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Recensione di Alberto Murano

Non chiamatelo “happening”. Non chiamatelo nemmeno “evento”, non sia mai. Quello che stasera ha tenuto ad Arzignano, in provincia di Vicenza, è stato un concerto a tutti gli effetti. Oddio, a dire la verità c’è stato molto, molto di più: questa fredda serata di fine giugno è stata infatti un’occasione non soltanto per ascoltare buona musica ma anche per sentir parlare questo straordinario artista di poesia, arte, traduzione e pure un po’ di politica.
Ecco come è andata nel dettaglio!

Morgan inizia il concerto con “Preludio in do maggiore” di Bach, dedicando il brano all’astrofisica Margherita Hack, scomparsa proprio ieri mattina; già da subito si capisce che lo spettacolo sarà diverso e originale rispetto al solito, viste le continue (e lunghissime) digressioni del cantante, che sa spaziare dagli argomenti più vari e raffinati con una naturalezza a tratti disarmante. È così che si arriva a parlare del rapporto fra lirica e epica (De André è epico perché parla in terza persona, mentre Tenco è lirico perché parla dei propri sentimenti), o della traduzione/trasmigrazione di un testo, che può passare, non senza difficoltà e “tradimenti”, da una versione poetica ad una melodica.

La serata procede, quasi come un flusso di coscienza, sviluppandosi su livelli sonori sempre più particolari e ricercati: da “Il sociale e l’antisociale” di a “Hobby” di Luigi Tenco (o Tecno, come ha preferito chiamarlo) passando per Fabrizio De André, cantautore a lui particolarmente caro: del concept album “Non al denaro, non all’amore né al cielo” Morgan estrapola “Un giudice” e una versione inglese de “Un medico“, per concludere l’omaggio con “Valzer per un amore” e “Dormono su una collina“.

Accompagnato dal fidato Megahertz, il cantante monzese lascia spazio anche ad un po’ di glam (magnifica la versione “bioelectric” di “Fashion” di ) e ad alcuni pezzi del suo repertorio classico (se così si può dire!) come “Crash“, “Contro di me” e la celebre “Altrove“, proposta in una chiave elettronica che ha preso ispirazione a piene mani da e . Chiudono quest’orgasmo sonoro le note di “Recitativo Corale” di De Andrè, con le quali il Castoldi si congeda da un pubblico infreddolito, forse un po’ trastornato ma sicuramente divertito e incuriosito da tanta conoscenza e cultura musicale.

Con il suo genio e la sua sregolatezza, Morgan è venuto a dare una bella botta di vita a questo paese della provincia veneta: non ci auguriamo di cuore che almeno un piccolo segno l’abbia lasciato.

Scaletta

Preludio in do maggiore
Il sociale e l’antisociale
Valzer per un amore
Un giudice
Dormono su una collina
Un medico (versione inglese)
Hobby
Fashion
Crash
Contro di me
Altrove

Fonte

di Monica Torriani

 

Morgan Teatro FraschettiPavia, una delle città delle cento torri, ha ospitato l’evento nell’evento: presentazione/degustazione del vino Morgato e Morgan “Piano solo” al Teatro Fraschini.  Due appuntamenti, entrambi accolti con entusiasmo e partecipazione. Alle 20:00 il bar Minerva era affollatissimo, di lì a pochi minuti sarebbe arrivato Morgan. Il vino Morgato un progetto  condiviso con la sorella Roberta, violoncellista, poetessa, appassionata sommelier. Un progetto sposato dall’azienda vitivinicola dell’Oltrepò Pavese F.lli Giorgi. Morgan è apparso subito disponibile, affabile e per restare in tema spumeggiante (Morgan + Moscato = Morgato). Si è intrattenuto scherzando, concedendo fotografie e degustando il suo vino.

Un vino in tre versioni (bianco, rosato, rosso) vestito da Morgan, sul collo della bottiglia porta il fiocco anarchico. Circa alle 21:00 l’Artista MorganMarco Castoldi si è avviato verso il Teatro Fraschini.  Con un po’ di ritardo, ma preferirei chiamarla piacevole attesa, Morgan è salito sul   palco. Ad attenderlo: pianoforte e luci soffuse. Questo quasi buio di lì a poco sarebbe stato illuminato per mano dello stesso Artista.  Fin dalle prime note di Bach (Preludio n.22) le sue mani veloci, sui tasti bianchi e neri, hanno saputo accendere il Teatro a giorno. Elegante, concentrato, preciso, non dispersivo, vocalmente impeccabile, ha padroneggiato e condotto ogni singolo nel “pianeta” Musica. Un transfer che pochissimi artisti riescono a regalare soprattutto per un intero live a piano solo. Un concerto minimale come la scenografia, nessuna digressione, spiegazione, solo “grande” musica. Un’unica pausa per presentare sul palco il vino Morgato con la sorella Roberta e Fabiano Giorgi. Anche in quest’occasione la musica è stata regina. Se il vino Morgato dà ebrezza non è da meno la canzone di Fabrizio De Andrè “Un ottico”, semplicemente è un’ebrezza di altro genere… Dopo un brindisi con la sorella e uno rivolto al pubblico, il concerto è proseguito senza interruzioni. Una scaletta imprevedibile e sorprendente, da Bach a Fabrizio De Andrè, da Vasco Rossi ai Depeche Mode, da Rodolfo De Angelis a Brecht/Weill, da Sergio Endrigo a Umberto Bindi, dai Queen a Domenico Modugno, da Nino Rota a se stesso. Di suo conio ha eseguito: I still love you/ Una storia d’amore e di vanità/ Animali familiari/ L’assenzio/ Cieli neri/ Contro me stesso.

MorganNon si può non citare l’esecuzione a bordo palco di “Parla più piano”, mani congiunte sul microfono, coinvolgente e commovente. Il tutto sigillato con due bis: “Contro me stesso” e “Preludio n.1 di Bach”. E’ doveroso ricordare la brevissima citazione dell’amico Enzo Jannacci “la memoria ha dei risvolti curiosi…” che ha strappato un applauso spontaneo e caloroso a metà concerto. Morgan personaggio non si è visto. Al Teatro Fraschini si è visto il grande artista, sublime musicista, impeccabile esecutore e geniale cantautore. Alla degustazione si è visto Morgan persona. Marco Castoldi in arte Morgan a Pavia è stato un brindisi all’arte, arte con la “A” maiuscola, tutto il resto è “rumore”.

 

Fonte: corpomenteanima.it

 

06 mag 2013 — Davide Paterlini

Al Festival della Fotografia Europea di Reggio Emilia Morgan si è esibito alla consolle, mentre il pubblico grazie a un’innovativa app proiettava con centinaia di smartphone in diretta le scenografie della performance

 

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Foto di Enrico Rossi

 

Quale artista poteva interpretare meglio il concetto di cambiamento, scelto come leitmotiv per l'edizione 2013 di Fotografia Europea? Di certo Marco Castoldi, più noto come Morgan. Un personaggio dal talento camaleontico, capace di sopravvivere a uno dei più innovativi esperimenti di rock italiano, i Bluvertigo, creandosi una carriera da solista. Un artista che ha saputo rendere omaggio a grandi nomi della musica italiana come quelli di Piero Ciampi, Sergio Endrigo, Umberto Bindi, Domenico Modugno, Gino Paoli. E che, da giudice di X-Factor, non si è svenduto alla cultura pop, continuando a essere portavoce di un gusto musicale ricercato. Il tutto nonostante varie drammatiche vicissitudini personali.

Ora Morgan è tornato. Lo ha fatto venerdì sera, a Reggio Emilia, in occasione della giornata inaugurale dell'edizione 2013 di Fotografia Europea. In Piazza San Prospero, Morgan è stato protagonista di un dj-set particolare, in cui cantautorato, new wave, improvvisazioni e virtuosismi si sono mescolati alla perfezione.

Si è trattato di una spettacolo estremamente interattivo: come si dice oggi, molto 2.0. La scenografia del dj-set di Morgan è stata infatti determinata dal pubblico presente in piazza. Circa 5.000 persone, molte delle quali hanno scaricato un'app gratuita per iPhone creata dal Politecnico di Milano (Pyck), usata per la prima volta proprio in questa occasione. Come funzione Pyck? Sfruttando l'accelerometro, la app rileva le oscillazioni del telefono, spedendo i dati a un server tramite rete wi-fi dedicata: ne nasce così una rappresentazione grafica e dinamica dello stato di coinvolgimento del pubblico.

Ecco quindi che durante il dj-set di Morgan le facciate dei palazzi di piazza San Prospero si sono trasformate in maxi-schermi per una scenografia user generated. Quale miglior spettacolo per il ritorno musicale di Morgan?

 

Fonte: gqitalia.it

Pubblicato il 2013/02/11 da Antonella Tocca

Morgan a Stazione Birra (Roma)

Morgan a Stazione Birra (Roma)Apriamo anche noi volutamente questo report con gli ottimiLads Who Lunch, open act delle 22.30. In quattro (Mariangelo: voice, guitar, Dario: keyboards, synths, Giacomo: bass ed Emiliano: drums, backing vocals),LWL attaccano il pubblico folto che attende l’arrivo diMorgan. Aperta per l’occasione la balconata superiore del bellissimo tempio rock Stazione Birra, da cui é possibile vedere tra i fumi densi la formazione stringata dei quattro ragazzi di Roma. Giá  dal primo pezzo i LWL dimostrano di amare sofisticati effetti e lunghe convulse intro strumentali a cui si sovrappone la voce riverberata di Mariangelo, volto dipinto a colori violenti, che consegna testi anticonformisti, alternativi e pieni di dissenso verso le attuali distorte forme di comunicazione, ree di plasmare automi isolati e privi di valori. Si attinge a piene mani dalle tracks del recente album dall’indicativo titolo Talk, emblematico della forma di ricerca del sound, teso e coerente con il look dei ‘tipi che pranzano’, ovvero… LWL! Controtempi staccati e falsetti su tappeti e muri post-wave sono l’inconfondibile marchio della band romana. Una serie abbondante di pezzi ricchi di effetti e distorsioni per trasmettere efficacemente un messaggio attuale ed a nostro parere valido ed ottimamente confezionato. Today dei Talk Talk è la cover scelta per chiudere, in attesa del 16 marzo venturo che li vedrà al Circolo degli Artisti.

Dai Lads Who Lunch abbiamo ascoltato: 1-monday (intro),2-puppets, 3-news!, 4-brat, 5-cold morning , 6-the gap and the platform, 7-draft,  8-dust, 9-unfair fight, 10-diffraction, 11-mirrors, 12-uncut, 13-today (dei Talk Talk eseguita con Morgan).
 
Morgan a Stazione Birra (Roma)Le 23 e Morgan approda sul palco di Stazione Birra, magari ancora non proprio nel personaggio, ma un paio di battute col presentatore lo scaldano abbastanza per partire con il suo dj set show. Nel nome del padre… una citazione dalla Genesi e Marco Castoldi in arte Morgan é finalmente pronto per lo spettacolo che aspettiamo dallo scorso anno dopo la cancellazione last second del suo show, riprogrammato (e attesissimo) per stasera. Infatti il locale é pieno e molti arrivano anche da cittá lontane.  Batteria scatenata mente i tecnici danno gli ultimi tocchi alla strumentazione e parte l’intro anni ’80. Quando Morgan dichiara che non sa cosa ci sia nel suo Ipad scatta l’applauso. Annuncia un pezzo di David BowieJump, e la dedica a Mario Monicelli, poi ne canta il chorus in duetto con la voce di Bowie, che scrisse il pezzo in memoria del fratello suicidatosi con un salto verso il nulla.
 

Morgan a Stazione Birra (Roma)Morgan aggiunge gli effetti e sfuma, poi ci presenta Riccardo Schippa, mentre si lancia nel rap sulla base di Jump. Davanti ai famosi giochi di luce di Stazione Birra, Morgan fa partire il secondo pezzo e lo sommerge di accordi di piano come in un’improvvisazione jazz. Terzo posto per Hello I love you deiDoors, poi Morgan balza sulla batteria e ci dá dentro con forza, anche se dal pubblico (il sottopalco é stipato) ancora non gli arriva tutta la partecipazione che si aspetta, allora con un pezzo dei Bluvertigo porta movimento e strappa finalmente al pubblico l’entusiasmo che anche noi ci aspettiamo stasera. Pizzetto e capello sale/pepe più disciplinato dello standard a cui ci ha abituati il cantautore, stasera il look di Morgan é decisamente sobrio, in total black vagamente esistenzialista. Balza di nuovo alla consolle e ‘io sono il tipo ideale’,  ci canta intorno ad una sigaretta accesa. Girls on filmdei Duran Duran, eseguita dalla sua voce, e ormai il pubblico balla. Quando imbraccia la chitarra elettrica lasciata sul palco dai LWL il sottopalco si galvanizza, ma niente di fatto perché Morganla rimette giù. Parte Let’s dance, il terzo pezzo di Bowie che ascoltiamo stasera, ed il cantautore mancino, sulla scena dal 1986, si rimette a picchiare sulla batteria. Morgan suona anche il basso, oltre naturalmente alle sue amate tastiere. Wild Boys e la sua famosa rullata di drum machine, ed ora sulla batteria si picchia stando in piedi, per il cantautore polistrumentista che a dicembre 2012 è diventato padre per la seconda volta; le bacchette picchiano il microfono durante un altro pezzo dei Duran DuranItalian Songbook e Bluvertigo offrono il loro doveroso contributo al repertorio di questa serata, finché a ridosso delle due del mattino Morgan richiama sul palco i bravissimi LWL che tornano a dividere  il palco con lui per una ipnotica session strumentale di improvvisazione sulle sue basi che va avanti incredibilmente oltre le 2,  finché Morgan chiude con un bis cantando il tema del Padrino in una lenta ballata e conclude a sorpresa rappando un altro pezzo, Autostima di prima mattina. L’insolito show in bilico tra generi e connotazioni é degno dell’eclettico musicista, ed il pubblico visibilmente apprezza. Le ultime battute che ci regala sono: “… si chiude a caso, e ogni volta ritorna, e si perfeziona”. Morgan é tutto in queste parole.

 
Grazie a Stazione Birra per averci ospitati.
https://www.facebook.com/InArteMorgan
https://www.facebook.com/stazionebirralive?ref=ts&fref=ts

 

Fonte: www.outsidersmusica.it/recensione/Roma/dj-set-show-per-morgan-acustico-elettrico-e-digitale-in-una-sola-anima/

La recensione dello show di Marco Castoldi. Ad aprire il suo live dj set, sabato 9 febbraio 2013 nel locale romano, il gruppo emergente capitolino Lads Who Lunch

 

Marco Castoldi, in arte Morgan, durante il dj set di sabato 9 febbraio 2013 a Stazione Birra. Foto gentilmente concessa da Sergio GualtieriIl sabato di carnevale è ‘alternativo’ a Stazione Birra, con il dj set di Marco Morgan Castoldi e il concerto di apertura deiLads Who Lunch, interessante
gruppo emergente dell’underground romano.
Si apre il sipario, le luci dei riflettori sono tutte puntate verso Mariangelo (voice, guitar), Dario (Keyboards, synths), Giacomo (bass) ed Emiliano (drums).
E’ una band di formazione abbastanza recente che si sta facendo largo nel complicato mondo della musica. E lo fa alla grande. Sono i vincitori di Rock targato Italia edizione 2009 e nel 2010 collaborano con il bassista dei Subsonica, Luca Vicini. Si tratta di un elegante post wave, tra il moderno e il trasgressivo dove c’è sperimentazione e sound.
Intorno alle undici e mezzo circa, cambio di scena. ArrivaMorgan.
Sale sul palco, saluta il pubblico e subito inizia il suo dj set-show. Poche parole ma efficaci, adatte a definire quello che
trasmette a pelle Marco Morgan Castoldi. Un look noir, atteggiamento aperto con il pubblico, con il quale interagisce in maniera diretta e spontanea. Sono accorsi in molti a vederlo, c’erano persone provenienti da altre parti d’Italia, tra le quali anche alcune ragazze di Pisa e di Bari. Questa è la dimostrazione che la musica è di qualità, perché ci sono fans che lo seguono da sempre, che si fanno chilometri e chilometri per assistere a queste serate, che per entrare stanno ad aspettare ore ed ore.


Morgan non li ha delusi. Ha praticamente ‘condotto’ il suo show. Chiamarlo semplicemente dj set è riduttivo, perché ha improvvisato di tutto, ha cantato, si è messo persino a suonare la batteria. Per questo i suoi dj set sono dei veri show. E se lo può permettere, è un polistrumentista, un artista eclettico.
Il suo ultimo lavoro è di un anno fa circa, il 24 gennaio 2012 è uscito Italian Songbook volume 2, a ottobre del 2012 è regista de “Il Matrimonio segreto”, di inaugurazione alla stagione del Teatro Coccia di Novara. E giudice di nuovo all’ultima edizione di X Factor.
Ne ha fatta di strada dai tempi dei Bluvertigo. Una carriera sempre in salita,per un personaggio che è diventato una delle figure di riferimento per la musica italiana.
A Stazione Birra propone un raffinato assemblage di suoni articolati, che conduce per mano in un volo fantastico alla scoperta della musica utilizzando strumenti acustici e digitali. Dagli Omd, a David Bowie, ai Doors, ai Duran Duran. Ha interpretato canzoni dal proprio repertorio e anche da Italian Songbook. Non poteva mancare Fuori dal tempo dei Bluvertigo, in cui Morgan ha
fatto una cosa un po’ fuori le righe: ha accompagnato la canzone suonando la batteria. Un finale a sorpresa. Ha chiamato sul palco i Lads Who Lunch, che hanno praticamente interagito con lui interpretando insieme un brano dei Talk Talk.
Scendono dal palco, Morgan intona le ultime canzoni prima di salutare un pubblico entusiasta.

 

Ilaria Degl’Innocenti

 

Fonte: www.romadaleggere.it/morgan-a-stazione-birra-recensione/

Morgan a Città del LibroLa carica travolgente di Morgan ha chiuso la XVIII edizione della Città del Libro, la Rassegna nazionale degli Autori ed Editori del Mediterraneo, che si è svolta a Campi Salentina dal 21 al 25 novembre. Sul palco della sala Nostra Signora dei Turchi con Gaetano Cappa (polistrumentista), Dario Ciffo (chitarra) e Agostino Nascimbeni (batteria), due ore di pura emozione: da brividi l’esibizione di Altrove. Da Tenco ad Elvis Presley, dai Beatles, Duran Duran, ad uno dei brani simbolo dei Bluvertigo, Altre forme di Vita. Da David Bowie ai Doors, passando per i Talking Heads e la mitica Psicho Killer.

Ad aprire il concerto, la voce fuori campo di Carmelo Bene: questo l’omaggio del poliedrico artista che durante l’esibizione, rivolgendosi al suo pubblico, ha letto la frase del genio originario di Campi Salentina, a cui è stata dedicata l’intera manifestazione: Non bisogna produrre capolavori, bisogna essere capolavori.

La straordinaria capacità di suonare contemporaneamente il pianoforte e il basso: la musica classica, mescolata alle note che hanno fatto la storia del rock, hanno fatto da sfondo ad una particolarissima atmosfera familiare: sorprendente la capacità e la voglia di interagire con il pubblico in estati.
L’esibizione live del giudice di X Factor, è stata la miglior conclusione per una rassegna di elevatissima qualità.

Nomi d’eccezione si sono alternati nelle sale allestite presso il quartiere fieristico di Campi: scrittori e poeti del calibro di Hussin Jabbar Yassin, il più grande scrittore iracheno vivente, Stefano Benni, Umberto Galimberti, Carmine Abate, premio Campiello 2012. Oltre 100 firme hanno reso unico l’appuntamento con la cultura più importante del Salento.




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