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25 settembre 2012

Dal foyer del Teatro Coccia di Novara.

Resoconto di S.P.

 

Morgan alla Conferenza Stampa de Il Matrimonio Segreto (foto di Fabio Antonelli)
Foto di Fabio Antonelli  
Si apre con puntualità la conferenza stampa che inaugura  la stagione teatrale del Teatro Coccia di Novara.

A fare gli onori di casa il sorridente Sindaco di Novara, Andrea Ballaré che, esplicitato l’intento di riportare  lustro al teatro novarese ed alla cultura in generale,  descrive con entusiasmo  il cartellone che vedrà il suo inizio proprio  il cinque ottobre con l’opera buffa in due atti: “Il Matrimonio segreto” di Domenico Cimarosa, libretto di Giovanni Bertati, con la  regia di Marco Castoldi in arte Morgan.

La direttrice, Renata Rapetti, approfondisce il discorso sulla nuova politica artistica del teatro, illustra il cast dell’opera e sottolinea di aver voluto e preteso il meglio.

 Ringrazia  con calore il regista Marco Castoldi, che  definisce non solo un regista e grande conoscitore della musica, ma una persona …straordinaria. Tutti quelli che stanno lavorando con lui potranno dire quanto è straordinario e riferisce che proprio i cantanti, primo fra tutti  Bruno Praticò, hanno accolto con gioia ed interesse la regia di Marco Castoldi in arte Morgan. Non solo, Alessandro Mendini  autore degli  allestimenti, appreso della regia di Morgan, ha inteso fornire un’epifania di oggetti di scena, tanto da arrivare a ricostruire la poltrona di Cimarosa.

 

 

Il clima di lavoro fra gli artisti è splendido, racconta la Direttrice. Per l’opera c’è attesa, hanno prenotato da Milano, Torino e tanti ragazzi, incuriositi dalla regia di Morgan, hanno acquistato i biglietti nei settori più alti. Morgan ironizza: “quelli da dove lanciano meglio…!”  (NDR facendo intuire il timore del tiro di qualche ortaggio).
La parola passa al regista Marco Castoldi, che dichiara, (ma non serve perché si vede), di essere felice di questa esperienza perché lo riporta ad una dimensione di manualità e artigianato che ama molto.

Ringrazia a sua volta la direttrice per averlo voluto a teatro, un mondo che conosceva poco, ma ha sempre amato.  “L’equipe è meravigliosa”, continua Morgan che riconosce di essere difficile e di sentirsi come “l’uomo che cadde sulla terra, uno spettatore che costruisce con loro e per questo l’opera viene bene”.
Morgan torna all’opera e richiama l’attenzione sulla sua sostanza e metafora.
“E’ un DRAMMA-GIOCOSO, e proprio questo rapporto fra opposti rende l’opera MODERNA.
La sua universalità sta nella complementarietà di questi opposti. L’unità di spazio della scena, voluta dal regista rappresenterà proprio questo rapporto. E in questa unità di spazio, l’opera ferma il tempo, rimanendo per sempre.

“Io sono  il servitore dell’opera, un traghettatore. Cerco di servire l’opera con umiltà, sarà la prima di altre che farò”. Morgan osserva che è l’opera del misunderstanding, dello sfottò a certi ambienti, della sordità, dell’amore non corrisposto, del non detto. E noi, aggiunge Morgan: siamo credo le persone che meglio possono rappresentare questo sfottò. Queste situazioni della società del ‘700 descrivono infatti  proprio la società di oggi.


Morgan alla Conferenza stampa de Il Matrimonio Segreto (Foto di Fabio Antonelli)
  Foto di Fabio Antonelli
Il direttore dell’orchestra, Carlo Goldstein, ripercorre la storia di quest’opera buffa, unica ad essere ripetuta per intero nella stessa serata ed incastona la figura del musicista Domenico Cimarosa fra il giovane Mozart ed il successivo Rossini. Bruno Praticò,  racconta di apprezzare il lavoro fatto con Morgan e Goldstein: “ogni volta che si fa qualcosa con un regista nuovo, noi cantanti impariamo qualcosa”, si scoprono dettagli e si cresce. insieme.
Gli fa eco Stefania Bonfadelli: “è stata una bella sorpresa lavorare con Morgan, ne sono molto contenta. “Penso che il talento sia timido e Marco è arrivato in teatro i primi giorni, piano, piano, con grande umiltà e rispetto per la musica”. Conclude: “una regia veramente esilarante, ci sono dei momenti così comici che  non riusciamo quasi ad andare avanti”. Un regia fatta con grande spirito e spontanea comicità che si sposa con la comicità diretta di Cimarosa.

Chiude l’assessore alla cultura  Paola Turchelli che sottolinea come nonostante “i gufi” il teatro è ripartito alla grande. Morgan non perde l’occasione della battuta e ricorda a tutti che “comunque I Gufi erano un grande gruppo…”

Iniziano le domande dei giornalisti alla direttrice Rapetti,  vogliono sapere se l’opera, di completa produzione novarese, con gli allestimenti e la regia d’eccezione, sarà rappresentata in altri luoghi.
Renata Rapetti risponde che alla prima sono invitati e saranno presenti i direttori di vari teatri italiani.


La seconda domanda è per Morgan: “la lirica ha un X Factor? Qual è il suo approccio alla lirica…“ e via discorrendo nell’articolazione della domanda. Morgan, ironicamente, chiede a sua volta se può riassumere la  domanda in un “Ti piace la lirica”? Segue la risata generale.

Poi torna serio sulla domanda e definisce l’X Factor come la Voc-azione,  il canto è l’azione della musica, l’uomo che agisce la musica. Il canto lirico è il modello che insegna, le altre  sono declinazioni.  Ci vorrebbe un X Factor della lirica; racconta pure di aver proposto un banchetto per i provini con cantanti lirici. Sottolinea tuttavia che il contatto con la musica commerciale non è stato favorevole alla lirica, risolvendosi spesso in un’imitazione-parodia della stessa, che non le ha reso un buon servizio, tranne pochi casi di genialità e cita il duetto fra Freddie Mercury e Montserrat Caballé, Pavarotti e Simon Le Bon in Ordinary World, “passata inosservata perché troppo alta”.

Sono ambiti diversi, continua Morgan , lo stesso vale per la canzone e la poesia, vanno tenuti separati per garantirne il rispetto. Interviene a conferma il maestro Goldstein affermando che c’è un problema di medium; la lirica è teatro vivo, la gente deve uscire di casa e ascoltarla in teatro, sentendo anche il pavimento che scricchiola. Morgan continua il dialogo con Goldstein sulla problematica del mezzo e cita Glenn Gould che decise di trasformare il pianista in colui che registra anche l’esecuzione divenendo così incisione, disco. E’ solo l’inizio di una conversazione che sicuramente i due maestri avranno già affrontato in questi mesi di collaborazione. Una collaborazione, che ad occhio nudo appare piacevole e costruttiva.
La conferenza termina.

Due battute con il cordiale Sindaco Andrea Ballaré, che si mostra molto sensibile alla problematica culturale cittadina e testimonia la voglia della città di Novara di uscire dai confini, dal villaggio asterixiano per aprire la bella esperienza teatrale alla condivisione con tutti e con pubblici diversi.

Il Sindaco sostiene il rilancio del Teatro cittadino come volano della rinascita della città e racconta di conoscere il personaggio artistico di Morgan, di averlo quindi voluto, attraverso Renata Rapetti, senza esitazione, desiderando  portare al Coccia i più grandi artisti. Aggiunge Ballaré che Morgan, con il quale ha chiacchierato diffusamente quest’estate sul divano in teatro, è una persona simpatica ed aperta e che, anche dopo questo evento, sarà sempre il benvenuto.

Nel frattempo il regista, intervistato nuovamente dai giornalisti fuori dal teatro, insieme all’intero cast  si concede una pausa al bar, sotto gli storici portici novaresi, all’ombra della cupola dell’Antonelli, fra  gli sguardi increduli, ma discreti  dei ragazzi ai tavoli vicini.

 

Vedi anche:

- Tutte le informazioni: Il Matrimonio Segreto di Cimarosa al Teatro Coccia di Novara - Regia di Morgan

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