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di Monica Torriani

 

Morgan Teatro FraschettiPavia, una delle città delle cento torri, ha ospitato l’evento nell’evento: presentazione/degustazione del vino Morgato e Morgan “Piano solo” al Teatro Fraschini.  Due appuntamenti, entrambi accolti con entusiasmo e partecipazione. Alle 20:00 il bar Minerva era affollatissimo, di lì a pochi minuti sarebbe arrivato Morgan. Il vino Morgato un progetto  condiviso con la sorella Roberta, violoncellista, poetessa, appassionata sommelier. Un progetto sposato dall’azienda vitivinicola dell’Oltrepò Pavese F.lli Giorgi. Morgan è apparso subito disponibile, affabile e per restare in tema spumeggiante (Morgan + Moscato = Morgato). Si è intrattenuto scherzando, concedendo fotografie e degustando il suo vino.

Un vino in tre versioni (bianco, rosato, rosso) vestito da Morgan, sul collo della bottiglia porta il fiocco anarchico. Circa alle 21:00 l’Artista MorganMarco Castoldi si è avviato verso il Teatro Fraschini.  Con un po’ di ritardo, ma preferirei chiamarla piacevole attesa, Morgan è salito sul   palco. Ad attenderlo: pianoforte e luci soffuse. Questo quasi buio di lì a poco sarebbe stato illuminato per mano dello stesso Artista.  Fin dalle prime note di Bach (Preludio n.22) le sue mani veloci, sui tasti bianchi e neri, hanno saputo accendere il Teatro a giorno. Elegante, concentrato, preciso, non dispersivo, vocalmente impeccabile, ha padroneggiato e condotto ogni singolo nel “pianeta” Musica. Un transfer che pochissimi artisti riescono a regalare soprattutto per un intero live a piano solo. Un concerto minimale come la scenografia, nessuna digressione, spiegazione, solo “grande” musica. Un’unica pausa per presentare sul palco il vino Morgato con la sorella Roberta e Fabiano Giorgi. Anche in quest’occasione la musica è stata regina. Se il vino Morgato dà ebrezza non è da meno la canzone di Fabrizio De Andrè “Un ottico”, semplicemente è un’ebrezza di altro genere… Dopo un brindisi con la sorella e uno rivolto al pubblico, il concerto è proseguito senza interruzioni. Una scaletta imprevedibile e sorprendente, da Bach a Fabrizio De Andrè, da Vasco Rossi ai Depeche Mode, da Rodolfo De Angelis a Brecht/Weill, da Sergio Endrigo a Umberto Bindi, dai Queen a Domenico Modugno, da Nino Rota a se stesso. Di suo conio ha eseguito: I still love you/ Una storia d’amore e di vanità/ Animali familiari/ L’assenzio/ Cieli neri/ Contro me stesso.

MorganNon si può non citare l’esecuzione a bordo palco di “Parla più piano”, mani congiunte sul microfono, coinvolgente e commovente. Il tutto sigillato con due bis: “Contro me stesso” e “Preludio n.1 di Bach”. E’ doveroso ricordare la brevissima citazione dell’amico Enzo Jannacci “la memoria ha dei risvolti curiosi…” che ha strappato un applauso spontaneo e caloroso a metà concerto. Morgan personaggio non si è visto. Al Teatro Fraschini si è visto il grande artista, sublime musicista, impeccabile esecutore e geniale cantautore. Alla degustazione si è visto Morgan persona. Marco Castoldi in arte Morgan a Pavia è stato un brindisi all’arte, arte con la “A” maiuscola, tutto il resto è “rumore”.

 

Fonte: corpomenteanima.it

 




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