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di Flavio Brighenti
"Voleva fare un cd doppio in due tempi. E regalare il secondo a chi aveva comprato il primo. Bella idea. Infatti l’hanno bocciata. Ma con Da A... ad A il cantante si prende una rivincita, facendo flirtare Bach e Battiato, Ovidio e Wagner. Tutto solo Per raccontare un amore assurdo che ancora oggi brucia...

 

MorganCos’hanno in comune Asia Argento, Eco e Narciso, Tristano e Isotta, il poeta seicentesco John Donne e Franco Battiato? La risposta è in un nome di pirata: Morgan. Inteso come nome d’arte di Marco Castoldi, 35 anni, passato color Bluvertigo, presente di cantautore colto, che li ospita tutti nel suo nuovo disco Da A... ad A. Dove (vuoi scommettere?) A sta per Asia, nel senso della donna amata... «Non solo. Il titolo nasce da un’idea che avevo utilizzato per la colonna sonora del suo film Ingannevole è il cuore più di ogni cosa», dice. «Le due A si riferiscono al detto latino Per aspera ad astra, ovvero “attraverso le avversità fino alle stelle”, che è una metafora della vita: per approdare a risultati eccelsi devi superare gravi difficoltà. Ed è anche un teorema astrofisico, la teoria delle catastrofi che definisce i buchi neri...». 

Il guaio è che Morgan il buco nero c’è l’ha nel cuore. È una voragine. Il brano che apre il disco, Amore assurdo, è una dichiarazione appassionata che conduce a un identikit preciso: Asia Argento. Sempre lei. “Nonostante il cuore infranto, da lontano, ho voglia di essere grato”, recita una strofa, citando una poesia di Donne. «Quando in studio è passato Franco Battiato e l’ha sentita ha detto: stupenda, la voglio mixare. E io l’ho accontentato». E quando l’ha ascoltata Asia cos’ha detto? «Lei ha pianto. E in effetti era proprio quella la mia intenzione. Bisogna tornare alla musica che scatena emozioni forti. Basta col piattume del politically correct. Dobbiamo essere estremi, come lo sono io in questo album, nei testi e nei suoni, che talvolta vengono dalla classica. Amore assurdo rielabora Bach, Liebestod parte dal Tristano e Isotta wagneriano».

Diavolo di un Morgan. La società dello spettacolo banalizza tutto e lui che fa? Risponde con la cultura. In Una storia d’amore e di vanità prende in prestito addirittura le Metamorfosi di Ovidio. «Non è che me la voglio tirare da strano. Scrivere una canzone su una tragedia della vita, quella di Eco e Narciso, qui, offre la forza di sopravvivere. E comunque: mi piace rivolgermi a interlocutori sensibili, attenti. Ci insegnano a non soffermarci sulla musica, a viverla come sottofondo dell’esistenza. La ascoltiamo nei centri commerciali, dal parrucchiere, in tv, come fosse tappezzeria. Io mi ribello e dico: prendiamoci tutto il tempo necessario per ascoltare la musica, fare questo soltanto, non sentirla mentre si studia o si cucina o chissà che altro... Ribaltiamo il concetto: ascoltare musica non è un’attività passiva! E poi smettiamola di considerare il pubblico una massa di cretini, come pensano quelli che lavorano nell’intrattenimento. Vivono nella paranoia di non farsi capire e allora fanno precipitare la qualità sempre più in basso. In tv passano giochi elementari, anzi primordiali. I bambini delle elementari lavorano su concetti molto più alti». 

A proposito di bambini. In un brano del disco, U-Blue, a cantare con Morgan c’è la figlia avuta da Asia, Anna-Lou. Che gli ha cambiato letteralmente la vita. «Non è arrivata per caso, Anna-Lou, io l’ho voluta fortemente. Non ne potevo più di vivere da eterno adolescente e di girare a vuoto. E a dirla tutta, neanche mi dispiace l’idea di invecchiare. Non è un caso se il video di Tra 5 minuti, diretto da Riccardo Strukel, è ambientato tra gli anziani di una bocciofila. Ed è un inno alla bellezza della vecchiaia, contro la chirurgia estetica. Le rughe sono l’espressione dell’anima, l’antidoto alla sindrome di Peter Pan». 

Da A... ad A ha l’aria aria del disco a conduzione familare. In Demoni nella notte ricorre una frase che la mamma di Marco (all’epoca non ancora Morgan) era solita ripetere per levargli la paura. E poi (implacabile) c’è Asia che canta in Liebestod. E allora diciamolo, caro Morgan: se tu e Asia tornate insieme fate felice l’Italia intera...«Ma noi siamo insieme! Siamo stati bravi a restare fuori dal gossip e a depistare gli inseguitori, senza premeditazione, ma conducendo una vita semplice. Siamo una famiglia normale, come tante, un po’ borghese, con una figlia da accompagnare all’asilo alle 8 del mattino. Io e Asia siamo una coppia di fatto. E poi certo, in questi anni ci sono stati parecchi tira e molla ma in un clima di reciproco rispetto, lontano dagli schiamazzi della mondanità in cui tanti ci avrebbero voluti. Non temo di passare per un romantico, con i testi delle mie canzoni. Lo sono!». 

Un’altra bella idea romantica, stavolta rivolta verso il pubblico, Morgan l’aveva avuta pensando alla confezione del nuovo disco. Ma gliel’hanno bocciata. «In effetti Da A... ad Aera pronto già l’anno scorso, e l’avevo pensato come disco doppio. Avrei voluto pubblicare un cofanetto con il primo dei due dischi, poi a breve scadenza sarei uscito col secondo cd. Avevo proposto che venisse regalato a chi esibiva il box del primo. Gli altri l’avrebbero pagato come un normale disco doppio. Quelli della mia vecchia casa discografica m’hanno domandato se ero diventato matto. E io ho scelto di mandarli a quel paese e firmare con un’altra etichetta. Poi la prima e l’ultima si sono accorpate nella Sony Bmg. E la mia bella idea me l’hanno messa in quel posto». Però c’è un’altra bella idea che da un po’ di tempo frulla nella testa di Morgan. «Rimettere in pista i Bluvertigo. Ho rivisto dei nostri live e devo dire che non eravamo niente male. Pensare che di recente Andy è venuto a dirmi che ha lasciato il gruppo. Bisogna essere dei fenomeni: se ne è accorto dopo sei anni! Ma sono ottimista. Lavoreremo per farlo rientrare...».

 

Fonte: http://xl.repubblica.it/dettaglio/52181




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