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Il cantante milanese ha debuttato come giudice di talent show a X Factor nel 2008. Quest’anno è stato licenziato da “Amici”

 

di Andrea Spinelli

 

Milano, 8 giugno 2017 - Vita d'artsita. Alle una e mezza di mattina, al ristorante, Morgan sembra pacificato con il demone che si porta dentro e finalmente padrone di quei fantasmi che gli tengono stretto il cuore. Sul palco del Teatro Romano, per il Festival della Bellezza, ha omaggiato David Bowie mettendoci i suoi incubi, le sue aspirazioni, il suo vissuto.

 

Morgan, qual è stato il suo imprinting bowiano?

«“Lodger”. Mia madre ascoltava soprattutto quel terzo capitolo della trilogia berlinese e “Aftermath” dei Rolling Stones, mica Morandi o Al Bano…”.

 

Scusi, cosa le ha fatto Morandi?

«Quando era al timone di Sanremo assieme a Gianmarco Mazzi, mi candidai con un pezzo veramente bello; un lavoro sulla Sonata in si minore di Liszt. Glielo feci ascoltare e mi riempirono di complimenti, dopo qualche giorno, però, mi mandarono un messaggio in cui dicevano di aver preso altre decisioni. Gli risposi: stronzi».

 

Li ha più risentiti?

«Dopo un paio d’anni incontrai Morandi che mi chiese se lo consideravo ancora in quel modo poco onorevole. Risposi: certo».

 

Ma com’è la musica oggi?

«Quella che va in radio è bella. E quella che va nei talent show è bella solo se ci sono io».

Valutazione un po’ soggettiva…

«No, assoluta. Da giudice, sono l’unico ad aver vinto sei talent su sette, parola del Guinness dei primati. E ad averlo fatto col mio intuito, con la mia preparazione e con la mia sincerità. Sa cosa diceva Moravia di Pasolini? “Pensa di dire la verità; e quando si pensa di dire la verità c’è qualcosa che ce la fa dire veramente”».

 

Lei pensa di dire la verità?

«No. Ma c’è qualcosa che me la fa dire lo stesso».

 

E cos’è questo qualcosa?

«Ho un senso di giustizia innato».

 

E cos’è il talento?

«Per alcuni talento è solo un mezzo con cui raggiungere profitto e ricchezza. Per altri è la bellezza. Il musicista esibendosi dà pienezza all’arte e bellezza alla vita. Ecco perché l’artista autentico è verità, mentre quello malato di guadagni, il suo contrario».

 

Bowie, però, ha sfruttato il suo talento.

«Ha sempre fatto dischi dissonanti, fuori dal coro.Mica come quelli che hanno la paranoia di ripetere il successo dell’album precedente e l’ossessione di andare in classifica. Secondo lei Ramazzotti pensa a fare il disco o andare in classifica? Esistono dischi di Emma Marrone che non siano fatti con lo stesso obiettivo?».

 

Beh pure “Let’s dance” era un disco strutturato per…

«Sì, ma con la sua anima pop completamente diverso dal predecessore new wave “Scary monsters” e questo bastava già da sola a metterlo a rischio. Si sa, infatti, che l’effetto Dire Straits funziona sempre. Knopfler e compagni hanno mai fatto un disco diverso da quello che la gente voleva da loro? Tutti bellissimi, tutti uguali. Come quelli di Bob Dylan, che sui testi fa una ricerca meravigliosa, ma musicalmente ’ndo sta? Mica è Peter Gabriel. Del suono, dell’arrangiamento, dell’armonia non gliene frega niente».

 

Un esempio di artista puro?

«George Michael. Era il più grande cantante della nostra epoca».

 

E di musica pura?

«Oggi il talent show s’è un po’ mangiato tutto. I ragazzi nascono in cattività; vengono al mondo e pensano che il talent show sia sempre esistito e che la musica è quella cosa là, come il tg è le notizie e lo sport è lo sport. Ma quella non è la musica. Quello è business, soldi. Punto».

 

Dove sta il problema?

«Nell’ignoranza. Nel vuoto. Nella vanità. Io l’ho vissuto sulla mia pelle: un’esperienza horror».

 

Dispiaciuto per com’è finita ad “Amici”?

«Amareggiato, direi. La parola giusta per descrivere la mia disavventura? Mobbing. Più che suonare Bach, parlare di Endrigo, cantare George Michael, cosa potevo fare?».

 

In questa situazione, come vede il futuro?

«Portiamo la politica dove deve stare: nei talent-show. Facciamo votare la classe politica attraverso la formula del talent. Il futuro è questo. Ben oltre la P2. Sono convinto che vincerebbe Berlusconi».

 

Fonte: ilgiorno.it/milano/cronaca/morgan-1.3182444

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