Company Logo

Facebook Twitter Google+ YoTube Instagram 


Interviste di Morgan

Articoli su Morgan

Report Live di Morgan

Articoli sugli Album di Morgan

Interviste ed Interventi Radio di Morgan

Articoli ed Interviste di InArteMorgan.it

comunicati

 


201720162015201420132012 - 2011 - 2010 - 2009 - 2008 -

20072006 - 2005 - 2004 - 2003 - 2002 - 2001 - 2000 - 1999 - 1998 - 1997


 

 

Fonte: www.rockol.it/news-9378/Bluvertigo--Morgan-intervistato-da-Alain-Elkann

 

14 feb 1999 - Su "La Stampa" Alain Elkann intervista Morgan dei Bluvertigo nel suo salotto domenicale. Dal momento che la lettura risulta molto divertente (molto spesso per umorismo involontario), ve ne proponiamo un’ampia sintesi.
«Lei come ha capito di essere una rockstar? "Non l'ho mai capito. Però al liceo classico quando studiavo i poeti maledetti ho avuto dei sospetti. Ho individuato atteggiamenti da rockstar nei personaggi più carismatici della storia da Cristo a D'Annunzio".
Ma lei voleva fare il poeta?
"Forse il filosofo. Ma non sono stato capace, allora ho scelto una maniera più semplice di raggiungere la comunicazione".
Cos'è il "canone inverso"?
"Per Bach è il brano musicale che si può leggere anche al contrario. Nel mio caso è una canzone recente e inedita dei Bluvertigo che uscirà forse con un libro".
Battiato è il suo maestro?
"Sì, per quanto riguarda l'Italia e i testi italiano direi di sì, mentre per quanto riguarda l'estero il mio maestro è David Bowie".
Lei perché si tinge i capelli di un colore, poi li ritinge di un altro?
"E' una sorta di mascheramento protettivo, divertente e necessario".
Perché necessario?
"Perché ne sento l'urgenza, l'uopo. E' come se fosse conforme alle regole dell'ambito che frequento".
E che ambito frequenta?
"Quello della comunicazione, un'arte considerata spesso bassa e cioè la canzone. Per riuscire a cambiarne le regole bisogna comprenderle, frequentarle e modificarle".
Com'è nella vita privata?
"Sono divertente, non mi stanco di intrattenere amici e sono molto gioviale".
Come mai vive a Monza?
"Vivo con mia madre, una vita serena e non ho esigenze di andare altrove. Milano è vicina e Monza è molto meno caotica".
Che rapporto ha lei con il pubblico e con i concerti?
"Con il pubblico ho un rapporto conflittuale. Spesso mi accorgo che non hanno capito nulla".
Però lei ha successo?
"Per il momento. Le stelle sono a me favorevoli, ma devono cambiare e ci sarà una curva e lì finalmente alcuni misteri si sveleranno. Ho scritto una canzone nel 1993 che si chiamava ''Decadenze'' dove intendo dire che tutto comincia quando sta per finire".
Andrà a Sanremo?
"No, assolutamente no, perché non mi piace. Non mi stimola, non dà stimoli alla musica, alla cultura e si perde tempo. Spesso sono uscite cose ottime da Sanremo che non hanno fatto altro che confermare la mediocrità di quel palco. Ma trovo inutile parlarne male, basta non guardarlo".
Lei però è una grande minoranza in Italia...
"Non è vero. Fino a prova contraria nei nostri 170 concerti fatti quest'anno, se si calcola una media di 5000 persone a serata, si può fare un calcolo di quanti ragazzi antiSanremo esistono in Italia. Sono persone stanche della comunicazione del Grande Fratello: la tv, le riviste, la politica".
Ma lei legge?
"Sì, abbastanza. Testi di matematica, logica e filosofia. Voglio che quello che leggo sia importante. Leggo solo grandi romanzieri come Kafka, Hemingway o Schnitzler".
E quando gioca a tennis?
"Non più purtroppo. Al massimo due volte all'anno. A 14 anni stavo per diventare un classificato e vincevo tornei".
Allora perché non ha fatto il tennista?
"Perché forse il pianoforte rappresentava una sfida, essendoci gente molto più brava di me".
E le donne?
"Sono stupende".
Lei ne ha molte o ne ha una sola?
(Silenzio). Dopo una pausa: "Sarebbe come chiedere a un filosofo se è per l'uno o per il molteplice, questo è un quesito che rimane sempre aperto".
Quindi lei ha deciso di vivere con la mamma.
(Ride). "La vedo pochissimo".
Quante volte va dal parrucchiere?
"Faccio tutto io. Mi manipolo da solo. E' una specie di gioco. Ogni tanto è vero vado dal parrucchiere, per rilassarmi".
Perché si veste sempre di nero, non le sembra un po' banale, già visto?
"C'è chi sostiene che il male è banale".
Banalità per banalità, in vacanza lei va al mare o in montagna?
"Non vado in vacanza perché non so scegliere".
E cosa sa scegliere?
"So scegliere la velocità di un pezzo. Però per tornare alle vacanze forse la penso un po' come Adriano Celentano che sostiene che la vacanza non esiste per chi ama il suo lavoro. Si va in vacanza da qualcosa per scapparne".
E lei non scappa?
"Io sono costantemente in fuga da me stesso".
Perché non si piace?
"Diciamo che ho delle questioni, dei turbinii, dei seri dubbi e a volte non mi comprendo".
E allora canta?
"Allora suono, perché cantare viene dopo"».




Tutti i diritti sono riservati - © 2010-2013 InArteMorgan.it - Copyright. - Contattaci.