Company Logo

Facebook Twitter Google+ YoTube Instagram 


Interviste di Morgan

Articoli su Morgan

Report Live di Morgan

Articoli sugli Album di Morgan

Interviste ed Interventi Radio di Morgan

Articoli ed Interviste di InArteMorgan.it

comunicati

 


201720162015201420132012 - 2011 - 2010 - 2009 - 2008 -

20072006 - 2005 - 2004 - 2003 - 2002 - 2001 - 2000 - 1999 - 1998 - 1997


 

 

Da "TRIBE GENERATION" n° 4 - Gennaio 1999

 

 

PAROLE IN BLU

La colonna sonora per la collana di poesia “In versi”: abbiamo fatto un lavoro di contaminazione, grazie ad Aldo Nove ed Elisabetta Sgarbi, curatori della nuova collana di poesia edita dalla Bompiani che pubblica giovani poeti, tra cui Ottonieri, Lo Russo, Lachlan Young. Un ‘idea valida, perché ha dato voce a giovani, e, coinvolgendoci come rock band, ha dato modo di attualizzare la poesia, portarla dove sembrava che fosse morta. Ho organizzato questa colonna sonora per le letture: ogni poeta leggeva la sua poesia e noi eseguivamo un brano di commento. Abbiamo scritto un brano ex novo, utilizzando versi scelti da tutte le poesie e da tutti i testi delle prefazioni, cercando di prendere frasi o versi in cui si parlasse di musica e poesia. L’ ho chiamato “Canone InVerso” come una nota opera di Bach, ma facendo... il verso al nome della collana Bompiani, “In versi”.

MUSICA E POESIA: sono due ambiti diversi. É importante per un musicista rock, genere che viene sempre considerato “di basso livello artistico”, che i suoni vengano contaminati dalla poesia. Cosa difficile. Perché sono ambiti distinti: nella poesia la parola è musica, nella musica la parola è il 50% di quest’uno. Spesso, se canti la parola poetica, le dai unicità di lettura, le provochi una perdita di senso, tenti di farla diventare ciò che lei non vuole. Un tempo la poesia era la musica, le due cose non erano distinte, e Aldo Nove vorrebbe tornare a questo. Il filosofo Sgalambro vede invece la fine oggi della poesia lirica, la vede come un vede, preferisce le parole come pietre. Ma, per la musica, sia pop che rock, non puoi pensare di basarti solo sulla poesia. La musica prende vitalità da altre cose, dalla strada, altre che dai libri.

IL NUOVO DISCO: voglio andare oltre la lingua. Mi piace molto l’idea di unire italiano e inglese. Ho scritto un’enormità di testi, almeno centocinquanta, sarà difficile scegliere. La parte inglese deve rappresentare il lato ironico della situazione. Battiato l’ha fatto in “La voce del padrone”. Io vorrei delle frasi che parlino di luoghi comuni, ma in inglese. Per sottolineare che generalmente il testo inglese è fatto di banalità. Vorrei una strofa che abbia una certa profondità in italiano, con un ritornello in inglese che invece sia lo svuotamento del significato.

IL LIBRO: le canzoni che non saranno nell’album... vorrei farne un libro. Come “L’antologia di Spoon River”, di Edgar Lee Master. Parla di una città della rivoluzione, a rivoluzione avvenuta¸e per ciascuna delle persone diverse che hanno fatto sì che questa avvenisse, scriverò una poesia. Ognuno, dal gradino più basso all’intellettuale, scrive una poesia sulla rivoluzione. É la fenomenologia della rivoluzione avvenuta. Ho già pensato a quella del musicista, si chiama “La musica in uno stato anarchico”. Che significa seguire le corde del proprio impulso. Anche se la musica è molto algebrica, ha le leggi dell’armonia o, se vuoi, quelle della gradevolezza radiofonica... Ma la musica allo stato anarchico è la musica degli individui.




Tutti i diritti sono riservati - © 2010-2013 InArteMorgan.it - Copyright. - Contattaci.