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La terrazza della musica in fiore - Morgan al Teatro Smeraldo, Milano (20/03/2012)

Morgan al Teatro Smeraldo di Milano

Martedì 20 marzo 2012 Morgan si è esibito al Teatro Smeraldo di Milano con il gruppo che lo accompagnerà per tutto il tour in corso, i MemorandOm: Lele Battista, Gaetano Cappa, Marco Carusino, Daniele “Megahertz” Dupuis, Giovanni Ferrario, tutti polistrumentisti. L’allestimento scenico prevede la postazione di Morgan centrale e frontale rispetto al pubblico, ornata con piccole abat-jour e con fiori e piante. Lo spettacolo si è aperto con “da A ad a” per proseguire con l’esecuzione di alcuni brani contenuti nel nuovo disco “Italian songbook vol. 2”, “Sovrappensiero” e molte altre. Probabilmente impostato su scaletta, lo spettacolo scorre fluido e coinvolgente, con incursioni nella musica popolare e riferimenti ai canti degli alpini, per poi ritornare all’influenza prevalente in questo periodo per l’artista monzese: l’elettronica. Proprio grazie a questo tipo di linguaggio musicale Castoldi, con la canzone “Il tarlo”, crea un momento impareggiabile di “qui e ora” appropriatissimo, tra musica, teatro-canzone, cabaret concettuale, prendendo atto e raccontando con elegantissima e tagliente ironia, senza dover necessariamente denunciare apertamente, quanto sia seccante dover vivere con un cantiere sotto casa. Un momento di performance “site-specific”, tipica delle arti d’avanguardia e del teatro di ricerca, dove la messa in scena non si serve necessariamente di una scrittura di derivazione letterario-drammatrugica, ma viene creata e sviluppata sul momento, in base agli eventi correnti, ed esaltata nel suo valore proprio dal contesto in cui si svolge, rafforzando il legame simbiotico tra l’evento artistico e il luogo in cui la scena prende vita.

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La proposta di Morgan è estemporanea e, avvalendosi della sua preparazione culturale, artistica ed umana, l’artista segue degli input infiniti che partono sia dall’ambiente circostante che da ciò che percepisce come rilevante: un flusso di coscienza di immagini, situazioni, pensieri che vengono tradotti con la musica, vissuta fisicamente, come avviene e come deve essere su un palcoscenico. Morgan dimostra di avere un grandissimo rispetto per il momento teatrale: si esprime e muove all’interno di esso con sicurezza e disinvoltura, giocandoci e padroneggiandolo con presenza scenica notevole, sfruttando le sue nozioni per ironizzare e facendo riferimenti alla lettura classica, per esempio riconoscendo un ritmo come giambico. Lo spettacolo di questo artista è sicuramente di grande pregio; non perché tutti i dettagli che vengono offerti possono essere colti a pieno da occhi e orecchie attenti, profondamente educati e altrettanto consapevoli di cosa voglia dire mettere in scena uno spettacolo e usufruirne, ma perché il momento di verità, che può essere espressa solo dal vivo tramite artisti che concertano tra loro per il pubblico e con il pubblico, è articolato e sviluppato in modo da poter arricchire anche chi ci si approccia per la prima volta. Un vero peccato che uno spettacolo così possa esprimersi solo con poche date: è un tipo di performance che nel corso di un tour potrebbe modificarsi e intraprendere infinite strade possibili, tutte validissime, attirando l’attenzione che merita un qualsiasi evento culturale che, ripetuto e aggiornato, può “fare sistema” alzando notevolmente lo standard qualitativo di riferimento di un pubblico obnubilato dalla televisione.

 

Cime di Snodi

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