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Il leader dei Bluvertigo presenta un disco solista e spara a zero su Sanremo

L'esigenza di fuggire fuori dagli schemi, lontano dalle mode, e dall'epoca del "conformismo", alla ricerca di una liberta assoluta. Questo è Marco "Morgan" Castoldi, leader della band milanese dei Bluvertigo che ha deciso per il momento di navigare verso un progetto solista slegato dal lavoro della sua band. Del disco che dovrebbe intitolarsi "Le canzoni dell'appartamento" non si sa molto. Ed è lui stesso a raccontarcelo. «Sì è vero siamo ancora in working in progress ma siamo quasi in dirittura d'arrivo. Sarà un disco indipendente quasi una frattura con l'epoca che sto vivendo, diciamo che è un lavoro lontano dalle mode. Anche se è un'indipendenza che costa cara visto la discografia non è certo orientata verso l'originalità. Riuscire a presentare un progetto così diverso è stata un'impresa faraonica».

Il titolo sembra rendere questo lavoro molto intimo
È molto casalingo, infatti, una specie di home recording ed è forse per questo che s'intitolerà "Le canzoni dell'appartamento". Lo è sia dal punto di vista di abitazione, luogo, spazio e tempo, ma significa anche a parte, "appartato dal gruppo", appartato all'idea dominante di società quella di oggi fatta di mode e votata al Dio denaro.

Interessante l'idea dell'appartamento
L'appartamento è il centro di tutto. Poi ci sono le stanze: la stanza luminosa da dove si può guardare il mondo suonando il pianoforte; la stanza degli strumenti midi, elettronici; la stanza analogica dove ci sono le macchine più primitive; ed infine la stanza dove scrivo. Tutto è un universo caotico e mi piace oscillare in questo spazio tempo.

Ha collaborato con gli amici dei Bluvertigo per realizzarlo?
In parte. Sergio suona la batteria e poi ho fatto un po' da talent scout ed ho scoperto un chitarrista molto giovane, bravissimo. Un profondo conoscitore di tutto il rock classico, ha solo 22 anni si chiama Marco Causino ed è laureando in filosofia. L'album è stato scritto al pianoforte e arrangiato con l'orchestra Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Foggia, (36 elementi) nel Teatro Giordano uannbella struttura ottocentesca.

Quanto c'è di te in questo disco?
Tutto, o quasi. Io ho una formazione classica, ho sempre fatti finta di essere un rocker anche perché il rock è simulazione. Finalmente mi rivelo per quello che sono veramente. È un lavoro sulla scrittura e va in molte direzioni. Alcuni brani sono volutamente un riferimento alla tradizionale canzone italiana come De Andrè Tenco, e poi ci sono anche esperimenti verso musica progressive che negli anni settanta come ad esempio Pfm, gli Area o Battiato.

Le case discografiche sono in crisi la musica non vende come si pone di fronte a questo problema?
Manca la qualità. Io credo che i discografici dovrebbero essere preparati. Purtroppo non lo sono. Tanto per fare un esempio: per diventare avvocato bisogna fare l'università , dare l'esame di abilitazione professionale, cosa che vale per tutte le categorie professionali. Io credo che per un discografico dovrebbe essere così.

Le major ritengono che il maggiore responsabile sia la pirateria
Io ho comprato i mie dischi dai marocchini per strada. Ne ho comprati te, per vedere che effetto faceva e mi sono divertito. Finchè lo Stato continuerà a considerare la musica un bene di lusso e non cultura intesa come cibo per la mente sarà sempre così. L'Iva sui cd è al livelli altissimi ed è sbagliato.

Cosa ne pensa del cast di Sanremo?
In genere ho avuto un pensiero di dissenso nei confronti del Festival, perfino le volta in cui l'ho frequentato. Con Bluvertigo siamo andati per pura necessità discografica, ci hanno dettato quasi un ultimatum, e così lo abbiamo fatto. L'unico Sanremo decente era quello fatto da Fabio Fazio.
Il "grande fratello", nel senso di Orwell, non del programma televisivo, ha sempre avuto o stratagemma: quello di produrre la cultura contraria al sistema, oltre che quella del sistema, in modo tale da osservare i ribelli e poterli imprigionare.

E cosa si potrebbe fare per cambiare, svecchiare le cose?
Secondo me bisognerebbe fare un girotondo intorno all'Ariston, circondare con Sanremo per cominciare a parlare delle riforme, anche nella musica. Con l'aiuto di qualche intellettuale. Strillare con il megafono che se si vuole si posso cambiare le cose.

 

di Claudia Di Meo

 




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