Company Logo

Facebook Twitter Google+ YoTube Instagram 


Interviste di Morgan

Articoli su Morgan

Report Live di Morgan

Articoli sugli Album di Morgan

Interviste ed Interventi Radio di Morgan

Articoli ed Interviste di InArteMorgan.it

comunicati

 


201720162015201420132012 - 2011 - 2010 - 2009 - 2008 -

20072006 - 2005 - 2004 - 2003 - 2002 - 2001 - 2000 - 1999 - 1998 - 1997


 

 

I Bluvertigo, da brave creature multimediali e riflessive, si nutrono anche di cinema...

 

La Nouvelle Vague musicale italiana apprezza la Nouvelle Vague cinematografica francese di Truffaut, Godard & co. e con loro condividono l'amore per il genio della suspense inglese, Sir Alfred Hitchcok, per il neorealismo italiano, Luchino Visconti e il provocatorio Pasolini.

Tra i cineasti piu' recenti non disdegnano i trip visivi e gastrointestinali di Cronenberg, le allucinazioni di Polansky, gli incubi onirici di Lynch, le lucide ossessioni di Kubrick e l'universo di coincidenze di Kiesslovsky; ma non mancano le sorprese: "Bianca" di Moretti, la serie 007, il Dario Argento di "Profondo Rosso", perfino i film con Dean Martin... e naturalmente Ridley Scott...

"Dopo la musica per me c'e' il Cinema. E' la forma visiva piu' evoluta"

"Ridley Scott ha avuto grandi intuizioni..."

"Chi si identifica con Alex ha gia' dei problemi. E' un grande fumettone surreache affronta un tema sottile e delicatissimo. Questo film ti aiuta a capire che i metodi repressivi sono spesso paragonabili a una lobotomia."
(Morgan su "Arancia Meccanica")

 

Quindi e' consigliata la visione di:

 

Roman Polanski

Il coltello nell'acqua (1962)
Repulsion (1965)
Per favore non mordermi sul collo (1967)
Rosemary's Baby (1968)
Che? (1972)
L'inquilino del terzo piano (1976)

 

Pier Paolo Pasolini

Il vangelo secondo Matteo (1964)
Uccellacci uccellini (1966)
Edipo re (1967)
Teorema (1968)
Medea (1969)
Il Decameron (1971)
I racconti di Canterbury (1972)
Il fiore delle mille e una notte (1974)
Salo' o le 120 giornate di Sodoma (1975)

 

Alfred Hitchcock

The lodger (1926)
Io ti salverò (1945)
Notorius (1946)
Nodo alla gola (1948)
Io confesso (1953)
La finestra sul cortile (1954)
Il delitto perfetto (1954)
La congiura degli innocenti (1956)
La donna che visse due volte (1958)
Psycho (1960)
Gli uccelli (1963)
Marnie (1964)

 

David Lynch

The alphabet (c.m.) (1968)
The grandmother (c.m.) (1970)
Eraserhead (1978)
Elephant man (1980)
Velluto blu (1986)
Cuore selvaggio (1990)
Strade perdute (1998)

 

Kieslowski

La doppia vita di Veronica (1991)
Film Bianco (1993)
Film Blu (1993)
Film Rosso (1994)

 

Moretti

Io sono un autarico (1997)
Ecce Bombo (1978)
Bianca (1983)

 

Stanley Kubrick

Rapina a mano armata (1955)
Lolita (1961)
Il Dr. Stranamore (1963)
2001 Odissea nello spazio (1968)
Arancia meccanica (1971)
Shining (1980)
Eyes wide shut (1999)

 

Godard

Fino all'ultimo respiro (1959)
Questa e' la vita (1962)
Le piu' belle truffe del mondo (1963)

 

I film di Dean Martin

My friend Irma (1949)
Attenti ai marinai (1951)
Il nipote picchiatello (1955)
Mezzo giorno di fifa (1956)
Hollywood o morte (1956)

 

Francois Truffaut

I 400 colpi (1959)
Jules & Lim (1961)
Tirate sul pianista (1962)
Fahrenheit 451 (1966)
La sposa in nero (1968)
Il ragazzo selvaggio (1969)
La mia droga si chiama Julie (1969)
Non drammmatiziamo... e' solo questione di corna (1970)
Effetto notte (1973)
Adele H., una storia d'amore (1975)
L'uomo che amava le donne (1977)
L'ultimo metro' (1980)
La signora della porta accanto (1981)

 

Fonte: http://web.tiscalinet.it/vertigoblu

Fonte: www.rockol.it/news-9378/Bluvertigo--Morgan-intervistato-da-Alain-Elkann

 

14 feb 1999 - Su "La Stampa" Alain Elkann intervista Morgan dei Bluvertigo nel suo salotto domenicale. Dal momento che la lettura risulta molto divertente (molto spesso per umorismo involontario), ve ne proponiamo un’ampia sintesi.
«Lei come ha capito di essere una rockstar? "Non l'ho mai capito. Però al liceo classico quando studiavo i poeti maledetti ho avuto dei sospetti. Ho individuato atteggiamenti da rockstar nei personaggi più carismatici della storia da Cristo a D'Annunzio".
Ma lei voleva fare il poeta?
"Forse il filosofo. Ma non sono stato capace, allora ho scelto una maniera più semplice di raggiungere la comunicazione".
Cos'è il "canone inverso"?
"Per Bach è il brano musicale che si può leggere anche al contrario. Nel mio caso è una canzone recente e inedita dei Bluvertigo che uscirà forse con un libro".
Battiato è il suo maestro?
"Sì, per quanto riguarda l'Italia e i testi italiano direi di sì, mentre per quanto riguarda l'estero il mio maestro è David Bowie".
Lei perché si tinge i capelli di un colore, poi li ritinge di un altro?
"E' una sorta di mascheramento protettivo, divertente e necessario".
Perché necessario?
"Perché ne sento l'urgenza, l'uopo. E' come se fosse conforme alle regole dell'ambito che frequento".
E che ambito frequenta?
"Quello della comunicazione, un'arte considerata spesso bassa e cioè la canzone. Per riuscire a cambiarne le regole bisogna comprenderle, frequentarle e modificarle".
Com'è nella vita privata?
"Sono divertente, non mi stanco di intrattenere amici e sono molto gioviale".
Come mai vive a Monza?
"Vivo con mia madre, una vita serena e non ho esigenze di andare altrove. Milano è vicina e Monza è molto meno caotica".
Che rapporto ha lei con il pubblico e con i concerti?
"Con il pubblico ho un rapporto conflittuale. Spesso mi accorgo che non hanno capito nulla".
Però lei ha successo?
"Per il momento. Le stelle sono a me favorevoli, ma devono cambiare e ci sarà una curva e lì finalmente alcuni misteri si sveleranno. Ho scritto una canzone nel 1993 che si chiamava ''Decadenze'' dove intendo dire che tutto comincia quando sta per finire".
Andrà a Sanremo?
"No, assolutamente no, perché non mi piace. Non mi stimola, non dà stimoli alla musica, alla cultura e si perde tempo. Spesso sono uscite cose ottime da Sanremo che non hanno fatto altro che confermare la mediocrità di quel palco. Ma trovo inutile parlarne male, basta non guardarlo".
Lei però è una grande minoranza in Italia...
"Non è vero. Fino a prova contraria nei nostri 170 concerti fatti quest'anno, se si calcola una media di 5000 persone a serata, si può fare un calcolo di quanti ragazzi antiSanremo esistono in Italia. Sono persone stanche della comunicazione del Grande Fratello: la tv, le riviste, la politica".
Ma lei legge?
"Sì, abbastanza. Testi di matematica, logica e filosofia. Voglio che quello che leggo sia importante. Leggo solo grandi romanzieri come Kafka, Hemingway o Schnitzler".
E quando gioca a tennis?
"Non più purtroppo. Al massimo due volte all'anno. A 14 anni stavo per diventare un classificato e vincevo tornei".
Allora perché non ha fatto il tennista?
"Perché forse il pianoforte rappresentava una sfida, essendoci gente molto più brava di me".
E le donne?
"Sono stupende".
Lei ne ha molte o ne ha una sola?
(Silenzio). Dopo una pausa: "Sarebbe come chiedere a un filosofo se è per l'uno o per il molteplice, questo è un quesito che rimane sempre aperto".
Quindi lei ha deciso di vivere con la mamma.
(Ride). "La vedo pochissimo".
Quante volte va dal parrucchiere?
"Faccio tutto io. Mi manipolo da solo. E' una specie di gioco. Ogni tanto è vero vado dal parrucchiere, per rilassarmi".
Perché si veste sempre di nero, non le sembra un po' banale, già visto?
"C'è chi sostiene che il male è banale".
Banalità per banalità, in vacanza lei va al mare o in montagna?
"Non vado in vacanza perché non so scegliere".
E cosa sa scegliere?
"So scegliere la velocità di un pezzo. Però per tornare alle vacanze forse la penso un po' come Adriano Celentano che sostiene che la vacanza non esiste per chi ama il suo lavoro. Si va in vacanza da qualcosa per scapparne".
E lei non scappa?
"Io sono costantemente in fuga da me stesso".
Perché non si piace?
"Diciamo che ho delle questioni, dei turbinii, dei seri dubbi e a volte non mi comprendo".
E allora canta?
"Allora suono, perché cantare viene dopo"».

Da "TRIBE GENERATION" n° 4 - Gennaio 1999

 

 

PAROLE IN BLU

La colonna sonora per la collana di poesia “In versi”: abbiamo fatto un lavoro di contaminazione, grazie ad Aldo Nove ed Elisabetta Sgarbi, curatori della nuova collana di poesia edita dalla Bompiani che pubblica giovani poeti, tra cui Ottonieri, Lo Russo, Lachlan Young. Un ‘idea valida, perché ha dato voce a giovani, e, coinvolgendoci come rock band, ha dato modo di attualizzare la poesia, portarla dove sembrava che fosse morta. Ho organizzato questa colonna sonora per le letture: ogni poeta leggeva la sua poesia e noi eseguivamo un brano di commento. Abbiamo scritto un brano ex novo, utilizzando versi scelti da tutte le poesie e da tutti i testi delle prefazioni, cercando di prendere frasi o versi in cui si parlasse di musica e poesia. L’ ho chiamato “Canone InVerso” come una nota opera di Bach, ma facendo... il verso al nome della collana Bompiani, “In versi”.

MUSICA E POESIA: sono due ambiti diversi. É importante per un musicista rock, genere che viene sempre considerato “di basso livello artistico”, che i suoni vengano contaminati dalla poesia. Cosa difficile. Perché sono ambiti distinti: nella poesia la parola è musica, nella musica la parola è il 50% di quest’uno. Spesso, se canti la parola poetica, le dai unicità di lettura, le provochi una perdita di senso, tenti di farla diventare ciò che lei non vuole. Un tempo la poesia era la musica, le due cose non erano distinte, e Aldo Nove vorrebbe tornare a questo. Il filosofo Sgalambro vede invece la fine oggi della poesia lirica, la vede come un vede, preferisce le parole come pietre. Ma, per la musica, sia pop che rock, non puoi pensare di basarti solo sulla poesia. La musica prende vitalità da altre cose, dalla strada, altre che dai libri.

IL NUOVO DISCO: voglio andare oltre la lingua. Mi piace molto l’idea di unire italiano e inglese. Ho scritto un’enormità di testi, almeno centocinquanta, sarà difficile scegliere. La parte inglese deve rappresentare il lato ironico della situazione. Battiato l’ha fatto in “La voce del padrone”. Io vorrei delle frasi che parlino di luoghi comuni, ma in inglese. Per sottolineare che generalmente il testo inglese è fatto di banalità. Vorrei una strofa che abbia una certa profondità in italiano, con un ritornello in inglese che invece sia lo svuotamento del significato.

IL LIBRO: le canzoni che non saranno nell’album... vorrei farne un libro. Come “L’antologia di Spoon River”, di Edgar Lee Master. Parla di una città della rivoluzione, a rivoluzione avvenuta¸e per ciascuna delle persone diverse che hanno fatto sì che questa avvenisse, scriverò una poesia. Ognuno, dal gradino più basso all’intellettuale, scrive una poesia sulla rivoluzione. É la fenomenologia della rivoluzione avvenuta. Ho già pensato a quella del musicista, si chiama “La musica in uno stato anarchico”. Che significa seguire le corde del proprio impulso. Anche se la musica è molto algebrica, ha le leggi dell’armonia o, se vuoi, quelle della gradevolezza radiofonica... Ma la musica allo stato anarchico è la musica degli individui.

Da “TRIBE GENERATION” n° 4 - Gennaio 1999

 


Morgan commenta alcuni dei passaggi più noti della letteratura italiana.

CHIARE, FRESCHE E DOLCI ACQUE – Francesco Petrarca
"Chiare e fresche e dolci acque ove le belle membra..."

Il poeta vagheggia la donna amata, Laura, attraverso le acque in cui si è bagnata. Poesie così oggi non potrebbero più essere composte, visto l'inquinamento dei corsi d'acqua.

"Chiare, fresche dolci... Sprite... Chiara fresca Sprite, accompagnata dal jingle della Sprite. Di questa poesia, mi piace che gli aggettivi iniziali siano tre. É un numero che ha grande valore, è il numero dell’asimmetria. Circa il resto... direi che è meno importante... poi è lunghissimo, avrei preferito che fosse più corto."


QUANT’É BELLA GIOVINEZZA – Lorenzo il Magnifico
"Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, del doman non c’è certezza..."

Riflessione agrodolce sulla brevità delle cose belle. Decisamente pragmatica. D'altronde, è stata composta da un uomo politico...

"Molto... leggiadra. Di Lorenzo il Magnifico, di Firenze... So soltanto i primi versi. Amo molto che in questo periodo le poesie non abbiano titolo, che questo sia rappresentato dai primi versi... A dire la verità più che le poesie di Lorenzo il Magnifico, amavo molto quelle del dolce stil novo, per il loro ideale di donna... che poi credo sia alla base del romanticismo, la mia grande illuminazione, il mio innamoramento letterario. Come colonna sonora... mmmhh direi "L’eretico", un pezzo dei Bluvertigo.


DIVINA COMMEDIA – Dante Alighieri
"Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura..."

Opera formato kolossal della nostra letteratura. Dentro c’è tutto: l’orrore, l’amore sublime, la politica, il delitto, la scienza, la filosofia. Se si potesse sceneggiare, il regista ideale sarebbe David Lynch.

"La divina Commedia? Sta alla letteratura come "Heroes" di Bowie sta all musica pop."


L’ORLANDO FURIOSO – Ludovico Ariosto
"Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le audaci imprese io canto..."

Incantevole delirio lisergico: avventure, viaggi fantastici, battaglie, amori sensuali, magie... Potrebbe ispirare un rave party.

"La colonna sonora è la sigla di "Beautiful"; perché l’Orlando Furioso è la soap opera della letteratura, soprattutto per la maniera in cui si passa da una scena all’altra..."


LA MORTE DI ERMENGARDA – Alessandro Manzoni
"Sparsa le trecce morbide sull’affannoso petto..."

Il poeta del buon senso. Pacato, misurato, condito da un profumo quieto che sa di sacrestia...

"Verso drammatico ma un pò troppo bigotto: ha poco di selvaggio. Manzoni non mi ha mai attratto. C’è anche una canzone in cui ho parlato male di Manzoni, "Vertigo Blu", dove dico che ci fanno sempre studiare queste vicende di sposi in riva al lago. Probabilmente la rivoluzione che ha attuato nella lingua è stata importante, ma resta troppo cattolico. Anche Bach era cattolico, ma con risultati artistici così diversi... Dunque Manzoni era troppo cattolico, ma non troppo per essere un mistico. Come colonna sonora il secondo tempo della "Patetica" di Beethoven.


MAESTRALE – Eugenio Montale
"S’è rifatta la calma nell’aria..."

Il poeta del dolore congelato. Perfetto e levigato come una statua di ghiaccio.

"Lo conosco poco. Le sue cose potrebbero essere quelle che il filosofo (e autore per Battiato) Sgalambro intende come "birignao". Non riuscirei a figurarmi le poesie di Montale cantate, se non considerando tutto ciò che non amo in una canzone. É L’anticanzone. Mi sento di bocciarlo, nonostante sia un grande maestro. Ma quando si scrive con quest’intenzione per la musica pop, si fa il vuoto. Usi parole come "anima", "uomo", parole profondissime ma che, se cantate in una canzone, danno il senso di una certa musica non messa a fuoco. Quando non sai bene qual’è il tuo contenuto, parli con larghezza di cose che potrebbero avere senso come non averlo. L’uomo... cosa vuoi dire: l’essere umano? Il maschio? Tutto è possibile... Preferisco le cose più nette, inequivocabili. Montale come poeta funziona, come autore pop no."




Tutti i diritti sono riservati - © 2010-2013 InArteMorgan.it - Copyright. - Contattaci.