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Ecco l’inedito, il ritorno di Morgan in grande stile, performance emozionale, un nuovo disco, una nuova canzone per il suo pubblico asciutto di progetti nuovi. Questo è quello che leggo, vari articoli che giustamente acclamano un grande e competente cantautore ed eccelso musicista. Io però non sono un’addetta ai lavori e non faccio neppure la giornalista e ai miei occhi, arriva fulmineo un altro aspetto. Spirito e Virtù, La riconsegna finalmente non celata di un uomo: Marco. Stringendo i pugni in quelle tasche, afferrando la sua oscurità e andando avanti, Un testo in cui viene a galla l’intelligenza emotiva di un uomo che nessuno osa immaginare per com’è davvero.

“Questa mia era una vita che sembrava smarrita per quanto maledetta, perfetta, romantica e fallita ma si è rimaterializzata in una nuova così poco conosciuta” Questa vita che si sente dentro quando si chiudono gli occhi, che si cerca quando si lasciano libere le mani, che si percorre su un cammino dove a volte ci lasciamo ad aspettarci smarrendoci. Questa vita che ci disillude e ci inganna costruisce per noi una gabbia affinché la libertà diventi una concessione altrui, ci sembra improvvisamente fallita,lontana.

Ma quest’uomo è libero prima e dopo di loro, con e senza di loro Libero nella vittoria e nella sconfitta e questa forza sospinge verso un ritornare, ritornare è indietreggiare a quel sentire cosa c’è dentro è così questa vita si rimaterializza in qualcosa di nuovo che non è conosciuto dagli altri , da tutti quelli che credono di sapere.

“Dormi? Se sì allora veglio su di te e ti amo ma se non dormi, allora non ti sveglio, ti voglio e ti chiamo” Vegliare su chi si ama, rimaner desti lasciando che un altro sogni al posto nostro, Il mondo si guarisce con un pensiero d’amore alla volta. Noi tutti guariamo nei pensieri d’amori che ci vengono donati, Noi tutti vorremmo rendere l’amore che ci viene offerto quando stiamo male, quando una carezza calda ci salva, ci offre la chiave per aprire la gabbia ridandoci luce. Vegliarsi, proteggersi, capirsi. l’urgenza umana del cercarsi, del volersi. Umani sentimenti di appartenza di complicità che cerchiamo per tornare a sperare, per tornare a prenderci dove ci siamo lasciati ad aspettarci.

“Adesso che mi invitano anche i miei nemici dicendomi, mi piace quel che pensi e quel che dici. Ma che ne sanno io da che parte sto.” Nessuno, nessuno sa cosa ci sia dietro i silenzi di una persona, cosa cerca se lascia libere le mani, dove vorrebbe andare quando cammina, nessuno ha capito che andare è ritornare che la forza è una maschera, Loro credono di sapere e glie lo si lascia fare ma nel frattempo lì dove quasi nessuno è mai entrato, l’uomo crea.

Nelle lusinghe si cela l’intenzione di togliere la libertà dell’individuo affinché qualsiasi loro decisione sembri una concessione, affinché venga la voglia di obbedire e ringraziare. Ma si crede di sapere mentre la sola prigione in cui si rinchiude un uomo di spirito e che conosce virtù è la sua volontà mentre la chiave della loro prigione è la loro lingua. E la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del uomo che ha ancora desiderio e a quel desiderio non possono impartire ordini. Loro non vedono l’uomo credono che la sua libertà sia una loro proprietà e l’uomo glie lo lascia credere perché lui nel frattempo crea.

Costruisce con le parole un ponte indistruttibile è si concede il lusso di esser franco sapendo che anche la musica lo è. “Adesso che potrei dire le cose più importanti e belle finalmente non accade perché il contesto è all’insegna del sopruso e del disonore immotivato in cui sono gettato”

Il contesto, è violento, ha cercato di prevaricare e uccidere l’uomo sotto il cilindro, perché quell’onestà persino brutale andava massacrata, si deve togliere la voglia incomprensibile di esistere e si deve punire il coraggio di denudarsi e trasmettere verità, si deve umiliare la delicatezza e si deve possedere l’insicurezza. Quando bastava un inutile carezza a capovolgere il mondo si è scelta l’inquisizione, perché ci si ricordi di esistere con una lettera scarlatta sul proprio cuore, convincendoci di non averne uno.

Ma l’uomo crea, viene sospinto verso la vita, sospinto a tornare dove Bella non è un’esclamazione , a tornare in quel posto, forse altrove, dove è bello andare quando le cose si mettono male. Dove esiste ancora il proprio spirito dove i colori della nostra anima ci sussurrano ” Come manchi tu non manca niente di ciò che ha un nome. E arriva la carezza, capovolge il mondo e ci restituisce quello che è poco conosciuto, Un uomo che a mio modestissimo parere non ha assolutamente Fallito. Eh già che ne sappiamo infondo di Spirito e Virtù?

 

B.

 

Fonte: mbmusic.it




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