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Il libro di Morgan dal vivo è uno spettacolo teatrale modulato in cinque atti che ripercorre la vita dell’artista tra parole, immagini e perfomance. La sceneggiatura curata da Roberta Castoldi è tratta dall’omonimo libro pubblicato da Einaudi. Lo spettacolo è il risultato di un atto creativo all’insegna del sincretismo, dove stili e linguaggi artistici diversi si fondono. 

Il 22 marzo è stata la volta di Milano nel celebre Teatro Alessandro Manzoni.
Morgan non ha nulla da nascondere, né maschere da indossare prima di entrare in scena. Il suo ingresso sul palco del Manzoni ne è una prova: a nulla serve il rito di apertura del sipario perché il palco è svelato allo spettatore prima ancora che lo spettacolo possa cominciare. Nulla è per caso, tutto è pensato. Non c’è distinzione di ruolo alcuno tra il protagonista e lo spettatore, quest’ultimo viene calato in medias res nella performance.
Complici di questa serata sono stati Mauro Pagani, produttore e musicista che con Morgan ha condiviso gran parte della sua carriera, soprattutto nel periodo di “Canzoni dell’Appartamento” (2003), Dario Ciffo e Agostino Nascimbeni (in arte Lombroso) musicisti e amici e, non per ultimo Megahertz, poliedrico musicista e compagno di viaggio musicale.  Non è un caso che il palco sia per Morgan la sua casa – come egli stesso ha affermato - è il posto dove si sente che tutto è come deve essere, un luogo perfetto che gli dà pienezza e appagamento.
Il viaggio dentro la vita di Morgan inizia quando l’artista incalza parlando di sé, naturalmente, senza artifici. Morgan non vive, vola, infatti è sempre in alta quota come afferma più volte, la sensazione è quella di non avere i piedi per terra dove ricompensa è il fatto di avere una buona dose di senso pratico.
Si susseguono immagini della vita privata, affetti e momenti intimi su cui Morgan intona "Destino Cattivo". Una tra queste immagini ritrae la famiglia Castoldi in Villa Reale. Morgan, veniva portato regolarmente ai concerti fin da quando era in grembo; racconta allora di uno dei ricordi più vividi della sua infanzia: un concerto di Roberto Vecchioni.  Ciò che attirò la sua attenzione fu la particolarità del cantautore di parlare piuttosto che cantare. Vecchioni – afferma Morgan - emanava gioia, come se nell’aria ci fosse un benessere collettivo. Non c’era dispersione, solo unità. Morgan e Roberto Vecchioni Ed è proprio da quella sera che Morgan ha cercato di ricreare quella situazione di armonia, di filantropia e di amore durante i suoi concerti – per tutta la vita non ho fatto altro che inseguire quella scintilla: io a quattro anni in quel grande prato al concerto di Vecchioni. Ogni volta che canto mi sento Vecchioni, è come se parlassi a me bambino -. Ed è in quell’istante che in sala entra l’ospite atteso: Roberto Vecchioni. Dal pianoforte iniziano a risuonare le prime note della celebre “Luci a San Siro” in cui Morgan accompagna con musica e voce il professore. L’atmosfera è magica, sembra quasi di immergersi nella Milano e in quella storia autobiografica di gioventù e nostalgia. Vecchioni si dice sorpreso, racconta di essersi commosso telefonicamente quando Morgan gli lesse la parte a lui dedicata nel suo libro, affermando che ciò che più apprezza di lui è che non sia mai scontato. Morgan dal suo canto lo ringrazia, perché onorato dalla presenza sul palco e nella sua vita. E’ la volta poi di “Samarcanda” con cui il Professore saluta gli spettatori.
Morgan riprende senza sosta, è un fiume in piena, alterna brani di genere diverso negli atti successivi: a partire da “Amore Caro, Amore Bello” (Lucio Battisti) in cui è accompagnato da Agostino Nascimbeni (alla batteria) e Dario Ciffo (alla chitarra) a “La notte” (Adamo), non può poi mancare l’omaggio a Milano che è il simbolo del capoluogo lombardo stesso “O mia Bela Madunina” (Giovanni D’Anzi).
Entra in scena il produttore e musicista Mauro Pagani che accompagna Morgan dapprima al flauto traverso in “Cieli Neri”, brano successivo è “Parole a caso” testo e musica co-prodotto contenuto nell’album “Domani” di Mauro Pagani.
Con i Lombroso e Megahertz “Sunday Morning” (Velvet Underground), “Something” (The Beatles) e l’immancabile omaggio al Duca Bianco con “Space Oddity”.
Complessivamente è stata una serata ricca di emozioni, sensazioni e armonia. Due ore di condivisione e magia, interazione tra artista e pubblico. Morgan è ogni volta la conferma che al vuoto culturale si risponde con la Poesia, con la condivisione, e con l’amore.



“Sento che qualcuno al mondo c'è

che capisce e reagisce perché ancora si stupisce.

Libertà non è per nascita

ma si conquista col talento, l'invenzione, lo studio e la fatica

Perdersi dentro gli altri nelle storie nelle idee

rintracciarsi è il contrario di sentirsi persi,

ci fa disperare non vedere quel che ci assomiglia.”

                                (Morgan – “Destino Cattivo”

 

 

 

 

 

di Giusy Lazzarano 

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Traduzione del brano "El portava i scarp del tennis" di Enzo Jannacci, cantata e tradotta dal dialetto milanese da Morgan durante la puntata di "Sogno e Son Desto" di Massimo Ranieri del 27 settembre 2014 (guarda il video).

 


 

Questa storia di Jannacci parla di un signore che portava sempre le scarpe da tennis, parlava da solo, era il primo ad andarsene sempre nelle situazioni e inseguiva un sogno d’amore e aveva gli occhi buoni, ma come lo chiamavano? Jannacci dice così...

 

El portava i scarp del tennis,

el parlava de per lú,

inseguiva già da tempo

un bel sogno d'amore.

El portava i scarp del tennis,

el gh'aveva dù oeucc de bon;

l'era el primm a menà via

perché l'era un barbon

 

Un giorno passa una macchina, bella, non diciamo la marca però era rossa

guidata da un riccone, e lui non l’aveva mai vista…

questo qua addirittura si ferma e gli chiede le indicazioni per andare all’aeroporto Forlanini…

 

Gli dice: "Si, si, l’accompagno io al Forlanini, mi faccia salire sulla macchina! Non sono mai stato su una macchina, specialmente dietro”

- L’altro dice: "Questa è una macchina di valore!";

- "No no, mi faccia salire"

…insomma riesce a salire su questa macchina, ad un certo punto dice:

”Guardi, io sono arrivato”, era contentissimo di essere su una macchina, e diceva:

 

Un piaseè, ch'el me lasa giò chi

perché io, io ho avuto il grande amore

roba minima, s'intend, roba da barbon.

 

El portava i scarp de tennis, el parlava de per lu

inseguiva già da tempo un bel sogno d'amore.

El portava i scarp de tennis, el g'aveva du occ de bun

l'era il prim a mena via, perche' l'era un barbon.

 

Allora lui era contento, perché era su questa macchina,

scende dalla macchina e dice che ha avuto il suo sogno d’amore a quel punto,

è andato a dormire, ma per sempre però. Lui era a posto.

 

Allora l’han trovato sotto un mucchio di cartone

L’han guardato, non sembrava nessuno

L’han toccato, sembrava che dormisse

Lascia stare, tanto è roba da barboni

El portava i scarp de tennis, ma c'aveva gli occhi buoni

era il primo ad andare via, perche' era un barbon.

 


 

- Guarda: "El portava i scarp del tennis" (minuto 01:44:55) live a "Sogno e Son Desto" del 27/09/2014 

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Felice anno nuovo!

 

Buon Anno

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Vorremmo augurare a tutti un Buon Natale! Grazie per il vostro sostegno!

Con amore, lo staff di InArteMorgan.it

 

Buon Natale!

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Auguri di Buon compleanno a Morgan!

 

Buon compleanno Morgan

 

I messaggi di auguri su Twitter con hashtag #augurimorgan

 

 

Morgan ringrazia per i numerosi messaggi di auguri ricevuti e gli oltre 4.000 mipiace su Facebook:

"Grazie a tutti ragazzi! 4.000 baci se si aggiungono altri 20.000 facciamo 24.000 baci."

Morgan

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Avete voglia di mettervi alla prova come fan e come "creativi"? E se vi chiedessimo di scegliere un brano di Morgan e di rappresentarlo con un travestimento, un mimo o qualsiasi altra espressione che vi suggerisce la vostra fantasia, purché siate voi in prima persona a comparire e a mettervi in gioco?

Un breve video o una foto basteranno a contenere il vostro entusiasmo?

Mettiamo in palio DUE BIGLIETTI di ingresso per il prossimo play set show di Morgan a Mantova (30 novembre, Teatro Palabam - Gusto) per chi ci invierà la foto o il (breve) video più interessante.
Avrete, a partire da oggi, cinque giorni di tempo (fino alle 23:59 di giovedì 21) per mandare il vostro materiale taggando “InArteMorgan” su Instagram o postandolo nella bacheca di Facebook oppure, in alternativa, inviarlo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lo staff del sito sceglierà i due vincitori tra i partecipanti che lo colpiranno maggiormente. Ma gli altri non disperino, c'è un premio per tutti. Il materiale oggetto del concorso verrà inviato a Morgan! Potrete sempre dire di aver "fatto il verso" al vostro artista preferito sotto il suo occhio vigile.

 

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