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Morgan
Canzoni Dell'Appartamento
di Alessandro Grassi - 7/10

Somme di quattro pareti, vedute quadrangolari, curiosità che emergono silenti aldilà di una coltre di certezze, spiare per vedere la vita e poi ritornare a riflettere sulla propria, rifugiarsi nella propria arte fatta di paura ed urgenza di comunicazione (innanzitutto verso se stessi, o perlomeno con la propria parte più recondita) e vedere l’evoluzione dell’ego pensiero momentaneo che prende forma, osservare l’iter della creazione che prende consistenza e si concede al vivere.

L’appartamento come sintesi”, forza e ritrovo dell’accumularsi di svariati pieni e vuoti, recipiente necessario e vivo per materializzare quello che si è, che si è stati, e per illudersi su quello che si sarà, col tempo e nel tempo… Quattro anni fa usciva “Zero”, la magnifica chiusura della trilogia chimica dei Bluvertigo, poi una lunga stasi, che è coincisa con il portare avanti i progetti dei singoli: Andy alla pittura e quant’altro e Morgan alla scrittura, alla vita privata e alla progenie. In mezzo a tutto questo, forse, un desiderio di procreare un qualcosa di completamente personale, al di fuori delle interrelazioni e delle conseguenze più o meno piacevoli di queste.

E nell’arco di due anni (periodo di vita e condivisione con/nell’appartamento) è sbocciata e si è alienata dall’idea per divenire reale, questa raccolta di canzoni, pensata, forgiata e scaturita dall’insieme di elementi che hanno caratterizzato il viversi in questo “contenitore”. Canzoni dell’appartamento, quindi. Niente da spartire con il proprio passato “illustre” (i Bluvertigo s’intende…), forse qualche brandello di ascolto frequente che si materializza sotto forma di cover o rilettura (si veda “Non Arrossire” e “Se”), ed un mare di atmosfere da descrivere e da sottolineare. Nuove, perlopiù.

Presenze, personaggi, co-protagonisti, e animazione dell’oggettistica, gli argomenti di cui questo disco si nutre e di cui parla, tutti affrontati con la rigorosa intelligenza retorica che già conosciamo in Morgan, ma che risulta addolcita dal freddo razionalismo sentenziante di un tempo e che si rifugia nel ragionamento “dal dentro” l’emozione calda, viva, traspirante e respirante.

E allora il tutto diventa, un lento serpeggiare in mezzo a sensazioni leggiadre e tangibili, pregne di sostanza e di ricordi attaccati a quelle musiche tanto soavi quanto piene di archi, piani e flessuosi bassi. Un inaspettato salto dentro una certa canzone all’Italiana di derivazione anni ‘50/’60, che mantiene il fascino dell’esposizione sonora, arricchendola di quiete (o dubbiosità) comunicante.

Aria”, sottintende l’amore vissuto e vivente, rosso e multiforme, dove il piano diventa organo lieve di un sussurrare di parole lineari e limpide, sincere. “Crash”, si vede investita di una costanza da “dichiarazione di intenti”, mosse effettuate ed il presente fatto di coerenza, un candido fluttuare di grooves delicati. “Altrove” (primo singolo estratto), gioca la carta del “lasciarsi trasportare” senza dar peso al dove si andrà, con la presuntuosa pazzia/sicurezza di giovarne quanto basta.

The Baby”, una dedica, un’immedesimarsi, un ritornare e capire meglio quello che si è stati da birbanti bambini, tutto vissuto in chiave Beatlesiana (o meglio assonante con Paul McCartney). “(Evaporazione)”, coda strumentale del motivo principale di “Aria”, che conduce al primo stacco stilistico vero e proprio, quella “Non Arrossire” di Gaber-iana memoria, qui rinvigorita in maniera sognante, barocca, quasi con la supervisione onirica di Mina

Si prosegue con “Me” (uno degli apici del disco), dove il protagonista rimane il pianoforte e l’intelligente verve esponente. “Se (If)” è l’adattamento di un vecchio brano dei Pink Floyd, che nelle mani di Morgan diventa una concessione alla libertà di azione (buona ma nulla di che). “Italian Violence”, si presenta come un ibrido di cantato in Italiano ed Inglese, dove si espongono i cari vecchi odiati/amati stereotipi Italiani, mischiandoli con le proprie attitudini quotidiane, un brano buono dove ai toni lenti si miscela un ottimo arrangiamento d’archi ed il solito piano descrivente. La seconda sorpresa, quasi fuori contesto, viene concessa dalla sferzata energica e ritmica di “Heaven In My Cocktail”, dove la “velata” spensieratezza si dipana su un mantello di disco-funk tipicamente anni ’70; più che un tributo, un’intransigente e divertente episodio (magari una futura via per accedere al Bluvertigo creare?). Chiudono questo viaggio nella fotografia del contesto emozionale-razionale dell’appartamento, “Le Ragioni Delle Piogge” e “Canzone Per Natale”; la prima, delicata e riflettente, una perla di un dispiegarsi di ricordi e cumuli di pensieri, la seconda, un tenero elogio al Natale (terzo episodio completamente fuori dal tempo…).

Di per se, questo album è quanto di più fresco ed originale potesse capitare al panorama pop Italiano, gioca in terreni che fanno parte della cultura della nostra canzone nazionalpopolare ma che vengono rivisitati con una lucidità alchemica degna di un innovatore/cospiratore. Quindi un disco che sicuramente si lascia apprezzare nella sua quasi totalità, riuscendo a convincere per contenuti e corsi sonori intrapresi. Dall’altra parte va evidenziato che la ricerca melodica effettuata paga dazio (in qualche episodio) al passato più di quanto sia necessario, ma senza per questo che ne venga intaccata l’ottima qualità. …E non è neanche da escludere che fosse una componente prevista e anticipata da Morgan stesso…

Insomma non un tributo generico all’Italianità, più che altro un rincorrere il modo di esporre un decorso di emozioni vissute, in maniera diretta e senza costrizioni di forma o sostanza. Pillole di vita a narrarsi.

Recensione originalmente pubblicata e gentilmente concessa dalla defunta webzine www.idbox.it


Fonte: storiadellamusica.it

Morgan: "Le canzoni dell'appartamento"

Stile retrò e forma canzone
di Lucia Carenini

“Zero", l'ultimo CD dei Bluvertigo risale al 1999, con esso si chiudeva la trilogia chimica iniziata con "Acidi e basi" e proseguita con "Metallo non metallo". Dopodiché il nulla, se si esclude la raccolta "Pop Tools" del 2001. Così Morgan dal pizzetto caprino sceglie la strada solista, senza per questo lasciare i Bluvertigo, che peraltro non si sono sciolti, sono "Vivi e vegeti" - conferma il cantante - "solo temporaneamente congelati", impegnati in attività varie ed eventuali.
Nel suo sito – ben fatto e intrigante – Morgan presenta così il suo album Canzoni dell'appartamento: "Prendi un appartamento in affitto, ci metti dentro una famiglia e un pianoforte e scrivi un disco che parla di quello che stai vivendo". Ne esce un lavoro dai toni retrò, che sembra una cover di se stesso, forse perché all'inizio era stato pensato proprio come un disco di cover.
Undici canzoni, decisamente pop, di cui nove originali e due – superstiti del progetto originale - rivisitazioni ben mimetizzate: "Non Arrossire" di Gaber e la traduzione di "If" dei Pink Floyd.
Canzoni surreal-intimiste, a tratti volopindariche. Battiato docet.
L'album ha vinto di larghissima misura la targa Tenco per la miglior opera prima. Ora, a parte l'annoso problema di quanto sia giusto considerar opera prima il lavoro di chi di dischi ne ha già pubblicati almeno tre, (e nemmeno come componente di sfondo di una band, ma come leader) ed è un personaggio noto, mentre un premio all'opera prima dovrebbe quantomeno segnalare al pubblico dei veri esordienti – ma questa è un'altra storia – resta da chiedersi se Marco "Morgan" Castoldi questo riconoscimento lo meritasse davvero.
Niente da dire su suoni e arrangiamenti: una parte è stata registrata nell'appartamento, un'altra con l'Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Foggia. Poi Morgan ha messo tutto dentro un computer e ha accuratamente rimaneggiato, scomposto e ricomposto per raggiungere la perfezione stilistica.

Ne è uscito un prodotto raffinatissimo e curato fino ai minimi particolari, in un miscuglio di revival anni 60, new wave, elettronica inglese anni 70, suoni retrò, qualche traccia di cantautorato italiano e parti orchestrali. Più qualche soluzione stilistica che sembra pensata per Mina.
Inoltre l'album sembra fatto apposta per l'etere; il singolo apripista, "Altrove" (e qui spezzo una lancia a favore di Morgan, che ha capito che il brano trainante va messo all'inizio di un album, non alla fine) è un brano a tinte soft, che ben introduce il concetto del lavoro.
E il disco è bello. Canzonette in superficie leggere e orecchiabili, ma sotto, per chi sta attento subito, altrimenti un po' alla volta, si percepiscono tecnica ed elaborazione. L'appartamento appartiene al nuovo filione elettro-italo-retrò, quello di cui fanno parte anche i Baustelle.
Si legge ancora sul sito di Morgan: "Queste undici canzoni retrò nascono fuori moda nel mondo contemporaneo, in una casa non d'epoca ma abbastanza vecchia... rivivono il momento in cui fui io bambino nell'appartamento di un tempo". Sicuramente c'è un sound da "canzone italiana" e si percepisce il suono degli spartiti da piano bar, forse quegli stessi spartiti del pub di Varese dove Marco suonava a 14 anni.
Il funambolico Morgan ha fatto tutto: ha composto musiche e testi, curato parte degli arrangiamenti, e co-prodotto il lavoro. Ne è uscito un bel disco, insomma, che ha anche una copertina raffinata, di architettura razionalista.
Ma possiamo chiamarlo esordiente? Il dubbio (maligno) che si insinua è che visto che ascoltar dischi di ignoti o quasi costa tempo e fatica e, visto che non tutti sono prodotti da grandi firme, si rischia anche di cozzar contro suoni scricchiolanti o arrangiamenti difficoltosi, qualcuno (molti?) abbia pensato: Morgan? Un nome una garanzia. E zac, votato.

Fonte: bielle.org

L’album “Canzoni dall’appartamento” di Morgan, dopo il Premio Tenco, si aggiudica anche il Premio della critica, indetto da Musica & Dischi. Secondo posto per “Caramella Smog” di Samuele Bersani. Tra gli stranieri si impone Ben Harper.

Morgan - M&D Musica e Dischi (2003)Marco “Morgan” Castoldi con le sue “Canzone dell’appartamento” (Sony Music) vince il premio della critica promosso dalla rivista specializzata Musica & Dischi. L’artista è stato votato da una giuria composta da critici e giornalisti musicali di varie testate (quotidiani, mensili, siti web ecc.). L’artista ha battuto l’altro capolavoro dell’anno, ovvero “Caramella Smog” (BMG) di Samuele Bersani. In effetti tra i due album la scelta era piuttosto ardua vista l’alta qualità del materiale proposto da Morgan e Bersani.
Tra gli stranieri si è affermato Ben Harper, mentre il miglior esordio dell’anno è stato considerato quelle del gruppo Le Vibrazioni.
Giunto alla XXIV edizione, il Referendum “Premio della Critica” indetto annualmente dal mensile “M&D Musica e Dischi” fra gli esponenti della critica e della stampa specializzata in Italia, nei differenti generi musicali, e volto a segnalare i migliori dischi pubblicati sul mercato nazionale.
Il “Premio della Critica” istituito da “M&D Musica e Dischi” – storico mensile specializzato nel settore dell’industria musicale, fondato nel 1945 – nel corso degli anni si è affermato come il più prestigioso riconoscimento per la produzione discografica pubblicata in Italia in tutti i generi musicali. Si è imposto all’attenzione fuori dalle luci dei riflettori e senza necessità di cerimonie ufficiali, grazie alla trasparenza del metodo su cui si regge: M&D invita ogni anno 100 critici ed esperti di musica – scelti fra gli esponenti delle più rappresentative testate giornalistiche in Italia – a esprimere le proprie preferenze sulla produzione edita nell’arco dell’anno precedente, nei vari generi, e ogni anno a dicembre diffonde i risultati pubblicando integralmente tutte le schede pervenute e la classifica dei vincitori, stabiliti secondo un punteggio aritmetico.
Le categorie prese in considerazione sono cinque: classica/strumentale, classica/vocale, jazz, pop & rock e dance. I critici designati in ogni categoria esprimono le proprie segnalazioni votando, nell’ordine, i migliori cinque dischi di produzione italiana e altrettanti di produzione straniera; per la categoria pop & rock è inoltre prevista una segnalazione supplementare per la migliore opera prima.
I risultati di questa XXIV edizione, insieme alle schede pervenute dai “giurati” nelle differenti categorie, verranno riportati nel numero di “M&D Musica e Dischi”, in edicola dal 10 dicembre .
Il premio ha permesso, nel corso degli anni, di consacrare molti nomi fra i più significativi sulla scena musicale e discografica: sul fronte classico Claudio Abbado è stato premiato ben 13 volte, Riccardo Muti 8 volte, Maurizio Pollini 5 volte; sul versante pop/rock il primato va a Franco Battiato (5 premi nell’arco delle 24 edizioni), seguito da Bob Dylan (4 premi), quindi – con 3 premi – Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori, Ivano Fossati e Bruce Springsteen; nell’area jazz 3 vittorie ciascuna hanno ottenuto Franco D’Andrea, Miles Davis e Keith Jarrett. Il Premio di M&D è anche valso a segnalare l’attenzione del pubblico e degli operatori parecchi artisti al loro debutto discografico, che nel corso degli anni successivi si sono trasformati in protagonisti: basti citare – fra i tanti – i casi di Daniele Silvestri (nel 1994), Alanis Morissette (1995), Carmen Consoli ( 1996), Cristina Donà (1997) Alex Britti (1998), Coldplay (2000), Pacifico (2001) e numerosi altri, che il referendum ha permesso di scoprire o valorizzare nei giusti meriti.

Queste le classifiche dell’edizione 2003.

POP & ROCK
ITALIANI
1. CANZONI DELL’APPARTAMENTO Morgan (Columbia)
2. CARAMELLA SMOG Samuele Bersani (Ariola)
3. DOVE SEI TU Cristina Donà (Mescal)
4. DOMANI Mauro Pagani (NuN)
5. LAMPO VIAGGIATORE Ivano Fossati (Columbia)

STRANIERI

1. DIAMONDS ON THE INSIDE Ben Harper (Virgin)
2. ELEPHANT White Stripes (XL)
3. CUCKOOLAND Robert Wyatt (Rykodisc)
4. HAIL TO THE THIEF Radiohead (Capitol)
5. STREETCORE Joe Strummer (Hellcat)

POP & ROCK OPERA PRIMA

LE VIBRAZIONI Le Vibrazioni (Ricordi)

DANCE

ITALIANI

1.SATISFACTION Benny Benassi (Energy)
2. VOGLIO VEDERTI DANZARE Prezioso feat. Marvin (Time)
3. QUELLI CHE NON HANNO ETA’ Eiffel 65 (Bliss Co)

STRANIERI

1. E SAMBA Junior Jack (Pias)
2. MUNDIAN TO BACK ME Punjabi MC (Time /Motivo)
3. GET BUSY Sean Paul (Atlantic)


Fonte: musicalnews.com

 

di Valerio Fumasi

 

 

Morgan sceglie la strada solista, ma non lascia i Bluvertigo. Il silenzio discografico dei Bluvertigo è diventato imbarazzante. Null'altro dopo la pubblicazione della raccolta "Pop Tools" datata 2001 a sostegno della partecipazione dei nostri al Festival di Sanremo.

"Zero", l'ultimo CD in studio risale al 1999, con esso si chiudeva la tetralogia degli elementi iniziata con "Acidi e basi"e proseguita con "Metallo non metallo"(album che li stigmatizzando a pieno merito nell'olimpo dei grandi).

La band ci assicura che non si è sciolta, è semplicemente in stand by, prossimo anno prossimo album. Andy (synth & samples) si divide tra pittura, moda (disegnando per Coveri degli abiti fenomenali) e l'attività di Dj in giro per gli alternative club di mezza Italia, Morgan intanto si riscopre autore maggiormente intimista rispetto a quello a cui ci ha abituato con la sua band madre (o forse dovremmo dire figlia…) nel suo primo album solista, "Le canzoni dell'appartamento", pubblicato per la Sony Music Italia il 2 Maggio 2003. Undici pop song, con due rivisitazioni eccellenti: "Non Arrossire" di Gaber e "If" dei Pink Floyd (Atom Heart Mother - Emi, 1970) di Roger Waters. Gusto e dolcezza, ma anche una scommessa davvero intelligente per un Morgan ritrovato, a tratti sorprendente.

Il singolo apripista, "Altrove" è un brano dalle tinte più soft e meno contaminate dall'elettronica "Eniana" che ha sempre caratterizzato i lavori del combo Monzese ed è stato interamente scritto e arrangiato dallo stesso Morgan avvalendosi del produttore Roberto Colombo e dell'apporto di un'intera orchestra. L'album e l'Ep sono due prodotti che sembrano fatti apposta per l'etere, una fresca boccata d'aria novella che squarcerà lo stantio panorama musicale odierno dominato dal "ex-Aphex Twin dell'Hip Hop" Busta Rhimes, che ora gioca a fare Jay-Z con al fianco una spenta Maryah Chery altrettanto impegnata a fare il verso a Gwen Stefani… Ora non possiamo che attendere fiduciosi il ritorno "dell'eroe romantico" anche dal vivo.

 

Voto 8 ½

 

Fonte: www.scanner.it/musica/morgan2358.php


 

morgan album 2003Canzoni dell'Appartamento

Primo album solista di Marco Castoldi, alias Morgan (Milano, 23/12/1972: dopo alcuni mesi, in Inghilterra, morì il glam). Dopo aver militato nel gruppo musicale Bluvertigo per nove anni, dall’underground al mainstream, dalle cantine all’assurdo palco sanremese, decide di ricominciare da una nuova prospettiva, ulteriore.
Appartato dal gruppo –temporaneamente- inizia a concepire e comporre il nuovo disco nella primavera del 2001, e termina necessariamente il 3/3/03 (data d’abbandono dell’appartamento).

“Prendi un appartamento in affitto ci metti dentro una famiglia e un pianoforte e scrivi un disco che parla di quello che stai vivendo, vengono fuori alcune canzoni ‘ambientate’ in un luogo di vita e di lavoro, sospeso al quarto piano d’una città in ri-costruzione, Milano.
L’appartamento ha cinque stanze, e molte finestre da cui, volendo, penetra la luce quasi mai diretta del sole. Da questo punto di vista si osserva, si scrive, si racconta la vita, non solo quella reale ma anche quella immaginata e desiderata. Affiorano i momenti piccoli e ordinari, l’intimo d’una quotidianità d’oggetti e di nomi propri, dei dialoghi infinitamente brevi e non conclusi che sono i più preziosi. Anche la vita degli altri, quella per caso scrutata o spiata, agita come uno spettacolo d’ombre nelle case degli alveari-palazzi è fonte d’ispirazione e confronto.
L’appartamento è partito spoglio, un foglio bianco. Progressivamente ha accolto persone, ha accumulato dischi, libri, strumenti musicali, qualche mobile, molti armadi, paludi di cavi, margherite, disegni su carta e alle pareti, giochi per bambini e per adulti, tutti i libri di Munari, altre persone, fiori e piante, quaderni, microfoni, pentagrammi, macchinari di tecnologia digitale, soprammobili e feticci iconografici, scene e accadimenti vari, finché, avvicinandosi il termine per la restituzione dell’appartamento, tutte le tracce indispensabili della vita trascorsa lì dentro sono entrate in due belle scatole di cartone foderato di stoffa dipinta a mano, la musica invece è confluita in un CD di una durata inferiore ad un’ora.
Le cose e le persone dell’appartamento servono al disco così come l’inverso, in simbiosi, rendendolo un organismo ‘biologico’. Per descriverlo potrei proporre la definizione di musica organica, prendendo la parola in prestito da quell’architettura che impone l’uso dei materiali e delle forme che in natura si trovano nel luogo dove si vuol costruire. Non è più solo un disco e neppure solo un appartamento, è un disco-appartamento, ma le canzoni non lo descrivono, non lo arredano, ne fanno parte integrante, con lui si mantengono: nel modo dei parassiti traggono da esso la linfa vitale indebolendolo, conservandolo, idealizzandolo”.
(Morgan)

C’è un luogo (l’appartamento a Milano)
un tempo (un’imprecisata epoca sicuramente collocata nel passato recente)
tre personaggi reali (Me stesso, the baby, Aria)
dei personaggi ‘mediati’ (Paul McCartney-attraverso un VHS, Napoleone-attraverso una fiaba inventata, il Famosissimo Attore Americano-attraverso la TV, Maometto-attraverso un libro, il matto-attraverso una canzone)
dei fenomeni atmosferici (vento, pioggia, temporali, luce del sole)
una natura fantastica (alberi e montagne che camminano, luce commestibile, piogge che ‘ragionano’)
una natura svanita (fiori che appassiscono, alberi che scompaiono)
animali (le formiche, il cigno, l’elefante) abiti e gioielli simbolici (la giacca dell’anno scorso, ‘quella gonna’, gli strani anelli).

“I miei due genitori nascono negli anni’40, quando l’Italia veniva bombardata, poi ricostruita in qualche modo. Io sono nato e ho trascorso l’infanzia nella stanzialità degli apparentemente-tutti-uguali-appartamenti in primitivi complessi abitativi, opere di ricostruzione post-bellica. Razionalismo e speculazione edilizia.
Queste undici canzoni ‘retrò’ nascono fuori moda nel mondo contemporaneo, in una casa non d’epoca, ma abbastanza vecchia da suscitare nostalgia e interpretare perfettamente la regressione, all’indietro, sessant’anni dopo, rivivono il momento in cui fui io bambino nell’appartamento d’un tempo. Allora nello scaffale sotto il giradischi c’erano vinili e cassette di Elvis, Beatles, Stones, Pink Floyd, De Andrè, qualcosa di Ravel, niente Bob Dylan, molto Little Richard e Platters, 45 e 78 giri, mio padre aveva nastri originali di dixieland che custodiva preziosamente nel tinello, mia madre suonava musica classica al pianoforte e operetta e io mi addormentavo sul divano. Il mio essere diventato padre ha risvegliato in me melodie di Donovan che avevo sepolte nell’inconscio musicale. La regressione, dicevo, avviene naturalmente con l’esperienza dell’infanzia rivissuta attraverso i figli, con la memoria che emerge e si tramanda, ma anche con la cosciente distanza che prendo da una modernità che non mi appartiene e di cui non accetto tutti gli aspetti.
Per ciò, in antitesi con i dischi fatti con i Bluvertigo, che rappresentano per me la possibilità di distruggere gli stili antichi, questa volta ho intrapreso una strada guardandomi indietro, ricercando nei generi tradizionali di cui ho memoria i modelli da esplorare, quindi non più operando una dissoluzione della forma musicale, semmai un’assoluzione della tradizione.”
(Morgan)

‘Altrove’ = Soul-ballad
‘The baby’ = Shuffle
‘Crash’ = abstract-reggae
‘Aria’ = Psichedelia
‘Non Arrossire’ = beguine
‘Me' = ballad
‘Se (if)’ = surf
‘Italian violence’ = western all’italiana
‘Heaven in my cocktail’ = beat/sci-fi
‘Le ragioni delle piogge’ = canzone tradizionale italiana
‘Canzone per Natale’ = Walzer lento


La realizzazione
‘Doveva’ essere un disco di cover, ma l’aveva appena fatto egregiamente Battiato ("Fleurs"), poi esce Robbie Williams con gli ‘standards swing’, allora dico: “è meglio se scrivo io dei brani originali e fingo di farne delle cover. Saranno così delle auto-cover”.
Del progetto di cover rimangono comunque due brani: la versione hard-core di ‘Non arrossire’ (Gaber/Pennati/Mogol) e la ‘poppizzazione’ di‘Se (if)’, con traduzione italiana molto aderente del testo originale di Roger Waters.
Ho registrato il pianoforte nell’appartamento in orari diurni, predisponendo microfoni anche all’esterno del palazzo, così da poter avere la contemporaneità fra la musica e i continui rumori metropolitani, su piste indipendenti. Questo ha fornito al disco una parvenza di musica concreta, in alcuni passaggi di ‘Me’ e di ‘Canzone per Natale’.
Le sessioni di registrazione acustica sono avvenute nell’appartamento di Milano, quelle elettriche negli studi ‘vintage’ di Mauro Pagani e presso gli studi ‘Registrazioni Moderne’ di Roberto Colombo (co-produttore del disco).
L’orchestra sinfonica è stata diretta e registrata presso il Teatro Umberto Giordano di Foggia.
Io, l’autore, ho composto le musiche e i testi, ho co-prodotto l’album assieme a Roberto Colombo, gli arrangiamenti d’orchestra sono in parte miei, in parte del compositore comasco Carlo Carcano.
Nonostante anche un ascoltatore attento potrebbe essere ingannato dall’atmosfera ‘acustica’ e ‘classica’ del disco, la sua sostanza è invece interamente elettronica, non perché siano stati usati sistemi di programmazione musicale o suoni campionati, ma semplicemente perché una volta composto e registrato nel disco rigido, ho scomposto l’intero lavoro per rimontarlo infine digitalmente a casa. È ‘house music’?
(Morgan)

 

Fonte: www.liverock.it/viewbio.php?chiave=Morgan

Marco Castoldi(questo il suo vero nome) per realizzare questo progetto,ha preso in affitto un appartamento in zona città Studi,a Milano,dove ha vissuto con la compagna Asia e la piccola Anna Lou fino al 3 marzo scorso “L’architettura organica di Lloyd Wright, che costruiva le case con i materiali trovati sul posto, calza come metafora per questo cd perché – racconta ancora Morgan – anche le tende e i soprammobili dell’appartamento hanno contribuito a questo lavoro, registrato in casa e non in studio, lasciando entrare il cinguettio dei passeri e lo sferragliare del tram “. Tra i rumori della casa è entrata anche la televisione con la voce di Paul McCartney che in quel momento rilasciata un intervista. Morgan in questo lavoro ha dedicato due brani: “Aria”, per Asia, e “The Baby” per sua figlia. L’album inizialmente doveva essere un disco di cover, ma dopo che Battiato è uscito con ‘Fleurs’, ha cambiato idea e ha scritto canzoni che hanno sonorità che sono riconducibili a gli anni ’60 come il singolo “Altrove”, che ricorda molto “Città Vuota” di Mina anche se Morgan -afferma di non conoscere (?)- Del progetto di cover però rimangono due brani: la versione di ” Non arrossire ” di Gaber più veloce dell’originale, di cui Morgan inizialmente conosceva solo lo spartito e la versione italiana di “If” dei Pink Floyd.

 

Fonte: radiolombardia.it

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