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È risaputo che il professor Aldo Grasso sia uno dei più Alti studiosi di comunicazione e a mio avviso il più Grosso esperto di quella disciplina. A detta di molti inoltre è indicato come uno dei più grandi giornalisti italiani, se non il più acuto.
Il fatto che si sia occupato così approfonditamente di una mia riflessione postata e la abbia addirittura riportata quasi integralmente in un suo articolo recente pubblicato sul prestigioso Sette mi riempie di autentica gioia.
Ciò dimostra che anche lui è a pieno titolo un membro della commissione per il ripristino della cultura in Italia. Forse un po' troppo pieno di ottimismo e bonarietà (d'altra parte è un esegeta del mio pensiero), mi domando dove trovi il tempo per affrontare e approfondire anche le cose più nascoste tra tutto quel che scrivo, dovendo egli per lavoro occuparsi già di tutti i prodotti televisivi italiani. Che stacanovista! Io ad esempio ho fatto una gran fatica negli ultimi mesi a finire di leggere il secondo volume di Don Chisciotte dovendo per lavoro studiare i 48 preludi e fughe del Clavicembalo ben temperato di Bach!
Che invidia.
Lunga vita alla cultura italiana. Ma Aldo Grasso in Rai? Magari!!
 
 
 

Questa è una risposta all'articolo di Aldo Grasso "Che cattivone, quel Morgan" pubblicato su Sette - Corriere della Sera del 21/08/2015



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