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10 luglio 2014 - Da Brianza Rock Festival: Oggi abbiamo accompagnato Marco Castoldi, Inartemorgan, all'incontro con le Istituzioni Monzesi, Il Presidente Dario Allevi e il Sindaco Roberto Scanegatti. L'incontro è stato piacevole e le tante idee di Marco unite alla volontà da parte delle Amministrazioni di dare supporto e collaborazione alla nascita della CITTÀ DELLA MUSICA, ci riempiono di gioia. Vi terremo informati.

 

Aggiornamento del 20/07/2014 - In questi giorni siamo stati concentrati allo sviluppo del Business Plan relativo alla scuola di musica che Marco Castoldi, Inartemorgan, vuole realizzare.

Gli studi di Architettura Assostudio di Monza, Oda Oficina di Architettura di Cesano Maderno e R.M.Communication con la supervisione di Morgan sono quasi pronti, il 25 Luglio presenteranno una prima bozza al Sindaco di Monza.

Il progetto molto articolato, vuole creare una scuola che oltre che valorizzare e far crescere Musicisti dotati di talento puro, formi professionisti che possano trovare occupazione in tutti gli ambiti che riguardano la musica.

Abbiamo bisogno di imprenditori e professionisti che lavorano nel settore musicale che possano aiutarci e darci consigli utili alla realizzazione di questo meraviglioso progetto.

 

Se interessati scriveteci: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Con l'introduzione di Morgan arriva al cinema il 21, 22 e 23 luglio 2014 "Duran Duran: Unstaged by David Lynch", il docu-film distribuito da Woovie e presentato alla 66ª edizione del Festival di Cannes.
Guarda il trailer e scopri le sale su: www.woovie.it

 

Duran Duran: Unstaged by David Lynch - introduzione di Morgan

 

Trailer

Morgan Mika Victoria Cabello e Fedez giudici di X Factor 8

Sembrava un’altra tranquilla giornata di casting a Torino, e invece…

Mentre Alessandro Cattelan salutava la folla di aspiranti talenti accorsi per sostenere il provino che potrebbe cambiare per sempre le loro vite, abbiamo avuto tutti una sorpresa incredibile… Sono arrivati i giudici di X Factor 2014!

È ufficiale: Mika, Morgan, Fedez e Victoria Cabello siederanno al tavolo dei giudici durante #XF8! Spetterà a loro il compito di individuare, tra le migliaia e migliaia di aspiranti talenti che si sono presentati ai casting, la nuova popstar italiana del 2014.

Mika, che nella scorsa edizione ci ha fatti sognare e divertire con la sua personalità unica e il suo italiano speciale, tornerà a sedere al fianco di Morgan, vero e proprio campione in carica di X Factor. La prima new entry che affiancherà questo duo già affiatato sarà Fedez. Il giovanissimo rapper ci aveva colpiti durante le audizioni di #XF7, dimostrando competenza e fiuto per il talento. Ora è pronto per mettere le sue conoscenze e il suo stile unico al servizio di X Factor 2014, un’edizione dedicata a qualsiasi genere musicale! L’altra grande novità sarà rappresentata da Victoria Cabello. Fin dagli esordi, la nostra Vicky respira musica. La sua lunga esperienza come veejay le ha permesso di scoprire, incontrare e ascoltare tutte le più grandi star dei nostri tempi. La sua cultura la aiuterà sicuramente a individuare e formare la nuova stella della musica italiana!

 

Siete pronti per un’edizione senza precedenti? #XF8 è appena cominciato!

Zero; non è il Punto di Non Arrivo ma Il Nucleo della Complicità

 

La Sua Dimensione è il palco; qui si ritroveranno Marco “Morgan” Castoldi, Andy Fluon, Sergio Carnevale, Livio Magnini e Marco Pancaldi… Già, perché questa non è una banale reunion ma un’Ebbrezza Totale che va a coinvolgere non solo i quattro artisti che fedeli a un’Ideaplatonica hanno condiviso un’avventura che ha generato tre album (Acidi e Basi – Metallo non Metallo – Zero) e un best of (Pop Tools) ma anche Marco Pancaldi che fu presente in maniera più che attiva agli albori di queste Altre Forme di Vita che fecero capire al pubblico e alla critica italiana (e non) che nell’arte non vi è Niente X Scontato.

Tutto è partito dal Velvet Club di Rimini, dove il 4 Aprile 2014 sotto inevitabili Cieli Neri i Bluvertigo hanno commemorato Thomas Balsamini; come nelle tradizioni che attingono ai Culti Pagani del nord Europa, immediatamente le Troppe Emozioni hanno preso il posto di una triste Decadenza e i BLUVERTIGO hanno capito che c’è ancora voglia ed energia per rivedere e far rivivere (Le arti Dei) Miscugli.

Forse li vedrete arrivare con un furgone rosso (guidato da Matteo o da Lorenzo) che potrebbe sembrare Fuori Dal Tempo; forse canteranno brani inaspettati; di certo li sentirete ricreare quasi Sovrappensiero una delle poche cose che Salvaluomo: la musica, vitale e inebriante più di quanto poeti e letterati abbiano mai trovato nel L’Assenzio.

 

Non un Tour ma un FASTOUR quello dei BLUVERTIGO con pochi e selezionati eventi.

Le date live del fastour dei Bluvertigo sono indicate qui: www.inartemorgan.it/live-eventi

 

On stage:

- Marco “Morgan” Castoldi: voce, basso

- Andy Fluon: tastiere, sax, voce

- Sergio Carnevale: batteria

- Livio Magnini: chitarre

- Marco Pancaldi: chitarre

- Daniele Mhz Dupuis: theremin, basso, tastiere

 

Back stage:

- Lorenzo Caperchi: sound system

- Matteo Dolla: stage sound system

 

Mescal Booking: Dario Guglielmetti / 335. 80 59 072 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Bluvertigo live

 

Fonte: mescalmusic.com

Intervista a Gabriele Russo, regista dello spettacolo teatrale "Arancia Meccanica", in scena dal 1 aprile 2014 al Teatro Bellini di Napoli

 

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Fonte: La Repubblica ed.Napoli - 30 marzo 2014

Dall'1 al 13 aprile 2014

Teatro Bellini - Teatro Stabile di Napoli

ARANCIA MECCANICA

scritto da Anthony Burgess

regia Gabriele Russo

musiche Morgan

scene Roberto Crea

Costumi Chiara Aversano

Luci Salvatore Palladino

 

arancia meccanica teatro bellini napoli locandina

 

Morgan presenzierà alla prima dell'1 aprile 2014

 

 

«Ho deciso di fare il delinquente

e odiare gli oziosi passatempi di questa nostra età.»

Riccardo III


Arancia meccanica rappresenta uno dei romanzi distopici meglio rappresentativi nel suo genere, non meno visionario e lungimirante di un altro classico come 1984 di Orwell, con cui, in modo non casuale, esistono diverse convergenze.

A distanza di 51 anni dalla prima pubblicazione del romanzo ci si rende conto di quanto Burgess avesse saputo guardare anche oltre il suo tempo,
presagendo, attraverso la storia di Alex e dei suoi amici Drughi, una società sempre più incline al controllo delle coscienze ed all'indottrinamento di un "pensiero unico". Se negli anni sessanta quei temi stavano appena
cominciando a diventare materia di argomento e riflessione oggi siamo tutti molto più consapevoli del tentativo di controllo delle coscienze a cui noi tutti siamo sottoposti.
L'opera ha favorito delle domande, la libertà di scelta è davvero così importante? E a questo proposito, l'uomo è davvero capace di scegliere? E ancora: la parola libeltà significa qualcosa di preciso? Ed in particolare, è meglio essere malvagi per propria scelta o essere retti ed onesti grazie ad un lavaggio scientifico del cervello?
Il film di Kubrick del 1971, ha saputo tradurre perfettamente il mondo descritto da Burgess, facendo della versione cinematografica di Arancia Meccanica un caposaldo della cinematografia di tutti i tempi. Un film che ha lasciato un segno tale da scoraggiare l'idea di una messinscena.
Tuttavia, quando ho letto l'adattamento che lo stesso Burgess ha elaborato a suo tempo per il teatro, sono rimasto sorpreso e coinvolto dalla sua completa autonomia drammaturgica.
Nella prima parte al linguaggio originale e caratterizzante dei 4 drughi, si alternano canzoni in versi corredate di libretto e spartito scritto dallo stesso Burgess, aspetto che almeno nella struttura se non nel contenuto mi ha fatto pensare ad un testo brechtiano.
Trovando nella parte musicale uno degli elementi distintivi dell'opera, è stato naturale pensare ad un musicista fuori dagli schemi, prorompente ed originale, un musicista che in qualche modo somigliasse ad Arancia Meccanica, Marco Castoldi in arte Morgan.


Così come nel romanzo la storia viene raccontata in prima persona da Alex, il capo carismatico dei Drughi, nella messinscena tutto sarà vissuto come se ci trovassimo in un suo incubo.
Ragion per cui, visioni, musiche, ritmo saranno scanditi dal sentire del protagonista.
La scena sarà una scatola nera al cui interno si materializzeranno le visioni di Alex, installazioni di arte contemporanea che si autodistruggeranno nella scena successiva. Un mondo rarefatto e onirico in cui però avvengono cose reali. In cui ad una causa corrisponde sempre un effetto.
In tal senso sarà interessante indagare e chiedersi quanto sia possibile l'idea del male assoluto, del male come fine a se stesso, come puro godimento. Non a caso lo stesso Burgess descrivendo Alex lo paragona a Riccardo III.
Questo sta a significare che non ci sono cause reali a giustificare la violenza perpetrata da Alex, e Kubrick stesso ha scelto questa strada.
I costumi dei drughi non guarderanno ad un possibile futuro, ma saranno più vicini all'immagine ed i simboli dei ragazzi di oggi, così da cercare un rapporto empatico più immediato ed inquietante con lo spettatore.

Con Tommaso Spinelli abbiamo curato la tradizione del testo rimanendo fedeli il più possibile alle originarie intenzioni di Burgess.
Il lavoro più duro ha riguardato la trasposizione del linguaggio dei drughi, il Nadsat inventato dallo stesso autore, uno slang inglese con influenze russe.
Per non perdere lo straniamento oltre che la violenza che questa parlata ha il potere di trasmettere abbiamo lavorato sui singoli termini con attenzione scrupolosa, in qualche caso confrontandoci con la generazione dei nostri 18enni avvezza all'utilizzo di un linguaggio che crei identità.

La sottile linea di confine fra bene e male, il rapporto fra vittima e carnefice, la connessione fra la violenza del singolo individuo e quella della società saranno i temi che vorrò portare in evidenza.


Gabriele Russo

 

 


 

 

Scene di Roberto Crea

Arancia Meccanica - Teatro Bellini di Napoli

 

Arancia Meccanica - Teatro Bellini di Napoli

 

Arancia Meccanica - Teatro Bellini di Napoli

 

Arancia Meccanica - Teatro Bellini di Napoli

 

 

Arancia Meccanica - Teatro Bellini di Napoli

 


 

Costumi di Chiara Aversano

 Arancia Meccanica - Teatro Bellini di Napoli

 

Arancia Meccanica - Teatro Bellini di Napoli

  


 

 

Orario Spettacoli: ore 21:00 - domenica ore 17:30;

 

Bigliettida euro 12,00 a euro 30,00

maggiori info: www.teatrobellini.it/biglietteria/prezzi-biglietti

 

Acquista online

Azzurro Service: www.azzurroservice.net/biglietti/arancia-meccanica/#.Uv07gPl5N8E

 

Biglietti acquistabili presso botteghino del teatro:

tel. 081/5499688

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Orari: dal lunedì al sabato: ore 10:30-13:30 e 16:00-19:00

domenica: ore 10:30-13:00 e un'ora prima degli spettacoli.

 

 

Altri punti vendita:

www.azzurroservice.net/biglietti/arancia-meccanica/#.Uv07gPl5N8E

 

Sito del Teatro: www.teatrobellini.it
Facebook: www.facebook.com/TeatrobellinidiNapoli
Instagram: teatrobellini
Twitter: @TeatroBellini

 

 


 

Arancia meccanica, pubblicato anche come Un'arancia ad orologeria (A Clockwork Orange), è un romanzo fantapolitico di Anthony Burgess del 1962. Riadattato per il grande schermo, Stanley Kubrick trasse la celeberrima versione cinematografica Arancia meccanica che uscì negli Usa nel 1971 e nel resto del mondo nel 1972.

È il protagonista medesimo, in prima persona, a narrare la propria storia, fornendone un'apparente prospettiva assimilabile ad una fonte erronea ed inaffidabile. Alex non tenta mai di avanzare giustificazioni per le proprie azioni, trasmettendo un'istintiva idea della propria (supposta) buona fede. Un narratore tanto "improbabile", dovrebbe evocare nel lettore un senso di pietà per il ciclo infinito di sofferenze, che egli descrive come fossero "ingiuste" disgrazie che lo colpiscono. La sua tecnica è efficace in quanto riferisce in modo facile situazioni che facili certo non sono.
Ambientato in un futuro distopico, il romanzo si apre con la presentazione del protagonista Alex, che con i membri della sua banda, Pete, Georgie e Bamba, vagabonda per le strade di notte, compiendo delitti per divertimento. Alex è intelligente e sa esprimersi in modo appropriato, ama la musica classica (soprattutto Ludwig Van Beethoven) ed è sicuramente più colto della media dei quindicenni. Solo, come abbiamo visto, si diletta nel delinquere e nel commettere atti di violenza sessuale, offrendone al lettore una descrizione sconcertante per la sua apparente "innocenza".
Dopo svariate malefatte (tra cui lo stupro della moglie di uno scrittore) ed in seguito catturato a seguito dell'omicidio di una vecchia signora, Alex riporta una condanna a 14 anni di reclusione per omicidio. Il carcere non cambia di certo la natura di Alex, il quale punta sulla buona condotta per tentare di migliorare la sua situazione (e magari farsi ridurre la pena); a tal proposito frequenta la biblioteca del carcere e si ingrazia il cappellano del carcere. Durante questo periodo viene a conoscenza di un trattamento sperimentale (la cura Ludovico) per la "redenzione" dei malfattori abituali "per tendenza innata". Sebbene il cappellano ed il direttore del carcere siano contrari a questo metodo, la situazione politica viene incontro ad Alex che riesce ad ottenere l'appoggio di un politico senza scrupoli per proporsi quale cavia per il trattamento, allettato dalla promessa di acquisire, a seguito della "cura", la libertà personale perduta a causa della condanna...




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