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Al liceo musicale «Vincenzo Appiani» di Monza, Marco Castoldi, alias Morgan, già cantante del gruppo Bluvertigo, ora in tournée da solista con «Canzoni dell'appartamento», è arrivato per un patto con i suoi genitori. «Avevo dieci anni, - ricorda - suonavo la chitarra ed ero affascinato dalla musica Pop. Desideravo tanto un sintetizzatore, ma i miei genitori furono risoluti: avrai il sintetizzatore,m i dissero, ma dovrai studiare il pianoforte classico. Così arrivai al liceo Appiani di Monza». Quali ricordi hai di quel periodo? «Tutti belli. Mi piaceva andare a lezione a piedi. La scuola era nella bellissima casa degli Umiliati, nel centro storico di Monza. Già prima di entrare dalle finestre si sentivano violini, flauti, pianoforti, chitarre: un' atmosfera magica». E gli insegnanti? «La mia insegnante è stata per dodici anni Annamaria Fumagalli, una bravissima pianista. A lei devo molto di quello che sono ora. Mi ha aiutato molto nell' interpretazione pianistica». Sei rimasto in contatto con lei? «Veramente no, perché la vita poi mi ha portato ..."Altrove", ma mi piacerebbe sapere che è orgogliosa di me e che mi segue, anche solo ogni tanto, nelle apparizioni in televisione». Quale consiglio dai a un ragazzo con la passione per la musica? «Di seguire la sua inclinazione perché studiare musica è bello, come leggere poesie: è qualcosa che crea non solo conoscenza, ma anche benessere».

Annamaria Fumagalli: «Marco, un bel talento che amava sperimentare» Dalle prime lezioni di solfeggio alle esecuzioni più impegnative di Bach. Annamaria Fumagalli, insegnante di Morgan al liceo musicale «Appiani» di Monza, racconta gli esordi di uno dei musicisti più innovativi del pop italiano. «Per me è stato e sempre sarà semplicemente ""Marco"". L' ho conosciuto che aveva 10 anni, seguendolo nei suoi studi. E lo seguo ora, con interesse e orgoglio». Qual è il primo ricordo che ha dell' allievo Marco Castoldi? «Ho subito capito che aveva talento e che amava differenziarsi dagli altri. Anche nel look. Già da adolescente portava abiti eccentrici. Aveva il pallino della musica leggera, studiava da autodidatta la chitarra e il basso. Con me seguiva lezioni di pianoforte classico e amava approfondire ogni brano. Gli piaceva molto sperimentare». Era davvero un alunno modello? «Per la verità non studiava moltissimo e, nell' ultimo periodo, frequentava saltuariamente perché impegnato in concerti e registrazioni. Stava per sostenere l' esame dell' ottavo anno in conservatorio, ma non si è presentato. Peccato perché meritava il diploma». Avete mai discusso della musica che già allora scriveva? «Mi faceva sentire le sue composizioni e chiedeva il mio giudizio. Non sempre condividevo le sue scelte. Per chi ha una formazione classica è difficile capire un' esecuzione di musica leggera». Lo sta seguendo nella sua carriera da solista? «È da molto che non lo sento, i suoi primi Cd li ho avuti in regalo. Ora ho acquistato l' ultimo e l' ho trovato molto maturo. E' riuscito a fare emergere tutta la sua sensibilità».

 

Fonte: http://archiviostorico.corriere.it/2003/ottobre/05/Morgan_Devo_molto_quello_che_co_7_031005037.shtml




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