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Morgan e Renato Zero su "Tutto" del Dicembre 2003.

 

Chi l'avrebbe ma detto? Grazie a Tutto Musica i due artisti più "diversi" d'Italia non solo si sono incontrati nel luogo al loro più affine, il teatro. Ma si sono anche scambiati i vestiti per poi mettersi a nudo. Risultato: più che un'intervista una poesia. Inusuale e toccante.

 

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Morgan e Renato Zero (Tutto, 2003)

 

«Per quanto maledetta, la poesia è comunicazione, trasferimento di emozioni da un cuore all' altro, mezzo per conoscere sé e l' esistenza». A fare l' elogio della poesia è un maudit dei nostri giorni, Marco Castoldi, in arte Morgan, leader dei Bluvertigo. Perché l' artista è anche autore della prefazione all' antologia «I poeti maledetti» curata da Paul Verlaine e ora riproposta da «Il Saggiatore» nella collana di poesia «I ladri di fuoco», per cui ha selezionato i titoli il poeta Davide Rondoni. Stasera alle 18 Morgan, ex di Asia Argento e papà di Anna Lou, sarà alla Feltrinelli di piazza Piemonte nella veste di pianista-interprete delle poesie di quella che fu chiamata la «banda Verlaine» e che segnò la poesia occidentale: Corbière, Rimbaud, Mallarmé, Desbordes-Valmore, unica donna tra i maledetti, Villiers de l' Isle-Adam e infine Pauvre Lelian, pseudonimo dello stesso Verlaine. Morgan, che cosa sono i poeti maledetti? «Abbiamo sempre pensato al ""maledettismo"" come rifiuto integrale delle regole, trasgressione, autodistruttività esibita come vanto». Non è così? «No. La poesia è sguardo pietoso sul mondo. Verlaine è un uomo nel delirio ma pieno di entusiasmo. È riuscito a essere allo stesso tempo un grande poeta e critico capace di riscattare dall' oblio i versi spesso inediti dei poeti-idoli che ci fa arrivare con la sua antologia». Da Jim Morrison in poi chi sono i poeti-rocker? «Quelli che hanno contribuito a evolvere il linguaggio della canzone, John Lennon, Lou Reed, Roger Waters dei Pink Floyd ma anche De André, Tenco e Giorgio Calabrese». Perché la poesia resta ai margini? «Per colpa di professori incapaci che la rendono faticosa. Della poesia non è importante l' aspetto filologico o mnemonico ma la spiritualità e i temi che essa esprime - l' amore e la morte - nei quali i giovani possono trovare grande conforto. Verlaine e Rimbaud rappresentano l' adolescente della società moderna». Maria Teresa Veneziani

Veneziani Maria Teresa

 

 

Pagina 57
(20 ottobre 2003) - Corriere della Sera

 

Fonte: http://archiviostorico.corriere.it/2003/ottobre/20/Morgan_poeta_maledetto_per_Verlaine_co_7_031020051.shtml

 

morgan fieradelmare 2003Mercoledì 10 settembre, alle ore 21.30, Morgan torna a Genova alla Festa dell’Unità presso l’Area Spettacoli (ingresso libero). Riproponiamo le recensioni di Teardrop e Giovanni Villani in occasione della presentazione dell’album Canzoni dell’appartamento alla FNAC.

Lo abbiamo aspettato per tre quarti d’ora, nel sottoscala (leggi: forum) della FNAC punteggiato dal volo di zanzare tigre un po’ stordite, ma ne è valsa la pena.
Morgan, il grande affabulatore dei Bluvertigo, in versione solista non delude e conquista con la semplicità del suo istrionismo.
“Canzoni dell’appartamento” è frutto del suo esilio volontario in un piccolo alloggio milanese, nel quale si è voluto circondare solo di un pianoforte e di oggetti di modernariato anni ’70. Qui, ha a lungo lavorato con fare da artigiano antico per cesellare ad hoc i brani che compongono l’album: undici tracce brillanti, fatte di liriche intelligenti, musicate strizzando l’occhio al brit pop originale anni ’60 e dimostrando una profonda conoscenza del cantautorato italiano fatto di artisti come De Andrè, Gaber, Bindi, Battiato, Tenco. Una delle tracce, non a caso, è proprio la cover di “Non arrossire” del Signor G.
E’ un validissimo pianista, Morgan, e ce lo dimostra a più riprese. Impreziosisce “Ballata dell’amore cieco” del Faber con una ritmica blues improvvisata là per là, coinvolgente e vibrante.
Nonostante l’occasione sia strettamente promozionale, prende sul serio il suo compito, accalorandosi durante le esecuzioni, dimostrando forte impegno nei passaggi più intensi dei brani, tanto che le vene del collo sono tutte in bella vista. Non riesce a stare fermo sullo sgabello del pianoforte, il quale diventa una sua estensione, una specie di coda, obbedendo ai violenti scarti che gli impone. Gli appoggia i piedi sopra, lo maltratta, emulo pop di Jerry Lee Lewis, contravvenendo agli atteggiamenti forzatamente composti dei pianisti per antonomasia. Dopotutto, l’anticonformismo è una sua prerogativa. Ed è bene che sia così.
Sembra prediligere uno stretto contatto con il pubblico, questo incontro pare confermarlo per l’ennesima volta: tre anni fa, lo vidi comportarsi allo stesso modo durante la sua partecipazione al Festival Internazionale di Poesia.
L’ambiente informale gli consente di giocare con i presenti, beandosi dell’adorazione mielosa che in molti gli dimostrano tentando di costruire una banale battuta con lui o cercandone lo sguardo magnetico e perennemente beffardo.
E’ furbo e affatto ingenuo: un ottimo demagogo che, conscio della sua posizione privilegiata, dall’alto dello sgabello seviziato sa appagare con sorrisi cartonati i flash che lo tempestano.

L’esibizione è lunga, si protrae fin oltre il normale orario di chiusura del mediastore: “The Baby”, “Le ragioni della pioggia” tra i brani del cd, la hit “Altrove”, “Arrivederci” di Luigi Tenco, la struggente “Cieli neri” e la sanremese “L’assenzio” dei Bluvertigo, un passaggio di Beethoven in chiusura.
Vorrebbe dilettarsi anche con qualcosa di Gino Paoli, per concludere l’omaggio a Genova, da lui definita “città in cui è nata la musica”, ma ammette di non ricordare la partitura di “Senza fine”, la sua preferita.
Accetta con candore genuino l’onere degli autografi, delle chiacchiere e delle foto.
La sua disponibilità è un toccasana.
Ottima prova.

Teardrop – Mentelocale.it

 

morgan mtv 2003Comincia all'insegna della polemica l'edizione 2003 del Giffoni Film Festival, che si tiene in questi giorni a Valle Piana, in provincia di Salerno.

Morgan, ospite del Giffoni Music Concept - la sezione musicale del Giffoni Film Festival, a cui partecipano (o hanno già partecipato, dal momento che è iniziato ieri) anche Cristina Donà, Niccolò Fabi, La Crus, Shaggy e i Loma di Paola Maugeri - ha lanciato un'invettiva contro George W. Bush.
Queste le sue parole in conferenza stampa: "Se ai ragazzi di Giffoni dovessi consigliare un film, suggerirei 'La storia infinita' di Wolfgang Petersen. Mi sembra incredibilmente attuale. Oggi il nulla è rappresentato da un certo modo di fare politica, dal militarismo imperante, dalla guerra simulata in playstation".
Morgan sostiene che non c'è nessuna differenza tra arabi e americani: "Entrambi vengono addestrati alla guerra fin da piccoli e ora gli americani sono guidati da un mafioso texano".
Morgan - che si è esibito ieri sera insieme a Loma e Mario Venuti - guarda già ai prossimi progetti: "Se questo primo album da solista è una compilation di cover", ha detto, "il prossimo sarà il tributo a un solo grande artista, prevedo Umberto Bindi o Scott Walter".

Nel frattempo, se Morgan vuole dire la sua in fatto di politica, Shaggy ha deciso di rivendicare il suo status di popstar, rendendosi protagonista di una serie di richieste infinite per il suo camerino.
La sua performance - che avrà luogo questa sera, si è fatta precedere da ben quattro fogli di richieste alla direzione artistica del festival.
Da una consolle Playstation 2 a quattro camerini, da dodici lattine di bevande non dietetiche ai gusti di chewing gum preferiti.
Ogni camerino deve contenere uno specchio a figura intera, un lettore cd (sistema tre speaker con sub woofer), un divano a quattro posti, 12 bottiglie di acqua minerale naturale e 6 asciugamani puliti. Si passa, quindi, al catering. Tutti i rinfreschi devono essere collocati nei camerini, sia dell'artista sia della band, al loro arrivo presso la struttura per il sound check, insieme ad un numero sufficiente di piatti, bicchieri, posate e tovaglioli, cavatappi, un apribottiglie e una grande quantità di ghiaccio.
Nello specifico Shaggy ha richiesto per una sola sera: 6 litri di succhi freschi (arancia, mirtillo, mela, ananas, punch di frutta); 24 bottiglie da un litro di acqua minerale naturale, 12 lattine di bevanda assortite, non dietetiche, 2 bottiglie di Baileys Irish cream, 2 bottiglie di Hennessey, 6 scatole di tonno al naturale, 2 pezzi di pane affettato, 6 pacchi di Dentyne Ice Chewing Gum, varietà di gusti tranne cannella; frutta fresca assortita, patatine fritte e noccioline, condimenti come maionese, sale e pepe, ketchup, salsa piccante.
Disposizioni serrate per i piatti caldi, da offrire solo ed esclusivamente nell'orario stabilito dal tour manager. E anche qui la lista dei piatti suggeriti è lunga. Pollame: stufato di pollo, pollo al curry, pollo fritto, pollo al barbecue, pollo al forno, pollo arrosto. Pesce/Carne di manzo: filetto, pesce al vapore, al forno, pesce e patatine, stufato, bistecca al pepe, polpette, lasagne. Contorni: riso, mais, patate, maccheroni e formaggio. Dessert: gelato, torta di mele, torta al pecan, mousse, torta Banofie, budino di pane.
Tutti i pasti devono essere caldi e piccanti. Laddove possibile, Shaggy dice di preferire cucina giamaicana, tailandese o cinese.
Sette gli addetti richiesti per la sua sicurezza e rigide norme perfino per la posizione del suo nome sui cartelloni pubblicitari. Shaggy vuole che abbia lui e solo lui la posizione migliore. Nessun altro artista deve infatti affiancare il suo nome.

Jennifer Lopez, a confronto, è una diva dilettante...

 

Fonte: www.mtv.it


 

di Renzo Stefanel, 14/07/2003

 

Morgan
Una lezione di stile, un concerto di altissimo livello, con una interpretazione pianistica e vocale di “Cieli neri” e “Me” che lascia attoniti. Il set è bellissimo, addobbato a ritrarre un appartamento signorile e un po’ demodé che si affaccia sulle case popolari degli anni ‘50. Fiori dovunque, lampade a terra, candelabri, band elegantemente vestita (tranne Pacho, che interpreta un santone indiano). “The Baby” è un po’ gigiona e introduce una divertente versione funkeggiante e groovy di “L’assenzio”. Morgan, in completo nero e camicia rossa, siede al piano e accenna “Pregherò” di Celentano (in originale “Stand by me” di Ben E. King), a conferma del suo flirt con la tradizione italiana - anche se tra il pubblico, qualcuno la scambia per “Sapore di sale”: urge un ripassino. Quindi presentazione della band, i Jaguars, e ci si chiede se sia un caso o un omaggio a Padova, visto che i patavini Jaguars furono nei ‘60 tra gli alfieri del beat italiano. Rimarrà un mistero. E un applausone tocca a Daniele Dupuis, presentato come Megahertz, gloria locale alle tastiere della band morganiana (morganatica?). Quindi, introdotta dalle parole “…this is not a rebel song” (fa il verso agli U2), parte “Altrove”, singolo bellissimo. Si finisce con “Il nostro concerto” del compianto Umberto Bindi, con tanto di assolo di theremin.

 

Fonte: www.rockit.it/articolo/16532/tora-tora-festival-padova-sherwood-festival

 

Torna a Genova il leader dei Blu Vertigo. E dà vita, domenica 22 allo FNAC forum, ad una grande permormance. Di Teardrop e Giovanni Villani

23 giugno 2003


 

Lo abbiamo aspettato per tre quarti d'ora, nel sottoscala della FNAC punteggiato dal volo di zanzare tigre un po' stordite, ma ne è valsa la pena.


MorganMorgan, il grande affabulatore dei Bluvertigo, in versione solista non delude e conquista con la semplicità del suo istrionismo.
"Canzoni dell'appartamento" è frutto del suo esilio volontario in un piccolo alloggio milanese, nel quale si è voluto circondare solo di un pianoforte e di oggetti di modernariato anni '70. Qui, ha a lungo lavorato con fare da artigiano antico per cesellare ad hoc i brani che compongono l'album: undici tracce brillanti, fatte di liriche intelligenti, musicate strizzando l'occhio al brit pop originale anni '60 e dimostrando una profonda conoscenza del cantautorato italiano fatto di artisti come De Andrè, Gaber, Bindi, Battiato, Tenco. Una delle tracce, non a caso, è proprio la cover di "Non arrossire" del Signor G.
E' un validissimo pianista, Morgan, e ce lo dimostra a più riprese. Impreziosisce "Ballata dell'amore cieco" del Faber con una ritmica blues improvvisata là per là, coinvolgente e vibrante.
Nonostante l'occasione sia strettamente promozionale, prende sul serio il suo compito, accalorandosi durante le esecuzioni, dimostrando forte impegno nei passaggi più intensi dei brani, tanto che le vene del collo sono tutte in bella vista. Non riesce a stare fermo sullo sgabello del pianoforte, il quale diventa una sua estensione, una specie di coda, obbedendo ai violenti scarti che gli impone. Gli appoggia i piedi sopra, lo maltratta, emulo pop di Jerry Lee Lewis, contravvenendo agli atteggiamenti forzatamente composti dei pianisti per antonomasia. Dopotutto, l'anticonformismo è una sua prerogativa. Ed è bene che sia così.
Sembra prediligere uno stretto contatto con il pubblico, questo incontro pare confermarlo per l'ennesima volta: tre anni fa, lo vidi comportarsi allo stesso modo durante la sua partecipazione al Festival Internazionale di Poesia.
L'ambiente informale gli consente di giocare con i presenti, beandosi dell'adorazione mielosa che in molti gli dimostrano tentando di costruire una banale battuta con lui o cercandone lo sguardo magnetico e perennemente beffardo.
E' furbo e affatto ingenuo: un ottimo demagogo che, conscio della sua posizione privilegiata, dall'alto dello sgabello seviziato sa appagare con sorrisi cartonati i flash che lo tempestano.

L'esibizione è lunga, si protrae fin oltre il normale orario di chiusura del mediastore: "The Baby", "Le ragioni della pioggia" tra i brani del cd, la hit "Altrove", "Arrivederci" di Luigi Tenco, la struggente "Cieli neri" e la sanremese "L'assenzio" dei Bluvertigo, un passaggio di Beethoven in chiusura.
Vorrebbe dilettarsi anche con qualcosa di Gino Paoli, per concludere l'omaggio a Genova, da lui definita "città in cui è nata la musica", ma ammette di non ricordare la partitura di "Senza fine", la sua preferita.
Accetta con candore genuino l'onere degli autografi, delle chiacchiere e delle foto.
La sua disponibilità è un toccasana.

Ottima prova.

Teardrop

 

Fonte: www.mentelocale.it/7516-le-sorprese-di-morgan/




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