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Ritorna Morgan, ma stavolta da solo. Messi da parte - ma solo per ora - i Bluvertigo, il cantante ex ribelle si presenta al pubblico più maturo. Nel look (capelli sale e pepe) e nella produzione musicale, più introspettiva. "Canzoni dell'Appartamento" è infatti un album delicato e a volte struggente, poetico senza perdere però la grinta che da sempre ha contraddistinto il musicista, papà della piccola Anna Lou avuta da Asia Argento.

L'abbiamo incontrato a Roma, ospite della festa di compleanno per i 130 dei Levi's 501, circondato da fan adoranti in attesa di un autografo sul cd. E tra una dedica e l'altra in copertina gli abbiamo chiesto qualcosa in più sulla sua metamorfosi di uomo e di musicista. Evitando l'argomento Asia Argento di cui rifiuta di parlare "farei un torto alla mia professione di cantante e allora vi privo volentieri della mia vita privata."

Morgan, cominciamo con una domanda classica, come mai un album da solista?

"Risposta classica: perché no? Ci sono stati altri esempi mi pare: Bryan Ferry, Freddie Mercury - Brian Eno, suggerisce un fan -. Così posso diversificare la produzione di quello che faccio, essere un po' schizofrenico artisticamente… e poi perché con una carriera da solista posso adeguare la mia musica alla mia età anagrafica. Quando invecchierò, cosa che spero succeda, sarà la musica di un anziano. Invece con Bluvertigo fingeremo sempre di essere eterni ragazzi. Faremo musica giovanilista. Del resto il rock non è altro che questo…"

Non ti è mancato il lavoro di squadra?

"C'è stato anche in questo disco. Perché ci sono un co-produttore, Roberto Colombo e un collaboratore, Carlo Carcano, con cui avevo già collaborato in "L'assenzio" (brano portato dai Bluvertigo a Sanremo nel 2001) e per alcuni brani del nostro primo cd "Zero". E c'è stata anche la consulenza artistica di Asia, ottima conoscitrice di musica rock e non solo. Insomma non mi sono sentito solo in questo album."

Nel cd c'è una canzone "The baby" dedicata a tua figlia Anna Lou…

"E' una canzone che assume la prospettiva del neonato… una cosa che andrebbe fatta quando si mette al mondo un figlio. Pensare che ha un punto di vista diverso da noi genitori. Cercare di capire che le sue esigenze sono tutt'altro rispetto alle nostre e che un figlio non è un prolungamento di noi ma anzi è un qualcosa che è altro da noi… "The baby" è una specie di regressione mia anche nell'uso dei termini, semplici e infantili. E' un pezzo che ha a che fare con il gioco ed è molto psichedelico secondo me."

Qual è stato il momento che ti ha commosso di più nel tuo rapporto con Anna Lou?

"In sala parto quando l'ho presa in braccio e le ho tagliato il cordone ombelicale. E quando al telefono abbiamo comunicato cantando e non parlando… perché lei per ora ha un repertorio di vocaboli molto limitato ovviamente e poi parla inglese e italiano e fa un misto incredibile tra le due lingue. Con me comunica cantando e questo è sempre molto emozionante… Canto per rasserenarla e per ricordarle la voce che avrà sentito quando era nel grembo materno - cantavo utilizzando il ventre della mamma come amplificatore."

Cosa le cantavi?

"Canzoni dei Beatles e le facevo ascoltare Bach. Poi le parlavo, le raccontavo delle storie… una volta la favola di Pinocchio. Questo perché pare che quando un bambino viene alla luce e ascolta la stessa voce che ascoltava quando era nel grembo si sente più rassicurato, non si sente perso."

Parliamo di look… ti ricordavamo con i capelli rossi.

"In Veneto mi dicono che stavo meglio prugna. In Piemonte mi dicono che stavo meglio nero… Onestamente ogni tanto mi vergognavo del mio vecchio colore, ma era una sana vergogna perché non sempre uno si trova a suo agio nelle situazioni. Per esempio quando una volta ogni tanto capita (quasi mai) di andare in banca. Con i capelli arancioni i direttori forse mi accoglierebbero con un po' di sospetto. Ora con i capelli sale e pepe mi preparo ai prossimi giorni venturi che verranno."

Tra i vari musicisti che ringrazi alla fine del libretto del cd c'è anche Antonella Ruggero che tra tutti è quella che fa la musica più diversa dalla tua…

"Beh, è la moglie del mio co-produttore (ride). In più è un'amica che apprezza quello che faccio. Ogni tanto veniva in studio e mi dava consigli anche su come cantare. E una volta mi ha fatto una telefonata molto simpatica. Quando ha saputo che non avrei fatto Sanremo mi ha chiamato per dirmi "grande! Hai fatto benissimo. Non ci andare". La ringrazio anche per quella telefonata."

Parliamo della grafica del cd…

"Mi piace molto. Innanzitutto perché ho contribuito e poi perché fa parte di un progetto più vasto. "Canzoni dell'Appartamento" è un cd da vedere e non solo da ascoltare. Alla musica è legato un documentario ambientato nelle stanze dell'appartamento e girato dal mio amico regista Dominique Degli Esposti da sempre collaboratore, fonte d'ispirazione, e maestro di vita. E' venuto ad agosto nel mio appartamento a documentare la situazione e ha documentato il nulla. E' stato una specie di girare a vuoto nell'appartamento e nell'isolato. Cioè il mio tentativo sempre mal riuscito di uscire dall'appartamento. Costantemente io mi trovavo a ritornare nello stesso luogo da cui provenivo. Sempre rinnovato ma sempre lo stesso luogo. Ecco il concetto di "Altrove" (prima traccia e primo singolo del cd). Nell'album ci sono due libretti: uno di testi e uno di fotografie, immagini tratte da questo documentario visibile. Come nel video clip del singolo che sarà un ennesimo montaggio di queste immagini".

 

di Vanessa Bozzi

Fonte: www.divertimento.it




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