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La nostra follia

Che cosa ci fanno Alba Parietti e Morgan abbracciati? Hanno un programma da realizzare insieme. Perché, anche se può stupire, fra loro ci sono diversi punti in comune. A partire da una certa fascinazione per i manipolatori.

Di Enrica Brocardo

 

Morgan: «La chimica è una metafora della vita. Un elemento con un altro reagiscono e diventano un'altra cosa. Lo stesso per le persone: quando vai d'accordo con qualcuno come si dice?».

Alba: «Che c'è chimica. Quindi tre elementi umani si possono combinare in modo da creare qualcosa di completamente diverso».

Morgan: «E inaspettato. Potrebbe esserci anche un'esplosione».

Marco Castoldi, in arte Morgan, e Alba Parietti cominciano più o meno così la loro conversazione in un hotel nella periferia milanese.

Lui è appena arrivato. Con due ore di ritardo, che lei ha in parte utilizzato per dirmi che Morgan non arriva più in ritardo. «Di solito è puntuale, e comunque la Marini ritardava di più».

Il terzo elemento umano, Vittorio Sgarbi, invece, non c'è. «Forse è meglio così», dice Alba. «Avrebbe cominciato a "toccare" tutte. Io glielo dico sempre: il tuo è un tic, non lo fai perché sei attratto. Mi spiace per quelle che credono che Sgarbi le stia corteggiando. In realtà, vorrebbe toccare solo se stesso. Degli altri non gliene frega niente».

Tutti e tre stanno lavorando a una nuova trasmissione.

«Un varietà stile Milleluci. Classico. Non vogliamo violentare il pubblico dando il peggio di noi, cosa che in passato ci è capitato di fare con certa Tv che non ci aiutava a esprimere il nostro lato migliore», spiega Alba. «Vogliamo evitare di commettere gli stessi errori: sbavature, performance in campi in cui non eravamo preparati». Nel frattempo, a forza di parlare del progetto, Alba e Morgan sono anche diventati amici.

E se vi state chiedendo che cosa unisca la donna che voleva essere Brigitte Bardot («È per questo che mi sono rifatta le labbra») con l'uomo al quale piacerebbe essere la reincarnazione di Johann Sebastian Bach (Morgan sta lavorando a una serie di registrazioni di sue musiche), la risposta è: più di quanto avreste mai immaginato.

«Entrambi abbiamo avuto un rapporto con i nostri genitori un po' confuso (la madre di Alba soffriva di schizofrenia, il padre di Morgan si è suicidato quando lui aveva 16 anni, ndr).

Entrambi abbiamo fatto esperienza della follia e ne subiamo il fascino», dice Alba.

Per una quindicina di anni, si erano incrociati più volte, senza mai incontrarsi davvero.

«La primissima volta che ti ho visto è stato a una sfilata di Krizia, sarà stato nel 1999 o nel 2000. Eri con Asia. Io avevo una grande passione per lei e devo dire che eravate molto belli da vedere».

Tutti e due hanno «frequentato» Stefano Bonaga. Alba ha avuto con lui una lunga relazione («Un'altra cosa che ci accomuna è che entrambi siamo affascinati dai manipolatori»). Nel caso di Morgan, fu proprio Bonaga a chiamarlo, nel febbraio del 2010, il giorno stesso in cui l'intervista con le sue dichiarazioni sull'uso di cocaina venne diffusa. Gli disse: «Preferisci andare a parlarne da Vespa o da Santoro?». «Quello che hanno scritto di me si potrebbe dire della maggior parte delle persone dello spettacolo. Però lo hanno fatto solo con me. Mi hanno sputtanato, ho perso credibilità. Da allora non ho più tanta voglia di fare le interviste. A parlare di me mi rompo anche un po' i coglioni». A questo punto, cerchiamo inutilmente di trattenerlo ancora un po'. Morgan finisce un sandwich, saluta e se ne va.

Ormai è buio. Fuori dalla stanza rimaniamo Alba e io. «Secondo me, Morgan sbaglia quando sostiene che le persone non possono dire di lui certe cose. Di me si può dire tutto e il contrario di tutto. Sono fatta di eccessi. Per molti ho la sindrome della crocerossina per via dei miei rapporti sentimentali con persone "folli". Ma è vero anche che, alla prima mancanza di rispetto, io sbrano».

A questo proposito, mi viene in mente che c'è un'altra persona importante che li accomuna e di cui non abbiamo ancora parlato.

Cristiano De André. Per Morgan un amico, per lei il compagno di una storia d'amore complicata.

«Questa è un'altra cosa che ci avvicina. Asia e Cristiano sono persone in qualche modo simili e noi siamo due sopravvissuti, scampati a relazioni non facili. Cristiano aveva sempre avuto un'ossessione nei miei confronti ma io lo avevo sempre respinto. Poi, un giorno, lo vidi suonare il violino a teatro, e all'improvviso cambiò tutto. Avevamo una grande ammirazione reciproca. La differenza è che io la esprimevo, lui no».

 

Mi spieghi meglio.

«Viveva la mia popolarità come una frustrazione, mentre io non ho mai provato lo stesso nei confronti del suo talento. Non essere riconosciuto al pari di suo padre lo porta a essere insicuro. Il giorno in cui si libererà di questo fardello, riconoscerà che stare con una donna che fa televisione popolare non è qualcosa di disdicevole. I fan suoi e di suo padre non mi hanno mai considerato alla sua altezza. Evidentemente si erano dimenticati che Fabrizio aveva sposato Dori Ghezzi e non Patti Smith».

Pensa che potrebbe essere un ospite della trasmissione?

«Non credo che lo farebbe. Ho capito che è molto più snob di Morgan».

Con Morgan riparlo al telefono una settimana dopo.

Alba mi ha detto che tra le cose che vi accomunano c'è l'aver vissuto relazioni simili. È d'accordo?

«No. Anche se, in generale, le persone interessanti sono complesse a livello sia intellettuale sia emotivo. Asia mi ha dato tanto e Cristiano è una persona molto intelligente. Mi sarebbe piaciuto vederli insieme. Nei momenti in cui stavano bene dovevano essere molto divertenti».

Il suo ultimo libro lo ha dedicato, tra gli altri, alle sue due figlie: Anna Lou, avuta con Asia, e Lara, nata dalla sua relazione con Jessica Mazzoli. La quale, però, non viene citata neppure una volta.

«Perché ne parlerò nel prossimo».

Mi prende in giro?

«No, seriamente. Lì ho voluto chiudere con una fase della mia vita. Jessica sarà la protagonista di un'altra autobiografia. Potrei intitolarla Tante belle cose. Sottotitolo: Canti bellicosi».

Bello. Anche se non proprio positivo per il vostro rapporto.

«Guardi che quando stavamo insieme abbiamo collaborato benissimo dal punto di vista musicale. Come cantante è fantastica. Ci sono alcune sue performance nelle mie nuove canzoni (Morgan sta lavorando a un nuovo album dei Bluvertigo di cui lo scorso settembre è uscito il singolo Andiamo a Londra, ndr)».

Sembra che dal punto di vista personale sia andata un po' meno bene.

«Ma no. La nostra bambina è stupenda, un capolavoro».

Riesce a vedere entrambe la sue figlie?

«Certo. Nei limiti di quelle che sono le contingenze. Vorrei stare con loro più di quello che riesco a fare e farò in modo che accada. Se ci sono periodi in cui le ho viste poco, non capiterà più».

Come pensa di fare?

«Semplice: andrò io da loro».

Poi commetto l'errore di chiedergli un chiarimento su una frase che aveva detto nel nostro primo incontro a proposito della malinconia. Mi dice che è bellissima, che senza non esisterebbe arte mi cita Leopardi, mi suona 15 secondi di Tristesse di Chopin, lascia il cellulare e se ne va.

 

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Fonte: Vanity Fair n.43 - 4 novembre 2015




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