Salone del libro, il primo romanzo della D'Amico: "L'amore richiede coraggio"
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- Pubblicato Giovedì, 10 Maggio 2012 21:50

Morgan però non desiste con le analogie e si riconosce in altre pagine del libro, ma poi concede: "La D'Amico non l'ha scritto per me, ma quando si ama qualcosa, ci si riconosce, e io mi riconosco nel suo protagonista".
La storia è ambientata nell'East Coast, negli anni Sessanta, racconta di un musicista che abbandona tutto per andare a vivere in un paesino, dove insegna musica per vivere. Poi ha un appuntamento con una donna, il giorno dopo.
In queste ore di attesa si svolge tutto il libro, ed è importante l'amore: "che richiede coraggio - spiega la D'Amico - il mio protagonista non ce l'ha, e si perde dentro casa sua". Morgan continua a sottolineare le somiglianze.
La D'Amico sorride e dice: "Questa è la prima presentazione del mio libro. Mi fa impressione sentirne parlare da altri, sentirne le diverse sensazioni e emozioni che ha suscitato. Io ho scritto di un bisogno del mio protagonista di ricongiunzione con il passato e con Lara, la donna che ama e che lo sta lasciando. Il protagonista vuole riuscire a diventare un´altra cosa. È una sanazione tardiva con cui si sviluppa il mio romanzo".
La musica è una parte importante del libro, ma spiega la D´Amico: "il fatto che il protagonista sia un musicista è un pretesto. Quello che mi piaceva raccontare era la psicologia di quest´uomo che è anche un musicista, ma non solo. La parte in cui io ho cercato di lavorare era sul modo di essere e non essere in quel momento".
Si chiude con un´ultima provocazione di Morgan sulle somiglianze con lui, che cita dal libro una tripla X. La D´Amico ride e dice che è come nel gioco del tris, vince chi mette tre x di fila: "questa identificazione mi gratifica, perché ho tratteggiato bene il mio personaggio".
E Morgan: "Forse ho un delirio di onnipotenza!"
Fonte: leggo.it
Vedi anche:
- Video: Morgan alla presentazione del libro di Ilaria D'Amico "Dove io non sono"
Intervista a Marco Carusino: «Con Morgan ho sempre cercato di rapportarmi con l’artista-uomo o l’uomo-artista a seconda, ma credo attraverso la musica, di essere riuscito a dialogare con lui ad un livello “alto” »
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- Pubblicato Mercoledì, 02 Maggio 2012 23:12
I COSI
Trio milanese indie-menticabile.
I Cosi sono Marco Cosma Carusino Vignera - chitarra e voce, Antonio Mesisca - basso e voce, Deidda Alessandro - batteria e voce e Dal 2004 la loro musica rievoca i tempi d’oro della canzone italiana con brani inediti che passano dal rock’n’roll al country, dalla bossanova al valzer. L’eleganza dei testi si sposa con una formazione ridotta all’essenziale e che fa dell’estemporaneità la sua arma vincente. Nel 2007 Warner Music pubblica il loro primo disco “Accadrà”, che contiene i singoli “Domani” e “Rosa". Dopo un’intensa attività live, la band si rimette in discussione con un disco interamente autoprodotto e dedicato ai conflitti: “Canti Bellicosi”, in uscita l’ 08/05/2012.
Marco, vorremmo chiederti come ed in quale contesto hai conosciuto Morgan? Come nasce la vostra collaborazione?
Molti anni fa, era l’inizio di questo millennio, nel 2002 credo, d’inverno durante un mio concerto con i Kubla Khan alle Scimmie, antico music-club fra i navigli Milanesi. Lui era tra il pubblico, non lo conoscevo ma verso la fine del concerto salì sul palco e suonò qualche brano con noi…di sicuro ”Under pressure” ed “Hey Bulldog”. Fu molto divertente forse era il suo compleanno. Una settimana dopo iniziò la nostra collaborazione per il disco “Canzoni dell’appartamento” fu tutto naturale e incredibile al tempo stesso e così andò.
E’ noto nelle "sonorità" che I Cosi abbiano influenze cantautorali, beat anni ’60, rock’n roll. A quali artisti/cantautori in particolare ti senti più vicino? A chi fate riferimento attualmente?
Tutto è partito dalla canzone italiana, gli anni '50, '60 e '70. E’ stato un confronto importante e stimolante, una ricerca delle nostre origini ,alle radici…Da Modugno a De Andrè, inutile citarne altri. Il viaggio è stato lungo e denso. Ora il sound della band è più caldo e internazionale, penso all’America piuttosto che all’Inghilterra, al folk e al blues. Anna Calvi, I Vintage Trouble giusto i primi che mi vengono in mente tra le cose più recenti capitatemi sotto mano. Il desiderio è quello di far proprio il passato per poterlo lasciare e far emergere sempre più la nostra cifra stilistica; comprendere il passato (e non riprodurlo) per andare oltre.
Brani come “Rosa” rievocano un amore lontano, nostalgico. L’amore è un sentimento comune a tutta l’umanità. L’amore inteso nelle sue varie forme, come l’amore per una donna o un uomo, per un figlio, per il prossimo, per la famiglia, per la musica... Insomma un sentimento che si prova verso qualcuno o qualcosa in particolare. E’ sempre l’amore tra un uomo o una donna oppure altre forme di amore che vi ispirano nella composizione dei testi?
Come la musica evolve, così anche i testi evolvono; Canti Bellicosi tenta di esplorare l’instabile terreno dei conflitti, certo; quelli tra un uomo e una donna ma ancora prima quelli che l’uomo coltiva con se stesso. L’idea è quella che in realtà senza i conflitti, l’uomo non saprebbe come vivere… Difficile è, d’altra parte imparare a conviverci.
Oscar Wilde diceva che l’artista è colui che crea cose belle, che cerca di esprimersi nella sua arte senza svelarsi troppo. Volgendo uno sguardo al panorama musicale di oggi, tra gli artisti pop che scalano le classifiche e cantautori e gruppi di “nicchia” che appunto si esibiscono per una determinata parte di pubblico, qual è la tua idea di musica?
Non c’è una mia idea di musica, c’è la musica. Io credo che essa esista da sempre, molto tempo prima di noi e molto prima dell’avvento del mercato discografico con tutte le sue derivazioni e derive… Quanto a me, continuare a scriverla e suonarla fino alla fine sarebbe già un onore.
In una recente intervista circa Morgan hai affermato: “Morgan è stato il mio mentore, lo prendo come una figura che va oltre l’artista con cui ho collaborato.”. Dopo anni di conoscenza personale e collaborazione artistica, nella tua esperienza con lui secondo te quanto l’uomo influenza l’artista e viceversa?
Uomo e Artista non coincidono mai e spesso più l’artista è talentuoso e geniale, meno l’uomo è in grado di esserne all’altezza. Nel caso di Morgan ho sempre cercato di rapportarmi con l’artista-uomo, o l’uomo-artista a seconda, ma credo, attraverso la musica, di essere riuscito a dialogare con lui ad un livello “alto” dove, queste distinzioni svaniscono e perdono di significato.
Marco, sappiamo che oltre con I Cosi, che ora sei impegnato nel progetto “MemorandOm”, di cui fai parte con Morgan formato da: Megahertz, Lele Battista, Giovanni Ferrario e Gaetano Cappa e che sarete n tour in tutt’Italia. Raccontaci com’è nata la collaborazione che ha portato alla formazione di questa band.
Diciamo che l’esperimento MemorandOm nasce dall’esigenza di Morgan di portare in scena una sorta di “Summa Morganiana“. Data la mole del materiale in questione, l’esperimento, ha dato buoni risultati e fa ben sperare per il futuro ma di certo va ancora “testato” in laboratorio prima di poter essere commercializzato. Di certo il progetto è ambizioso e sperimentale dato il massiccio uso e abuso di macchinari elettronici computers, Ipad e quant’altro la mente umana possa immaginare.
I MemorandOm si sono esibiti già in diversi posti, ricordiamo i concerti recenti di Genova e Milano e l’ultimo a Nova Gorica in Slovenia. Hai qualche aneddoto recente o passato da raccontarci relativi a questi concerti?
In Slovenia abbiamo suonato in un casinò, era tutto il giorno che pensavo ad un numero da giocare alla roulette: l’11. Me lo sentivo e così, dopo il concerto, puntai tutto(una colletta a nome MemorandOm) su quel numero, puntata secca nessun ripensamento. Ebbene, il numero uscì davvero nello stupore e incredulità mia, dei musicisti e dei tecnici … arrivai in un colpo solo ad un bel gruzzoletto. Era però la prima volta che giocavo alla roulette e ancora non conoscevo le insidie del gioco d’azzardo … persi tutto mano dopo mano, la febbre del gioco non risparmiò neanche un centesimo…
Come hai vissuto l’esperienza con “Le Sagome”? Cosa ti ha lasciato sia a livello artistico che personale?
E’ stata un’esperienza molto intensa che mi forgiato come musicista ma anche come uomo. Giovanni Ferrario, Daniele Dupuis, Sergio Carnevale, Enrico Gabrielli e prima ancora Pacho Rossi: crescere con loro ha significato molto per me, ho imparato a suonare non solo “con” ma anche “per” qualcuno e l’alchimia così creata, sia musicalmente che umanamente, ci ha permesso di superare momenti estremamente difficili e critici che altrimenti sarebbe stato impensabile affrontare. Il mio grazie va a Morgan per averci fatto incontrare e ad ognuno di loro per esserci stati…Lunga vita alle Sagome!
Ritornando al discorso musica, secondo te come si sta evolvendo il panorama musicale italiano ed internazionale? Cosa ti aspetti dal futuro?
Quello che mi aspetto dal futuro… La musica non scomparirà, noi viviamo e suoniamo in un’epoca in cui nessuno si aspetta più niente dalla musica, il suo potere sembra essersi indebolito ma non è così, dipende solo da noi artisti in primis che abbiamo il dovere di essere onesti e coraggiosi. Verso l’ignoto si va ma con la curiosità di un esploratore e non con la paura e il disincanto di chi ha smesso di credere… nell’uomo ovviamente prima ancora che nella musica che nei secoli ha creato.
Ci puoi svelare qualche anticipazione sui prossimi impegni/progetti futuri con “I Cosi”?
L’8 di Maggio uscirà il disco Canti Bellicosi su Itunes , il feticcio(CD) per gli appassionati del genere potrà essere acquistato ai nostri concerti, come si faceva una volta. Le date verranno rese note appena possibile: basterà cercarle sulla nosrta pagina facebook. Se dimenticate il nostro nome non c’è problema, ve lo ricorderete dimenticandolo … come si chiama quel gruppo… i… Cosi…
Intervista di: Giusy Lazzarano
un ringraziameto in particolare a: CHIAJA
Morgan a RADIO ARANCIA NETWORK talk show 27-04-2012
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- Pubblicato Venerdì, 27 Aprile 2012 17:25
Morgan in diretta su Radio Arancia ci parla dei grandi artisti della musica italiana.
Ascolta l'audio da qui:

Intervista a Silver, i suoi progetti e il rapporto con Morgan
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- Pubblicato Venerdì, 30 Marzo 2012 13:16
Intervista a Silvio Barbieri in arte Silver, concorrente di X Factor 3 nella categoria 16-24 di Morgan
Intervista realizzata da Lara Aversano per inartemorgan.it
Foto di Paolo De Francesco - MoltiMedia
Silver! allora? che combini di bello ultimamente? album in vista?
Hello everybody, tutto ok grazie! E' un buon periodo in cui mi sto dedicando totalmente a ciò per cui vivo, cioè la musica! In ottobre è uscito il mio primo singolo con video, “Se mi freghi un respiro”, del quale sono molto contento. E' andato molto bene anche nelle classifiche di vendita su iTunes, che al giorno d’oggi non è male. Attualmente sto preparando i concerti per la stagione estiva e siamo al lavoro per la realizzazione del nuovo singolo con il quale dovremmo essere pronti per inizio estate.
Da qualche tempo ho intrapreso, insieme ad altri ragazzi, un nuovo progetto parallelo di band: gli SKILLS. Siamo solo all’inizio, ma l’obiettivo è quello di lavorare a brani nostri per la realizzazione di un progetto discografico; a Gennaio abbiamo voluto partecipare al concorso Sanremo Social per testare il lavoro svolto e siamo giunti allo step finale, essendo tra i 30 più votati sul web.
- Nei tuoi lavori futuri scriverai testi e musica?
Da quando ho avuto la mia prima band l’ho sempre fatto, o da solo o in collaborazione, reputando sempre molto importante la scrittura principalmente per due motivi: perché mi dà la possibilità di mettermi allo specchio e conoscermi molto più a fondo che in qualsiasi altro modo e, soprattutto, perché finché si scrivono canzoni significa che si ha qualcosa da dire. Ogni tanto capitano dei periodi in cui faccio fatica a mettermi tranquillo e scrivere, ma credo che momenti come quelli servano a far maturare le idee.
- E tu e Morgan vi siete più visti dalla fine di X Factor?
Dopo XFactor ci siamo visti in molte occasioni sia legate al nostro lavoro che in situazioni amichevoli, ma sempre e comunque condite dalla musica in qualche modo; ricordo bene la prima volta che andai da lui, poco dopo la fine del programma, mi invitò per registrare insieme una versione di Sunday Morning. Dopo questa esperienza mi ha invitato un paio di volte a duettare insieme durante i suoi concerti; in più di un occasione ho avuto modo di andare da lui semplicemente per due chiacchere e per qualche condivisione musicale; un’altra volta avevo necessità di alcuni abiti per fare un servizio fotografico e l’ho chiamato chiedendogli se potesse prestarmi qualcosa: be' sono andato a trovarlo quella sera e abbiamo scelto insieme gli abiti più adatti, tra vestiti, giacche, camicie, cappelli, occhiali e accessori vari sono andato via con la macchina piena! Anche in quell’occasione si è rivelato essere dotato di grande generosità e l’ho apprezzato molto.
- Nel tuo percorso dalla fine della trasmissione a oggi quali pensi che siano le cose più importanti che hai imparato?
Io ho sempre fatto musica esclusivamente per passione, XFactor mi ha dato la possibilità di entrare nel mondo in cui la musica diventa anche una professione e, grazie alle persone che ho trovato sul mio percorso, ho potuto iniziare a fare i primi passi e ad avere modo di ricevere dei buoni consigli sia sul piano lavorativo che personale; posso citarne uno, che non dimenticherò mai, ricevuto da Morgan e Luca Tommassini: ” L’umiltà è la dote dei più grandi...non perderla mai!”
- L'impostazione di insegnamento che Morgan ti trasmise durante la trasmissione, pensi ti sia servito anche fuori? e come?
Assolutamente sì, Morgan è sempre stato per me un punto di riferimento durante i tre mesi all’interno del programma! Ricordo che quando arrivava lui portava con sé una passione per la musica che credo di non aver mai riscontrato in nessun altro; oltretutto, il suo arrivo portava “un’aria di libertà” che personalmente mi dava una carica immensa.
- Cosa ricordi con maggiore piacere di Morgan?
Mi è difficile fare una classifica dei ricordi più belli con Morgan, però senza dubbio indimenticabile è il saluto dopo la mia eliminazione nella semifinale, quando mi disse:” Non mi mancherai perché non può mancare ciò che esiste...ci vediamo presto!”
- Morgan a telecamere accese e Morgan a telecamere spente... c'era differenza nel Vostro rapporto e nel modo di porsi?
Se c’è una cosa che ha permesso la continuazione delle nostre relazioni anche dopo la conclusione di XFactor è proprio il fatto che il nostro rapporto è sempre rimasto tale sia davanti alle telecamere sia in qualsiasi altra situazione! E questo, secondo la mia esperienza, è uno dei più grandi pregi di Morgan.
- Sappiamo che sei uno Scout... Pensi che Morgan nei panni di uno scout ci stia bene?
Non gliel’ho mai chiesto, ma sono convinto di sì! Mi raccontava che nella sua gioventù con gli amici in estate frequentava i campeggi, quindi da quel punto di vista sono sicuro che gli sarebbe piaciuto; ma anche dal punto di visto educativo, non ho dubbi sul fatto che condivida gli insegnamenti del metodo scout.
- Che pensi del sito di inartemorgan? ti piace?
Devo farvi i miei complimenti per il lavoro che avete fatto e che continuate a fare attraverso il sito perché traspare la vera passione che avete verso Morgan e la sua Arte, perché al giorno d'oggi internet è davvero fondamentale per la visibilità e la promozione degli artisti.
Colgo anche l’occasione per ringraziarvi di avermi contattato per questa intervista nella quale, oltre ad aver parlato dei miei progetti, ho avuto modo di sorridere ed emozionarmi ricordando alcuni dei momenti condivisi con Morgan!! E' sempre un piacere per me parlare del buon Marco!
- Nel tuo futuro cosa vedi?
Spero vivamente che i progetti nuovi che sto intraprendendo possano realizzarsi, perché vorrà dire che mi sto avvicinando alla realizzazione dei miei sogni i quali, spero, possano sempre essere accompagnati da una musica bella in sottofondo.
Grazie Silver! Noi di inartemorgan ti auguriamo il meglio e siamo sicuri che realizzerai tutti i tuoi sogni!
Il sito ufficiale di Silver: www.silverofficial.it
Pagina Facebook: facebook.com/SilvioSilverBarbieri
Canale You Tube : youtube.com/TheSilverOfficial
Myspace: www.myspace.com/silviosilverbarbieri
Twitter : twitter.com/silverofficial
Morgan & Jessica: Innamorati pazzi? No pazzi e innamorati!
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- Pubblicato Giovedì, 29 Marzo 2012 15:30
Intervista a Morgan & Jessica sul settimanale "Chi", in edicola dal 28 Marzo 2012
Morgan & Jessica: Innamorati pazzi? No pazzi e innamorati!
Morgan in concerto: genio e follia alla Smeraldo di Milano
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- Categoria: Live Report
- Pubblicato Mercoledì, 21 Marzo 2012 01:17
21/03/2012 - 01:17
Morgan, Milano, Concerto, Foto. Abbandoniamo per una sera il Marco Castoldi personaggio televisivo e il Marco Castoldi protagonista delle pagine di riviste dedite principalmente a gossip e affini. Prendiamo dunque il Marco Castoldi cantante, cantautore e musicista, quello noto al grande pubblico come Morgan e mettiamolo dentro ad un teatro, nello specifico lo Smeraldo di Milano. Il risultato è davvero magico, quasi perfetto perché Morgan, piaccia o non piaccia, è un musicista con la “emme” maiuscola, un interprete di spessore oltre che un grande cultore della buona musica.
Il suo ultimo album, Italian Songbook vol. 2, è uscito circa due mesi fa, facendo seguito al primo volume: una rilettura personale ed originale di alcuni capolavori della musica italiana, tra cui alcune canzoni non propriamente famose, meritevoli però di una nuova possibilità di ascolto presso il grande pubblico.
Morgan si presenta sul palco del Teatro Smeraldo del capoluogo lombardo poco dopo le 21. Ha una band intorno a sè, i MemorandOm: Daniele Dupuis, noto come Megahertz nonchè compagno di viaggio del Castoldi in molte altre esperienze, Lele Battista, ex La sintesi e ottimo e purtroppo sottovalutato cantautore, Gaetano Cappa "alle sezioni ritmiche invisibili" come lo presenta Morgan, Giovanni Ferrario e Mauro Vignera. Parte con "Da A ad A" e di lì in poi propone brani del proprio repertorio e brani tratti dal suo ultimo album. Rilegge capolavori della musica italiana in modo nuovo, fresco, originale. Bellissima la sua gaberiana "Non insegnate ai bambini" e si improvvisa anche in un'inaspettato "Quel mazzolin dei fiori".
Si alterna ad un'infinità di strumenti: pianoforte, basso, chitarra, diamonica, tastiere, maracas, tamburelli, qualsiasi oggetto che emetta un suono o un rumore. E' davvero un piacere per il pubblico in sala ammirare il genio e la follia artistica di Morgan. Chi l'ha visto soltanto in televisione non ha mai visto il vero Marco Castoldi. Un artista eclettico, un artista da ammirare, da emozionarsi. Questo è il Castoldi che preferiamo.
Pier Luigi Balzarini
Fonte: newnotizie.it










