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di Antonio Ranalli

E' una calda giornata estiva sulla riviera abruzzese. A Pescara sabato 21 luglio ci sono i Bluvertigo. Il gruppo si appresta ad incontrare i fans e i giornalisti per una conferenza stampa, organizzata dall’agenzia Local Bus di Pescara. “E’ per noi una giornata molto triste”, afferma il cantante e bassista Morgan, “E’ positivo che c’è un insorgere da più parti (in riferimento ai fatti del G8 di Genova n.d.a.). Personalmente avremmo voluto essere li a manifestare insieme agli altri. Ci dispiace per come si sono messe le cose (in riferimento al giovane ucciso durante la manifestazione di venerdì 20 luglio n.d.a.). Personalmente sono per la non violenza. Non accetto neanche la tesi della legittima difesa”. E’ un Morgan amareggiato per i terribili avvenimenti di Genova. Morgan, che da qualche settimana è diventato papà di una splendida bambina (avuta dalla compagna Asia Argento), si dimostra subito disponibile, insieme al tastierista Andy e al nuovo acquisto Massimo Carnevale (fratello del batterista Sergio Carnevale), per scambiare due chiacchiere don i giornalisti e i fans presenti, prima di andare a fare il sound-check. Dalla recente esperienza sanremese e dal relativo CD “Pop Tools”, antologia dei loro maggiori successi tratti dai primi tre album, alle loro influenze musicali, i Bluvertigo si sono rivelati grandi musicisti e veri appassionati di musica.

Musicalnews: Da cosa nasce il nome Bluvertigo?
Morgan: Nasce dal noto film di Alfred Hitchcock “Vertigo” (in italiano “La donna che visse due volte”, con James Stewart, Kim Novak e Tom Helmore n.d.a.). Un film che ha rilanciato sicuramente questa parola. L’idea del nome è venuta un giorno parlando con un musicista di Monza.

Musicalnews: Nelle canzoni dei Bluvertigo si può riscontrare una matrice di natura progressiva, e anche dal punto di vista tecnico si possono riscontare, per esempio nelle parti di basso, elementi tipici di grandi bassisti del genere come John Wetton. Quanto ha influito il rock progressivo nella vostra musica?
Morgan: Quando abbiamo iniziato a fare dei provini abbiamo notato che la situazione musicale che circolava in quel periodo era piuttosto limitante. C’era una generalizzazione perché se noi non facevamo determinati generi venivamo esclusi. Noi abbiamo sempre pensato che dovevamo fare la musica da cui provenivamo. E il rock progressivo è sicuramente una delle nostre componenti.Per quanto riguarda John Wetton, invece, è sicuramente uno dei miei bassisti preferiti. Lo conosciuto lo scorso anno a Milano. Un’incontro davvero indimenticabile.

Musicalnews: Quali sono i musicisti che apprezzate di più?
Morgan: Sicuramente ce ne sono tanti. Franco Battiato è quello che trovo il più completo. E’ molto prolifico, come il migliore Sting, Prince e anche Frank Zappa. Non segue un percorso lineare. E’ sempre impegnato nella ricerca, che lo porta a scoprire strade nuove e realizzare dischi che possono essere anche di rottura (come “Gommalacca” n.d.a.).

Musicalnews: Pop Tools è la vostra recente antologia, che riassume quanto fatto nei primi tre album. Quando bisognerà aspettare per il vostro prossimo disco?
Morgan: Per il disco nuovo è ancora tutto da vedere. Infatti, non siamo ancora al lavoro su un nuovo materiale. Posso dire che sarà un disco fondamentalmente di samba (scherzando n.d.a.). In questo periodo stiamo ascoltando molto un certo tipo di samba. Il fatto che stiamo ascoltando samba fa capire quanto in circolazione ci siano tanti generi interessanti, ma che poi il pubblico molto spesso non conosce. E’ un discorso che riguarda anche la globalizzazione. Bisogna impegnarsi più nel trovarla, ma la musica bella c’è.
Andy: E’ dal 1988 che abbiamo a che fare con la voce del discografico e i problemi per che vuole proporre musica diversa sono sempre gli stessi. Per questo credo che “Pop Tools” sia un ottimo album, in quanto ci consente di arrivare ad un pubblico diverso.
Morgan: Noi come band, nonostante tutto, difendiamo le nostre integrità all’infuori del mercato. Tutti i dischi che si vendono nei negozi sono una cosa commerciale. Siano essi quelli dei Cure, dei Depeche Mode o di una pop band. Alcuni però sono belli e altri sono brutti: è questa la vera differenza.

Musicalnews: Com’è stata l’esperienza in studio con Juri Camisasca per la realizzazione dell’album Arcano Enigma?
Morgan: In quel progetto oltre a me hanno suonato anche Livio e Sergio (rispettivamente chitarrista e batterista dei Bluvertigo n.d.a.). Ci ha contattati Franco Battiato, che all’inizio mi aveva proposto di produrre insieme a lui l’album. Alla fine abbiamo optato solo per suonare, sotto la produzione di Franco Battiato. Siccome il budget era limitato abbiamo registrato l’album nel giro di una settimana. Tutto quello che si può ascoltare in Arcano Enigma è frutto del risultato “buona la prima”. Un’esperienza davvero interessante. Per esempio nel brano Zodiaco si può trovare un riff che ho ripreso per Zero. Avevo chiesto a Franco Battiato se potevo riutilizzare quel riff per il nostro disco e lui mi ha risposto: “Fai pure, tanto Juri non se ne accorge”. Juri è un musicista straordinario, evoluto, al di fuori di ogni globalizzazione. Lui produce musica e va nella direzione del misticismo. Trovo mistico tutto ciò che fa. Legge in latino, dipinge delle splendide icone.

Musicalnews: Andy sappiamo che ti diletti con ottimi risultati anche nella pittura. Le tue opere sono state esposte in diverse mostre e pinacoteche importanti. Volevo chiederti se continui ancora a dipingere e quali, tra i tuoi colleghi musicisti che come te hanno questo hobby, apprezzi per la qualità dei loro dipinti.
Andy: Si sto ricominciando a dipingere. Diciamo che adesso sono attraversato da una fase che si ricollega alle opere che realizzavo durante la mia giovinezza. Ci sono diversi artisti che apprezzo per la loro pittura. Ma il migliore di tutti, indipendentemente dalla musica che realizzava, è sicuramente Augusto Daolio, il leader dei Nomadi. Penso che Augusto esprimeva nella pittura tutta la sua profondità interiore.
Morgan: Sono d’accordo.
Andy: Poi mi piacciono molto anche le opere di Franco Battiato, i lavoro fotografici di David Byrne dei Talking Heads, le icone sulle dorature di Juri Camisasca e anche le ultime cose di Ivan Cattaneo. Ivan è impegnato in un progetto molto sperimentale dove propone enormi collage, che interessano fotografia, musica e poesia.

Musicalnews: Dopo il Festival di Sanremo, al quale avete partecipato con il brano “L’Assenzio”, come è cambiato il vostro rapporto con il pubblico?
Massimo Carnevale: Io credo che sia cambiato molto il pubblico. San Remo ci ha esposti ad un pubblico nuovo.
Morgan: Un’esperienza che comunque non abbiamo intenzione di rifare. I discografici pensano che noi possiamo andare al primo posto in classifica con il genere che facciamo, ma non hanno ancora capito che non è così.
Andy: Quella di Sanremo è stato un’esperienza allucinante. Penso ancora alla passerella, una delle cose più orribili. La gente strillava ad ogni artista che passava e chiedeva sempre autografi, senza nemmeno sapere chi eri e quale canzone proponevi.

(Ha collaborato Marina Sorgi)

Fonte: musicalnews.com




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