Company Logo

Facebook Twitter YoTube Instagram 


Interviste di Morgan

Articoli su Morgan

Report Live di Morgan

Articoli sugli Album di Morgan

Interviste ed Interventi Radio di Morgan

Articoli ed Interviste di InArteMorgan.it

comunicati

 


201720162015201420132012 - 2011 - 2010 - 2009 - 2008 -

20072006 - 2005 - 2004 - 2003 - 2002 - 2001 - 2000 - 1999 - 1998 - 1997


 

 

 

Articolo su X Factor 5 e breve intervista a Morgan su "Vero TV" del 13 ottobre 2011.

 

Apri PDF

 

L'ex Bluvertigo racconta se stesso attraverso ricordi, musicisti e canzoni che hanno influenzato la sua carriera artistica e il suo stile di vita. In giro dal vivo sui palchi di tutta Italia, presto lo rivedremo tra i giurati di X-Factor su Sky in attesa del nuovo lavoro discografico.


Morgan


 

Cosa significa per te essere vintage?
Avere gusto per il passato nello stile e nello spirito. Significa avere un senso estetico tale per cui ci si diverte a fare una ricerca legata al passato.

Facciamo un gioco. Sei uno dei giudici di un programma musicale. Devi scegliere tre artisti per formare la tua squadra. Chi scegli per ogni decennio, partendo dagli anni ‘60 e perché?
Negli anni ‘60 direi: Luigi Tenco, Kings e i Beach Boys. Anni ‘70: Fabrizio De Andrè, David Bowie e l’Elvis di Las Vegas del periodo fat. Anni ‘80: Battiato, Divo e Duran Duran. Anni ‘90: Daniele Silvestri, Lenny Kravitz, Red Hot Chili Peppers.

Dal punto di vista musicale perché, secondo te, molti degli artisti di oggi guardano al passato e ripropongono i suoni degli anni che li hanno preceduti?
La nostra epoca è caratterizzata dagli anni ‘90. Un epoca che l’arte figurativa ha definito bene, del post moderno, uno stile che include tutti gli altri stili e li mescola tutti insieme, quindi c’è questa diffusa sperimentazione nell’accostamento di cose anche molto diverse tra loro, una ricerca estetica, che poi risale allo stesso concetto che nell’arte fu il post moderno.

Quale dei cantanti di oggi ricorderemo in futuro e quali entreranno di diritto nella storia della musica?
Sicuramente ci ricorderemo di Daniele Silvestri. Secondo me è uno piuttosto bravo.

Se dovessi scegliere tra le canzoni di tutti i tempi, quali metteresti sui tre gradini del podio?
Ne me quitte pas di Jacques Brel, Love me tender di Elvis Presley e Jingle Bells.

Quale invece la canzone che, secondo te, ha cambiato il panorama musicale?
The robots dei Kraftwerk.

In generale, di cosa hai nostalgia del passato?
Dell’ingenuità.

Quale personaggio del passato vorresti essere e perché?
Nessuno. Io non voglio essere nessuno. Io non sono nessuno.
Il tuo stile che unisce elementi dell’abbigliamento degli aristocratici dell’800 fino ad arrivare al look del Glam Rock degli anni ’70, ha attirato l’attenzione di molti stilisti a partire da Cavalli che in passato ha cucito per te una collezione vintage seguendo la tua espressione artistica. Quanto, nella vita di Morgan, è importante l’abbigliamento? Come scegli i tuoi capi e cosa soprattutto non deve mai mancare nel tuo guardaroba?
Nel mio guardaroba possono mancare le mutande, possono mancare i calzini però sono d’obbligo i fiocchi anarchici.

Quanto, nella vita di Morgan, è importante l’abbigliamento?
È un gioco. È una cosa da fare senza tanta razionalità. Ricordo che sin da bambino con mia sorella e i miei cugini giocavamo a foulard. Andavamo nel cassetto dell’armadio di mia nonna, tiravamo fuori tutti questi meravigliosi foulard di seta che aveva collezionato da quando era giovane e ci travestivamo, facevamo dei fiocchi, dei pacchetti regalo. Allo stesso modo, oggi, prendo i vestiti e mi diverto, li butto, li lancio, li abbino, li uso per quello che non sono e così una cravatta diventa una cintura, una camicia diventa un paio di scarpe. Io faccio con i vestiti quello che Brian Eno diceva che bisogna fare con gli strumenti musicali, ovvero usarli per quello che non sono stati progettati.

C’è un capo vintage che secondo te ha fatto la storia?
Senza dubbio i foulard.

Nella vita di tutti i giorni. Pantaloni o jeans?
Facciamo una gamba pantalone e una jeans.

Camicia o t-shirt?
Non so risponderti ma posso sicuramente dirti di non mettere mai una maglietta nera sotto la camicia bianca e mai la camicia fuori dai pantaloni.

Cravatta, papillon o foulard?
Papillon, ma quello da fare non quello già fatto.

Per molti sei un modello di eleganza e stile, ma lontano dai riflettori Morgan come veste? A casa, tuta, pantaloni o altro?
Pantaloncini corti e maglietta.

La notte a letto, pigiama o maglietta e mutande?
Pigiama, mentre d’inverno col freddo, mi piace molto la veste da camera.

Ho letto che sei un collezionista di strumenti musicali e alcuni, come il Piano Bass simile a quello utilizzato da Ray Manzarek, molto rari se non unici. Come nasce questa passione e cosa significa per te possedere questi strumenti e magari suonarli?
Senza magari. Per me gli strumenti vanno suonati. Io non sono un collezionista perché il collezionista vero di solito non le usa le cose che colleziona con cura. Io invece gli strumenti li vedo in questo modo, sono qualcosa di vivo e non da chiudere in un cassetto.

Quali, tra gli strumenti che possiedi, è il pezzo più pregiato e quale quello a cui sei più affezionato?
Il pezzo più pregiato è il clavicembalo, ci tengo molto.
Quale, invece, l’oggetto che vorresti ma non hai ancora?
Un altro tipo di clavicembalo.

Hai la possibilità di viaggiare nel tempo, quale epoca scegli e perché?
Vorrei scegliere l’epoca barocca e il periodo del clavicembalo.

Se prendessi il tuo iPod, cosa ascolterei?
Il clavicembalo ben temperato di Bach.

Quali sono gli artisti che hanno influenzato la tua carriera artistica?
Elvis Presley, Cesare Pavese e Bach.

Ricordi il primo disco che hai comprato?
Furia Cavallo del West.

Quale invece l’ultimo?
Non ricordo.

Chi viene a vederti dal vivo non può non notare la tua versatilità nel suonare vari strumenti, iPad compreso. Quanto la tecnologia attuale può influenzare la “creatività” artistica e qual è il vantaggio che un artista ne può ricavare?
Totalmente. Oggi giochiamo una continua partita a scacchi con la tecnologia.

Ci sono degli oggetti del passato a cui sei lagato particolarmente?
Non sono legato ai beni materiali.

Quale i tuoi prossimi impegni lavorativi?
Concerti, X-Factor su Sky e vari progetti discografici.

Quella con i Bluvertigo è da considerarsi una parentesi chiusa o in futuro potreste salire sul palco ancora insieme?
Io spero ancora di poter fare qualcosa insieme ma dipende da Andy.

Salutaci con un verso che ti rappresenta.
Mentre che l’uno spirto questo disse, l’altro piangëa; sì che di pietade io venni men così com’io morisse. E caddi come corpo morto cade. (Divina Commedia: ultima quartina Canto V - Inferno, ndi)

 

Fonte: auto.it

 

Cantante-camaleonte, dagli esordi con i Bluvertigo a una carriera solistica imprevedibile, tra remake di capolavori della canzone italiana e proposte controcorrente, Morgan è noto al grande pubblico per la sua partecipazione in veste di giudice a X-Factor e, probabilmente, per alcuni controversi episodi della sua vita privata.

Instancabile sperimentatore – negli ultimi mesi è stato, tra l’altro, voce narrante nel documentario sui Doors, autore di un fumetto e di un libro! – Morgan, al secolo Marco Castoldi, è l’ospite d’onore della 17° edizione di ‘Music in village’, sabato 3 a Cordenons. Un’occasione unica per apprezzare il Morgan raffinato musicista-citazionista che improvvisa concerti unici, prima che il Morgan-personaggio.

Dal vivo, come nella vita, sei imprevedibile: ricordo un concerto a Udine in cui, a un certo punto, hai detto “ora suono tutto Transformer di Lou Reed” e così hai fatto, dal primo all’ultimo pezzo!
“Non mi piace scegliere le scalette in anticipo: non mi sembra giusto, specie quando suono da solo. Non decido mai a priori perché è bello lasciarsi trasportare e far sì che il concerto sia una situazione unica e irripetibile, che accade solo in quel luogo con quel clima e quella gente. E’ un regalo che tu fai al pubblico e che il pubblico fa a te e fa uscire situazioni molto più interessanti”.

Molta gente ti conosce nelle vesti di giudice di X-Factor, dove tornerai tra poco. Alla fine, hai capito se la tv ti ha portato più benefici o?
“? più malefici, sicuramente! Quando sei sotto effetto di un sortilegio, sei guidato da un potere che ti porta negli abissi tremendi della perdita di te stesso. Purtroppo io sono narcisista e in tv mi diverto, ma sono anche autodistruttivo, divento un altro. ‘Io e un altro’, come dice Rimbaud: sdoppio una natura già doppia tra Marco e Morgan. Insomma, la tv è un problemone ma, come tutte le sostanze stupefacenti, quando c’è stai bene, quando non c’è stai male?”.

Cosa pensi veramente dei talent show?

“A me piace plasmare i giovani talenti, dar loro una linea coerente. Faccio in modo che i prodotti che escono possano davvero essere qualcosa: do loro una linea coerente con la loro natura e ottengo cose interessanti in potenza, ma poi i discografici li prendono e li fanno diventare prodotti usa e getta e non artisti potenzialmente profondi. Io vorrei che X-Factor fosse un percorso di approfondimento, ma spesso li bruciano e li buttano via come stracci vecchi : e poi c’è chi dice che sono io che dovrei chiedere scusa ai discografici!”.

Non trovi che questi programmi diano troppo spazio a belle voci con pochi contenuti? Sembra quasi di essere tornati agli anni ’50 pre-rock & roll?

“Magari! Sarebbe bello se avessimo la stessa verginità, invece torniamo indietro ignoranti, ma meno illusi ed entusiasti. Il vero problema è lasciare margini di espressione, perché il mercato è pronto ad accettare cose nuove, checché se ne pensi. Quando ho fatto scelte musicali di un certo tipo, a premiarmi è stata la gente comune, non di certo giornali, radio e tv, che raffreddano tutto. Il pubblico, alla fine, parla la tua stessa lingua”.

Parliamo del prossimo album, ‘Italian Songbook volume 2’. Cosa troveremo?
“Ovviamente non posso dirti l’elenco dei brani, ma ci saranno più socialità e impegno, meno canzoni d’amore. Storie, ballate, un sound molto rinfrescato al limite dell’elettronica sperimentale”.

Risposta secca: De Andrè o Tenco?
“Coma fai a scegliere? Sono simili, ma completamente diversi. Deandrenco! Uno è l’epica, l’altro la poesia, entrambi indispensabili?”.

I tuoi vecchi amori: David Bowie o Lou Reed?
“Lou Reed prodotto da David Bowie, ovvio”.

Meglio coi Bluvertigo o da solo?

“Anche con loro ero solo: facevo quasi tutto io, almeno sui dischi! Però che band: eravamo divertenti sul palco, freschi ma complicati al tempo stesso!”

Quest’estate è uscito ‘Where you’re are strange’, il documentario dei Doors nel quale fai il narratore. Ma Jim Morrison è stato veramente un tuo idolo?

“Sì, assolutamente, li ho ascoltati tanto da ragazzino. Adoro i loro testi e la musicalità, non accomunabili a nessuno. Li trovo unici nel sound e nella poetica, anche se il cantante era così carismatico che mette in ombra gli altri e ti sbatte addosso. E’ stato un personaggio molto frainteso, visto come aizzatore di folle solo perché il pubblico non sapeva accogliere i suoi messaggi potenti”.

Ti sei mai sentito frainteso?
“Più che altro manipolato, e questo porta a creare i ‘mostri’. In realtà sono uno concreto e logico, non fumoso. Sono profondamente umile e mi interessa farmi capire senza salire sul piedistallo, ma l’immagine che mi costruiscono è un’altra”.

Tornando indietro, rifaresti le stesse cose?
“Forse mi sono lasciato gestire da personaggi sbagliati, ma a livello musicale farei tutto e di più”.

Mick Jagger, quando aveva 20 anni, sosteneva di non riuscire a vedersi a 60 ancora su un palco, e invece è ancora lì: e tu, come ti vedi tra 20-30 anni: sempre a suonare o in tv?
“Bah. Il futuro non è interessante, è qualcosa che non riesco a vedere, è il nulla, è un baratro, qualcosa che non riesco a includere nel mio ragionamento. L’infinità del passato è molto più importante e ci permette di costruire il futuro”.

Andrea Ioime

 

Fonte: ilfriuli.it

Intervista esclusiva a Marco "Morgan" Castoldi che ci ha parlato della nuova edizione di X-Factor e dei suoi nuovi compagni di viaggio. E spara a zero su quelli vecchi

di Salvatore Coccoluto

 

A Morgan piace giocare. Prima di tutto ama farlo con le parole. E spesso questo suo vezzo si è rivelato un’arma a doppio taglio. Dopo le dichiarazioni scandalose riguardo il consumo di droghe e i suoi problemi famigliari finiti sulle pagine dei giornali, Marco “Morgan” Castoldi ricomincia dalla musica. A settembre sarà protagonista della nuova edizione di X-Factor che andrà in onda su Sky. Intanto continua a fare concerti e a lanciare nuove provocazioni.

Parliamo di X-Factor. In autunno vestirà di nuovo i panni del giudice insieme a Simona Ventura, Elio e Arisa. Cosa mi dice di questi suoi nuovi compagni di avventura? Cominciamo da Arisa, l’artista che appare lontana dal suo mondo.
Beh, non la conosco. Devo dire che non ho la sua discografia completa. Però mi informerò e la metterò a fianco a quella di Augusto Martelli, tra gli artisti che iniziano con la “a”. Sinceramente non so nulla di lei e quindi non voglio dare giudizi a priori. Te ne darò uno a posteriori. Risentiamoci alla fine di questa edizione di X-Factor.

Cosa mi dice, invece, della Ventura e di Elio?
Sono molto entusiasta del ritorno di Simona Ventura perché ho condiviso con lei un’esperienza molto formativa in termini televisivi, oltre a una bella amicizia e tanta simpatia. Lo stesso vale per Elio che è un collega con cui condivido l’amore per il gioco verbale. Spero che in questa edizione si possa giocare molto con le parole. E Elio è uno in grado di farlo. Poi abbiamo anche una passione in comune per i testi di Battiato, soprattutto per quelli degli anni Ottanta. Sarà veramente bello confrontarsi con qualcuno che non è un muro di gomma. Con Elio sarà una sfida ad armi pari.

Le mancherà Mara Maionchi?
Non mi mancherà per niente. Devo dire che non mi è mai mancata Mara Maionchi, perché è sempre stata presente sullo chiffon delle mie camicie.

Questa edizione di X-Factor sarà condotta da Alessandro Cattelan. Riuscirà a fare a meno anche di Francesco Facchinetti?
Facchinetti? Lui invece mi è sempre mancato, anche quando c’era.

Morgan, non ha paura che la sua immagine televisiva metta in secondo piano quella di musicista?
Spero di no. In realtà c’è questo rischio, ma cerco sempre di tener alta la bandiera della musica. Per questo motivo sono tornato con il mio manager degli esordi, Valerio Soave, proprio per crearmi una specie di fortino e non essere distrutto dal baraccone televisivo che è spinoso, potente e devastatore.

Qualche settimana fa è morta Amy Winehouse. Aveva 27 anni, la stessa età di Morrison, Jeff Buckley, Luigi Tenco e di tanti altri grandi della musica. Ha pensato subito anche lei alla implacabile maledizione dei ventisette anni?
Sì, infatti l’ho detto anche a mia madre quando ci siamo sentiti, perché la prima a darmi la notizia della morte di Amy Winehouse è stata proprio lei. Mi ha detto di non averci neanche dormito perché è una cosa che l’ha molto scioccata. Le piaceva moltissimo Amy Winehouse. Io le ho detto “mamma, la maledizione dei ventisette anni si ripete”. E mia madre mi ha risposto: “cosa c’entrano i ventisette anni, se uno si spacca e si fa così tanto muore”.

Tra l’altro recentemente lei ha anche curato la traduzione e il doppiaggio di un film dedicato a Jim Morrison. Sente di avere qualcosa in comune con lui?
Morrison a me piace molto. Sento di avere in comune con lui l’amore per la letteratura simbolista, per i poeti come Baudelaire, Mallarmè, Rimbaud. Anche la passione per il teatro. Ho uno spirito libertario come il suo. Anche io amo la poesia come atto libertario che può declinarsi in canzoni, scrittura, danza, meditazione, filosofia. Ma sicuramente non nella ricerca del suicidio.

 

Fonte: leiweb.it

 

 

MorganIl motto latino Si vis pacem, para bellum calza a pennello per descrivere gli ultimi anni burrascosi di Marco Morgan Castoldi.

Se vuoi la pace prepara la guerra. E di guerre Morgan ne ha fatte diverse polemizzando con: Sanremo, giornalisti, direttori di rete e anziane rockstar in pensione.

Toylet lo ha incontrato per una chiacchierata dove traspaiono la voglia di riscatto e l’urgenza di volersi esprimere. Raccontandosi e raccontandoci i suoi nuovi progetti in arrivo per autunno 2011.

Qualche ferita ovviamente ancora pulsa ma la battaglia ha portato con sé anche la tanto agognata pace. Avviando la “ricostruzione” artistica con un nuovo album d’inediti e il ritorno a casa Mescal.

 

Dopo qualche anno di separazione sei tornato alla Mescal. Cosa significa questo ritorno per il tuo percorso artistico?
«Dopo l’esperienza televisiva volevo ricostruire un legame forte con la discografia e la musica che dopo X Factor si era un po’ perso. Con la Mescal ho voluto costruirmi un fortino, una garanzia che mi proteggesse in vista dei miei nuovi impegni televisivi,  con Sky, e discografici.»

MorganA questo proposito molte voci dicono per certo che entro quest’anno uscirà un tuo nuovo album e che userai molto l’ipad come strumento…
«Si si ho usato parecchio l’ipad ma non solo. Sarà un disco con uno stile molto stratificato dove l’Ipad incontrerà la musica sinfonica e molti altri linguaggi. L’uscita è prevista per il mese di settembre.»

Dobbiamo aspettarci un disco come Biophilia di Bjork?
«Beh è molto di più. Biophilia mi sembra un disco molto elementare artisticamente. Il mio nuovo album sarà molto sperimentale a livello musicale – strutturale. Ho già scritto tutto sarà un cd interattivo che si basa sul concetto d’intelligenza artificiale…Non è solo un disco! E’ un nuovo genere musicale.»

Quest’estate girerai e hai girato molto l’Italia in tour…Interessante, alla luce di quello che ci hai detto, sarà soprattutto la data del 26 luglio al Veneria Real Festival con l’Ensamble Symphony Orchestra cosa dobbiamo aspettarci?
«Questa è la mia vera dimensione. Gli arrangiamenti sono tutti orchestrali e ci saranno tutte le canzoni dei miei dischi solisti che finalmente potranno essere proposte dal vivo come sono suonate sul disco. Per chi conosce solo il Morgan televisivo questa è un’ottima occasione per assistere ad uno spettacolo che mi rappresenta in pieno.»

Ti abbiamo potuto apprezzare nella voce narrante di When You’re Strange… come è nata questa avventura? E come ti sei trovato nel ruolo di doppiatore?
«E’ stata un’esperienza bellissima e spossante, non essendo il mio campo ho prestato servizio come si fa per il militare in modo molto umile e rispettoso nei confronti di uno dei gruppi che amo di più,   i Doors. L’esperienza di vita di Jim morrison è molto dolorosa e seria. Non ti nego che onestamente mi ha toccato molto nel profondo fare questo film. Un film davvero molto bello non la classica opera per idolatrare un mito ma uno sguardo oggettivo sull’intera vicenda e  pieno di documenti inediti.»

Non deve essere stato semplice visto che ti sei dovuto confrontare con il doppiaggio originale affidato ad un’attore professionista e star di Hollywood come Jhonny Deep?
«Non era semplice, ho ascoltato il doppiaggio originale e ho notato che anche lui è stato molto tra le righe con uno stile elegante e pacato. Ho cercato di prendere spunto proprio da lui.»

Stai per iniziare nuovamente X Factor su Sky e tornerai a fare il giudice. Come giudichi i percorsi artistici dei talenti che sono usciti dalle edizioni passate?
«Li giudico deformati. Soprattutto quelli che seguivo io. Sono stati fatti errori madornali dai discografici.»

Noemi però sta avendo un grande consenso soprattutto commerciale…
«Noemi è una delle cose migliori uscita da X Factor. Perché ha una personalità molto forte ed è riuscita a non farsi schiacciare dalle logiche discografiche.»

Stefano Di Mario

 

Fonte: toylet.it

Morgan rivela alle pagine del settimanale A :

"Le cose con Asia vanno decisamente meglio. Sono più sereno. Con Asia abbiamo colloqui continui e confido che la situazione si risolverà al più presto, soprattutto nell'interesse di nostra figlia".

Anna Lou, è lei ora il vero amore di Morgan:

"Con lei faccio quello che fa ogni papà. I compiti prima di tutto. Specie i temi. L'ultimo proprio l’altro giorno, sul problema dei rifiuti. Io la aiuto, ma lei è già molto brava. Precoce per i suoi 10 anni… Insieme andiamo per giardini a guardare le rose. Facciamo i collage e gli orti di plastica. Le ho letto tutto il Piccolo Principe e Pinocchio, lei mi legge in inglese Alice nel paese delle Meraviglie. Poi giriamo tanti video, scriviamo canzoni...".

Che tipo di padre è Marco Castoldi e cosa vorrebbe per sua figlia?

"Uno che abbraccia. Interessato ai suoi sentimenti e pensieri… Vorrei che da me imparasse il senso della verità. L’importanza di non mentire a se stessa e al proprio cuore. Di me vorrei che pensasse quello che già pensa, in positivo e in negativo. È fortemente sbagliato desiderare che un figlio nutra per noi solo i sentimenti che noi vorremmo. Il mio desiderio, casomai, è che Anna Lou impari a gestire le emozioni che le nascono spontanee".

Morgan rivela che gli piacerebbe avere altri figli:

"Non uno solo, altri quindici. Sono un tipo prolifico. Ma faccio l'amore solo quando sono innamorato. Della classica 'botta e via' non mi frega niente".

il resto dell'intervista si trova sul settimanale "A" del 15 giugno 2011




Tutti i diritti sono riservati - © 2010-2013 InArteMorgan.it - Copyright. - Contattaci.