripetuti ascolti dedicati a “Canzoni dell’appartamento” e di tutte le positive impressioni riportate da chi l’ha già visto in questa nuova veste. Scevro quindi da ogni pregiudizio di sorta - mai impazzito per lui, né mai visti i Bluvertigo, distantissimo dai gossip da rotocalco et similia - entro per “il concerto di Morgan”.

Fonte: rockit.it




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