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«Morgan suona la centrale elettrica»

Cultura e spettacoli

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Morgan al Brianza Rock Festival Celebrating Party al Legend Club in viale Enrico Fermi 98, Milano

 

Brianza rock festival celebrating party

 

Comunicato stampa di Brianza Rock Festival:


6 giugno 2016 - Legend Club Milano

#Brfcontest sbarca agli I-Days con il CELEBRATING PARTY

Ospiti live
Morgan
Santa Margaret
Killin' Baudelaire

Showcase con le sedici band vincitrici del
#BRIANZAROCKFESTIVAL
Arriva il CELEBRATING PARTY, la festa organizzata da BRIANZA ROCK FESTIVAL e dedicata alle sedici band vincitrici del #Brfcontest che Martedi 6 giugno dalle ore 19:00 si esibiranno al LEGEND CLUB MILANO di viale Enrico Fermi, 98 a Milano.
BRIANZA ROCK FESTIVAL, in collaborazione con Regione Lombardia, grazie alla sua identità strettamente connessa alle realtà locali si unisce all’I-DAYS dando visibilità ai suoi contenuti, con la musica italiana qui rappresentata attraverso i gruppi emergenti e le realtà espressive e sociali del luogo.
Martedì 6 giugno dalle ore 19:00 le sedici band vincitrici del BRFContest, saliranno sul palco per il loro showcase in versione acustica. BRFContest è il concorso dedicato ai musicisti che quest’anno con le oltre 600 band e giovani artisti iscritti, ha visto accrescere la partecipazione e il riscontro nell’ambito del territorio.
Durante la prima parte della serata DARIO LESSA, lo scrittore ed co-ideatore insieme a Roberto Masi della manifestazione culturale Brianza Book Festival, racconterà le novità letterarie dell’edizione 2017 dove sono intervenuti ospiti di rilievo e scrittori esordienti alternando i loro racconti ai libri.

 

Dalle 22:00 i concerti di:

MORGAN
Per l’occasione il poliedrico artista - direttore artistico in due passate edizioni del BRIANZAROCKFESTIVAL - sarà sul palco accompagnato dai Lombroso e Daniele Dupuis, per un live interamente dedicato a David Bowie.
Nell’edizione del 2015, lo abbiamo visto sul palco con i Bluvertigo in alcuni straordinari momenti con Eugenio Finardi e con i Subsonica riuscendo a far ballare ed emozionare migliaia di persone trasformando l’Autodromo Nazionale Monza in una gigantesca immensa discoteca.

 

SANTA MARGARET
Ospiti quest’anno di I-DAYS, li abbiamo visti sul palco del BRF in una delle precedenti edizioni dove aprirono il live dei Bluvertigo
I Santa Margaret nascono a Milano dall’incontro della cantautrice Angelica Schiatti, con il chitarrista delle Vibrazioni, Stefano Verderi. Negli ultimi due anni si sono dedicati alla composizione di brani originali, chiamando a sè amici e musicisti di lunga esperienza nella scena milanese, per dare vita a un sound che affonda le radici nel blues e nel rock, per poi perdersi in sonorità più psichedeliche, e ritrovare infine la strada di casa con melodie tipiche della canzone d’autore italiana degli anni ’60.

 

KILLIN' BAUDELAIRE
La band emergente tutta al femminile, tra le più interessanti del panorama rock italiano, porterà sul palco uno show grintoso e carico di energia.
INGRESSO GRATUITO
L’ACCESSO ALLA SERATA SARA’ FINO AD ESAURIMENTO POSTI,
TRAMITE RITIRO DI UN BRACCIALETTO DISTRIBUITO IL GIORNO STESSO DELL'EVENTO IN BIGLIETTERIA DALLE ORE 19:00.
Ti Aspettiamo!

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Sei un sound designer? Puoi candidarti per frequentare una masterclass GRATUITA dal 10 al 18 giugno 2017 con Morgan! A Trezzo D'Adda, nella Centrale Taccani, capolavoro dell'archeologia indistriale. Non aspettare, invia la tua candidatura perché i posti sono limitati...

 

Masterclass Musica “Cog in the machine” (10-18/06)

Morgan, con l’aiuto tecnico di Raffaele Stefani, condurrà i 20 allievi in un percorso formativo di produzione musicale, lavorando sui suoni “industriali” registrati presso la centrale Taccani e altri spazi del patrimonio industriale e reperiti in archivi digitali, mescolando sistemi di registrazione su nastro magnetico a DAW di ultima generazione, virtual instruments a synth modulari, MIDI, CV, OSC, controller e strumenti acustici in un continuo incontro di tecnologie obsolete e nuovissime. Alternandosi in sei postazioni di lavoro, gli allievi verranno guidati nella produzione di musiche che saranno presentate nel corso dello spettacolo finale presso la centrale Taccani, che prevede anche un concerto di Morgan accompagnato dagli allievi stessi.

 

Sfoglia la brochure

 

Tutte le info: www.zoneatrafficoculturale.it

 

ZTC

 

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Di Roberta Fabbrini

 

E Morgan fu.

Ed è stato un Morgan sorprendente quello che ieri sera ha preso il palco di Piazza Landino, sorprendente e, se vogliamo, a tratti inaspettato. Che con Preludio e fuga di Bach ha introdotto immediatamente un’atmosfera di grande respiro.

Classico Morgan. Classico, impostato e attento al dettaglio come soltanto un grande conoscitore della musica sa essere, il polistrumentista milanese ha rivisitato alcuni brani della storia della Musica classica.

Eclettico Morgan. Un eclettismo dell’animo diremmo, una formidabile capacità di uscire dai dogmi e dagli stereotipi. “Ho un piccolo libro nero con le mie poesie, ho una sacca con uno spazzolino e il pettine quando faccio il bravo cane…” e poi Nobody home (The Wall Pink Floyd), Altrove.

Tollerante (stranamente) Morgan. Quando “ma qualcosa di classico no?- urla una voce dal pubblico” e l’artista spiega garbatamente che i Pink Floyd sono roba classica. Roba che sta nell’olimpo della musica, al pari dei grandi compositori.

(Sorprendentemente) Umile Morgan. “Volete musica classica… credo che qui ci sia gente più titolata di me, lo faccio lo stesso, ma siate clementi…” e le note di Franz Schubert  (Impromptu in G flat major D.899, Op. 90 ) invadono una piazza silenziosa e attenta.

Appassionato Morgan. “Ci ho preso gusto adesso… conoscete le variazioni Goldberg? L’unica cosa di Bach che non si suona in Chiesa” e le dita dell’artista iniziano un percorso delicatissimo che coinvolge la platea in un momento di grande atmosfera. E l’architettura modulare delle trenta variazioni prende corpo, in una sorta di “religioso” silenzio.

E divertente Morgan. “Ho scritto un pezzo insieme ad un giovane di talento… gli ho detto… è un po’ difficilotto, vediamo se lo miglioriamo con il testo va… un pezzo molto bello. Ripeto un giovane di talento. Credo di chiamasse Beethoven…” E una storia d’amore e di vanità.

E poi di nuovo Bach, le suite inglesi. Le spiegazioni, gli aneddoti, i dettagli tecnici. E poi il theremin di Megahertz, il suono lirico, la sintonia dei due artisti.

E la chiusura con i Queen (Bohemian Rhapsody), i virtuosismi della tastiera, la passione che prende il sopravvento e conclude una performance quasi inarrestabile. Un artista che, davvero, se ce ne fosse ancora bisogno, ha regalato al pubblico di Naturalmente Pianoforte  un’ulteriore prova di una cultura e di una sensibilità musicale davvero soprendenti.

Sorprendente Morgan. Naturalmente Morgan.

 

Fonte: casentinopiu.it/naturalmente-morgan

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ARANCIA MECCANICA

scritto da Anthony Burgess

regia Gabriele Russo

musiche Morgan

scene Roberto Crea

Costumi Chiara Aversano

Luci Salvatore Palladino

 

 

Prossime date:

- Dal 26 aprile al 15 maggio 2016 al Teatro Eliseo di Roma (clicca qui per info)

 

Arancia Meccanica

   

«Ho deciso di fare il delinquente

e odiare gli oziosi passatempi di questa nostra età.»

Riccardo III


Arancia meccanica rappresenta uno dei romanzi distopici meglio rappresentativi nel suo genere, non meno visionario e lungimirante di un altro classico come 1984 di Orwell, con cui, in modo non casuale, esistono diverse convergenze.

A distanza di 51 anni dalla prima pubblicazione del romanzo ci si rende conto di quanto Burgess avesse saputo guardare anche oltre il suo tempo,
presagendo, attraverso la storia di Alex e dei suoi amici Drughi, una società sempre più incline al controllo delle coscienze ed all'indottrinamento di un "pensiero unico". Se negli anni sessanta quei temi stavano appena
cominciando a diventare materia di argomento e riflessione oggi siamo tutti molto più consapevoli del tentativo di controllo delle coscienze a cui noi tutti siamo sottoposti.
L'opera ha favorito delle domande, la libertà di scelta è davvero così importante? E a questo proposito, l'uomo è davvero capace di scegliere? E ancora: la parola libeltà significa qualcosa di preciso? Ed in particolare, è meglio essere malvagi per propria scelta o essere retti ed onesti grazie ad un lavaggio scientifico del cervello?
Il film di Kubrick del 1971, ha saputo tradurre perfettamente il mondo descritto da Burgess, facendo della versione cinematografica di Arancia Meccanica un caposaldo della cinematografia di tutti i tempi. Un film che ha lasciato un segno tale da scoraggiare l'idea di una messinscena.
Tuttavia, quando ho letto l'adattamento che lo stesso Burgess ha elaborato a suo tempo per il teatro, sono rimasto sorpreso e coinvolto dalla sua completa autonomia drammaturgica.
Nella prima parte al linguaggio originale e caratterizzante dei 4 drughi, si alternano canzoni in versi corredate di libretto e spartito scritto dallo stesso Burgess, aspetto che almeno nella struttura se non nel contenuto mi ha fatto pensare ad un testo brechtiano.
Trovando nella parte musicale uno degli elementi distintivi dell'opera, è stato naturale pensare ad un musicista fuori dagli schemi, prorompente ed originale, un musicista che in qualche modo somigliasse ad Arancia Meccanica, Marco Castoldi in arte Morgan.


Così come nel romanzo la storia viene raccontata in prima persona da Alex, il capo carismatico dei Drughi, nella messinscena tutto sarà vissuto come se ci trovassimo in un suo incubo.
Ragion per cui, visioni, musiche, ritmo saranno scanditi dal sentire del protagonista.
La scena sarà una scatola nera al cui interno si materializzeranno le visioni di Alex, installazioni di arte contemporanea che si autodistruggeranno nella scena successiva. Un mondo rarefatto e onirico in cui però avvengono cose reali. In cui ad una causa corrisponde sempre un effetto.
In tal senso sarà interessante indagare e chiedersi quanto sia possibile l'idea del male assoluto, del male come fine a se stesso, come puro godimento. Non a caso lo stesso Burgess descrivendo Alex lo paragona a Riccardo III.
Questo sta a significare che non ci sono cause reali a giustificare la violenza perpetrata da Alex, e Kubrick stesso ha scelto questa strada.
I costumi dei drughi non guarderanno ad un possibile futuro, ma saranno più vicini all'immagine ed i simboli dei ragazzi di oggi, così da cercare un rapporto empatico più immediato ed inquietante con lo spettatore.

Con Tommaso Spinelli abbiamo curato la tradizione del testo rimanendo fedeli il più possibile alle originarie intenzioni di Burgess.
Il lavoro più duro ha riguardato la trasposizione del linguaggio dei drughi, il Nadsat inventato dallo stesso autore, uno slang inglese con influenze russe.
Per non perdere lo straniamento oltre che la violenza che questa parlata ha il potere di trasmettere abbiamo lavorato sui singoli termini con attenzione scrupolosa, in qualche caso confrontandoci con la generazione dei nostri 18enni avvezza all'utilizzo di un linguaggio che crei identità.

La sottile linea di confine fra bene e male, il rapporto fra vittima e carnefice, la connessione fra la violenza del singolo individuo e quella della società saranno i temi che vorrò portare in evidenza.


Gabriele Russo

 

 


 

 

Scene di Roberto Crea

Arancia Meccanica - Teatro Bellini di Napoli

 

Arancia Meccanica - Teatro Bellini di Napoli

 

Arancia Meccanica - Teatro Bellini di Napoli

 

Arancia Meccanica - Teatro Bellini di Napoli

 

 

Arancia Meccanica - Teatro Bellini di Napoli

 


 

Costumi di Chiara Aversano

  Arancia Meccanica - Teatro Bellini di Napoli

 

Arancia Meccanica - Teatro Bellini di Napoli

   


 

Arancia meccanica, pubblicato anche come Un'arancia ad orologeria (A Clockwork Orange), è un romanzo fantapolitico di Anthony Burgess del 1962. Riadattato per il grande schermo, Stanley Kubrick trasse la celeberrima versione cinematografica Arancia meccanica che uscì negli Usa nel 1971 e nel resto del mondo nel 1972.

È il protagonista medesimo, in prima persona, a narrare la propria storia, fornendone un'apparente prospettiva assimilabile ad una fonte erronea ed inaffidabile. Alex non tenta mai di avanzare giustificazioni per le proprie azioni, trasmettendo un'istintiva idea della propria (supposta) buona fede. Un narratore tanto "improbabile", dovrebbe evocare nel lettore un senso di pietà per il ciclo infinito di sofferenze, che egli descrive come fossero "ingiuste" disgrazie che lo colpiscono. La sua tecnica è efficace in quanto riferisce in modo facile situazioni che facili certo non sono.
Ambientato in un futuro distopico, il romanzo si apre con la presentazione del protagonista Alex, che con i membri della sua banda, Pete, Georgie e Bamba, vagabonda per le strade di notte, compiendo delitti per divertimento. Alex è intelligente e sa esprimersi in modo appropriato, ama la musica classica (soprattutto Ludwig Van Beethoven) ed è sicuramente più colto della media dei quindicenni. Solo, come abbiamo visto, si diletta nel delinquere e nel commettere atti di violenza sessuale, offrendone al lettore una descrizione sconcertante per la sua apparente "innocenza".
Dopo svariate malefatte (tra cui lo stupro della moglie di uno scrittore) ed in seguito catturato a seguito dell'omicidio di una vecchia signora, Alex riporta una condanna a 14 anni di reclusione per omicidio. Il carcere non cambia di certo la natura di Alex, il quale punta sulla buona condotta per tentare di migliorare la sua situazione (e magari farsi ridurre la pena); a tal proposito frequenta la biblioteca del carcere e si ingrazia il cappellano del carcere. Durante questo periodo viene a conoscenza di un trattamento sperimentale (la cura Ludovico) per la "redenzione" dei malfattori abituali "per tendenza innata". Sebbene il cappellano ed il direttore del carcere siano contrari a questo metodo, la situazione politica viene incontro ad Alex che riesce ad ottenere l'appoggio di un politico senza scrupoli per proporsi quale cavia per il trattamento, allettato dalla promessa di acquisire, a seguito della "cura", la libertà personale perduta a causa della condanna...

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Il giudice a richiesta dell’edizione quindici del talent di Canale 5 lancia un nuovo guanto di sfida. Morgan destruttura Stelle di Stelle e testa il talento di Lele e Chiara.

di Francesca Verde

 

Morgan ad Amici di Maria De Filippi

 

Si sono appena spenti i riflettori sulla prima di Amici di Maria De Filippi, ma l’illustre jolly della nuova edizione torna alla carica con una nuova prova da brivido. Morgan, da sempre noto per il suo estro artistico e poliedrico, vuole insistere sulla capacità di essere delle vere star e lo fa in un modo tutto suo. Con un lungo e articolato messaggio vocale, il Marco Castoldi dei BluVertigo chiama a raccolta Lele e Chiara, disvelando tutti gli obiettivi che il vincitore della prova dovrebbe raggiungere.

Blu da una parte e Bianchi dall’altra, con un insolito Morgan a rompere il ghiaccio che, per l’occasione, apre il palco a due giovani cantanti chiamati a dimostrare di essere delle vere star. La prova si baserà su uno capolavori contenuti nell’album Oltre di Claudio Baglioni, il duetto con Mia Martini Stelle di Stelle.

La canzone sarà divisa in tre parti – annuncia Morgan – inizierò io, per poi lasciare spazio a voi. La prova si svilupperà su tre livelli di difficoltà, con un primo livello basato sulla comprensione del testo, un secondo sulle doti tecniche e un terzo che riguarda la capacità di esprimere il proprio talento artistico. Il duetto-non duetto che Chiara e Lele dovranno interpretare s’incentra sulla capacità di essere espressivi, intonati e sincronizzati su due melodie diverse.

Al primo ascolto, è tutto uno scompigliarsi i capelli sia per Chiara che per Lele. Secondo Lele Esposito si tratta di una prova tostissima, mentre Chiara sembra esprimere qualche remora a confrontarsi con la grande Mia Martini. Entusiasta, invece, Elodie, che vorrebbe essere al posto di Chiara e dividere il palco con Emanuele.

[...]

La seconda puntata serale di Amici di Maria De Filippi andrà in onda sabato 9 aprile, alle 21,10, su Canale 5.

 

Fonte: optimaitalia.com/blog/2016/04/05/sperimentazioni-di-morgan-ad-amici-di-maria-de-filippi-primo-duetto-non-duetto-per-lele-e-chiara/261876

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