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Intervista a Morgan e Andy di Allinfo.it al concerto del Primo Maggio 2015, parlano del nuovo singolo inedito Andiamo a Londra e del futuro dei Bluvertigo

 

LA DOLCE VITA: LA MUSICA DEL CINEMA ITALIANO22406 699444996847855 716952528417433846 n

SI AVVICINANO LE DATE DEL DEBUTTO ITALIANO DE “LA DOLCE VITA: LA MUSICA DEL CINEMA ITALIANO”, IL PIÙ PRESTIGIOSO OMAGGIO MAI REALIZZATO ALLE COLONNE SONORE DEL CINEMA ITALIANO

8 LUGLIO – PARMA piazza Duomo - Parma and Stars
10 LUGLIO – SPOLETO piazza Duomo - Spoleto58 Festival dei 2Mondi
13 LUGLIO - MILANO Estathé Market Sound

LA DOLCE VITA: LA MUSICA DEL CINEMA ITALIANO è un format che attinge al ricco catalogo di musica da cinema
del Gruppo Sugar per dare vita ad uno spettacolo di grande impatto emotivo, in cui le colonne sonore più
rappresentative dei grandi capolavori italiani verranno eseguite dal vivo dall’Orchestra F ilarmonica Arturo
Toscanini , diretta dal Maestro e compositore di fama internazionale Steven Mercurio .
I brani del concerto, composti da Nino Rota, Ennio Morricone, Luis Bacalov, Nicola Piovani e molti altri grandi
maestri della musica da cinema, sono tratti da film che con le loro musiche hanno fatto la storia del grande
schermo: 8 ½, La Dolce Vita, Amarcord, Il Postino, il Gattopardo, Nuovo Cinema Paradiso e La Vita è Bella, nei
nuovi straordinari arrangiamenti e orchestrazioni di W illiam Ross. Sul palco, insieme all'orchestra grandi solisti
quali ANDREA OBISO, ALICE, TOSCA, MORGAN, FEDERICO PACIOTTI, che arricchiranno la serata con suggestive
performance. Special Guest RAPHAEL GUALAZZI .
Questi i primi appuntamenti in calendario: P arma 8 luglio, piazza Duomo Parma and Stars; S poleto 10 luglio,
piazza Duomo Spoleto58 Festival dei 2Mondi e Milano 13 luglio , Estathé Market Sound.
LA DOLCE VITA: LA MUSICA DEL CINEMA ITALIANO è un concerto-evento in cui lo spettatore segue un percorso
musicale creato dalle più belle ed importanti colonne sonore della storia del cinema Italiano.
Ad accompagnare questo viaggio musicale sono le immagini originali create da G iuseppe Ragazzini, che evocano
le storie dei vari film e i diversi stati emotivi che quei film suscitano, attraverso la musica. L'elemento unico dello
spettacolo è infatti quello di ribaltare il rapporto tra immagini dei film e colonna sonora, in cui, generalmente, la
musica è al servizio delle immagini. In questo caso, invece, sono le straordinarie animazioni di Ragazzini, pittore,
scenografo e visual-artist, che accompagnano le coinvolgenti colonne sonore eseguite dal vivo, creando una
sintesi emotiva che porta lo spettatore a rivivere i tanti e diversi film evocati.
A firmare la regia sarà G iampiero Solari, che arricchirà con la sua creatività l'eccellenza assoluta dell’evento e
alternerà i visuals con immagini di repertorio scelte grazie alla collaborazione con l’Istituto Luce Cinecittà, che nel
2014 ha celebrato i suoi 90 anni.
Il format è stato inaugurato con grande successo a New York il 16 e il 17 Settembre 2014 nell’elegante cornice
dell’Avery Fisher Hall del Lincoln Center for the Performing Arts (tra il pubblico anche un entusiasta Woody Allen) .
Per la prima volta in 173 anni, la NY Philharmonic ha dato il via alla sua stagione con un evento dedicato alla
musica del cinema italiano. Ospite d’onore dell’evento americano Martin Scorsese, celebre regista, sceneggiatore,
attore e produttore cinematografico, padrone di casa di una serata tutta italiana.


Facebook: www.facebook.com/ladolcevitathemusicofitaliancinema
Twitter: https://twitter.com/LaDolceVitaLive
Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=TVEQuH1OTyU


Info: INTERNATIONAL MUSIC AND ARTS
Tel. 059/644.688
www.internationalmusic.it


Prevendite per il concerto di PARMA
www.ticketone.it
www.vivaticket.it


Prevendite per il concerto di SPOLETO
http://www.festivaldispoleto.com/2015/infobiglietteria.asp…
www.boxol.it


Prevendite per il concerto di MILANO
www.ticketone.it


UFFICIO STAMPA:
LETIZIA D'AMATO srl STUDIO DI COMUNICAZIONE
Tel. 06 39754352 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

brf


12, 13 e 14 giugno – AUTODROMO NAZIONALE MONZA
 
BLUVERTIGO – SUBSONICA - AFTERHOURS
La grande scena rock italiana protagonista dell’edizione  2015


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Brianza Rock Festival diventa grande e per festeggiare la sua quinta edizione apre a un cast composto dalle band più rappresentative del panorama musicale italiano.Bluvertigo, Subsonica e Afterhourssono gli strepitosi tre nomi annunciati per il 12,13 e 14 giugno all’Autodromo Nazionale Monza, ospitati dal Festival organizzato dall’Associazione Monzabrianzaeventi, nato per valorizzare il movimento musicale e culturale del territorio e sostenere le Associazioni al servizio del cittadino.
 
Saranno i “residenti”Bluvertigo di Morgan – quest’anno anche consulente artistico del BRF - ad aprire le danze venerdì 12 giugno, un ritorno alle origini (il loro ultimo concerto a Monza risale all’estate del 1996) con una performance nella città dove tutto è cominciato e dove dai sintetizzatori nascevano suoni che avrebbero rivoluzionato il palcoscenico musicale italiano. La serata targata Bluvertigo avrà come special guest  Eugenio Finardi, che si esibirà nel suo spettacolo “Fibrillante” prima della performance della band.
 
L’Autodromo ospiterà poi sabato 13 giugno il ritorno live deiSubsonica, dopo il grandissimo successo invernale del “In Una Foresta Tour”. Ogni loro concerto è un trionfo di musica e tecnologia, grazie alla cura maniacale che da sempre la band dedica al suono e alle immagini.
 
GliAfterhoursdi Manuel Agnelli chiuderanno questa tre giorni sensazionale domenica 14, con unconcerto in esclusiva estiva per il BRF: sarà l’unica occasione per vederli dal vivo in Italia nel prossimi mesi.
 
Le tre band sono legate da un magico filo che li ha fatti incontrare artisticamente durante le loro carriere: gli Afterhours hanno ospitato Samuel dei Subsonica in “Voglio una pelle splendida”, all’interno del remastered dell’album “Hai paura del Buio” uscito lo scorso anno e i Bluvertigo hanno partecipato al singolo dei Subsonica “Discolabirinto” nel 2000.
  
La nuova area di tutti i concerti è il fronte Paddock dell’Autodromo Nazionale Monza, una location suggestiva che potrà accogliere oltre 20mila persone.  Un palco nuovo, un’area ospitalità, un ristorante, le birrerie e diverse aree di intrattenimento a disposizione del pubblico.
L’area concerti allestita diventerà uno spazio vivibile nell’arco di tutta la giornata, il Brianza Rock Festival si svolgerà in collaborazione con la 40ma edizione del Festival dello Sport che fino all’inizio dei live organizza una serie di appuntamenti sportivi.
 
Il BRF va oltre la musica: è un evento che sposa anche arte e cultura, grazie all’organizzazione parallela del Rock’n Art, la mostra di opere d’arte dedicata ai giovani pittori e scultori del territorio, quest’anno ospitata alla Villa Reale di Monza.
 
Come per le precedenti edizioni il BRF sosterrà l’Associazione SLAncio a cui si aggiunge per quest’edizione il supporto al Comitato Maria Letizia Verga Onlus e a Cancro Primo Aiuto.
 
 
Info
www.brianzarockfestival.com
 

Dove: Monza, presso i paddock dell’Autodromo Nazionale.
Quando: venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 giugno, cancelli aperti dalle 18, concerti dalle 19.
Quanto: prevendite aperte su Ticketone.it e negozi convenzionati, ingresso 20 euro a serata.

 

morgan

 

La trattativa non è ancora conclusa ma la scuola di musica di Morgan dovrebbe aprire nella restaurata villa Borromeo di Arcore. Nei prossimi giorni la definizione dell’intesa.

 

E se dentro la nuova villa Borromeo di Arcore ci fosse anche una scuola per professionisti della musica? Magari una scuola che possa contare sul contributo dei musicisti che hanno fatto la storia recente del rock e del pop. E magari che abbia l’esperienza di chi sa riconoscere il talento e farlo fruttare. Per esempio Morgan. Ipotesi? Forse. O forse qualcosa di più. Di certo si sa che la trattativa è aperta e che forse già nei prossimi giorni potrebbe diventare un accordo definitivo. Il progetto di Morgan, il monzese Marco Castoldi,fondatore dei Bluvertigo, ha un anno di vita: era stato annunciato dallo stesso musicista nella sede della provincia di Monza in occasione della presentazione del Brianza rock festival del 2014.

«Il mio sogno è realizzare una scuola per musicisti - aveva detto a giugno - Una scuola professionale. E anche la Villa reale potrebbe essere il posto giusto. Tanto più che musica e botanica vanno d’accordo» aveva osservato sorridendo.

Tutto pronto - aveva ribadito allora - manca solo una sede. La speranza era la Villa reale di Monza, un percorso che fino a oggi si è rivelato in salita: e allora, perché no, quella di Arcore. «In realtà ci sono tanti talenti, anche in questo territorio, che magari sono spinti a rinunciare al sogno di diventare musicista - aveva sottolineato Morgan -. Sarebbe una grossa opportunità, la scuola. E la casa di produzione di X-Factor e Sky si sono già detti disponibili a investire in un progetto del genere». Nel frattempo il progetto ha preso un nome: Eufonìa (cioè bel suono), un campus che quindi potrebbe trovare casa in villa Borromeo tra un paio d’anni 

Fonte

 

Sabato 4 Luglio 2015 - ore 21.15 Il libro di Morgan live al Teatro del Vittoriale - Via Vittoriale, 12 - 25083 Gardone Riviera, Brescia

“Il libro di Morgan dal vivo” è uno spettacolo inedito, che si muove tra parole, immagini e performance live. 
Ma, per chi conosce Morgan, è facile immaginare che quello a cui ci trova davanti è un vero e proprio One man show. Morgan si racconta, con autenticità e misura, semplicemente e in modo vero.

Per farlo, combina diversi linguaggi artistici, ritmati dalla sceneggiatura tratta dal libro appena pubblicato per Einaudi: racconta, pensa ad alta voce,suona e canta, sia brani del suo repertorio, sia pezzi originali, scritti appositamente per lo spettacolo.

Modulato in 5 "atti" (Io - l'amore - la musica- gli stronzi - e Dio), Morgan sul palco sarà voce, pianoforte, chitarra, basso acustico e computer, dando vita a una trascinante produzione il cui fondale è la lettura di alcuni passaggi dalla sua autobiografia, ma dove pilastro fondamentale è la musica a cui l’istrionico artista ha dedicato tutta la sua vita.

In ogni concerto Morgan sarà accompagnato da alcuni storici compagni di viaggio.

L’impianto scenico è curato da Luca Volpatti, già ideatore del progetto scenico del Festival La Milanesiana nonché delle scenografie delle opere liriche di Battiato “Genesi”, “Gilgamesh”, “Il cavaliere dell’intelletto”, “Telesio” e dei suoi film. La sceneggiatura de “Il libro di Morgan dal vivo” è di Roberta Castoldi, curatrice del libro, così come la regia co-firmata con Marco Castoldi.

 


 

 

BIGLIETTI:

Gradinata numerata* GA-GH
* la gradinata numerata è rialzata rispetto alla platea
e offre una visuale suggestiva con il Lago di Garda sullo sfondo € 32,00+4,80 prevend.

Platea laterale € 28,00+4,20 prevend.
Platea centrale € 32,00+4,80 prevend.
Poltronissima € 38,00+5,70 prevend.

 

Per l'acquisto dei biglietti on-line, clicca QUI 

 

 

 

Teatro del Vittoriale
Via Vittoriale, 12 - 25083 Gardone Riviera, Brescia
www.anfiteatrodelvittoriale.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  

Marco Castoldi, in arte Morgan, incanta il pubblico con la messinscena della sua vita a teatro

 

locandina morgan

L’anteprima dello spettacolo  Il libro di Morgan dal vivo ha avuto luogo il 3 marzo nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti di Milano con la “complicità” dei compagni di una vita: i Bluvertigo. Il libro di Morgan dal vivo è stato uno spettacolo che si è mosso – come annunciato – tra parole, immagini e performance live. A pochi giorni dallo spettacolo è stato sold out. La sorella dell’artista Morgan, Roberta Castoldi, ne ha curato la sceneggiatura e la regia mentre la scenografia è stata curata e ideata da Luca Volpati.
Alle ore 21.33 del 3 marzo il largo sipario della Sala Grande che separa il palcoscenico dal pubblico, scorrendo, s’apre. Marco Castoldi in arte Morgan entra in scena in frac e jeans grigio, fumando una sigaretta che lascia una densa scia di fumo dietro di sé: a tratti l’artista sembra ricordare colui che fu definito l’ultimo dei poètes maudits, Serge Gainsbourg, non a caso uno dei suo mentori.
E’ chiaro fin dalle prime parole e dalla voce che riecheggiando nel teatro le pronuncia, che prima di Morgan è Marco Castoldi, l’uomo e artista, a voler mettere in scena la propria autobiografia.
Infatti, lo spettacolo inizia con la narrazione e la lettura delle prime pagine del libro – o meglio – con un’interpretazione pregna di significati e dettagli, con una giusta intonazione vocale su ogni frase, periodo e parola.
E’ come se non esistesse distanza tra palcoscenico e pubblico, tra artista e spettatore, è come se Marco Castoldi quelle distanze volesse annullarle per parlare ad ogni spettatore presente in sala. E ciò lo fa nel migliore dei modi: raccontandosi senza contraddizioni o filtri. Morgan non recita, e la sensazione che trasmette allo spettatore è quella di una persona sicura che sul palco si sente a casa. Proprio lì tra le sue cose, tra le sue carte, tra i suoi strumenti che padroneggia con destrezza.
Marco Castoldi di sé scrive e dice: «Sono una specie di personaggio di un romanzo, sono uno che attira l’attenzione e non sempre volontariamente. Sono uno di cui si parla e si scrive, sono uno che la gente conosce anche se non mi conoscono, perché io sono pubblico, statale. In pratica ho cambiato tanti mestieri nella vita ma in ognuno di questi c’è sempre stata la presenza di due elementi, o concetti: un palco, degli spettatori. Un uomo di spettacolo, ma non generico, non ho mai fatto il presentatore, preferisco essere presentato, per rappresentare qualcosa. Quasi esclusivamente musica.»
I minuti scorrono, il tempo fugge ma non è un problema: l’artista è un fiume in piena, inizia a parlare dell’importanza delle scritte-sui-muri, ottimo mezzo per sapere chi entra nel suo camerino! Narra della sua vita frenetica, dei giorni che scorrono talvolta lentamente, del trambusto che vi è vicino casa sua, di casa sua e di molto altro.
Nell’atto primo: “IO” è l’uomo Marco Castoldi, in arte Morgan, che mette il suo cuore a nudo parlando di sé e del rapporto che ha con la musica, quindi con la perfomance e il palcoscenico: «Quando sono su un palco sento che tutto va come deve andare; mi sento a casa. Infatti casa mia è come il palco di un teatro: non ha muri, è divisa non da muri ma da dei sipari. Non c’è luce in casa mia. È un palco buio.»
Parla, poi, del significato della parola “bella vita” all’interno della sua esistenza, della bellezza che c’è nel con-dividere con gli altri la propria storia e le proprie idee, del rapporto con il letto coniugale e dell’importanza dei ricordi che ognuno conserva in relazione alle proprie esperienze.
Si esibisce al piano in “Sonno-Sonno” mentre sullo schermo vengono proiettate immagini e video personali, inediti accuratamente scelti. Sono immagini di vita che ritraggono l’infanzia, la giovinezza e la paternità.
E’ con nostalgia, tornando indietro nel tempo, che Morgan ricorda il suo primo concerto: quello di Roberto Vecchioni; di lui, infatti, Morgan dice che più che cantare, parlava. Guardando mamma Luciana e papà Mario, il piccolo Marco non poteva che restare attento e cercare di capire il motivo di tanta attenzione.
Uno tra gli atti più emozionanti e coinvolgenti, è il secondo: l’Amore. Morgan inizia con il parlare di questo «sentimento assurdo» – appunto, l’amore – con cui ogni essere umano nel corso della propria esistenza prima o poi si confronta.
Pochi istanti più tardi dall’interpetazione di alcune delle sue pagine inerenti al capitolo che riguarda l’aspetto sentimentale della sua vita, Morgan, non è più solo sul palco. I Bluvertigo salgono sul palco e all’unisono eseguono “Complicità”, tutto si tinge di rosso, l’atmosfera è calda, c’è chi canta, chi si emoziona e chi stupito osserva e ascolta senza proferire parola. Momento magico. In questo atto l’artista ci tiene a ricordare che «l’amore non è una cosa che conta ma una casa che canta».10505499 10205193534149347 3366062405846902261 nInutile dire che durante lo spettacolo Morgan è sia artista che spettatore: è, infatti, un attento osservatore in quanto riesce a uscire fuori da sé e con astuto spirito di osservazione mischia momenti alti di spettacolo con momenti di humor e ironia, racconta ad esempio l’aneddoto di oggetti e libri che scompaiono in casa sua esattamente nel momento in cui li cerca, per scoprire poi che vengono riposti in altra maniera dalla sua collaboratrice domestica.
Non c’è un ordine cronologico nelle narrazioni e interpretazioni dei passi dell’autobiografia, piuttosto l’autore si serve di momenti, riflessioni, impressioni e sensazioni del passato per raccontare la persona che è oggi; parla della folgorazione adolescenziale per l’album Black Celebration dei Depeche Mode affermando: «Quando ho inziato a fare musica pop, ho sempre preso di riferimento quell’album».
Nell’atto terzo, si parla della musica. Morgan racconta della sua passione sfrenata per i sintetizzatori, di quando suo padre durante un Natale, non voleva esaudire il desiderio di un Marco adolescente e comprargli un synth perché preferiva che suo figlio si comprasse un montone per riscaldarsi. Racconta, poi, di aver capito di poter fare ciò che fa ora, ovvero l’istrione da palcoscenico, quando a cinque anni i genitori lo portarono a messa e lui uscì fuori a dare spettacolo capendo, in quel momento, di riuscire ad attirare l’attenzione su di sé ballando e cantando. Oltretutto ottenendo compenso: gli furono comprati dei ghiaccioli che papà Mario restituì.
Morgan non si stanca di parlare e di raccontarsi, si serve di molti flashback nel corso dello spettacolo, scandaglia la sua esistenza fino ad arrivare agli albori dei Bluvertigo. Prima ancora dei Bluvertigo parla degli Smoking’ Cocks, duo formato da Morgan stesso e Andrea Fumagalli (è da quest’ultimo cognome che il duo prende il nome); o ancora di quelle volte che si scioperava e da Monza si andava a bigiare a Milano, sul tetto del Duomo unico modo affinché i genitori non potessero trovarli.
E ancora racconta dell’incontro avvenuto con Pancaldi alla “festa di Masetto”, della conoscenza in Villa Reale con Sergio Carnevale (che diventerà poi batterista dei Bluvertigo) – con un groove da dio! – , dell’entrata di Livio Magnini (bassista) nella band dopo l’uscita di Marco Pancaldi. Morgan quasi con commozione afferma che il fatto che Livio Magnini e Marco Pancaldi fossero sullo stesso palco è il coronamento di un sogno: l’uno non sarebbe potuto esserci senza l’altro. I Bluvertigo non sarebbero mai stati ciò che sono stati e soprattutto che sono oggi
Quarto atto: è l’inevitabile atto in cui si narra e parla degli “stronzi”. Di tutte quelle persone che come si diceva all’inizio parlano di Marco Castoldi in arte Morgan senza conoscerlo, eppure lo fanno e il più delle volte nei peggiori dei modi. 

Ultimo e quinto atto dello spettacolo sul libro di Morgan dal vivo è: Dio. L’artista parla del mistero della trinità, e si dice vicino a quella che è la figura storica di Cristo. E’ contro quelle che sono le rappresentazioni simboliche e iconografiche dello stesso Cristo morente in croce. Se Cristo è stato un buon uomo che predicava l’amore, la pace e la fratellanza perché allora rappresentarlo in croce, sofferente?
E’ con questa riflessione che l’artista si congeda e la messa-in-scena si conclude.
Il pubblico è felice, e si unisce in un lungo e caloroso applauso pregno di soddisfazione ed estasi. Morgan è riuscito a esprimersi a pieno, a unirsi e con-dividere le sue storie, le sue idee. Il libro di Morgan dal vivo è uno spettacolo indescrivibile, perché va vissuto, visto, ascoltato e soprattutto letto da chi ha dedicato la propria vita all’arte e alla condivisione della cultura.
Chapeau a Marco Morgan Castoldi.

 


di Giusy Lazzarano




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