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  • Consideriamo il singolo, l’individuo la fonte del valore originario, non la sua vita. Non le vite nella loro immanenza e nella loro potenza ma, la Vita come valore ideale ed astratto. L’individuo non è diviso al suo interno e nello stesso tempo non con-divide la sua vita con gli altri.

     

  • Pensiamo che l’attenzione per gli altri non sia una virtù e la gentilezza, di conseguenza, la forma più lontana di espressione di qualsiasi virtù.

 

  • Riteniamo che l’onore non sia un bene prezioso, ad esso possiamo rinunciare e comunque il sentimento di vergogna è un buon sintomo della assenza di valori morali.

 

  • Non valutiamo l’umiliazione volontaria uno scandalo per l’umano, ma un beneficio per la società.

 

  • Consideriamo l’interesse gratuito per i meno economicamente interessanti meno interessante del suo contrario. Pretendiamo inoltre che gli interessi abbiano pretese ma non si diano ragioni di essere. Dare ragioni ai propri interessi significa infatti renderli incompatibili con gli altrui.

 

  • Odiamo misurare la potenza di qualcuno con la capacità che esso ha di favorire la potenza degli altri, e non misuriamo la bellezza delle cose con la capacità che esse hanno di generare altra bellezza.

 

  • Appoggiamo l’idea ingannevole che la sicurezza sia un diritto, il che avvalora il controsenso di una vita sicura – la vita lo deve essere di diritto – e affermiamo piuttosto la sicurezza come un bene che non richiede il massimo di tutela.

 

  • Non conosciamo la violenza che abita l’umano e tuttavia intendiamo concederle spazi agevoli di esercizio.

 

  • Consideriamo l’ignoranza fonte di gioia e il sapere fonte di tristezza e dunque la tristezza ci dà gioia e la gioia ci fa tristezza.

 

  • Ignoriamo del nostro e dell’altrui dolore così rifiutiamo il nostro e non ci commuoviamo dell’altrui.

 

  • Rifiutiamo di considerare come modello di riferimento e come tramite del confronto fra le diverse culture la Poesia in quanto forma più povera di spiritualità di ogni comunità.

 

  • Non siamo e non vogliamo continuare ad essere Concordi, e per noi significa lottare singolarmente attraverso un cuore che batte secondo i ritmi dell'Istinto.

 

Sito: www.concordi.org

 

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Verrà ufficialmente presentato oggi a Milano il Manifesto dei Concordi, una formazione che nasce allo scopo di contrastare il degrado della società italiana in tutti i suoi aspetti.

A varare il Manifesto un gruppo, nato durante la defunta Era Glaciale di Daria Bignardi, formato tra gli altri da Morgan, Stefano Bonaga, Margherita Hack e Mimmo Calopresti che si ripromettono 'di affermare e promuovere una linea di stile di vita abbastanza robusta da resistere a tali standard e al limite abbastanza potente da contenderne la prevalenza'.

I Concordi infatti, come si legge sul loro Manifesto, rifiutano la standardizzazione e il livellamento verso il basso della cultura e della società italiana ma soprattutto puntano a rivalutare 'non il singolo, non l’individuo la fonte del valore originario, ma la sua vita' nella consapevolezza che 'l’attenzione per gli altri' è 'una virtù e la gentilezza la forma più semplice di espressione di tale virtù'.

Il Manifesto esplicita la filosofia sottostante all'azione dei Concordi, che si dichiarano completamente contrari al 'degrado profondo della grammatica di base' che in Italia 'sta disarmando la pratica dell’argomentazione a favore di meccanismi alternativamente suadenti o aggressivi di seduzione e manipolazione'.

Un Manifesto che usa le parole come alta forma di espressione ma che per questo motivo risulta ostico alla maggior parte della comunità civile: in attesa di saperne qualcosa di più, chiedersi se non fosse più corretto sfruttare la potenza della semplicità per comunicare un'idea potenzialmente vincente è lecito.

 

Fonte: magazine.excite.it

 

 

Morgan si Consoli, così è L'Italia

 

Difenderei Morgan a spada tratta. Anche gli ansiolitici possono essere un veleno pesante, e molti sono i veleni legalizzati. Anche il cibo può esserlo, e tra i più letali». Da queste parole non si evince se Carmen Consoli sia felice o no.

 


Carmen ConsoliDi certo non è confusa: «Morgan non è mai stato un esempio negativo per i giovani. È un bravo musicista, molto colto, profondo conoscitore di Bach. Lavora coi giovani. Ciò che gli è capitato è specchio della nostra società, molto borghese, amante delle maschere ».

PARLA DI MASCHERE la cantantessa catanese che Pirandello ce l'ha nel sangue, impegnata nell'Eletra Tour che prende il nome dal suo ultimo album e che la porterà lunedì a Cagliari e a seguire a Sassari, Torino, Verona, Milano, Palermo e Napoli.

«La cocaina - continua - è un problema di molti e non solo di comodi capri espiatori. Sul palco di Sanremo credo salgano non pochi consumatori abituali. Il Festival può farsi moralizzatore? Non credo. E la Rai in quanto Rai se portasse avanti tale missione non dovrebbe mandare in onda il novanta per cento dei politici». All'Ariston tornerebbe volentieri, magari tra gli ospiti: «Non ho mai rinnegato il Festival, è una vetrina unica.

Ci tornerei - puntualizza - con pezzi della tradizione italiana, Tenco oppure Endrigo». Da sempre lettrice onnivora, anche stavolta Carmen ha ceduto al fascino del mito, di quell'Elettra che un illustre critico definì grande lottatrice: «Elettra ha molte maschere, in quel caso indosserebbe quella di Minerva (dea della guerra, ndr). Ma è anche una flaccida osservatrice di ciò che le accade intorno, del gossip di allora. Ed è anche una figlia infatuata dal padre. Caleidoscopica Elettra».

L'abbondanza delle parole nei testi di una canzone non sempre va d'accordo con le necessità metriche, anche se Carmen sembra da tempo aver trovato la ricetta giusta: «Adoro la lingua italiana, credo riesca a esprimere bene il mio mondo interiore. Anche se spesso capiscono meglio l'intenzione dei miei brani a New York piuttosto che in Italia: il che vuol dire che la parola non è tutto.

Rimane un modello - spiega - il De Andrè de La guerra di Piero, il quale vede l'uomo che aveva il tuo stesso identico umore ma la divisa di un altro colore. In una semplice rima tutto il senso della guerra ». Mira in alto Carmen, nonostante i modelli proposti (o imposti) dalla nostra società a suo parere ricordino di più l'Orwell di 1984, dove vigeva lo slogan l'ignoranza è forza. Eppure l'unica remota speranza, come dice un verso di Non molto lontano da qui - hit dell'album insieme a Mandaci Una Cartolina dedicata al papà di recente scomparso - sta nella conoscenza: «È l'unica nostra salvezza, da questo governo e dai prossimi venturi. L'italiano tende in genere ad accontentarsi, dicendo basta che non tocchino me. Ma anche questa è omertà. E non accade solo in Sicilia»

 

Fonte: riminibeach.it - Il Bologna di Giam Bernardo

 

 

L'artista felice e anche un po' commosso al termine dello spottacolo

A Pisa la notte più lunga di Morgan

Il primo concerto dopo le frasi sulla droga e l'esclusione da Sanremo

 

 

Morgan a Porta a Porta (2010)PISA – Nella notte più lunga, quella del «grande ritardo» e dell’«esame dei fan», Morgan non si smarrisce. Riesce a dribblare cronisti e paparazzi impertinenti, curiosi petulanti e, passando da un’entrata secondaria, evita persino una contestazione dei contro-fan. O meglio una rappresentanza dei fan pisani di Vasco Rossi, che in più di quattromila hanno organizzato un gruppo su Facebook, e ora vogliono testimoniare la loro rabbia composta contro Marco Castoldi (in arte Morgan, appunto) dopo le sue dichiarazioni sulla «violenza che si respira ai concerti di Vasco» e, dicono loro, apprezzamenti sprezzanti anche sul popolo del cantautore di Zocca. I contestatori, per la verità molto urbani, si piazzano davanti alla «porta degli artisti» sul retro del Teatro Verdi, aspettano la fine di Porta a Porta trasmissione tv che per prima ha catturato Morgan dopo l’outing e la cacciata da Sanremo e soprattutto l’arrivo del "nemico". Che vogliono accogliere con un grande striscione tipo stadio, ma dal sapore vagamente pedagogico, con su scritto «Morgan, Vasco e i suoi fan possono educarti».

«SCUSATE, SONO STATO DA VESPA» - Non riusciranno a vedere dal vivo il giudice più amato di X-Factor, i seguaci di Rossi e non sanno neppure che Vasco ha appena inviato al suo «rivale» un messaggio di solidarietà: «Mi sei ancora più simpatico». Rischiano di rimanere a secco anche i fan veri che hanno riempito il Verdi, perché nel primo spettacolo dopo il "crack" di Sanremo, Morgan riesce ad arrivare faticosamente (qualcuno racconta che andava a 220 in autostrada ma forse è una leggenda metropolitana) con un ritardo di due ore e inizia lo spettacolo (bello e originale come sempre) in una nuvola di fumo arrabbiato (dice lui) come mai. «Ho chiesto ai grisù, ai vigili del fuoco del teatro, di fare un’eccezione con le sigarette. Gli ho detto che è una trovata scenica, ma così mi calmo». Mentre lui, grazie a un effetto del computer, fa finta di accordare il pianoforte a coda, dalla platea una ragazza gli grida: «Morgan, sei in anticipo». E lui, con un vocione rauco, si scusa in inglese. «I’m sorry». E poi dice di essere stato da Vespa e «sapete che lui è un po’ lento».

 

VELATI ACCENNI - Reinterpretando successi degli Anni Sessanta, racconta la sua impresa con la macchina lanciata in autostrada per raggiungere Pisa dopo la registrazione pomeridiana di Porta a Porta e qualche velato accenno alla sua disavventura. Nel foyer del teatro, prima del concerto, il popolo di Morgan aveva discusso le gesta del "mitico". Valentina: «La droga? È un suo problema personale, lui non ha mai fatto l’apologia del tossico». Francesco: «Assolto? Non c’è neppure il processo». La lunga notte di Pisa finisce con un applauso liberatorio e con un Morgan stanchissimo, felice e anche un po’ commosso. Lo spettacolo può continuare.

 

Marco Gasperetti

 

Fonte: corriere.it

Morgan a Porta a Porta (2010)Morgan dopo le dichiarazioni a Max sull'uso della droga, a Porta a Porta ha ammesso i suoi errori ed ha annunciato che non vuole più andare all'Ariston. Il vertice Rai definisce "irrevocabile" la decisione del direttore di Raiuno Mauro Mazza e del dg Mauro Masi di escludere l'artista dalla gara. Chi lo sostituirà? Potrebbe anche non subentrare nessun'altro al suo posto. Da non escludere l'ipotesi della presenza di Morgan all'Ariston come ospite.

Dunque resta irrisolto il problema di chi sostituirà il cantante. ''Ne stiamo discutendo in queste ore, una decisione finale spetta al direttore artistico Giammarco Mazzi", dice Mazza. E il vicedirettore generale della Rai, Antonio Marano, aggiunge: "Potremmo anche non sostituire Morgan affatto, ma è Mazzi che decide".

Dalla parte di Morgan  si schiera il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: "Certamente  ha dato un cattivo insegnamento, ha sbagliato, ma non possiamo massacrarlo. Dobbiamo dargli una possibilità come tutti quelli che hanno sbagliato e ai quali va data un'altra occasione". Pupo si augura ancora di vedere Morgan al Festival: "Spero che venga riammesso". Al cantante anche la solidarietà di Vasco Rossi che in un messaggio gli ha scritto: "Mi sei ancora più simpatico".

“Conosco Morgan da abbastanza tempo per poter dire che non si tratta soltanto di un musicista bravo quanto altri possono esserlo, ma di un artista raro e prezioso, inciampato certamente in alcune dichiarazioni inopportune e infelici. - ha dichiarato Ivano Fossati - Se chi ne parla e lo giudica avesse una più precisa idea della sua portata musicale e artistica, lo guarderebbe con altri occhi e comprenderebbe forse meglio i suoi sbandamenti e il suo essere indifeso. Ho visto Morgan con i miei occhi suonare e poi spiegare frammenti della musica di Rachmaninov a migliaia di ragazzi a bocca aperta durante un suo concerto estivo e mi domando se questo può essere un cattivo maestro. Forse la sua riammissione al Festival di Sanremo porterebbe migliori risultati che non il suo allontanamento”.

Anche Claudia Mori conferma il suo appoggio al  giudice di X Factor: "Non si può trattare un artista in questa maniera, non si butta il mostro in prima pagina". E Livia Turco del Pd si augura che "la Rai riconsideri la scelta di non invitarlo a Sanremo", mentre il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, rimane ferma sull'idea che il cantante "abbia avuto un approccio troppo leggero su un tema troppo pesante".

Dopo aver ribadito le sue preoccupazioni per la figlia, nel salotto di Vespa Morgan sottolinea: "Sono una persona onesta e pulita nell'anima. Non ho problemi a dichiarare la mia debolezza perché so vincere, so combattere e stare al mondo". Non nasconde anche di aver iniziato un percorso di cura due anni fa e di avere un tentativo in Italia di terapia del sonno in una clinica vicino alla Svizzera, ma "questo è il modo sbagliato di risolvere il problema. Non si passa da una sostanza a un'altra sostanza tossica. Lì ti facevano dormire una settimana pieno di psicofarmaci. La cosa giusta è la psicoterapia, uno psichiatra mi aveva detto le prescriverei cocaina perché fa meno male di certi farmaci".

A fine puntata, Morgan con gli occhi un po' lucidi dice di essere vittima di se stesso e dei suoi errori: "Se la Rai ha deciso di non farmi fare Sanremo per ragioni che non condivido le subisco. Se mi avessero dato la possibilita' avrei dimostrato che non faccio l'apologia della droga, ma che sono un musicista appassionato".

Fonte: tgcom24

Marco Castoldi nasce con il pallino della musica: a sei anni suona la chitarra e a otto il pianoforte. La mamma è maestra elementare, il padre un artigiano del settore mobiliere che muore suicida quando il figlio ha sedici anni, trauma a cui Morgan imputerà i suoi problemi depressivi.

Passa dall’amore per la musica classica ad una sbornia per il pop sintetico in pieni anni Ottanta, quando si fa comprare un sintetizzatore e già nel 1987, a soli quindici anni, realizza le sue prime due autoproduzioni su cassetta con lo pseudonimo di Markooper.

 

«IODIO», IL PRIMO SINGOLO

È del 1986 l’unione artistica con Andy, futuro compare dei Bluvertigo. La band dandy votata al pop elettronico nasce nel 1991 ma è solo nel 1994 che da alle stampe il primo singolo, Iodio e partecipa al Festival di Sanremo sezione giovani proposte senza riuscire a passare la prima selezione (andrà peggio al Sanremo del 2001 quando si piazzeranno ad un glorioso ultimo posto). Il primo disco del gruppo, Acidi e basi e il secondo Metallo non metallo (del 1997) sono accolti molto bene dalla critica ma dopo altre due prove il gruppo comincia a sfaldarsi.

 

IL FILM CON ASIA

Morgan comincia poco più tardi la sua carriera solista benedetto dalla vincita nel 2003 del Premio Tenco con l’album Canzoni dell'appartamento, si occupa di colonne sonore (compreso il film Ingannevole è il cuore più di ogni cosa diretto dalla compagna Asia Argento), appare di tanto in tanto in televisione, fa parlare di se per il burrascoso rapporto con la Argento, fa uscire lo splendido “remake” di Non al denaro, non all'amore né al cielo di Fabrizio De André.

 

DOPO DE ANDRÉ

Con il tempo emerge il suo interesse per la stagione musicale italiana dei vari Tenco, Bindi, Paoli, Endrigo, e il suo nuovo personaggio, sempre più “televisivo” e sempre meno “musicale” (anche se rimangono leggendarie le sue performance nel back stage del premio Tenco, tra le tante). X Factor lo incorona. Oggi Sanremo lo crocifigge.

 

Si.bo.

 

 


 

 

Gli altri casi

Da Bobby Solo alla Berté

gli esclusi eccellenti

Da Bobby Solo a Morgan, nella storia del festival di Sanremo sono state diverse le esclusioni eccellenti. È del 1964 l'esclusione di un giovanissimo Bobby Solo, eliminato dalla gara per una laringite, canta «Una lacrima sul viso» in playback. Tra quelli rimasti fuori perché i brani non sono inediti ecco Patty Pravo, nell’87: la sua «Pigramente signora» è una copia di «To The Morning» di Dan Fogelberg. Anche Jo Squillo viene esclusa alla vigilia del festival perché la sua «Me gusta il movimiento» era stata accennata in un concerto. Poi tocca anche Gerardina Trovato, Silvia Contie LoredanaBertècon «Musica eParole».

 

 


 

Morgan Dixit/3

«Il fatto che me ne vada da X-Factor alla fine toglierà un peso di dosso a tutti. La tv è fatta da gente cattiva. Tipo la De Filippi... Cattiveria intesa come sete di potere, di numeri, di soldi e pubblicità. Un capitalismo sfrenato che ha perso di vista qualsiasi senso dell’esistere».

 

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