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morgan 200230 mag 2002 - "E' un work in progress, che dura da parecchio tempo. Sta passando attraverso varie fasi, sta cambiando di giorno in giorno. Sono al 40 per cento del lavoro: le canzoni sono già state scritte, e in questo momento mancano gli arrangiamenti": questi i commenti di Morgan, leader dei Bluvertigo, relativi al proprio album solista, che da tempo, ormai, sta appassionando e incuriosendo tutti i fan dell'eclettico artista monzese. Il cantante/polistrumentista, raggiunto telefonicamente da Rockol, sta attulamente calcando i palchi italiani per una serie di concerti "solitari": ma queste esperienze live stanno forse influenzando la lavorazione al nuovo album? "In genere sono i miei nuovi pezzi ad influenzare le mie esibizioni dal vivo. Eseguo sempre, in situazioni live, il nuovo materiale, in modo da poter testare l'effetto dei brani ancora inediti sul pubblico. Questo disco sarà molto diverso da quelli che ho fatto coi Bluvertigo: anzi, la mia uscita solista è quasi antitetica alle esperienze fatte con la band. Tutto quello che coi Bluvertigo è stato decostruzione e sperimentazione sulla forma canzone e sulle sonorità, nel mio disco diventa una ricostruzione. E' un'operazione interessante, che non ho mai fatto: è una cosa nuova, soprattutto per me". Un progetto interessante, difficile però da collocare nei canoni tradizionalmente intesi dall'industria e dalla stampa musicale: "Coi Bluvertigo ho sempre dato molte coordinate per individuare il terreno sul quale le nostre creazioni nascevano e si muovevano: in questa occasione, però, credo che sia fuorviante. Nel mio disco ci sarà della surf music, dello shuffle: ogni canzone rispetterà molto il genere al quale si riferisce. Ascolterete la chanson francese, psichedelia californiana, canzone italiana anni Cinquanta (ci sarà una cover del primo Gaber): ho frequentato un po' tutti gli stili. Sarà un lavoro molto solare, molto aperto, senza tutte le contorsioni tipiche dei Bluvertigo. Immaginatevelo come un disco di standard: l'idea era quella di fare un album di cover; poi, man mano, mi sono accordo che potevo scrivere io delle canzoni originali, pur rispettando le coordinate che mi ero imposto. Alla fine sono rimaste due cover: quella di Gaber e un pezzo dei Pink Floyd ("If", tradotto letteralmente con "Se": abbiamo dovuto chiedere il permesso a Roger Waters in persona per registrarlo)". Non può non venire in mente, a questo punto, il debutto canoro di Manlio Sgalambro: "Esatto. Quando Battiato lo stava realizzando io gli avevo proposto di far cantarte a Sgalambro "Light my fire" dei Doors, anche se poi l'idea fu cassata, perché troppo estranea all'atmosfera complessiva del disco". Il discorso, a questo punto, non può non virare sul quello che verrebbe da individuare come il "main project" di Morgan, i Bluvertigo: i "rumors" che danno la band brianzola sull'orlo dello scioglimento iniziano, da un po' di tempo a questa parte, a farsi largo. Qual'è, attualmente, lo stato di salute del gruppo? "Coi Bluvertigo va benissimo, il rapporto d'amicizia è quanto mai solido. Questa pausa che ci siamo presi dipende dal fatto che essere in una band è un po' come essere sposati: ci si vede tutti i giorni, ci si confronta in continuazione, e alla lunga tutto ciò può essere controproducente. Ma, mentre in un matrimonio sarebbe un problema prendersi un periodo di 'riposo', in una situazione come la nostra dirsi: 'Ok, prendiamoci due anni per fare esperienze esterne alla band' no. Attulamente stiamo seguendo i nostri interessi, senza dover mettere nulla in secondo piano: se sarà il caso, ci rimetteremo insieme, quando avremo qualcosa di nuovo da dirci e da fare. Non volevamo soccombere ne' alle pressioni discografiche, ne' alla notorietà che stava circondando i Bluvertigo, che da noi sono sempre stati concepiti come progetto, non come gruppo. Non abbiamo mai avuto nessuna smania da classifica, per cui non avevamo alcuna intenzione di rovinarci la vita continuando a stare insieme dopo la conclusione della "trilogia chimica" (vedi news, recensioni): prima che ci fosse il declino, abbiamo deciso di prenderci una pausa. Siamo contenti di questa scelta, che è stata seria e consapevole". Se fossimo nel Regno Unito, quindi, potremmo dire che i Bluvertigo sono in "stand-by"? "Si, come un amplificatore", scherza Morgan, "Tutti noi stiamo però lavorando intensamente: io al mio disco, Livio (chitarra) ha coprodotto il nuovo album di Giorgia (vedi news), spolverando la sua passione latente per l'hip-hop e l'r'n'b, Andy ai balletti (vedi news), mentre Sergio (il batterista) è attualmente coinvolto in una collaborazione internazionale (che ha il 'quartier generale' negli studi di Mauro Pagani) che vede diversi musicisti alle prese con la creazione di nuove sonorità. Sono tutti progetti stupendi, molto affascinanti: ognuno di noi sta frequentando i generi che gli interessano, facendo esperimenti che un domani coi Bluvertigo ci torneranno utili. Questo nostro 'scioglimento', finto e virtuale, era stato programmato anni fa: una volta terminata la trilogia, ci saremmo fermati e avremmo ripensato al nostro progetto in maniera nuova. Ognuno di noi, singolarmente, deve cambiare, affinché i Bluvertigo diventino una cosa completamente diversa: sarebbe una noia ripartire da dove ci siamo fermati... Se dovessimo fare un quarto disco, voglio che sia completamente diverso dagli album precedenti, assolutamente originale: questa è da sempre la filosofia dei Bluvertigo".

 

 

 

Fonte: www.rockol.it/news-44264/Morgan---Il-mio-album-solista--Agli-antipodi-dei-Bluvertigo--

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