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"Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono". Cosi cantava alcuni anni fa il celebre Giorgio Gaber ed io riprendo questo verso per denunciare quanto è accaduto recentemente al sign. Marco Castoldi in arte Morgan, prima l’esclusione dal festival di San Remo e poi , come se non bastasse , è arrivato il veto del sindaco di Verona Flavio Tosi che ne ha impedito il concerto. Le motivazioni – ha dichiarato il sindaco – sono le stesse per le quali Morgan si è beccato l’esclusione dal festival e cioè , l’intervista rilasciata al settimanale Max in cui MORGAN dichiarò di fare uso di cocaina come antidepressivo. Innanzitutto io mi chiedo perché le istituzioni invece di proibire e mettere al bando in nome di un codice morale , a mio avviso stupido e fittizio , non iniziano a fare piazza pulita di tutto quello che in esse vi è di marcio? Non dobbiamo certo prendere lezioni di moralità da chi della morale ne fa un uso strumentale , un mezzo di persuasione nei comizi elettorali , per queste persone di certo non rispettabili la morale , l’etica ,il bene sono ingredienti necessari a vincere una lotta di potere ,corpo contro corpo, tra chi dal basso della sua posizione ma dall’ alto della sua nobiltà interiore si fa porta voce e fautore di un idea di società realmente libera,garante dell’ individualità,e chi invece usa la parola libertà solo come slogan politico o peggio partitico, da destra a sinistra dal centro alla periferia.
Qualcuno sostiene che la questione della droga sia solo un pretesto che cela il vero obbiettivo, impedire lo sviluppo di una nuova mentalità,di un pensiero contro-verso e Morgan è attualmente uno dei pionieri. Costui ha tutto il mio placet. In effetti l’essenza del potere politico consiste nel governare ma , e qui sta la contraddizione, il governo si risolve sempre in un regime di controllo, in uno schema, in un ordine che serve a separare la normalità dall’eccezione, dall’anormalità. Di conseguenza il governo,il potere non ammette le differenze, quest’ultime vanno integrate ridotte allo schema ed il risultato è l’omologazione ,la massificazione che in sintesi è uno stato di totale assenza di libero pensiero e di alternative . Ma il peggio è che ciò avviene in democrazia. La democrazia si regge dunque su un paradosso che è quello della tolleranza repressiva,la tua libertà è allo stesso tempo permessa e tolta, puoi fare e dire quello che vuoi ,affermano, tanto tutto è monitorato da una volontà “superiore”. Si accetta il bianco e il nero , il buono ed il cattivo, la libertà del corpo ed i comandamenti religiosi,si dice:”NOI SIAMO APERTI SIAMO EMANCIPATI”,sembra davvero che tutti possano coesistere FELICEMENTE in un universo sociale molteplice ma ,per dirla tutta, la realtà è che ogni nostra azione è prevista e calcolata da altri. Ogni volta che noi crediamo di agire liberamente è sempre una forza esterna ad agire per noi , la nostra libertà è eteronoma per cui non è libertà. Il senso autentico della libertà sta nella autonomia nella capacita di autolegiferarsi . Quando si dice autonomia si dice disponibilità a comprendere , “maturità” intellettuale , scegliere e ,cosa più importante significa partire dall’individuo ; tutto ciò non contrasta con la regola in quanto è la RAGIONE del singolo la fonte della legge medesima e la ragione implica rispetto per l ‘altro perché l’altro è come me, rispetto per l’uomo è l’umanità come fine e non come mezzo. Ecco perché lo scandalo della politica inizia con il fatto che io debba essere governato,come sostiene il pensatore Mauro Sgalambro, è un attacco in pieno giorno sotto gli occhi di tutti alla ragione umana, al pensiero. Non è un caso che il modello di società attuale esclude la filosofia e l’arte,c’è una ragione più che sufficiente: arte e filosofia rappresentano un pericolo per lo stato di cose presenti. Nel libro intitolato “In pArte Morgan”emergono delle dichiarazioni interessanti circa il rapporto tra poesia e potere,la poesia non vuole il potere ed il potere non vuole la poesia,perché la poesia non tollera l’imposizione è spontanea , come il sorgere ed il tramontare, come la natura in cui tutte le cose seguono un ordine ,una legga ma senza sottomettersi ad un potere estraneo perché la natura non conosce altro potere che sé stessa. Capiamo quindi come un uomo di tal pasta qual è Morgan possa risultare un personaggio ingombrante per certe personcine ,dal momento che ,come il suo passato dimostra ,ha sempre manifestato un certo dissenso ,ad esempio verso le forme educative della società, in particolare l’istituzione scolastica(reazionaria e repressiva),basti ricordare il testo di Vertigoblu,un brano dei bluvertigo presente nell’album “Metallo non metallo”, in cui l’istruzione viene descritta come un sistema intrappolato in paradigmi culturali che allontanano il mondo giovanile dal sapere producendo più che educazione e formazione , diseducazione e distruzione. Sulla scia di Vertigoblu (la vertigine che ti stimola di più) si colloca un ‘altro brano controverso Fuori dal tempo in cui sotto attacco non è solo la scuola ma l’intera società statocratica e mediatica. Esemplari sono il verso “il questionario dei tre giorni è proprio fuori dal tempo” oppure “la CONDIZIONE in cui mi trovo è proprio fuori dal tempo”,”Non posso dire tutto quello che penso”;una vera è propria bandiera della diversità che va difesa contro il pensiero unico e la censura , metodo di sostentamento della nostra società la quale proprio perché repressiva vive oggi la sua crisi più profonda l’incomunicabilità e la solitudine , tema affrontato da Morgan nella canzone intitolata (So Low) L’eremita . E’davvero inaccettabile considerare quest’uomo,che farebbe breccia nel cuore di molti intellettuali del passato, un cattivo maestro,del resto è risaputo che la verità non è mai accettata ne si vuole che venga svelata , tutto cosi continua a muoversi nell’inganno e nel frattempo ciascuno va per la sua strada pago di un vano ottimismo che distoglie dalla realtà e prima ancora da se stessi , l’INDIFFERENZA è diventata il nostro pane quotidiano sospesi come siamo tra l’essere e il nulla ,incollati ad un televisore in attesa di un nuovo programma televisivo o di un video clip musicale,la vita e gli eventi scorrono come fotogrammi accompagnati da una mano come si accompagna la polvere o la cenere. Fossi in voi (mi rivolgo a chi condivide la scelta del sindaco Tosi e di San Remo)mi preoccuperei di tutt’altro, di certo non è l’ammissione di una debolezza ciò che può recare danno ai giovani,fortunatamente essi conservano ancora una virtù fondamentale che è la sensibilità , cosa molto importante visto il sue legame intrinseco con la comprensione;il punto è che la decadenza ha un’altra origine cioè lo smarrimento e la mancanza di senso di cui è responsabile una certa idea di progresso e una certa politica ad essa affine , la politica del successo e del dio denaro , la logica del mercato e del profitto , l’arrivismo ed un egoismo sfrenato , la cultura dell’immagine e dell’Io=Dio.


Chapeau




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