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Il cantante e giurato di X-Factor parla di sè tra lavoro e vita privata. Terminato il flirt con Maddalena Corvaglia: "In due non ci si eleva. Vince il peggiore, il più cattivo, il più brutto dentro"

 

Roma, 12 ottobre 2009 - "Non sopporto il vuoto di pensiero. L’appiattimento. Come quello della tv. Infatti non la guardo. La tv propone i soliti modelli, non si osa mai niente per paura che possa non piacere. Ma la gente è più intelligente di quanto si pensi ed è anche un po' stufa del pattume".
 

A dichiararlo è Marco Castoldi in arte Morgan, che si racconta a ‘Grazia', il settimanale diretto da Vera Montanari. Lo stravagante giudice di ‘X Factor’ confida al settimanale qual è il progetto che gli piacerebbe realizzare in tv: "Farei un programma che collega la musica rock a quella classica" dice, e in merito al rapporto che lo ‘lega' con gli altri due giudici di X Factor dichiara: "Come sto in mezzo a Claudia Mori e Mara Maionchi? Devo ancora capirlo. Non so dire oggi come mi comporterò domani. Non decido a priori, mi baso su quello che succede in diretta". Spesso si è lamentato che i concorrenti del programma non hanno una cultura musicale, pur essendo molto motivati: "Come si fa a voler fare un mestiere senza una cultura di base? Non conoscere certi autori e certi brani è come non sapere chi è Dante".
 

Dopo il suo ultimo flirt con Maddalena Corvaglia, ora Morgan è single e felice: "Sono talmente felice che potrei morire di vita. La felicità non abita nella coppia. In due non ci si eleva, ci si abbassa. Vince il peggiore, il più cattivo, il più brutto dentro", conclude.

 

Fonte: qn.quotidiano.net

La Red Bull Music Academy ha invitato la band a tenere un workshop a Milano

 

Bluvertigo - Red Bull Music Academy (2009)L'annuncio parlava chiaro: “Una giornata completa con la band milanese per comprendere le dinamiche creative all'interno di un gruppo musicale”. E così, grazie alla Red Bull Music Academy, una selezionata e fortunata rosa di 40 aspiranti musicisti ha potuto vedere i Bluvertigo in azione. È successo lo scorso 9 giugno a Milano nello Studio 75, dove Marco “Morgan” Castoldi e soci si sono messi a disposizione degli organizzatori, ma soprattutto degli studenti, cercando di trovare in ognuno di loro la scintilla e creare “oggetti sonori” in un’atmosfera familiare e collaborativa.

A introdurre ai presenti l'undicesima edizione della Red Bull Music Academy, spiegandone la cavillosa domanda d’iscrizione, sono stati il giornalista Damir Ivic e il dj Marco Passarani, affiancati da uno degli alunni italiani che, insieme ad altri 59 musicisti provenienti da ogni angolo del pianeta, ha partecipato allo scorso anno accademico. In un’atmosfera da “destinazione Londra” – dove dal 7 febbraio al 12 marzo 2010 si svolgerà l’ormai celebre workshop – i ragazzi hanno potuto avere un assaggio di quello che accade durante le due settimane di stage all’insegna della creatività. I musicisti, dj e producer che verranno selezionati da un’attenta giuria di addetti ai lavori avranno a loro disposizione studi di registrazione dotati dei più recenti software per poter sperimentare nuovi modi di fare musica unendo il proprio estro alla scena musicale della città ospitante. Prima di Londra, Barcellona, Berlino, Dublino, New York, San Paolo, Cape Town, Roma, Seattle, Melbourne e Toronto hanno ospitato la giovane classe della Red Bull Music Academy che, a differenza del passato, è sempre più indirizzata verso la vera e propria creazione musicale.

“Per anni la Red Bull Music Academy è stata vista come una ‘scuola per dj’, definizione che poteva forse avere un senso per le prime due edizioni, nel 1998 e nel 1999, ma ormai è decisamente superata dai fatti” ha spiegato Damir Ivic. “L’Academy, che è una vera e propria università della musica – dove però i ragazzi selezionati e i professori, cioè musicisti a dir poco illustri legati alla club culture e non, interagiscono orizzontalmente, cioè da pari a pari – è sempre più un contesto dove la musica viene trattata a 360 gradi. Chiaro, la radice è quella della club culture; ma la club culture è nata dal funk, dal soul, dal jazz, è sempre più contaminata col rock (e viceversa), si influenza spesso e volentieri col pop più intelligente. Il discrimine insomma non è il genere musicale, ma l'attitudine con cui la musica viene affrontata. Mente aperta, vogliosa di ascoltare, dialogare, confondere le carte, farsi contaminare, superare barriere. In tutto questo i Bluvertigo sono perfetti; molti di questi aspetti sono parte integrante della loro biografia e della loro ragion d’essere. E infatti la loro disponibilità ed entusiasmo verso il progetto sono stati super. Per dire, sono stati loro a insistere per trattenersi un giorno in più rispetto al previsto, perché ci tenevano a completare tutta una serie di strade e idee musicali che erano state aperte assieme ai ragazzi che hanno partecipato a questo workshop”.

Morgan - Red Bull Music Academy (2009)Nella due giorni che si è tenuta allo Studio 75, Morgan, Andy, Livio e Sergio hanno formato quattro gruppi di lavoro basandosi sulle conoscenze e sulla naturale inclinazione dei ragazzi verso lo strumento musica. “Io mi prendo gli incompresi, quelli che ancora non hanno le idee chiare – dice Morgan, quando è il momento di separarsi dagli altri – Tu assomigli a Jude Law, sei dei miei!”. Nelle piccole sale dello studio di registrazione milanese si inizia a lavorare. L’atmosfera è rilassata, fresca, leggera, gli animi degli studenti rasserenati dalla disponibilità dei componenti della band, dalla loro voglia di darsi condividendo nozioni e accorgimenti tecnici. C’è spazio per il gioco, per l’apprendimento (ri)creativo, ma soprattutto per la musica.

Seduto al piano Morgan chiede se qualcuno abbia visto su YouTube l’esibizione di Nina Simone al Montreux Jazz Festival in cui canta Feelings. “La suona così” dice, iniziando a pigiare le dita sui tasti con furore, imitando la celebre cantante. I ragazzi lo ascoltano con ammirazione, prendono coraggio, si mettono a loro volta agli strumenti e il processo creativo ha inizio. Il risultato finale, al termine del workshop, è stato il conseguimento di quattro differenti motivi ispiratori: il suono, il ritmo, i testi e il rimiscelamento degli elementi sonori. “La mia prima intenzione era quella di creare un gruppo” ha dichiarato Andy. “È stato molto bello, ho cercato di farli ragionare per come mi piace insinuare meccanismi creativi. Abbiamo provato varie tecniche di registrazione e di finto caos. Poi abbiamo ragionato sulla ritmica. Esperimenti giocosi ma che sono andati dritti a creare interazione tra loro”. “I momenti fondamentali del processo” ha concluso Morgan, “sono stati quelli di scazzo e di decostruzione. Il nostro attrito è stato importantissimo: dovevamo vivere un’assurda utopia per tirar fuori qualcosa di veramente bello”.

 

gio, 25 giu 2009 - articolo di Tirza Bonifazi Tognazzi

 

Fonte: freequency.it

 

Marco Castoldi – in pARTE MORGAN
da BACH a MUNARI
citazione e(c)citazione

Events manager: Alessandra Morra
Periodo: venerdì  8 maggio 2009
Luogo: POLITECNICO di TORINO - I FACOLTA’ DI ARCHITETTURA
Corso di ALLESTIMENTO E MUSEOGRAFIA - Prof. ssa Valeria Minucciani
Via Pier Carlo Boggio, 59 (To) - AULA R3

Incontro
Convergenze Creative ha avuto il piacere di incontrare Marco Castoldi, in arte Morgan, poliedrico artista e celebre cantautore italiano.

Una vera e propria lezione evento del corso di  allestimento e museografia della I Facoltà di Architettura tenuto dalla professoressa Valeria Minucciani. 

Nel corso della lezione evento dal titolo da Bach a Munari, condotta dall’architetto Alessandra Morra,  Morgan, ospite d'eccezione, ha tenuto una conversazione sul sapere trasversale dell’artista del terzo millennio e  ha parlato del concetto della polifunzionalità dell’arte, dell’introspezione tra agogica musicale e struttura architettonica.


Il corso di museografia ed allestimento della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino si occupa ormai da alcuni anni del concetto di opera d’arte totale affrontando il tema del dialogo tra le arti: uno dei cardini della museografia contemporanea.

La ricerca, a partire dalle analogie tra Musica ed Architettura, ha concentrato la riflessione sulla “composizione" e sui modi di “allestire” non solo oggetti ma anche altro (attraverso percorsi sensoriali). Negli anni passati a coadiuvare il percorso di ricerca sono stati invitati Ezio Bosso, compositore contemporaneo ed autore di prestigiose colonne sonore, Igor Piovano e Kathryn Bradney, maestri ripetitori del grande Bejart ed cantautore Cristiano Godano, voce dei Marlene Kuntz.


Fonte: convergenzecreative.it


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Incontro
Convergenze Creative ha avuto il piacere di incontrare Marco Castoldi, in arte Morgan, poliedrico artista e celebre cantautore italiano.

Una vera e propria lezione evento del corso di  allestimento e museografia della I Facoltà di Architettura tenuto dalla professoressa Valeria Minucciani. 

Nel corso della lezione evento dal titolo da Bach a Munari, condotta dall’architetto Alessandra Morra,  Morgan, ospite d'eccezione, ha tenuto una conversazione sul sapere trasversale dell’artista del terzo millennio e  ha parlato del concetto della polifunzionalità dell’arte, dell’introspezione tra agogica musicale e struttura architettonica.
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Il corso di museografia ed allestimento della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino si occupa ormai da alcuni anni del concetto di opera d’arte totale affrontando il tema del dialogo tra le arti: uno dei cardini della museografia contemporanea.

La ricerca, a partire dalle analogie tra Musica ed Architettura, ha concentrato la riflessione sulla “composizione" e sui modi di “allestire” non solo oggetti ma anche altro (attraverso percorsi sensoriali). Negli anni passati a coadiuvare il percorso di ricerca sono stati invitati Ezio Bosso, compositore contemporaneo ed autore di prestigiose colonne sonore, Igor Piovano e Kathryn Bradney, maestri ripetitori del grande Bejart ed cantautore Cristiano Godano, voce dei Marlene Kuntz.

Recensione del quotidiano "La Provincia" di Cremona dell'8 maggio 2009, sul live di Morgan ai Giardini pubblici di Cremona della "Back to school band" tenutosi il 7 maggio 2009.

 

In delirio per il prof. Morgan

Moltissimi al debutto della Back to School Band! 2009

 

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Articolo inserito da: Mariagrazia Mari97

E raccoglie meno di dieci euro

Gli avventori della metropolitana milanese (fermata Duomo) si sono trovati davanti Morgan seduto per terra in un angolo a cantare con un microfono improvvisato e Victoria Cabello che raccoglieva le monetine in un cappello. Il cantante accettava richieste per cui il repertorio ha spaziato per circa una mezz'ora da Guccini ("L'avvelenata") a Bindi ("Il mio mondo"). Il gruzzolo finale ammontava a "meno di dieci euro", ha detto Morgan.

Attorno al cantautore "un amplificatore giocattolo delle Winx, dei cani di peluche e un abbigliamento in stile Solidarnosc", elenca Morgan al Corriere della Sera. "E' stato molto carino - ha commentato il giudice di X Factor, che ha appena pubblicato il disco "Italian Songbook vol.1", specificando di aver iniziato la carriera nei locali - A 14 anni ho fatto la mia prima serata. Era in un pub di Varese dove mi aveva accompagnato mio zio. Mi pagarono 50 mila lire. Ma una volta, quando avevo 6 anni, uscii dalla chiesa durante la messa e mi misi a cantare e ballare 'Grease' sul sagrato. Quando mio padre uscì e mi vide con un po' di persone intorno, mi costrinse a restituire tutto quello che avevo raccolto".

L'idea dell'esibizione in metro non ha segnato l'inizio di una nuova carriera per Morgan e Vicky, ma solo la registrazione di un video per la trasmissione Victor Victoria in onda su LA7.

 

E MORGAN ADESSO PARTE IN TOUR
Prima di partire a metà luglio con questa torunèe, accompagnato sul palco dalla band 'Le Sagome', composta da Sergio Carnevale (batteria), Daniele 'Megahertz' Dupuis (tastiere, sintetizzatori, basso, theremin), Enrico Gabrielli (fiati), Giovanni Ferrario (basso, chitarra), Marco Carusino (chitarra), Morgan si esibirà in diversi live e dj set in giro per la Penisola. Queste performance, in cui l'artista sarà solo con il pianoforte, avranno toni minimali e intimisti.

Il primo piano solo e dj set ci sarà il primo maggio a Latina, dove l'artista sarà accompagnato da Boosta e Samuel; tra gli altri appuntamenti, Morgan sarà il 10 maggio ad Ancona, il 22 maggio a Torino, il 29 maggio a Catania, il 4 giugno a Milano e il 4 luglio a Rimini.

 

Fonte: tgcom24.mediaset.it

 

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Comunicato stampa pubblicato sabato 28 marzo 2009

L'edizione 2009 della Rassegna Note Italiane del Teatro Toniolo patrocinata dal Comune di Venezia, Beni e Attività Culturali in collaborazione con Venezia Spettacoli, martedì 12 maggio2009, ospita con un concerto dai toni minimali e intimisti, solo voce e pianoforte, Morgan al secolo Marco Castoldi, eclettico musicista dei Bluvertigo e sicuramente uno dei cantautori, interpreti e musicisti di maggior talento sulla scena italiana.

Consacrato, anche, come personaggio televisivo grazie alla sua partecipazione alle due ultime edizioni di X Factor, in qualità di giudice.

In scaletta brani dell’ultimo disco Da A ad A, oltre che dal precedente Canzoni dell’Appartamento ed il suo best E’ successo a Morgan. Non mancheranno quindi omaggi e cover, dalle canzoni dei Bluvertigo ai cantautori liguri, vera passione di Morgan: Tenco, Bindi e soprattutto De André, del cui album “Non al denaro, non all’amore né al cielo” (ispirato all’Antologia di Spoon River) nel 2005 ha fatto un remake integrale.

"Canzoni dell’appartamento", primo album solista di Marco Castoldi in arte Morgan: “Le canzoni nascono "retrò" fuori moda nel mondo contemporaneo, in una casa non d’epoca, ma abbastanza vecchia da sucitare nostalgia e interpretare perfettamente la regressione, all’indietro, sessant’anni dopo, rivivono il momento in cui fui io bambino nell’appartamento d’un tempo. La regressione avviene naturalmente con l’esperienza dell’infanzia rivissuta attraverso i figli, con la memoria che emerge e si tramanda, ma anche con la cosciente distanza che prendo da una modernità che non mi appartiene e di cui non accetto tutti gli aspetti. Perciò, in antitesi con i dischi fatti con i Bluvertigo, che rappresentano per me la possibilità di distruggere gli stili antichi, questa volta ho intrapreso una strada quardandomi indietro, ricercando nei generi tradizionali di cui ho memoria i modelli da esplorare, quindi non più operando una dissoluzione della forma musicale, semmai un’assoluzione della tradizione"

Da A ad A suona come un’opera rock, come un disco in technicolor che cambia di continuo tonalità cromatiche, mantenedo chi ascolta all’interno di un caleidoscopio di suoni e colori che sembrano fuggire verso l’eterno delle canzoni per poi tornare al loro interno., racconta dell’impossibilità di sottrarsi a se stessi o dal "buco nero" che con la sua forza gravitazionale ci assorbe e imprigiona, ma al tempo stesso sottolinea l’aspetto romantico di questa situazione di eterno ritorno.

A proposito di ‘Non al denaro non all’amore né al cielo’ Morgan racconta: “La prima cosa che ho pensato quando nel 1999 è morto Fabrizio De Andrè è stato:“ora dorme sulla collina”. La mia versione di quest’opera si attiene ‘quasi-fedelmente’ all’originale, cioè non è una libera e personalissima rivisitazione ‘alla moda sonora contemporanea’, tantomeno una trasformazione-deformazione che avrebbe condotto ad un totale stravolgimento. Ho agito nel rispetto, mosso da curiosità e desiderio analitico verso la cosa per ciò-che-è e non per ciò-che-potrebbe-essere e, come posto di fronte ad un’opera classica (nessuno si sognerebbe mai di ‘liberamente alterare’ le partiture del Don Giovanni di Mozart nel serio e serioso universo della musica colta), ma alleggerito dal trovarmi a lavorare una materia ‘pop’, ho operato una sorta di ricostruzione filologica, soltanto filtrata inevitabilmente dai miei gusti, mezzi e possibilità.

I lavori da me affrontati sinora mi hanno visto impegnato quale autore, arrangiatore, produttore e, anche se talvolta nei dischi inserivo ‘covers’, quelle erano degli episodi isolati, mai più d’una occupava lo spazio d’un album. Considero invece questo lavoro come la mia prima prova da interprete, e non solo vocalmente, poichè qui ad essere reinterpretati sono proprio gli arrangiamenti, la produzione musicale e il suono, il disco nella sua totalità”.

Fonte: nonsolocinema.com




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