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La notizia che Antonio Campo Dall'Orto è il nuovo capo della Rai ammetto che mi riempie di entusiasmo e di slancio verso una nuova e certamente luminosa epoca per la cultura italiana. Lo dico senza enfasi poiché conosco bene la persona a cui è stato affidato questo onere complesso, ma neanche troppo per chi come lui è non solo naturalmente portato alla pratica della cultura come comunicazione (e viceversa: la comunicazione come cultura), ma ne ha anche competenza derivata dai suoi studi e da esperienza concreta.

Conosco Antonio Campo Dall'Orto da quando ha preso in mano Mtv Italia all'inizio degli anni Novanta, l'ha portata sia nel mercato che nell'arte perché ne ha fatto un incredibile laboratorio di idee in cui io e altri brillanti colleghi (Andrea Pezzi, Victoria Cabello, Alessandro Cattelan, Francesco Mandelli Marco Maccarini, Massimo Coppola, Camilla Raznovich, Entico Silvestrin, Paola Maugeri etc.) potevamo lavorare con ironia e creatività sempre supportati nell'azzardo e mai castrati nelle iniziative, anzi affiancati da strutture e team che facevano realizzare progetti spesso di avanguardia o di rottura degli schemi. Non mi addentro nella carriera di Dall'Orto ma dico solo che tutto quello che ha fatto in seguito non ha mai disatteso le aspettative di chi credeva nella sua grande abilità, e il fatto che ora sia finalmente approdato alla guida della TV di Stato per me è una logica conseguenza di merito ma se si riflette invece sulla consuetudine spiacevole del nostro paese di procedere per clientelismo o nepotismo, se non per associazione a delinquere, la cosa non è del tutto scontata e merita una sonora approvazione con tanto di applauso, anche come risposta a tutti gli applausi che ci ha regalato e fatto regalare dal pubblico. Per concludere: amo la Rai e non ho mai smesso di credere profondamente nell'importanza del concetto di servizio pubblico a differenza di quelle emittenti ,e sono tutte le altre, che badano solo a fatti mercantili e monetari devastando per privazione culturale la nostra amata Italia. Ho aspettato col fiato sospeso che giungesse il momento in cui la Rai sarebbe ritornata ai fulgori degli anni Settanta in cui non doveva abbassarsi al confronto con Mediaset o robe simili. Amo Antonio Campo Dall'Orto e brindo questa sera al ritorno del servizio pubblico. Incrocio le dita e gli faccio tanti auguri. Se lo lasciano lavorare saranno figate vere, ve lo garantisco.

Morgan




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