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La solitudine di una rosa nera

LA SOLITUDINE DI UNA ROSA NERA


Io 

sono la caverna sicura

dove disperdi le notti,

quando ti offro affrancamenti 

dalla tua oscurità

in cambio di una beatitudine segreta.

 Lei

che ti marchia

a fuoco  la carne

scivola

nel baratro delle mie maledizioni.

 Io

bevo vino d'amianto,

una condanna a  ribollirmi

nelle viscere.

 Lei 

possa perire

della stessa malattia 

che mi infligge il furto bislacco

della sua bocca, che s'abbevera 

nella fonte che m' appartiene. 



di Elisabetta Longo - Tutti  i diritti riservati - 




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