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martedì 10 luglio 2012

di Marco Colombo

 

Marco Castoldi in arte Morgan, frontman dei Bluvertigo conosciuto dai più per la sua partecipazione in qualità di giudice della trasmissione X-Factor, ha sostanzialmente tormentato la mia infanzia. Mia sorella, infatti, aveva una vera e propria venerazione per quel ragazzo coi capelli rossi che cantava: “è praticamente ovvio… che esistano altre forme di vita!”.
Come spesso accade quando da piccini si è obbligati a guardare MTV anziché Bim Bum Bam, sviluppai una sorta di avversione per i Bluvertigo e quanto orbitava attorno a loro.
Non riuscivo a capire un testo come “Altre forme di vita”, era destabilizzante:

In terza media scopro che i regni sono cinque
Fatti a loro volta
da generi molto diversi tra loro


Per me, che nel ’97 avevo appena iniziato quell’iter di studi che a quindici anni di distanza (per fortuna o purtroppo) non ha tuttora accennato ad arrestarsi, era pura eresia; Marco Castoldi diventava il mio Galileo personale (pur non sapendo ancora chi fosse Galilei).
Crescendo non mi accostai più alla sua musica, sino a quando nel 2005 uscì “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, cover dell’omonimo album di Fabrizio De Andrè.
Sono passati ormai sette anni eppure non sono ancora riuscito a decidere se sia migliore l’originale o il tributo.
Iniziai dunque a ripercorrere passo-passo la sua carriera dalla “trilogia chimica” (Acidi e basi, Metallo non metallo, Zero) all’ “epoca dello straniamento” (Italian Songbook Volume 1 – 2).
Tuttavia, nonostante questa evoluzione nei rapporti tra me e l'opera del musicista monzese, non avevo mai avuto occasione di sentirlo dal vivo.

 

 

 

Tralasciando la questione “Miss T-shirt bagnata” che non credo vi interessi: ci eravamo intesi. 

 

Ieri, dopo aver cenato, verso le 21.20 ci avviammo verso Misinto (MB). 
L’orario d’inizio indicato sulle locandine era 21.30, ma, avendo il mio amico già sperimentato lo scorso anno l’attesa per un suo spettacolo nella medesima location, sapevamo che sarebbe slittato. 
Di fatti il concerto tarda di circa mezz’ora, un’attesa resa però maggiormente sopportabile dall’ottima birra e dal fatto che l'ingresso fosse gratuito
Un plauso agli organizzatori. 
Allo scoccare delle 22, Morgan fa il suo ingresso sul palco: consueto capello grigio, basso color rovere al collo, giacchetta e pantalone di jeans; “fin troppo sobrio” penso. 
Nella passata edizione il suo era stato un “one-man show”, questa volta, invece, è affiancato dai Lombroso
Il gruppo mi era sconosciuto, ma prendo appunti per potermi poi documentare (stamani ho scoperto che il chitarrista-cantante è Dario Ciffo, ex violinista degli Afterhours). 
Un rapido gioco di luci si parte con “Altrove”, open track del suo primo album da solista: “Canzoni dell’appartamento” (2003). 
Dopo anni passati a non ascoltarla la credevo ormai dimenticata; tuttavia, le parole sbocciano una dopo l’altra con un’isospettabile naturalezza. 
… e ora La Notte… ma non quella di Arisa, quella non è LA NOTTE, quella di Adamo”, il pubblico (per quanto eterogeneo) sembra spaesato; Teo mi spiega che Adamo è “un cantante degli anni ’60, uno alla Little Tony per intenderci”; sta volta non ci siamo intesi affatto. 

 

Misinto Bierfest 2012

 

 

Il palco si trasforma in una ricchissima biblioteca di cover, come Moonage DayDream di Bowie, che danzano con pezzi dei Lombroso e di musica leggere italiana (Battisti in primis), il tutto riproposto in chiave rock; questo sino ad arrivare a Billie Jean: Morgan si toglie il giubbetto (sfoggiando con orgoglio una maglietta con spalline incorporate) e si parte col giro di basso… poi la batteria… qualche scossa di chitarra e… si scarica l’ I-pad con le parole del testo.
But the show must go on! Ed ecco che, nell’attesa di un ritorno di quell’artificio tecnologico, è il più istintivo dei medley a prendere vita: Queen, Duran Duran e Stones tutti nella stessa nota.
Giunge poi l’ora della tanto attesa “Altre forme di vita” mentre sul finale, il live assume i tratti della jam session di websteriana memoria sino a concludersi con un tributo ai Beatles (Oh! Darling con seconda voce fatta da Agostino Nascimbeni, batterista dei Lombroso, merita di essere ricordata) e con Morgan che lancia il basso per fare una simpatica imitazione dell’Elvis di Sospicious Mind.

Tra le note positive della serata:

- L'eclettico Castoldi si conferma “animale da palco”, abbinando a una carismatica presenza un’ottima voce, migliore dal vivo (sporcata a tratti da alcune imperfezioni) che non su disco (spesso controllata e pulita)
- Finalmente un concerto in cui alla dicitura “ARTISTA FAMOSO + GRUPPO ‘MENO FAMOSO” corrisponde una reale simmetria scenica con l’uno che non prevarica mai sull’altro (anche se Marco Castoldi, facendo “un passo indietro” a favore dei Lombroso, finisce involontariamente per attirare ancor più l’attenzione sulla sua figura tra bassi e tastiere)
- Scoperta dei Lombroso: notevolissime capacità vocali di Dario Ciffo e un Agostino Nascimbeni batterista vero

In una splendida serata di musica, purtroppo, bisogna segnalare la presenza di alcuni ragazzini accorsi unicamente per vedere “quello che non ha fatto Sanremo perché pippa coca e che si veste strano”; resta però la speranza che la performance di ieri sera sia per loro ciò che nel 2005 fu per me quella rilettura di “Non al denaro, non all’amore né al cielo”.
E se anche così non dovesse essere… che ci potremmo fare?
Del resto “è praticamente ovvio che esistano altre forme di Vita”.

 

 

Fonte: lanonimo-blog.blogspot.it

 

 

 

Vedi anche:

- Foto: Morgan + Lombroso al Misinto Bierfest (MB) (09/07/2012)




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