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Come nasce l'idea di partecipare al Festival?
Noi siamo sempre stati disposti a cantare le nostre canzoni in qualsiasi ambito. Se il Festival non applica le sue censure o le sue restrizioni e se noi siamo liberi di cantare e di essere quello che siamo esattamente, perché allora non partecipare? Visto che ci siamo sempre ritenuti non appartenenti ai contesti circostanti, che non abbiamo mai avuto bandiere, che non abbiamo mai pensato di appartenere a nessun tipo di scuola o di corrente, é con estrema libertà che affrontiamo il Festival di Sanremo. E riusciamo anche a divertirci.


Che tipo di emozioni avete provato sul palcoscenico dell'Ariston?
Nessun tipo di emozione, perché abbiamo fatto parecchi concerti e diverse apparizioni televisive, insomma sarebbe ipocrita dire che la cosa é stata emozionante. Lo é stata nella norma e così dovrebbe essere un po' per tutti.

Molti artisti invece sono apparsi chiaramente emozionati...
Sbagliano! Fanno la parte degli agnellini, giocano tutti il ruolo degli ingenui, però é una parte quella che vestono.

Nell'"Assenzio" é palese il percorso musicale che avete intrapreso, ma come definireste questo lavoro?
Lo definirei un gioco di associazioni. Da bambini tutti giocano al gioco delle associazioni e chi più riesce ad associare cose distanti, ad andare a pescare da ambiti completamente diversi, surreali, é più intelligente. Per cui quando ci sono le analogie, secondo me c'é profumo di ragionamento.

L'incontro con l'orchesta come é stato?
Bello, sono ottimi musicisti e sono ben diretti da Carlo Carcano, il nostro direttore che per la prima volta fa un lavoro di questo tipo. Per cui é un qualcosa di inedito, e lo é anche per gli orchestrali che non vedono gli stessi direttori che si susseguono da anni, come fossero una lobby.

Per voi é la prima esibizione con un'orchestra?
Con l'orchestra sì, prima d'ora abbiamo lavorato solo con un quartetto d'archi.

I fans dei Bluvertigo possono aspettarsi presto un nuovo album?
Sì! Uscirà un album che é una raccolta di pezzi dal '92 ad oggi, con due inediti: uno é appunto l'"Assenzio" e l'altro é "Come quando". Dopo Sanremo ci metteremo a lavorare all'effettivo nuovo disco da studio, di cui però non sappiamo ancora prevedere la data d'uscita.

Cosa chiedete al Festival di Sanremo?
Mi sa che i Bluvertigo non chiedono niente al Festival di Sanremo. L'unica cosa forse é un po' più di attenzione agli aspetti tecnici audio, in modo tale da poter eseguire dignitosamente il proprio brano senza i soliti problemi e le solite distrazioni, che ci sono quando ci si sussegue in tanti sullo stesso palco. Forse ci vorrebbe un po' più di esperienza da parte dei fonici, da parte dei direttori di palco, più esperienze festivaliere e di band. Non devono pensare che questo é un evento televisivo, perché questo é principalmente un evento musicale. Insomma dovrebbero avere un po' più di attenzione alla musica.

Fonte: www.musicaitaliana.com




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