Company Logo

Facebook Twitter YoTube Instagram 


Interviste di Morgan

Articoli su Morgan

Report Live di Morgan

Articoli sugli Album di Morgan

Interviste ed Interventi Radio di Morgan

Articoli ed Interviste di InArteMorgan.it

comunicati

 


20172016 - 2015 - 20142013 - 2012 - 2011 - 2010 - 2009 - 2008 - 2007 - 2006 - 2005 - 2004 - 2003 - 1998


 

 

Dalla Pagina Facebook di Carlo Carcano:

 

Tournée con certo Morgan:

la data del 4 SETTEMBRE al teatro romano di VERONA è stata CANCELLATA. Che si sappia il motivo: il sindaco Flavio Tosi ha messo il veto, non vuole Morgan. La rabbia è profonda. Ma a chi giova? Che ignoranza, che mancanza di coraggio, che politica piccolina.

Probabilmente la data sarà recuperata altrove.
Noi continuiamo a fare cose belle.

 

Franco BattiatoVIAREGGIO
Arriva Franco Battiato nel salotto pomeridiano della prima giornata del Festival Gaber, e perfino l'inarginabile Morgan si mette un poco in sordina. Si scatenerà poi nella notte, sul palco, duettando con lui in «Te lo leggo negli occhi» di Sergio Endrigo, e affrontando da solo «I mostri che abbiamo dentro» e «Non insegnate ai bambini» dell'ultimo Gaber, che sembra raccogliere le problematiche personali del sempre amatissimo ex giudice di X-Factor.  Quando invita Battiato a tornare in scena, questi gli fa un gran complimento: "Morgan non è una fotocopia degli americani o degli inglesi, ma un cervello autonomo e fa piacere sentirlo". Il più giovane è scatenato, nella notte, con una fortissima carica musicale e umana, perso fra tastiera, I-Pad, computer, fogli con i testi scompigliati dal vento.

Consapevole di esserne un punto di riferimento, nel salotto pomeridiano Battiato accarezza Morgan con sguardo affettuoso, prima di tuffarsi in ricordi gaberiani tutt'altro che formali.

Seduto accanto alla vedova Gaber, la senatrice Ombretta Colli, che in un tempo lontano era cantante e showgirl di verve e ironia, l'artista siciliano ricorda i primi Sessanta, quando era il chitarrista nel gruppo che con lei girava le balere di Lombardia e Piemonte. Glielo aveva chiesto Giorgio in persona: «Lo avevo conosciuto al Club '84 dove mi esibivo, punto di riferimento di una certa Milano e culla di tutti i grandi del cabaret, da Cochi e Renato in là. Mi invitò ad andarlo a trovare, nacque un'amicizia, fu il mio primo produttore, nel 45 giri "La Torre"». Dai tour nelle balere, emergono ricordi di una Colli a dir poco pugnace: «Poiché Ombretta aveva belle gambe, Giorgio le consigliò una minigonna, che andava molto di moda. Una sera, mentre suonavo, ho visto sotto il palco un tipo afflosciarsi a terra. Ho chiesto a Ombretta che cosa fosse successo, e lei: "Mi guardava sotto la gonna, gli ho dato una microfonata in testa"».

Così il sorriso irrompe nella celebrazione, sgravandola da poco gaberiani toni solenni. Nella delicata questione della gestione della memoria, la Fondazione Gaber è sempre al numero uno, per la capacità di radunare al Festival del teatro-canzone di Viareggio, arrivato alla sesta edizione, personalità in grado di valorizzare il repertorio sterminato e sempre sorprendente dell'artista scomparso, alternando momenti umoristici come «La strana famiglia» di Enzo Iacchetti con Paolo Rossi con episodi ad alto tasso di riflessione come «La parola io», inedita dal vivo, che ieri sera Battiato ha rovesciato pianamente sul pubblico, con i suoi interrogativi così contemporanei: «Io sono sempre presente/Son disposto a qualsiasi bassezza/Per sentirmi importante...».

Le strade artistiche dei due si divisero verso i '70, quando Gaber abbandonò la canzone per i suoi esperimenti teatrali (e Battiato fu l'arrangiatore di «Polli D'Allevamento» nel '78), mentre il compositore s'imbarcò negli amati sperimentalismi: «Avevo avuto un successino con 100 mila copie vendute di "E' l'amore". Entrai in crisi, andai a Londra, comprai due sintetizzatori e produssi "Foetus"», ricorda Battiato. Che si appresta alla scrittura di un'opera su Bernardino Telesio commissionata dal Teatro di Cosenza, e lavora al suo film su Haendel. Moto perpetuo, per rimanere se stessi? «Non bisogna proprio restare se stessi - dice - ma darsi altri traguardi, anche apparentemente inutili, e rinnovarsi con la disciplina. Non faccio mai vacanze, non capisco l'ozio per l'ozio: il riposo sì, è un'altra cosa».

Ieri sul palco, presentati come sempre da Iacchetti (che nel pomeriggio indossava una maglietta con scritto "W l'Inter" e a capo "cettazione"), con canzoni di Gaber pure un non abbastanza ironico Marco Morandi figlio di Gianni, Paola Turci bravissima, e Paolo Rossi in un testo che ricordava la tragedia di Viareggio, vissuta in prima persona da un treno dov'era fermo in stazione; e Dalia Gaber ha ricevuto dal Sindaco sul palco la cittadinanza onoraria della città, dopo il commosso memorial al Festival 2009, poche settimane dopo la strage.

 

Fonte: lastampa.it

 

24-07-2010 / Foto / Gianluca Testa

VIAREGGIO (Lucca), 24 luglio - "W l'Inter-cettazione". Così era scritto sulla maglietta (ironica) di Enzo Iacchetti. Lui, solido presentatore del Festival Gaber, è arrivato all'Hotel Principe di Piemonte per la presentazione della prima serata. "Del resto mi vesto bene solo per Striscia la notizia e per le due serate del festival" ha detto. Insieme a Iacchetti, oltre a Dalia Gaberscik e - un po' a sorpresa - anche Ombretta Colli, c'erano tutti gli artisti che omaggeranno fra poche ora il teatro canzone di Giorgio Gaber: Franco Battiato (ha raccontato certi aneddoti nostalgici sulla Colli e ha anticipato un film su cui sta lavorando e in cui dovrebbe recitare anche Susan Sarandon), Paolo Rossi (che reciterà un monologo sulla strage di Viareggio del 29 giugno scorso), Susanna Parigi, Paola Turci, Marco Morandi e Morgan. Che, alla fine, ha desiderato ringraziare la Colli per averlo invitato nonostante non appartenga alla sua parte politica. Ok, abbiamo ricevuto il messaggio. Ma cosa c'entra questo col Festival Gaber? Forse l'esclusione da certi salotti buoni ha reso Morgan più mansueto. O forse sarà stata la presenza in sala di "mamma" Mara Maionchi. Morgan chiuderà la prima serata insieme a Franco Battiato. Prima, oltre a qualche suo brano, canterà (da solo) I mostri che abbiamo dentro, Non insegnate ai bambini e Il deserto. Poi, con Battiato, Te lo leggo negli occhi, Segnali di vita e La parola io.

 

Fonte: loschermo.it

 

Guarda le Foto

27-06-2010 / on stage / Federica di Spilimbergo

Dopo aver riempito le pagine dei rotocalchi di gossip, Morgan - finalmente - torna a fare quello che sa veramente fare: musica. E lo fa in grande stile, assieme all'Ensemble Symphony Orchestra di Massa Carrara, composta 25 elementi, diretti da Carlo Carcano. Un ritorno sui palchi dopo le bufere che lo hanno travolto, sia nella vita privata che in quella pubblica, mettendo, di fatto, in ombra l'aspetto artistico di questo musicista.

Sul palco, oltre all'orchestra di Massa Carrara, anche Daniele Dupius al basso e Sergio Carnevale alla batteria, mentre per Morgan saranno a disposizione tastiere, pianoforte e clavicembalo, che il musicista utilizzerà per 'rileggere' le canzoni da lui composte: da quelle di 'Da A ad A', a 'Le Canzoni dell'Appartamento', passando per quella 'La Sera', il cui successo è stato decretato fondamentalmente dall'esclusione dal Festival di Sanremo. Tappa obbligata, poi, le sue cover di De Andrè, accanto a quelle delle canzoni classiche italiane - Bindi, Endrigo, Ciampi, Tenco - che Morgan ha sempre indicato come le sue preferite, tanto da dedicargli perfino un disco 'Italian Songbook volume I'.

Dopo tanto clamore, adesso Morgan ha l'occasione per esprimere quello che ha da dire come musicista. Il grande successo televisivo e quello che viene dai giornali di gossip, in effetti, non sempre hanno un ritorno artisticamente positivo. In più di un'occasione, i suoi recenti concerti sono stati segnati da un pubblico affatto interessato alla sua musica, quanto al personaggio che ha interpretato per mesi in tivvù e che lo ha portato ad avere ai suoi concerti un pubblico di fanciulle che ne acclamavano le grazie fisiche.

La dicotomia tra il Morgan con l'aria dell'intellettuale snob, che nella prima serata televisiva mette tutti sull'attenti e dà colte lezioni - e il Morgan che sceglie di farsi intervistare solo dal rotocalco gossip - più o meno patinato - di turno è comunque forte. E fa riflettere. Fa riflettere sull'influenza che la televisione può avere anche su persone che pensano di essere superiori alla 'massa', per poi buttarcisi con compiacenza e buttarvi in pasto i fatti anche più privati della propria vita.

Ora tocca all'artista dire la sua: lo farà?

LE DATE:

9 luglio - Sarzana – Fortezza Firmafede (Sconfinando Festival) www.sconfinandosarzana.it

16 luglio – Cesenatico – Arena Cappuccini (Ribalta Marea)

20 luglio – Roma – Villa Doria Pamphilj (I Concerti nel Parco) www.iconcertnelparco.it

10 agosto – Lignano Sabbiadoro - Lido

27 agosto – Marina di Pietrasanta - Festival La Versiliana www.laversilianafestival.it

04 settembre – Verona – Teatro Romano

 

Ensemble Symphony Orchestra

La Ensemble Symphony Orchestra nasce in seno all‘Orchestra Sinfonica di Massa e Carrara grazie alla fusione delle esperienze classiche e liriche di alcuni tra i migliori strumentisti italiani provenienti da importanti teatri nazionali quali il Carlo Felice di Genova, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro Comunale di Bologna, l'Orchestra della Toscana, la Fondazione Toscanini di Parma. Grazie al coinvolgimento in molti progetti al fianco di solisti del jazz, del pop e del gospel, Ensemble Symphony Orchestra dimostra una straordinaria versatilità e conoscenza dei linguaggi e delle strutture diverse da quelli classici, oltre che una notevole esperienza nel live amplificato. Tra i tanti progetti realizzati spiccano quelli con Giovanni Allevi, Francesco Renga, Stefano Bollani, Enrico Rava, Paolo Silvestri, Rossana Casale, Maurizio Giammarco, Maurizio Colonna, Renato Serio, Ron, Luis Bacalov, Enzo Favata, Mimmo Locasciulli, Oscar Williams. L'organico prevede la struttura della grande orchestra sinfonica (54 elementi) con l'aggiunta di una nutrita sezione ritmica, del pianoforte e delle varie sezioni di sassofoni.


Fonte: loschermo.it

TORINOSETTE 26/2/2010 - IN CONCERTO AL TEATRO COLOSSEO IL 28 FEBBRAIO

Il gossip tv ha fatto dimenticare le doti artistiche di Marco Castoldi. Occorre riscoprire il personaggio proprio attraverso le sue canzoni


 

RICCARDO BERTONCELLI
Morgan (2010)A me è sembrata una grande commedia. Dico Morgan e la sua famigerata intervista, e i fulmini dal pulpito Rai, e l'espulsione dal festival, e tutta l'indignazione & le chiacchiere & le tavole rotonde che sono venute dopo. A me è sembrata una grande commedia e mi domando solo se interamente scritta o abbozzata a canovaccio, giusto lo spunto e poi ognuno a ruota libera (tanto in queste cose, in Italia, ci sono formidabili piloti automatici). Alla fine, sembra evidente che ci hanno guadagnato tutti: si è parlato fino a saturar le orecchie di un festival che avrebbe rischiato l'asfissia e il malvagio (ehm ehm) eroe ha avuto mille volte più attenzioni che non gorgheggiando all'Ariston.

La contabilità apparente è questa, ma forse sarebbe il caso di fare altri calcoli. Morgan, dico a te, perchè non spicchi il volo da queste basse lande e non voli alto come puoi fare? Perchè non li abbandoni al loro destino, gliSFestival e anche gli X Factor? Storielle così andrebbero bene a un musicista che non ha niente da dire, a un robottino plasticato che funziona per energia di gossip come certi transformer vanno a pile. Non è questo il caso, credetemi.Morgan è uno dei più sensibili, intelligenti, acuti musicisti della sua generazione, almeno in Italia (e questo «almeno» dipende solo da lui), capace di bellissime invenzioni e ancora più folgoranti re-invenzioni, con un enciclopedico bagaglio di canzoni nella testa e tra le dita che gli fanno buona compagnia e gli mandano utilissimi segnali.

Purtroppo è innamorato del vecchio (vecchio? decrepito) mito della rock star e gli piace troppo atteggiarsi a quello che non è; un cinico dissoluto che si gioca a dadi la vita mentre con la mano sinistra, nei rari momenti di lucidità che si concede, rivela di essere lo specialone della compagnia. Il guaio è che questo modo di fare paga, nella nostra sbrindellata società. Così tutti conoscono Morgan per le sue bagatelle sentimentali e le intemperanze Tv e questo fumettone invernale, in quanto personaggio-domiciliatoin- Tv e maledetto-buono-per-Porta- a-Porta; e nessuno parla mai dei notevoli dischi che pure ha pubblicato facendo banalmente il suo mestiere di musicista.

Fate la prova, andate controcorrente. Dimenticatevi il look da Mohicano in Brianza, il fantasma di Asia Argento e i vaffa di Mara Maionchi, procuratevi due album come «Canzoni dell'appartamento» e «DaAadA»e poi ditemi se non sonounamicoa darvi certi consigli. Morgan sa di storia rock e ricorderà certamente Neil Young e quel suo epitaffio a Kurt Cobain: «Meglio sparire con una vampata che svanire un po' per volta». Temo che, da aspirante maledetto, quella frase lo esalti,magliene voglio regalareuna migliore.Dicono che sia di Flaubert, anche se le frasi a effetto hanno sempre cento padri.

Ad ogni modo: «sii ordinario e metodiconel quotidiano, così potrai essere originale e violento nella tua opera». Auguri Morgan, conto di vederti sparire dalle rubriche di gossip per «troppa normalità » e di essere fatto invece a pezzettini dalla tua musica, per l'appunto «originale e violenta».

Il concerto di Morgan si terrà al teatro Colosseo in via Madama Cristina 71 (011/6505195 o 011/6698034) domenica 28 febbraio alle ore 21. Biglietti a 22, 26 e 30 euro (esclusi diritti di prevendita) acquistabili direttamente alle casse del teatro.

 

Fonte: lastampa.it

 

 

«Morgan è una delle poche persone che meritano di mettere le mani sulla chitarra preferita di Luigi». A parlare sono Graziella e Patrizia Tenco, cognata e nipote del compositore morto a Sanremo durante un festival, in circostanze spesso associate al mistero. Era il 1967. Luigi Tenco aveva quasi 29 anni.

«Ed era un ragazzo del suo tempo – dice Patrizia - oltre che un artista. Era appassionato di tecnologia, sempre alla ricerca di uno strumento all’avanguardia con cui esprimere al meglio la propria sensibilità».

 

In questi giorni la chitarra di Tenco è stata restaurata nel cuore del centro storico, grazie all’interessamento di Claudio Guidetti, uno di quei musicisti genovesi che “ce l’hanno fatta”: da tempo è l’autore di Eros Ramazzotti.

 

Luigi Tenco con la chitarra costruita da Raspagni

 

Per farla rimettere a posto l’ha affidata a Carlo Pierini, il liutaio rock dei caruggi (ne parliamo qui a fianco). La famiglia Tenco ha voluto incontrare il restauratore. Nella bottega, mentre l’artigiano lavora di fino, la chitarra aiuta a ricordare un artista all’avanguardia: «Luigi era un ragazzo che sperimentava nella musica, con il cinema e l’elettricità. Si dilettava con gli ultimi modelli di cineprese e macchine fotografiche» dice Patrizia «poi incideva musica nel suo “home studio” con i primi registratori multitraccia e progettava impianti che sapeva far funzionare solo lui.

 

È stato davvero un musicista moderno, nella sua massima espressione possibile, persino nel look. Guardando le sue fotografie si ha l’impressione che siano state scattate oggi». Graziella ricorda: «aveva carisma e sapeva usare le parole giuste. Una volta mi ha convinto a cambiare casa, da Genova a Recco, nel tempo di un caffè». Tante le emozioni legate a quel periodo. «Mi ricordo il sorriso» prosegue Graziella «il suo vivere da artista, il rapporto che si era creato tra noi, al punto da incaricarmi della gestione del suo archivio. Spesso è ricordato per le canzoni dolci, struggenti. Ma ha scritto anche testi impegnati e ironici».

 

Luigi Tenco

 

 

«Sono proprio le canzoni poco note le più attuali» spiega Patrizia «le stesse che sta facendo riscoprire Morgan (l’ex leader dei Bluvertigo, nell’occhio del ciclone dopo un’intervista sulla droga). Voglio ringraziarlo per aver portato la musica di Luigi nella trasmissione X Factor, dove ha fatto interpretare a un concorrente “Giornali femminili”. E nei suoi concerti trova spazio “Il mio regno”. Quando l’ho ascoltata, ho provato un’emozione, perché ho sentito Luigi rivivere. Morgan è un personaggio unico, non copia artisti venuti prima di lui. Penso che li porti avanti». Marco “Morgan” Castoldi sarà in concerto il 7 marzo al Teatro comunale di Alessandria. «Ci piacerebbe incontrarlo» conclude Patrizia «per esprimergli la nostra gratitudine, magari invitandolo a suonare la chitarra di Luigi, ora che è tornata a splendere»

 

 

 

Ascolta “Giornali femminili” di Luigi Tenco:

http://youtu.be/Av0pA7d1hCE

 

 

Ascolta Morgan nell’interpretazione de “Il mio regno” di Luigi Tenco:

http://youtu.be/9Ap-Jxr3AIw

 

 

 

LA BOTTEGA DEL LIUTAIO PIERINI

La chitarra preferita da Luigi Tenco è stata restaurata in vico del Ferro, nelle stanze di un antico palazzo appartenuto ai Doria, dove dal 2000 ha sede Guitarland, il negozio-laboratorio del liutaio Carlo Pierini e del socio Marcello Rizzi. Lo strumento è stato creato nel 1961 dal maestro Carlo Raspagni che, con questa chitarra, si aggiudicò un premio dell’Associazione nazionale dei liutai artistici, dando poi vita a una collaborazione con i cantautori dell’epoca, lunga quarant'anni.

carlo-pierini chitarra luigi-tenco

 

 

Tenco la acquistò qualche tempo dopo, e non se ne separò più. Pierini, 39 anni, ora guarda la tavola armonica d’abete e si emoziona: ha davanti un pezzo di storia della musica italiana. Il primo strumento l’ha costruito quando aveva 17 anni. Dopo una lunga gavetta oggi ha la soddisfazione di collaborare con Claudio Guidetti, autore di Eros Ramazzotti e promotore di questo restauro, e con Massimo Varini, che ha portato il suono delle chitarre intagliate nei vicoli sui dischi di Mina, Vasco Rossi, Nek e Laura Pausini.

«Ci sono due persone molto importanti da dover rispettare, prima di avvicinarsi a questo intervento conservativo: Tenco e Raspagni. Il lavoro d’autore trasmesso nella chitarra» dice Pierini «si vede e si tocca ancora oggi, ma il tempo non è clemente con gli strumenti». Il restauro non è stato invasivo, e ha conservato ogni millimetro dello strumento originale. «La tastiera d’ebano ha il segno delle dita del proprietario» prosegue «la tavola ha graffi impressi nel legno. Fanno parte della sua vita. E così resteranno».

«È la chitarra che Luigi ha usato di più» spiega Patrizia Tenco «la portava sempre con sé, è riprodotta sulla locandina del film “La cuccagna” e in molte altre fotografie. Per noi ha un valore affettivo inestimabile. Negli ultimi anni è stata esposta all’interno di tre mostre dedicate al maestro Raspagni. Vittorio De Scalzi l’ha poi suonata in occasione di una Notte Bianca genovese. Ora Claudio Guidetti, col suo amore per la musica, ci ha convinte a farla restaurare, insieme con altre due chitarre appartenute a Luigi».

Pierini stende la lacca con perizia, accarezza la cassa armonica e sorride: «Per me nella vita non c’è nulla di meglio di costruire o restaurare chitarre, e questa è un’occasione d’orgoglio . Avere fra le mani questo piccolo gioiello mi rende felice e mi fa ricordare che il violino di Paganini, o la chitarra di De Andrè sono stati restaurati a Genova. Non riescono a portarci via questi tesori, perché il nostro artigianato è considerato tra i migliori».

 

Fonte: ilsecoloxix.it

 




Tutti i diritti sono riservati - © 2010-2013 InArteMorgan.it - Copyright. - Contattaci.