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ESSENZA
 
Sono 
l'apolita dell'essere
la gitana dell'immaginifico trascendente.
 
Tutti i diritti riservati all'autore - Alice Dominici
 

 

M usica infinita nei tuoi occhi
A rdi ora dentro di me
R iflesso di un'anima calda
C hiara melodia del cuore
O ra sei qui

M inuti ad attenderti
O re che sembrano volare
R egalate a me
G iorni vissuti in quel tempo
A v vertire le tue assenze ed essenze percepite
N el cuore

C elate da quella maschera
A pparentemente nascondi il tuo viso
S empre bello, sempre vero
T i sento ora
O cchi che hanno un senso anche di profilo
L anguidi sorrisi, melodie dell'altrove
D ialoghi immensi
I ntensita' dell'anima

 

 

di Francesca Mantini - Tutti i diritti riservati all'autore - 

RITRATTO

 

Né violino, né arpa, nè flauto, nè piano solo, sono un’orchestra, che suona incanto e rumore, melodia e grido, dissonanze che stridono.Quello che non vuoi sentire di te. 

Mi sporco e invecchio con l’uso, mi consumo nel viaggio e sbaglio strada raddoppiando i chilometri, poi l’ingoio e sono oltre, dove il tuo sguardo immobile non può arrivare, troppo lontano e nuovamente indistinto, mettermi a fuoco ti fa male agli occhi.
Sono il cubo di Rubik che giri tra le dita insieme ad altre mille mani, mi incastro, rivolto,ruoto, faccio caprioledella tua urgenza di risolvermi, mi mischio i colori addosso mentre mi cerchi l’unica faccia che hai scelto, non avrai soddisfazione, non avrai soddisfazione, non avrai soddisfazione…
Sono la montagna da cui non guardo verso il basso, sono il basso, l’eccezionale e il comune, mi nego e mi mischio tra la necessità di far parte e quella d’esser solo, confondermi e distinguermi, ristoro e peso della mia anima. 
Sono la meraviglia che ti commuove davanti al trucco di cui mi spoglio, l’incoscienza della verità che ti offro indifeso, sono la maschera che vesto per non farmi sfiorare la carne viva, sono le mie contraddizioni, quel che ti meriti di sapere, quel che mi merito di nascondere.
Sono ciò che assecondo di me nell’onestà di guardarmi tutto, sono dentro e fuori qualunque definizione, sono quello che speri,quello che non vuoi, quello che non controlli, quello che non puoi prevedere, quello che non ti rassicura.
Sono la mia voce, non l’avrai.
Sono le mie parole, non le avrai.
Sono il mio gioco e la mia leggerezza, non l’avrai.
Sono l’abisso che mi piega, non lo avrai.
Sono il fatuo e l’essenza, il fanciullo e il saggio, non l’avrai.
Io non appartengo.
Sono la bugia con cui ti piace raccontarmi nell’unica versione che credi giusta e rinnegata, sono il tuo fraintendimento, sono il tuo fraintendimento, sono il tuo fraintendimento…
E sono le note che arrivano improvvise,leggere alle mie mani e ci danno sollievo, la tregua di una grazia condivisa, la calma della penombra che smorza colori e confonde confini. Quell’abbraccio che nella sua pienezza mi arrende e protegge e m’illude d’armonia sola,per un attimo libero dal mio troppo,dalla mia scelta e fatica di non compiacerti.
Sono la mia fatica.

 

di Alma - tutti i diritti riservati all'autore

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