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Morgan giovedì 1 Marzo 2012 ha partecipato ad una videochat sul sito InArteMorgan.it per rispondere alle domande dei fan. Ecco qui riportate le cose più importanti ed alcune domande che gli sono state presentate.

 

Morgna in VideoChat su inartemorgan.it"Voglio parlarvi del disco che è uscito, perché è importante. È un disco complesso, complicato, montabile, smontabile. Non si può fare per adesso il disco vero che voglio fare, interattivo, cioè in modo tale che chi ascolta possa montarselo come vuole. Perché è come un puzzle, degli oggetti sonori che dialogano tra loro in un sistema. Quindi le versioni delle canzoni che io ho, di questo album ma anche dei prossimi, sono tantissime, stiamo parlando di centinaia di versioni diverse.
Quella di Marianne che è stata pubblicata, e anche di Hobby e Il gioco del cavallo a dondolo... vi garantisco che sono state fatte delle scelte dalla casa discografica opinabili, perché sono le peggiori.
Io vorrei regalarvi, se ho l'occasione, le versioni belle, quelle vere. Per cui questo disco non si chiama Ecomob, ma c'è il mob dentro nel disco. Non è il titolo ma è proprio stato fatto secondo un criterio di mobbing. Quindi è un disco che non vuole essere... tant'è che ci stiamo organizzando noi la promozione. Avete mai visto su iTunes per caso in questi giorni un banner pubblicitario con scritto “è uscito il disco di Morgan”? No. Avete visto un articolo? Ho fatto una telefonata con un giornalista? No. Come mai? Non si sa, forse sono troppo occupati a promuovere i dischi di Arisa. Forse sono troppo occupati a promuovere i dischi di quelli di X Factor, che se non c'ero io non c'erano, per cui onestamente…"

 

Antonio: In diverse interviste ha parlato di Musica 2.0. Ci può spiegare meglio di cosa si tratta e se è presente nel nuovo album? Magari facendo qualche esempio specifico?

"È un upgrade del concetto di musica, musica in senso proprio assoluto. Ad esempio Iannis Xenakis (del quale ha un'effigie riprodotta sulla maglietta – ndr), che è un musicista franco-greco che è morto poco tempo fa, è una specie di musicista dell'architettura proprio come Bach era l'architetto della musica. La formazione di Bach era quella di musicista ma le sue cose sono state considerate talmente belle, talmente costruite in modo complesso, che sono state paragonate a delle architetture.

Contrario di questo è rappresentato da Iannis Xenakis il quale è architetto di formazione, ma le sue musiche sono fatte con delle relazioni numeriche matematiche dell'architettura e il risultato combinatorio dei suoi calcoli può dare della musica che è un po' complessa da ascoltare, un po' difficile ma a me piace moltissimo. Questo per dire che la musica è tanta. La musica è stata fino adesso un concetto in evoluzione che conosciamo. Ma il grande salto per cui si può definire upgrade il cambiamento profondo della struttura musicale, del linguaggio e della modalità compositiva quindi anche del risultato estetico della musica tutta nel mondo, è l'introduzione dei linguaggi elettronici. Non che non ci fossero, perchè esistono dal '50 gli strumenti elettronici; oggi il fatto è che l'elettronica ha intaccato non solo il modo di comporre e quindi il risultato, ma l'elettronica ha intaccato l'autonomia, l'indipendenza e anche l'esclusività del musicista stesso che si trova in una situazione di interscambio transmusicale, interscambio costante e pure a sua insaputa (se fa musica col computer ovviamente). Ci si trova a gestire una musica che sfugge quasi dal controllo stesso del musicista. Il discorso è complesso e lo sto sviluppando. Intendo dire che la mia musica è radicalmente e profondamente cambiata."

 

Morgna in VideoChat su inartemorgan.itGabriele L. (nickname: barrè): In autunno avevi parlato di un tuo CD di inediti con speciali caratteristiche di interattività: porterai a compimento la realizzazione di questo tuo progetto?

"Si, certo. Lo porterò a compimento. Ho dei dubbi sui titoli. Un titolo è "Ecomob", che significa "Esplosione combinatoria dei mondi biforcanti", tra l'altro c'è anche un piccolissimo riferimento al concetto di mobbing e di eco, inteso non solo come Eco, l'amante di Narciso, ma eco come effetto di ritardo. L'altro titolo che stavo pensando non posso dirlo perchè è una password, per cui finchè rimane password non ve lo dico."

 

Antiqua: Esistono dei trattati di musica elettronica?

"Uno è del 1955, si chiama “La musica elettronica” ed è di Gentilucci Armando, poi c'è “Trattato di armonia” di Ezra Pound, ce ne sono parecchi di trattati di musica elettronica, ma il più autorevole è quello di Gentilucci."

 

Elisa L.: Premetto che la questione che vorrei sollevare penso sia attinente anche a questo momento di confronto, alla possibilità che ci dai di dialogare direttamente con te oggi. Vorrei chiederti un parere sul rapporto Artista/Pubblico.

Secondo te  fino a che punto l'artista deve "obbedire" e "sottostare" al gusto del pubblico e alle sue aspettative, miste alle aspettative, probabilmente, di chi vende il "prodotto" dell'artista una volta entrato nel grande "mercato"?

E, soprattutto, può essere legittimo, per il pubblico, poter entrare nel merito di questioni propriamente di competenza dell'artista e del suo management?

E’ davvero cosi utopico oggi pensare che l'artista debba conservare una certa libertà di movimento verso un progresso o, se necessario, anche un regresso all'interno del proprio percorso? 

"La questione è interessante… Il pubblico potrebbe saper entrare nel merito però non tutti hanno le competenze per farlo soprattutto non sono interessati e poi, magari, molti si trovano anche a criticare le scelte o i lavori di qualche artista senza sapere che dietro c'è una complessità, una grande, anche, problematica, difficoltà a poter, diciamo, far sì che il prodotto finale, quello che arriva al pubblico, sia rispettato nella sua natura, non sia deturpato e non sia deformato, non sia manomesso, perché c’è questo rischio... sempre di più è quindi è un casino.

Quindi credo che il pubblico dovrebbe, se è un cultore di musica, o semplicemente un appassionato, essere capace di una sintonia, nel senso anche, a volte, di comprensione e rispetto e delle cose che possono sembrare dall'esterno magari delle scelte sbagliate o delle mosse sbagliate, capire che molto spesso non tutto dipende dall'artista, e quindi c’è un problema di controllo della situazione. Allora la comprensione, o comunque la qualità della pietà, nel senso più alto del termine, sono dei modi di approccio alla questione, perché riguarda gli artisti. Gli artisti sono persone sensibili tutti, vanno anche ringraziati, ma io mi tiro fuori da questo, non è che voglio auto ringraziarmi, però io vivo di arte grazie a tutti quelli che sono vissuti e venuti prima di me e che hanno prodotto delle cose fantastiche, che hanno fatto in modo che il mio nutrimento potesse esistere, ed io li ringrazio per questo, e credo che tutti, tutti gli artisti che io ho conosciuto, la cui opera ho conosciuto, sono degli angeli, anche quando hanno sbagliato."

 

Morgna in VideoChat su inartemorgan.itatriXxX: Che tipo di musica metti nei locali quando fai i dj set?

"Non so che genere, non si può definire il genere. Non esiste la definizione di genere. Per quanto mi riguarda si può dire che faccio da tecno a Tenco. Basta solo invertire la “c” e la “n” che da Tenco fai tecno, quindi io praticamente abbraccio tutto lo spettro della musica che mi piace, con delle piccole modifiche".

 

Deborah: come ti è venuta in mente "Una nuova canzone"?

"La nuova canzone è una canzone che in realtà è vecchia, per esempio, è una canzone autoreferenziale che parla di sé ma qualcuno ha scritto che è una canzone apparentemente vuota. È una canzone che vuole esistere ma non ce la fa tant’è , vi do alcuni elementi, ad un certo punto, la canzone, quando è arrivata nell’esatta metà della sua durata, dice che è arrivata a metà, perché la canzone si auto descrive; ma si sa che i procedimenti di auto descrizione sono dei loop e quindi è una canzone che alla fine gira a vuoto per sempre: girare, dice, nel suo bel vuoto. Girare a vuoto è un concetto , avete presente la macchina quando mettete la marcia, appunto, in folle? Il motore gira a vuoto, quindi il concetto di girare a vuoto è la follia, il folle del cambio ma il folle in generale, girare a vuoto. Questa canzone è implosa perché parla di sé, perché si ascolta e quindi non riesce a esistere, ma ci son due tentativi di esistenza da parte della canzone stessa: uno è quando si immagina di essere una canzone triste e dice: “ma se invece fosse triste come me? Parlerebbe di complotto non starebbe a girare per casa con il walkie talkie”, questa era la prima versione. Comunque la canzone non ce la fa, in quel momento, a esistere perché perde tempo nel senso del tempo ritmico. Poi nel secondo momento, forse, perché può esistere la canzone? Perché entra una persona nella stanza dove questa canzone sta suonando e quindi: “ad un certo punto sei entrata tu e la canzone è andata in confusione. “Che grande distrazione” mi ha detto la canzone, vorrei poter uscire fuori da me stessa, ma non sarà possibile finché non sarò risolta ma questo è un altro ignobile pretesto” che non gli ha fatto capire che doveva finire, per cui è talmente piena di sé che neanche sa che deve finire e quindi si mette a girare a vuoto. È una canzone apparentemente priva di senso ma credo che sia la canzone più sensata che io abbia fatto perché descrive non sé stessa ma me".

 

In chat chiedono riguardo allo scrivere una canzone

"Scrivere una canzone è un atto tecnico, come ogni atto creativo. Creazione, l’azione del creare è la poesia per eccellenza perché poieo, dal greco, vuol dire costruire, plasmare, erigere, edificare; quindi la costruzione per eccellenza, nel campo dell’arte, è la poesia. La poesia, poi, in origine era cantata quindi la canzone ha a che fare con la poesia. Come si fa a scrivere una canzone? Bisogna saperlo fare, bisogna aver l’istinto di farlo e imparare dalle canzoni che ci sono già, ascoltare molta musica e comprendere il concetto di forma, per distruggerla, forse, poi. Ma la forma è ciò che rende la canzone “canzone”: Il fatto che sia più o meno lunga tre minuti, che abbia al suo interno dei pattern, cioè delle sezioni che hanno una caratteristica, un congegno, diciamo, di ripetizioni di parti. Viene da un’antica forma della musica classica, che per eccellenza era la forma più complessa e più apprezzata nell’ambito della forma classica, cioè la forma-sonata. I libri dicono che la forma sonata è tripartita bitematica cioè vuol dire che ha tre parti e due temi. I due temi si espongono, prima il primo e poi il secondo, ma si espongono e si combinano all’interno di tre sezioni che sono: l’esposizione, lo sviluppo e la ripresa. Questa forma strutturale, più o meno, è rispettata nelle canzoni, se pensiamo che i due temi sono la strofa e il ritornello e se pensiamo che le tre parti potrebbero essere il concetto di strofa, ritornello e strofa di nuovo: esposizione, sviluppo, ripresa. Poi le canzoni si articolano in modo differente. Ci sono delle canzoni originali, nel senso che sono strane e non rispettano questi criteri formali che ho detto. Ci sono anche canzoni molto schematiche, molto elementari e molto semplici che sono monosillabiche, cioè che hanno un elemento solo. Le canzoni di De Andrè, molto spesso, hanno un elemento solo che è comprensivo di strofa e ritornello, cioè se voi pensate a una canzone qualsiasi di De Andrè, come per esempio... (canta un giudice). Questa è un modulo unico cioè è una strofa che si ripeterà 4 volte e non vi è un ritornello, c’è soltanto un’articolazione di questo piccolo unico modello, modulo, che ha degli accordi che fanno un periodo compiuto, però non c’è un ritornello, c’è un tema, però (lo suona), sulle armonie stesse della strofa. Quindi, dicevo, le canzoni di De Andrè sono strofe che si ripetono continuamente perché la concentrazione, là, è sul testo, non tanto sulla musica; anche se, però, io credo che siano fantastiche le musiche di De Andrè e prendono poi spunto da delle antichissime ballate medievali e canzoni del ‘200, che lui diceva apprezzare, come la poesia in lingua d’Oc, del “Roman de la Rose, la poesia dei romanzi cavallereschi, di François Villon soprattutto. [...] Io credo che le canzoni, per quanto mi riguarda sono la cosa più importante che c’è [...] anche perché sono il modo in cui mi esprimo…"

 

Morgna in VideoChat su inartemorgan.itMarianna B.: Volevo chiedere a Morgan, come gli è venuta l'idea di inserire ne “Il gioco del cavallo a dondolo” la voce di Moravia (mi risulta sia lui), che dice: “Il completo collasso di quel rapporto tra l' uomo e la realtà... il mondo gli diventò oscuro, indecifrabile o peggio ancora inesistente”.
Da dov'è tratta e qual è il significato?

"Sì, certo: “il completo collasso del rapporto tra l’uomo e la realtà, il mondo gli diventò oscuro o indecifrabile e, peggio ancora, inesistente.” Perché la canzone de “Il gioco del cavallo a dondolo” parla dell’evoluzione di un personaggio che parte piccolo e poi diventa sempre più violento. Ad un certo punto quando si passa dall’adolescenza all’età adulta, cioè dalla fase 3 alla fase 4, c’è Moravia a cui ho fatto dire questa frase, perché, veramente, nella crescita del protagonista della canzone, c’è il collasso, il mondo diventa inesistente, lui allora comincia ad uccidere. Una grande metafora."

 

Canzone D’autunno: Pensa veramente che un giorno si potrà giungere ad avere la perfetta riproduzione della voce umana attraverso un software?

"Domanda fantastica! Che bel nome che hai, Canzone! Caro canzone d’Autunno, la riproduzione della voce umana attraverso un software si può anche fare oggi: io lavoro molto sia con la sintesi vocale che con l’editing della voce registrata, quindi con la forma d’onda reale e campionata, quando invece la sintesi vocale tratta di sintesi additiva, quindi di creazione da zero, analogica, ma creata dalla “scossa elettrica”, la formante della voce alla quale si può fare dire delle cose e quelle cose possono anche essere intonate, quindi si può cantare. Certo che il timbro elettronico ha tutti gli aspetti dell’elettronica ed è bello per quello. Io nel disco nuovo che uscirà ho fatto molti duetti con queste voci elettroniche, quindi anziché andare, diciamo, a scoperchiare le tombe dei morti e fare duetti con i cantanti morti, io i cantanti morti preferisco ascoltarli, mentre i duetti li voglio fare addirittura con i cantanti inesistenti, inventati da me quindi finti, i cantanti che peraltro sono molto intonati e pronunciano bene l’inglese… Consiglio un brano di Max Mathews che si chiama “Bicycle built for two” del ’62, che è la prima canzone dove una voce sintetica è riuscita a cantare (canta la canzone)".

 

Max Mathews - Bicycle built for two
http://youtu.be/41U78QP8nBk

 

Trascrizione di Marnie e Gaia

VIDEO:
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